Il Saggiatore: La cultura
L'esperienza della perdita
Joan-Carles Mèlich
Libro
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 128
Nella perdita, la vita rivela una delle sue forme più profonde
La vita in verticale. Cronache dal precipizio
Giacomo Di Girolamo
Libro
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 256
«Viviamo almeno due vite
Diari alfabetici
Sheila Heti
Libro
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 192
Per dieci anni Sheila Heti ha tenuto un diario: lo spazio più privato della scrittura, ciò che si affida alla pagina senza pen
Maestri silenziosi. La straordinaria intelligenza degli...
Harriet Rix
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
pagine: 320
Robopoiesi. L'intelligenza artificiale della natura
André Ourednik
Libro
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 288
L’intelligenza artificiale non è nata nella Silicon Valley. Esiste da millenni, da quando l’umanità ha iniziato a creare sistemi artificiali per mediare il rapporto fra la natura e il pensiero. Il linguaggio, la scrittura e la matematica sono esse stesse forme primordiali di intelligenze artificiali, strutture che abbiamo inventato per dare forma ai nostri bisogni interiori. André Ourednik ci guida tra le rovine archeologiche dell’IA: dal primo abaco mesopotamico ai neuroni artificiali, dalle formule magiche incise su carapaci di tartaruga agli algoritmi che oggi compongono musica e dipingono quadri. Scopriamo così che quella che chiamiamo «rivoluzione digitale» è in realtà l’ultimo capitolo di una storia iniziata quando i nostri antenati decisero di affidare la memoria alle tavolette d’argilla piuttosto che agli impulsi nervosi. Robopoiesi è molto più di una storia alternativa dell’intelligenza artificiale. È una rivoluzione concettuale che smonta il mito contemporaneo della macchina come alter ego del tecnoimprenditore solitario, mostrando come ogni intelligenza artificiale sia sempre stata il prodotto di intelligenze collettive, ecosistemi di sapere che trascendono l’individualità. E se l’IA del futuro, invece di replicare i nostri pregiudizi e le nostre ossessioni di controllo, ci aiutasse a ritrovare quella connessione con il mondo vivente che abbiamo perduto? Un libro essenziale per comprendere non solo da dove veniamo, ma soprattutto dove potrebbero condurci le macchine che stiamo creando.
Elogio della vita ordinaria
Filippo La Porta
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 280
E se, in un’epoca in cui ci si aspetta che ogni esistenza sia eccezionale e degna di essere raccontata, la vera ribellione fosse restarsene sul proprio sofà, senza voler dimostrare nulla? Con profondità e ironia, "Elogio della vita ordinaria" ci invita a sottrarci al culto della visibilità, alla retorica dell’autorealizzazione, alla corsa verso il successo. Attraverso una galleria di figure minori della letteratura e della filosofia – dalla Lady Bertram tratteggiata da Jane Austen all’Oblomov di Gončarov –, Filippo La Porta costruisce in queste pagine una controstoria dell’eroismo umano, mettendo in luce una forma alternativa di grandezza. La sua è una presa di distanza dall’onnipresente esaltazione dell’unicità, del vitalismo e del superamento dei limiti che vuole celebrare la possibilità di un’esistenza lontana dai riflettori, vissuta senza voler raggiungere nessun primato, testimoniando anzi come la routine, l’inazione e la marginalità possano essere luoghi di pienezza e autenticità. Alternando i ricordi personali alle idee di pensatori quali Arendt e Camus, Orwell e Brancati, La Porta restituisce dignità alla fragilità e alla semplicità, in un mondo che tende a giudicare le persone soltanto in base al consenso sociale ottenuto e alla capacità di raccontare i propri risultati. Elogio della vita ordinaria ci mostra invece come il vero eroismo oggi non risieda nel farsi notare, ma nel restare fedeli a se stessi; non nel superarsi, ma nel saper semplicemente «essere». Perché – come scriveva Pirandello – «è molto più facile essere eroi che galantuomini. Eroe si può essere una volta tanto, galantuomo bisogna esserlo sempre».
Reinventare l'amore
Mona Chollet
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 296
Si può essere femminista e vivere in una coppia eterosessuale? Ci hanno insegnato per secoli a inseguire un amore assoluto, a cercare «l’altra metà» per raggiungere la completezza esistenziale, a scegliere tra la piena espressione di sé e la felicità romantica: "Reinventare l’amore" ci invita invece a liberarci delle maschere con cui il potere patriarcale ha ingabbiato questo sentimento per riappropriarci davvero, tutte e tutti, del nostro desiderio. C’è una questione, portata alla luce dal femminismo contemporaneo, che è ormai impossibile da ignorare: è raggiungibile l'emancipazione all'interno della coppia uomo-donna? Mona Chollet indaga questo tema nel profondo a partire dalle riflessioni di grandi scrittrici femministe del passato e del presente, da Simone de Beauvoir a bell hooks, da Nancy Friday a Liv Strömquist. Nel corso della sua trattazione, Chollet analizza modelli che identificano la donna in quanto fragile, devota ed eternamente disponibile, prendendo in esame prodotti culturali quali la serie "Normal People" o film come "L’amore sbagliato" e "Inception": il suo è un tentativo di «salvare» l’amore dal controllo patriarcale dando vita a un nuovo patto relazionale basato su una reale parità, una vera libertà e un autentico rispetto reciproco. In queste pagine non c’è la volontà di cancellare la passione o di arrendersi all’impossibilità di superare l’oppressione sociale sulle dinamiche di genere. Al contrario, "Reinventare l’amore" vuole restituire alla dimensione sentimentale la complessità che merita, per farne il motore di relazioni più sane, eque e appaganti. Bisogna cambiare l’amore perché l’amore possa tornare, ancora una volta, a cambiare le nostre vite.

