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Pianificazione regionale e di area

Port Authority di Pisa. Il Canale dei Navicelli tra nautica infrastrutture natura sport

Giuseppe Meucci, Mauro Ciampa

Libro: Libro rilegato

editore: Pacini Editore

anno edizione: 2023

pagine: 200

Il Canale dei Navicelli ha una storia che parte da lontano, quando nel 1547, Cosimo I convertì l’Opera di Riparazione del Contado nell’Ufficio dei Fossi, allo scopo di riorganizzare la rete delle acque nella piana di Pisa; furono i suoi ingegneri a disegnare il tracciato dei Navicelli – che deve il suo nome alle tipiche imbarcazioni che lo solcavano. Fu però nel 1700 che il Canale visse il suo momento di splendore, quando i Lorena, nuovi Signori della Toscana, costruirono a Porta a Mare un sostegno di nuovissima concezione, un vero e proprio esempio d'ingegneria idraulica – realizzata tra il 1788 e il 1789 – che garantì il transito delle imbarcazioni sia in uscita che in entrata. Divenne così la via più importante della costa toscana, assicurando la maggior parte dei collegamenti tra Firenze e il mare anche per il trasporto delle merci pregiate. Nel 1848, con la costruzione della linea ferroviaria Pisa-Livorno, si ebbe un grande ridimensionamento del Canale, riducendo molto il volume dei traffici e soprattutto quello del trasporto dei passeggeri, interrottosi poi nel 1943, quando un terribile bombardamento alleato lo distrusse. Negli anni Ottanta, la Navicelli Spa – oggi Port Authority di Pisa – ha convertito il Canale dei Navicelli in una delle aree di sviluppo più importanti della città di Pisa.
38,00

Prato. Città e produzione

Michele Cerruti But

Libro: Libro in brossura

editore: INU Edizioni

anno edizione: 2023

pagine: 230

Questo lavoro prova a capire come si riarticolino i rapporti tra città e produzione a Prato, luogo che è stato una vera e propria icona nelle teorie distrettualiste. Ovvero in che modo la produzione sia oggi ancora in grado di fare città. E, in seconda istanza, comprendere quale ruolo o peso abbia lo spazio nei processi di ristrutturazione della produzione di quello stesso sistema. Due sono le ipotesi: la prima è che quelle forze economiche e sociali che avevano costituito uno speciale rapporto tra spazio, produzione e società e che avevano prodotto dal punto vista spaziale lo sviluppo territoriale fondato sulla crescita immobiliare e dal punto di vista sociale un modello legato al mercato, alla redistribuzione e al welfare abbiano oggi esaurito un ciclo. La seconda è che sia tuttavia riconoscibile un nuovo ciclo, un modo di relazionarsi tra produzione e città che genera modelli di funzionamento diverso. Come a dire che i rapporti tra città e produzione sono ancora presenti e molto rilevanti, ma sono cambiati, ed è necessario osservarli per definire, in questo contesto, cosa sia città e cosa sia produzione.
25,00

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