Politica e governo
Democrazie senza democrazia
Massimo L. Salvadori
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2011
pagine: 96
Oggi viviamo più che mai in un'era di sacralizzazione della democrazia. Ma, mentre celebra i suoi trionfi, la democrazia è soggetta a così forti motivi di deterioramento da indurre a domandarsi se, sotto l'apparenza, non si celi una realtà che ne contraddice i principi e i presupposti istituzionali e sociali. Fatto è che le istituzioni degli Stati nazionali e la tradizionale divisione dei poteri non sono più in grado, come mostrato dagli eventi che hanno provocato la grande crisi economica del 2008, di regolare e controllare le decisioni dei centri di potere "irresponsabili" che presiedono alla produzione e all'allocazione delle risorse materiali, influiscono in maniera determinante sulla politica degli Stati, plasmano l'opinione pubblica, condizionano pesantemente i processi elettorali. Dopo aver indicato i tratti costitutivi delle varie forme di democrazia, l'autore si sofferma in particolare su tre tipi di regimi: il regime liberale non democratico, il regime liberaldemocratico fondato sui partiti di massa e radicato negli Stati dotati di piena sovranità sul loro territorio e a "economia nazionale", il regime liberaldemocratico nell'era dell'economia globalizzata, dell'indebolimento dei partiti, dell'avvento del cittadino "video-dipendente", dello svuotamento progressivo della sovranità degli Stati.
Dialoghi sulla sinistra. Contingenza, egemonia, universalità
Judith Butler, Ernesto Laclau, Slavoj Zizek
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2010
pagine: 329
Tre grandi intellettuali del nostro tempo discutono la crisi di identità della sinistra. Perché è così difficile proporre oggi politiche di emancipazione? Quali temi sono stati tralasciati dal dibattito? È possibile un soggetto politico di sinistra quando proliferano esigenze di frammentazione e di chiusura nelle proprie identità? L'urgenza di questi quesiti è data dal tracollo delle utopie di emancipazione e dalla pervasività del sistema economico e dell'immaginario capitalista che oggi, dopo quest'ultima grande crisi, si riafferma a livello planetario. Le possibili risposte sono molteplici e ricche di spunti: Butler - la maggiore teorica femminista americana - a partire dalla fluidità dell'identità sessuale, propone un soggetto come essere vulnerabile, stretto fra senso del limite e desiderio che muove l'azione; Laclau riprende il concetto gramsciano di egemonia, per uscire dalle strette del veteromarxismo e del decostruzionismo postmoderno; Zizek, uno dei più originali e provocatori pensatori di oggi, scompagina, anche a costo del politicamente scorretto, la paralisi della sinistra e rinnova il linguaggio politico con l'innesto di categorie psicoanalitiche.
Il bisogno di patria
Walter Barberis
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2010
pagine: 141
L'Italia è una comunità nazionale leggera: ha scarso senso civico e non si riconosce in interessi generali. Si accende episodicamente come una comunità di sentimenti: il cordoglio per una scomparsa, la gioia per un successo sportivo talvolta denunciano il desiderio di condividere emozioni e sentire momenti di unità. L'unità, quando non sia frutto di conformismo, è un valore; ma raramente la storia italiana ha visto perseguito questo obiettivo. La patria ha sempre stentato a diventare una categoria del senso comune, perché gli italiani hanno coltivato con particolare passione l'interesse privato, perché sono spesso caduti nella tentazione delle lotte di fazione e delle guerre civili, perché sono soliti ignorare la loro storia e dividersi in estenuanti rese dei conti. In realtà, proprio la storia dice che la vera risorsa degli italiani è stata la loro diversità, l'incontro e lo scambio fra culture diverse, le addizioni di genti differenti. Ne sono testimoni l'arte e la letteratura, i modi di vivere e il gusto: questa è la patria che gli italiani possono vantare, un mondo aperto e non esclusivo; questa è l'idea da proporre contro la tentazione di nuove chiusure nazionalistiche e di improbabili definizioni identitarie. Oggi, in particolare.
L'eskimo in redazione. Quando le Brigate Rosse erano «sedicenti»
Michele Brambilla
Libro: Libro in brossura
editore: Ares
anno edizione: 2010
pagine: 264
Se si leggono le ricostruzioni che storici e giornalisti fanno degli anni di piombo, sembra che i brigatisti rossi e i loro stretti parenti siano sempre stati considerati dei folli, isolati da tutto il resto del Paese. Sembra che il progetto di una società comunista, da realizzare attraverso una rivoluzione, sia stata una pazza idea nelle menti di pochi. Ma non andò così. Per una decina d'anni, diciamo dal 1968 in poi, l'estremismo di sinistra poté godere della benevolenza, del consenso, e a volte della complicità della maggior parte dei giornali e del mondo della cultura ufficiale. Ci volle il cadavere di Moro fatto trovare a metà strada fra le sedi della Dc e del Pci per interrompere una mistificazione che i mass media conducevano dal tempo della scoperta dei primi covi delle Brigate Rosse. Per dieci anni gli italiani furono ingannati dai nove decimi della stampa nazionale, che chiamò "sedicenti" le Brigate Rosse e nascose e negò qualsiasi episodio di violenza e di estrema sinistra. Perché accadde tutto questo? Molti giornalisti agirono per fede politica. Ma molti altri, più semplicemente, si accodarono seguendo il vento, che in quel momento sembrava portare a un immancabile trionfo del marxismo. Così, legioni di cronisti "borghesi" si misero l'eskimo, confermando una vecchia battuta di Leo Longanesi, e cioè che lo stemma al centro della bandiera italiana dovrebbe essere la scritta: "Ho famiglia".
Perché ancora destra e sinistra
Carlo Galli
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2010
pagine: 87
"Questo non è l'ennesimo libro dedicato alle sorti contingenti della sinistra o della destra, all'analisi teorica dei loro mali, ai consigli (peraltro non richiesti) sugli argomenti da porre a oggetto delle loro politiche, e a rispondere alla questione se la prassi debba essere moderata o antagonista, istituzionale o radicale": in questo volume si ragiona attorno all'origine comune delle categorie di destra e sinistra, ossia l'avvento della modernità e della nozione di soggetto. Se la destra e la sinistra sono modalità distinte e inscindibili, opposte e complementari, dall'età moderna a oggi, hanno ancora un campo di battaglia - la nozione di soggetto - su cui dividersi: la destra fa prevalere l'autorità, le esigenze del mercato o le radici etniche mentre la sinistra privilegia lo sviluppo libero e uguale delle persone. Sono due modalità differenti scaturite dalla stessa moderna struttura originaria della politica, in bilico fra natura e artificio. "Se e quando la soggettività non sarà più una categoria che ha valore strategico al fine di formare lo spazio politico e sarà anzi del tutto consumata e il suo fiorire non sarà più per nessuno la questione politica centrale; se e quando la politica si organizzerà intorno ad altri assi categoriali (ad esempio, inquinatori contro ambientalisti), allora destra e sinistra non significheranno più nulla. Ma fino ad allora destra e sinistra continueranno a dire, forse flebilmente, forse ad alta voce, qualcosa di moderno sui destini politici postmoderni".
Lenin. Coscienza e volontà rivoluzionaria
Libro: Libro in brossura
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2010
pagine: 204
Le tappe fondamentali della vita politica di Lenin sono delineate attraverso osservazioni e testimonianze di oltre cinquanta autori assai diversi: militanti rivoluzionari, temporanei compagni di strada, intellettuali borghesi, avversari di classe. Certo, rispetto alla ricchezza teorica e pratica del leninismo, il contenuto del volume è cosa modesta, ma sicuramente utile ad avvicinare il lettore alla comprensione dei suoi aspetti essenziali. A quasi trent'anni dalla prima, la nuova edizione, essa stessa testimonianza della vitalità del leninismo, si presenta arricchita, oltre che di contributi storici, testimonianze dirette e materiale iconografico, di giudizi politici che di quella strategia politica comprovano l'attualità.
Le origini del totalitarismo
Hannah Arendt
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: LXXXII-710
"Le origini del totalitarismo" (1951) è un classico della filosofia politica e della politologia del Novecento. Per la Arendt il totalitarismo rappresenta il luogo di cristallizzazione delle contraddizioni dell'epoca moderna e insieme la comparsa in Occidente di un fenomeno radicalmente nuovo. Le categorie tradizionali della politica, del diritto, dell'etica e della filosofia risultano inutilizzabili; quanto avviene nei regimi totalitari non si può descrivere nei termini di semplice oppressione, di tirannide, di illegalità, di immoralità o di nichilismo realizzato, ma richiede una spiegazione "innovativa". Lungi dal presentare una struttura monolitica, l'apparato istituzionale e legale totalitario deve rimanere estremamente duttile e mobile, al fine di permettere la più assoluta discrezionalità. Per questo gli uffici vengono moltiplicati, le giurisdizioni tra loro sovrapposte e i centri di potere continuamente spostati. Soltanto il capo, e una cerchia ristrettissima di collaboratori, tiene nelle sue mani gli ingranaggi effettivi della macchina totalitaria. Nelle Origini tale macchina viene smontata e analizzata pezzo per pezzo: i metodi propagandistici, le formule organizzative, l'apparato statale, la polizia segreta, il fattore ideologico e, infine, il campo di sterminio, istituzione suprema e caratteristica di ogni regime totalitario.
Socialismo liberale
Carlo Rosselli
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: LXXVI-164
Come riaffermare i principi fondamentali del liberalismo senza rinnegare il socialismo come fine. Il libro di Rosselli, stampato per la prima volta a Parigi nel 1930, pone in tutta la sua ineludibilità la questione che ha caratterizzato gran parte del dibattito politico del Novecento: conciliare l'idea di libertà individuale con quella di giustizia sociale. Il socialismo federalista e liberale di Rosselli teorizzato più di sessant'anni fa, prima del crollo del fascismo e dei regimi comunisti, è anche un modo - come sottolinea Norberto Bobbio - per fare i conti con i più recenti contributi al dibattito sul liberalismo socialista (l'americano John Rawls, l'indiano Amartya Sen) in vista del prossimo millennio democratico tutto da inventare, nelle formule e nei contenuti. Questa nuova edizione comprende, oltre all'introduzione del 1979, due saggi critici di Norberto Bobbio, "Attualità del socialismo liberale" e "Tradizione ed eredità del liberalsocialismo". Con la cronologia della vita e delle opere e la bibliografia critica.
La democrazia imperialista in America. Come gli Stati Uniti eleggono il presidente
Franco Palumberi
Libro: Copertina morbida
editore: Lotta Comunista
anno edizione: 2009
pagine: 540
Sono raccolti in questo libro oltre trent'anni di studi sulla lotta politica negli Stati Uniti, attraverso otto mandati e l'elezione di sei presidenti. Analisi territoriale di gruppi e correnti, pluralità dei poteri e delle sovrastrutture, peso delle culture e delle psicologie politiche, dinamica di squilibri e adeguamenti, nesso tra centralizzazione politica interna e proiezione imperialistica internazionale sono oggetto di attenta disanima. Ma entrare nel merito della lotta politica americana è stato necessario in primo luogo ai fini delle valutazioni sulle relazioni internazionali: si pensi alla lotta politica negli anni della divisione di Yalta, oppure al mutamento sociale della maturità imperialista, dove il "canovaccio americano" ha anticipato in Europa e in Italia i fenomeni dello scorrimento sociale; o all'unificazione dell'imperialismo europeo, dove il processo politico continentale degli USA è servito da paragone, nelle analogie e nelle differenze, per la pluralità di sovrastrutture della UE. Oggi la crisi delle relazioni globali è il nuovo test per la democrazia imperialista americana, ma anche per il mondo intero.
Il governo sopra tutto
Libro: Copertina rigida
editore: Bibliofabbrica
anno edizione: 2009
pagine: 160
Vita attraverso le lettere
Antonio Gramsci
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2008
L'epistolario gramsciano è scomponibile in due grandi blocchi: le lettere sino all'arresto (1918-1926), e le lettere dal carcere (1926-1937). Le più note sono certamente quelle dell'edizione Einaudi del '47, curate da Palmiro Togliatti e Felice Platone. Via via seguirono altre edizioni. Conosciute in tutto il mondo le lettere del periodo detentivo che resteranno nella storia della letteratura come una delle grandi opere di questo secolo, al contrario sono malnote le lettere 1908-1926.
La Rivoluzione liberale. Saggio sulla politica in Italia
Piero Gobetti
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2008
pagine: LXIV-194
Piú di settant'anni fa, Piero Gobetti (Torino 1901 - Parigi 1926), uno dei piú coraggiosi politici e pensatori italiani, rivoluzionario e liberale, pubblicava questo saggio. Da allora i mali e le anomalie del caso Italia non sono state risolte, la rivoluzione liberale non è stata compiuta. Come scrive Paolo Flores d'Arcais nel saggio introduttivo "la lezione di Piero Gobetti è politicamente attuale per l'impressionante lucidità con cui può prestarsi a descrivere i fenomeni dei nostri giorni e a diagnosticarne la patologia".

