Libria: Mosaico
Progetto pratica dialogica. Raccontare le culture plurali dell'architettura
Pier Francesco Cherchi, Marco Lecis
Libro: Copertina morbida
editore: Libria
anno edizione: 2016
pagine: 128
Il libro è una riflessione sull'esperienza di due architetti e docenti di progettazione, avvenuta attraverso la loro collaborazione all'interno del dipartimento di architettura dell'Università di Cagliari. La condivisione di ricerche e progetti per il dipartimento, di atelier in scuole estive internazionali, l'organizzazione di corsi coordinati di progettazione, sono raccontate come opportunità per fare esperienza di una declinazione del progetto che, fuori da ideologie e genealogie riconosciute, diviene un esercizio di pratica dialogica: strumento di confronto, mediazione e rielaborazione di premesse eterogenee che prende forza e senso proprio dalla densità dell'intreccio e dalla capacità di tessere quella trama. Una pratica che si rivela efficace non solo nell'azione concreta del progetto, ma anche nella ridefinizione teorica delle sue premesse e nella sua trasmissione didattica. Il libro intende proporre un metodo e una riflessione più ampi, offrendo una testimonianza al dibattito contemporaneo sulle culture dell'architettura e sulle metodologie del loro insegnamento.
Il lungo viaggio di un grande mito architettonico medievale. Dal palazzo di Diocleziano ad Antiochia al palazzo di Madonna Intelligenza
Stefano Borsi
Libro: Copertina rigida
editore: Libria
anno edizione: 2016
pagine: 276
Come in un labirinto, questo saggio ricostruisce il lungo percorso di un grande mito architettonico della letteratura medievale, risalendo dal mirabolante palazzo di Madonna Intelligenza di un raro poemetto anonimo toscano di inizi Trecento al palazzo celeste disegnato dall'apostolo Tommaso per il mitico re indiano Gundaforo dell'apocrifa Passio sancti Thomae del IV secolo. Attraverso un'ampia rassegna di fonti, molte delle quali ignote o assai poco frequentate, si è in grado di identificare il modello reale che ha dato ispirazione a questa ricca produzione: il grande palazzo di Diocleziano e Costantino ad Antiochia sull'Oronte, quasi completamente perduto e noto solo in modo lacunoso e parziale. L'indagine attraverso questa ricca tradizione in gran parte indiretta consente di spingere molto in avanti la ricostruzione e l'interpretazione di questo grande edificio tetrarchico, gettando nuova luce su un'importante fase della storia dell'architettura alla vigilia della rifondazione costantiniana di Costantinopoli.
Limboland
Pietro Valle
Libro: Copertina morbida
editore: Libria
anno edizione: 2016
pagine: 160
Una raccolta di osservazioni sul paesaggio contemporaneo degli Stati Uniti e della Cina, Limboland è organizzato in due gruppi di testi scritti a più di vent'anni di distanza, che esplorano la forma fisica e spaziale di luoghi in rapida trasformazione e la relatività del giudizio che accompagna lo sguardo di chi osserva. Non è un caso che il titolo, preso a prestito da un articolo di giornale su una nuova parte di città, parli di una realtà sospesa che si volge in più direzioni. La velocità del cambiamento della città e del territorio globalizzati, soggetti al consumo del mercato e alla continua costruzione di realtà artificiali legate a esso, è indagata nell'evidenza materiale e visiva dei luoghi. Questa, secondo l'autore, parla delle differenze che li caratterizzano più degli eventi o delle grandi narrazioni che li hanno finora definiti.
Opaco Mediterraneo. Modernità informale
Alessandro Lanzetta
Libro: Libro in brossura
editore: Libria
anno edizione: 2016
pagine: 208
La "mediterraneità", che costituisce il filo rosso di questo libro, è considerata una condizione spaziale dell'architettura contemporanea, caratterizzata da una dimensione di "opacità" che discende, direttamente o indirettamente, dagli ambienti urbani e dalle architetture vernacolari dell'area mediterranea. La tesi proposta è che molte strategie operative della progettazione architettonica contemporanea abbiano origine dall'adozione, da parte di alcuni maestri del Movimento Moderno, dei processi di costruzione tipici dell'ambiente tradizionale mediterraneo. Esemplificativo è il lavoro di Le Corbusier che s'innamorò del paesaggio di quest'area proponendo una modernità ispirata alla sua architettura, sia a quella alta del classicismo che a quella bassa e ambigua dei contesti popolari. Un altro esempio è la figura di Bernard Rudofsky che introdusse ed esaltò l'edilizia vernacolare mediterranea come modello possibile di un'architettura astorica, basata sulle esigenze degli abitanti.
Speer. L'architettura e/è potere
Kristian Fabbri
Libro: Libro rilegato
editore: Libria
anno edizione: 2016
Il monologo, ispirato ai "Diari segreti di Spandau" scritti durante i vent'anni di carcere da Albert Speer, l'architetto di Hitler, l'uomo che ha modellato le sue monumentali ambizioni architettoniche, racconta la sua colpa e cerca di convincere gli spettatori ad emettere la sentenza. Una sentenza che però ricadrà sullo spettatore, perché l'ambizione divorante, l'ossessione per l'ideale di bellezza, il desiderio di creare un mondo nuovo e il dubbio - se vendere l'anima al diavolo o battersi contro le ideologie dominanti - sono le domande di ogni essere umano al cospetto delle atrocità del mondo. La pubblicazione comprende due brevi saggi sulla figura di Speer di Ines Tocic, Micaela Antonucci e Sofia Nannini.
5 punti di vista. Tra forma del segno e disegno della forma
Valeria Menchetelli
Libro: Libro in brossura
editore: Libria
anno edizione: 2016
pagine: 88
Il clima come materiale da costruzione e altri scritti su Le Corbusier
Carlo Pozzi
Libro: Copertina morbida
editore: Libria
anno edizione: 2015
pagine: 128
Il volume raduna alcune riflessioni sul ruolo del clima nell'approccio progettuale di Le Corbusier da Chandigarh a Ahmedabad, che sembrano diventare ancora più urgenti in epoca di "Climate Change", intervallate da un intervento sul quartiere Frugés a Pessac e da una ricerca che vede l'opera di Le Corbusier come snodo determinante tra architettura storica e architettura contemporanea. Infine due lezioni che introducono alla comprensione della centralità di questo maestro del novecento. Parole come ricerca e didattica, che rischiano di diventare slogan sia nelle università che nella professione di architetto, trovano qui un focus nella grande opera dell'architetto di La-Chaux-des-Fonds, scomparso appena cinquanta anni fa nelle acque del Mediterraneo.
Why architects still draw. Due lezioni sul disegno d'architettura. Ediz. italiana
Paolo Belardi
Libro: Copertina morbida
editore: Libria
anno edizione: 2015
pagine: 108
Nelle sue due lezioni immaginarie agli studenti di architettura, Paolo Belardi perora efficacemente la causa affinché il ruolo del disegno a mano libera nell'atto progettuale venga salvaguardato e incoraggiato, non solo come mezzo diretto per rivelare la genesi di un'idea progettuale attraverso schizzi d'ideazione, ma anche come strumento, più informativo, per il rilievo e per la documentazione sia del patrimonio monumentale che degli edifici, ben più banali, che oggi noi progettiamo, costruiamo e abitiamo. Nel sostenere il valore del disegno a mano libera, la tesi di Belardi rammenta ai progettisti che le tecnologie obsolete spesso mantengono la loro straordinaria utilità e, per questo, non devono essere abbandonate, anche quando le nuove tecnologie sembrano garantire maggiori potenzialità e facilità d'uso. Prefazione di Francis D.K. Ching.
Mirabilia Melfi
Sara Marini, Alberto Bertagna
Libro: Copertina morbida
editore: Libria
anno edizione: 2015
pagine: 112
Due libri si intrecciano in questo: il primo testimonia l'opportunità e l'urgenza di costruire storie, il secondo è la restituzione in segni e parole di un'architettura in forma di volume. Due sono le questioni che si affrontano: la prima insiste sulla missione primaria e dimenticata dell'architettura, strumento di narrazione quale che sia il suo linguaggio; la seconda sul suo rapporto con la costruzione e dunque con la tecnica. Entrambe le questioni si fondano e sostanziano nel meraviglioso o nel bisogno di meravigliarsi, di vedere diversamente le cose. Non scienziati ma visionari, non oggettivi ma arbitrari, non certificatori di presenze ma produttori di miti: realisti capaci di vedere oltre, gli architetti costruiscono lo spazio che ci sorprende raccontandolo come ciò che desideriamo. Una terra e la sua città (Melfi) e un progetto e la sua storia (mirabile) condensano in pochi fogli le due questioni che, come un giano bifronte, si inseguono per ritrovarsi.

