Manifestolibri: La nuova talpa
Un marxismo rinnovato
Bruno Jossa
Libro: Libro in brossura
editore: Manifestolibri
anno edizione: 2016
pagine: 395
Diversi motivi rendono necessaria oggi una profonda revisione del marxismo tradizionale: la teoria del valore-lavoro non è accettabile; il rifiuto di Marx di proporre ricette per il futuro ha lasciato indeterminata la questione del socialismo; l'identificazione, soprattutto ad opera di Engels, del socialismo con la pianificazione centralizzata e il fallimento di questa hanno portato alla sfiducia nei confronti di ogni socialismo possibile. Eduard Bernstein, secondo Jossa, aveva ragione quando osservava che il socialismo è l'erede del liberalismo non solo dal punto di vista cronologico ma anche da quello del contenuto ideale. Questo è il nucleo del rinnovamento del marxismo che il libro propone: la tesi che il socialismo è un ideale concreto e realizzabile, che ha al suo centro la gestione delle imprese da parte dei lavoratori.
La struttura logica del concetto di capitale in Marx
Helmut Reichelt
Libro: Copertina morbida
editore: Manifestolibri
anno edizione: 2016
pagine: 301
Questo volume di Helmut Reichelt, qui presentato con una nuova introduzione dell'autore, ha inaugurato un modo inedito di considerare l'opera di Marx nel suo complesso partendo dalla ricostruzione del metodo dialettico del Capitale. Iniziatore con Hans Georg Backhaus di una "nuova lettura di Marx", che mette al centro i temi della forma-valore e del denaro, Reichelt chiarisce l'identità strutturale del concetto marxiano di capitale con il concetto hegeliano di spirito già presente nei Manoscritti di Marx, dove l'autore del Manifesto parla del denaro come del "concetto esistente e in atto del valore di tutte le cose". Per ricostruire il metodo del Capitale, il libro di Reichelt ripercorre l'itinerario di formazione del pensiero marxiano in tutti i suoi passaggi più importanti, e costituisce pertanto una chiara e utilissima introduzione ai concetti fondamentali della critica dell'economia politica, della quale oggi molti riscoprono il valore e l'attualità.
Ecologia politica. Nuove cartografie dei territori e potenza di vita
Tiziana Villani
Libro: Copertina morbida
editore: Manifestolibri
anno edizione: 2013
pagine: 173
L'ecologia politica è la buona pratica atta a risanare le soggettività e gli ambienti laddove le scelte tecnocratiche di ogni sorta e con ogni mezzo hanno prodotto malattia. Essa persegue I'abbandono dell'attuale modello liberista, in una prospettiva che è per sua natura relazionale, ambientale e in divenire. La natura artificializzata dell'urbano è la condizione in cui occorre esercitare tutta "I'immaginazione" per creare nuove polis capaci di accogliere le differenti soggettività e progettualità. In questo contesto i saperi, le tecnologie, le relazioni devono svolgere una rinnovata funzione critica e inventiva. Lo spazio pubblico è stato di fatto cancellato, sottratto e destinato al consumo, al marketing e al brand. Non si tratta tanto di autolimitare le possibilità di crescita, quanto di individuare i modi e le pratiche di una nuova invenzione del sociale per renderlo più equo e felice. Noi siamo questa natura in continua metamorfosi e dobbiamo comprendere che la posta in gioco è quella che riguarda le nostre condizioni di vita.
Filosofia e capitalismo. Hegel, Marx e le teorie contemporanee
Giorgio Cesarale
Libro: Copertina morbida
editore: Manifestolibri
anno edizione: 2013
pagine: 151
Lo sviluppo dell'economia capitalistica di mercato e la formazione dello Stato "rappresentativo" moderno sono le sfide che hanno determinato quella rivoluzione della logica filosofica che è consegnata all'opera di Hegel e di Marx. Il libro ne ripercorre alcune tappe essenziali, mostrando la fecondità che l'approccio dialettico conserva anche per interpretare il presente. Ma il volume non si limita a rileggere i classici in una chiave attuale. Riflette anche sul modo in cui la lezione di Marx è stata vivificata da numerosi autori contemporanei, che da essa hanno preso le mosse per fornire interpretazioni adeguate del capitalismo contemporaneo e delle sue crisi: da Nicos Poulantzas a David Harvey, da Jacques Bidet a Giovanni Arrighi.
La razza al lavoro
Libro: Copertina morbida
editore: Manifestolibri
anno edizione: 2012
pagine: 173
Il razzismo non è un fenomeno "contingente" o un "effetto secondario" legato ad altri fatti sociali. È parte integrante delle nostre società e la sua genesi è da rintracciare nella costituzione coloniale della modernità capitalistica e nella narrazione degli stati nazionali. Partendo da questo assunto, il volume insiste sulla necessità di reintrodurre in modo critico i concetti di "razza" e di "razzializzazione" nel dibattito italiano ed europeo. Sin dal titolo, "la razza al lavoro", il volume sottolinea l'intrinseca connessione del razzismo con il processo di valorizzazione capitalistica, con le sue trasformazioni anche conflittuali e con le diverse esigenze politiche di dominio. Gli autori sostengono che trattare razza e razzismo come semplice "menzogna" da svelare attraverso un "progetto educativo", significhi non solo minimizzare gli effetti nel presente di fenomeni come il colonialismo e la schiavitù, ma soprattutto ridurre la lotta al razzismo a mera solidarietà. L'antirazzismo, al contrario, non può costituirsi come tale se non promuove un progetto di cambiamento radicale capace di investire più complessivamente i rapporti produttivi e le relazioni sociali.
Il marxismo e le sfide della globalizzazione
Bruno Jossa
Libro: Libro in brossura
editore: Manifestolibri
anno edizione: 2012
pagine: 361
Mentre la crisi del capitalismo globale si manifesta in modi sempre più eclatanti e distruttivi, mettendo a repentaglio le condizioni di vita delle popolazioni, appare quanto più necessaria la ricerca di alternative al sistema economico dominante. È questo il problema che il libro di Jossa affronta. La tesi centrale che l'autore sostiene è che la gestione democratica delle imprese da parte dei lavoratori, ricollegandosi all'idea originaria dei Consigli, sia l'unica prospettiva realistica di un socialismo all'altezza dei tempi. Questo implica di guardare allo strumentario marxista in una prospettiva nuova, rendendolo compatibile con la scienza economica contemporanea e con l'esperienza storica che abbiamo alle spalle. Con lo scopo di delineare una compiuta democrazia economica che superi le forme del dominio capitalistico senza gettare a mare l'economia di mercato e senza riproporre forme di pianificazione dirigista che si sono rivelate fallimentari.
Un Nietzsche italiano. Gianni Vattimo e le avventure dell'oltreuomo rivoluzionario
Stefano G. Azzarà
Libro: Copertina morbida
editore: Manifestolibri
anno edizione: 2011
pagine: 256
Se il primo incontro di Gianni Vattimo con Nietzsche intendeva soprattutto denazificare il filosofo tedesco e recuperarlo in chiave esistenzialistica, ben più originale è la lettura degli anni Settanta, quando il padre dello Zarathustra assume le vesti tutte politiche di un autore libertario e "rivoluzionario", diventando punto di riferimento per la sinistra. Il volume ripercorre criticamente la storia dell'"oltreuomo" dionisiaco, mettendola in relazione con l'uso pubblico che di Nietzsche è stato fatto nel periodo della contestazione sessantottina, dell'Autonomia e infine del terrorismo e del riflusso. Emerge in controluce la storia di una parte dell'intellighenzia critica italiana, alla ricerca di una via d'uscita "individualistica" dalla dialettica e dalla crisi del marxismo anche attraverso autori che, pur collocati a destra, mettevano in evidenza i limiti della società borghese e del pensiero universalistico. Con il rischio, però, di favorire quella mentalità neoliberale che costituisce oggi il più grave rischio per la democrazia moderna. Con un'intervista a Vattimo su "Nietzsche, la rivoluzione, il riflusso".
Sul Risorgimento italiano
Karl Marx, Friedrich Engels
Libro: Copertina morbida
editore: Manifestolibri
anno edizione: 2011
pagine: 270
Due giornalisti d'eccezione, Karl Marx e Friedrich Engels, raccontano, analizzandone il senso e la direzione, gli eventi bellici e politici nell'Italia dal 1848 al 1860. Come valutavano i fondatori del socialismo scientifico il Risorgimento italiano e le singole personalità che ne furono protagoniste? Nel centocinquantenario dell'unità non poteva mancare la riscoperta di questi testi che ragionano sul rapporto tra indipendenza e rivoluzione alle origini della nostra storia nazionale. Raccolti e tradotti alla fine degli anni Cinquanta, questi testi (articoli giornalistici, lettere, brevi saggi dedicati agli eventi del momento) sono ormai introvabili. In essi, oltre alla ricostruzione degli eventi, si trovano anche i giudizi, a volte caustici, su personaggi come Giuseppe Mazzini, i Savoia, Garibaldi, e su tutti i governanti europei implicati nella vicenda italiana e nella rivoluzione europea del 1848. E un'attenzione, quella di Marx ed Engels per la storia italiana, che testimonia di un interesse niente affatto marginale per il movimento risorgimentale, e della lucidità con la quale i due autori individuavano le arretratezze e le debolezze della borghesia italiana che tanto avrebbero pesato sulla storia successiva.
Storia dei marxismi in Italia
Cristina Corradi
Libro: Copertina morbida
editore: Manifestolibri
anno edizione: 2011
pagine: 373
Dopo aver ripercorso, nella sua prima parte, il dibattito sulla teoria di Marx che vide protagonisti Labriola, Croce, Sorel, Gentile e Mondolfo, e dopo aver sintetizzato l'originale declinazione della filosofia della prassi proposta da Antonio Gramsci, il volume analizza, nella seconda parte, i principali indirizzi del marxismo italiano maturati tra il secondo dopoguerra e la crisi degli anni Settanta. La scienza del comunismo di Bordiga, il galileismo morale di Della Volpe, la sociologia della classe operaia di Panzieri, il neomarxismo di Fortini, la divisione tra la teoria dell'operaio sociale di Negri e le tesi dell'autonomia del politico di Tronti e Cacciari, le critiche di Timpanaro al materialismo storico e alla filosofia della prassi, la ricerca di Luporini e di Colletti, i dibattiti sulla teoria del valore-lavoro e sul rapporto tra Hegel e Marx: ecco alcuni dei momenti salienti che il volume ricostruisce, mostrando come essi si intreccino con la storia della sinistra italiana. La terza parte del volume passa in rassegna il dibattito più recente, dal quale sembra emergere una rinnovata attualità della lezione di Marx come chiave interpretativa per decifrare le dinamiche del capitalismo contemporaneo.
Shoah. Le colpe degli italiani
Marino Ruzzenenti
Libro: Copertina morbida
editore: Manifestolibri
anno edizione: 2011
pagine: 200
A oltre sessantacinque anni dalla tragedia della Shoah, manca ancora una riflessione esauriente sulle responsabilità italiane per lo sterminio degli ebrei, sulle colpe del cattolicesimo e del fascismo. Il volume dà un contributo a questa indagine analizzando in profondità due pagine inedite. Innanzitutto indaga sul ruolo che svolse il cattolicesimo italiano, attraverso la figura chiave dell'intellettuale Mario Bendiscioli, nella gestazione delle leggi antisemite del 1938. Documenta poi come i fascisti della repubblica sociale furono protagonisti di primo piano, spesso in competizione con gli stessi tedeschi, nella caccia agli ebrei da avviare allo sterminio. Da questo studio emerge un radicamento tutt'altro che marginale del razzismo in molti settori della società italiana, che tante ricostruzioni storiografiche hanno preferito sminuire o lasciare nell'ombra.
La razza maledetta. Origini del pregiudizio antimeridionale
Vito Teti
Libro: Copertina morbida
editore: Manifestolibri
anno edizione: 2011
pagine: 301
Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento si afferma in Italia la teoria razziale dell'inferiorità del Mezzogiorno. Nonostante l'opposizione di numerosi studiosi, questa teoria si diffuse come linguaggio funzionale all'ideologia dei ceti dominanti italiani e stranieri. Ma il pregiudizio antimeridionale non è scomparso e anzi alimenta ancora oggi, in vecchie e nuove forme, le istanze separatiste e antiunitarie. La spiegazione razziale dell'inferiorità morale e sociale dei meridionali, che si richiamava alle teorie di Niceforo e di Lombroso, costituì l'esito più paradossale di una continua e sistematica negazione dell'altro. La teoria della "razza maledetta" fu denunciata da numerosi meridionalisti come un "romanzo antropologico" e una comoda scorciatoia per spiegare le differenze tra Nord e Sud. Questa narrazione influenzò le posizioni di magistrati, medici, psichiatri, politici e, più in generale, l'opinione pubblica del Nord. Essa finì col generare un sentire comune e diffuso, all'origine di stereotipi ancor oggi operanti. Nell'aspro dibattito, documentato nel volume, tra studiosi di matrice positivista e meridionalisti (Niceforo, Sergi, Colajanni, Rossi, Ciccotti, Lombroso, Salvemini, Fortunato) affiorano termini e problemi che tornano oggi a segnare l'attualità sociale e politica.
Il lavoro senza rappresentanza
Paolo Ciofi
Libro: Libro in brossura
editore: Manifestolibri
anno edizione: 2011
pagine: 331
Nel mondo dei Marchionne e del capitale finanziario, il lavoro è oggetto di innumerevoli ricatti che mirano a ridurne i diritti. Ma ormai da molti anni non dispone più di un'autonoma e libera rappresentanza politica: questo è uno degli approdi della transizione italiana, oltre che della competizione globale. DopoT89 il conflitto capitale-lavoro, lungi dall'essere stato cancellato, si manifesta in forme inedite. Il lavoro, come il capitale, è stato investito da grandi trasformazioni, ma la sinistra politica ha cessato di rappresentarlo e la globalizzazione si è rivelata un gigantesco processo di subordinazione dei lavoratori allo sfruttamento capitalistico. Di fronte al partito della proprietà e dell'impresa, a tutela dei lavoratori è rimasta parte del sindacato, e quella galassia di movimenti che mettono a nudo le contraddizioni del neo-liberismo e i processi di degrado sociale che hanno investito le nostre società.

