Marietti 1820: Saggistica
Franz Grillparzer. Disegni e problemi
Nicoletta Dacrema
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2000
pagine: 142
La nuova era. Miti e profezie dell'Italia in rivoluzione
Marina Caffiero
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2000
pagine: 165
La condizione politica postmoderna
Ferenc Fehér, Ágnes Heller
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2000
pagine: 175
I piccoli schiavi dell'arpa. Storie di bambini italiani a Parigi, Londra e New York nell'Ottocento
John Zucchi
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 1999
pagine: 282
Voci dell'Islam moderno. Il pensiero arabo-musulmano fra rinnovamento e tradizione
Paolo Branca
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 1997
pagine: 346
Le circostanze dell'arte
Mario De Micheli
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 1987
pagine: 270
Carlo V e i suoi banchieri
Ramon Carande
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 1987
pagine: 948
Discorso di risveglio alla fede secondo il veicolo universale
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2016
pagine: 180
IL "Discorso di risveglio alla fede" è un'opera fondamentale per la storia dell'umanità comparsa in Cina alla metà del VI secolo. Tutte le scuole di buddismo dell'Asia Orientale hanno stabilito un profondo legame con quest'opera: il Discorso offre una via d'accesso all'aspetto più elusivo della conoscenza salvifica e una rappresentazione straordinariamente accurata e profonda del funzionamento della mente che arriva fino al punto di incontro tra universale e personale. Il missionario battista Timothy Richard, che per primo ne curò la traduzione in una lingua occidentale, ne rimase talmente affascinato da ritenere di trovarsi davanti a "uno dei più importanti libri del mondo [...] dopo la Bibbia, il Corano, i Classici Confuciani e i Veda". Richard era convinto della valenza universale di quest'opera: "Questo libro è brahmanico e buddhista, indiano e occidentale. È profondamente filosofico, ricorda fortemente Hegel e Berkeley..."
Una gioia antica e nuova. Scritti su Charles Dickens e la letteratura
Gilbert Keith Chesterton
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2011
pagine: 226
Non esiste miglior critico dickensiano del signor Chesterton: queste le parole di T.S. Eliot, alle quali negli anni sono seguite un coro unanime di entusiasti, da C.S. Lewis, al presidente Roosevelt. Chesterton ha amato Dickens fin da bambino, continuando ad attingere alle sue opere come si attinge ad una fontana di gioia costante. Diventato a sua volta una dei polemisti e scrittori più celebri del suo tempo, venne proclamato presidente della società dickensiana e realizzò una prefazione per ciascuna opera di Dickens nella celebre e popolare collana Everyman. E queste sue prefazioni, raccolte e riordinate assieme in volume, costituiscono non solo una splendida introduzione ai personaggi e ai temi del più grande scrittore dell'età vittoriana, secondo solo a Shakespeare come emblema del popolo inglese, ma anche una seria di inesauste intuizioni e affondi sul mistero della creazione artistica, sul valore dell'umorismo e della pietà, senza mai dimenticare spunti e polemiche di graffiante attualità politico-sociale. Una grande e appassionata lezione critica, capace di contagiare il lettore con la sua travolgente ammirazione per il soggetto trattato, facendogli desiderare di correre a riaprire le pagine di Oliver Twist e Canto di Natale.
I cristiani e l'impero romano
Ilaria Ramelli
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2011
pagine: 108
La raccolta è una selezione degli articoli dell'autrice apparsi nella rubrica di "Avvenire" tra il 2009 e il 2010 e basati su intense e ininterrotte ricerche scientifiche ormai ventennali. Il libro, diviso in quattro sezioni, mette in luce un'indagine del tutto originale di documenti noti e meno noti sulla figura di Gesù in fonti non cristiane del I secolo; su come il cristianesimo fu conosciuto a Roma già nel I secolo; sulle allusioni al cristianesimo nei romanzi e nelle satire pagane del I-II secolo; su alcuni esempi della prima diffusione del cristianesimo dal Vicino Oriente all'India.
La filosofia cristiana. Alla società francese di filosofia 1927-1933
Guglielmo Forni Rosa
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2011
pagine: 152
Gli ultimi papi (e anche Benedetto XVI nel suo discorso di Ratisbona, 12 settembre 2006) mantengono viva la necessità della filosofia come interrogazione radicale sulla condizione umana, al di là delle varie riduzioni possibili e oggi universalmente praticate (discipline formali, discipline sperimentali, utilizzazioni pratiche o tecniche); al punto che una filosofia radicale, anche se non cristiana, sembra loro meglio accettabile che l'impoverimento, la rinuncia a pensare che essi vedono nei vari storicismi e pragmatismi. Resta ovviamente aperta la questione se questo riconoscimento della ragione, l'affermazione della sua problematica ampiezza, debba passare attraverso la metafisica greca oppure prendere altre vie, finora peraltro scarsamente praticate. La posizione cattolica è nota, di ritenere cioè l'incontro con la cultura classica un evento di importanza decisiva, che non si potrebbe eludere o aggirare. Benedetto XVI a Ratisbona ha indicato, per condannarle, le varie forme di de-ellenizzazione possibili, per concludere che l'avvicinamento fra fede biblica e pensiero greco è "un dato che ci obbliga anche oggi": credo volesse dire che soltanto nella cultura classica (ad esempio nella tragedia greca) noi troviamo quella problematizzazione radicale della condizione umana, quell'interrogarsi circa il senso della vita e della morte, di cui il cristianesimo ha bisogno, ma che fa parte di una più generale umanità, di una antropologia fondamentale che oggi tuttavia sembra sul punto di cancellarsi, di scomparire.

