Marietti 1820: Saggistica
Ripensare il cattolicesimo (1450-1700). Nuove interpretazioni della Controriforma
Robert Bireley
Libro: Libro in brossura
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2010
pagine: 298
Superando le definizioni tradizionali di Controriforma e Riforma cattolica, Bireley guarda il cattolicesimo degli anni 1450-1700 da un'angolatura originale o almeno non convenzionale. Si tratta di un cattolicesimo modellato dai profondi cambiamenti della prima età moderna e desideroso di rispondere creativamente alle sfide della modernità: il Rinascimento, lo sviluppo economico e i disordini sociali, la Riforma cattolica, la formazione degli Stati, il colonialismo europeo. Con approcci diversi - politico, sociale, religioso e culturale - l'autore dedica particolare attenzione ai metodi di evangelizzazione nel vecchio e nel nuovo mondo, all'educazione, all'attività degli ordini religiosi e allo sforzo di creare una nuova spiritualità per i cristiani sparsi nel mondo.
Tracce agostiniane nell'opera di Teodorico di Freiberg
Andrea Colli
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2010
pagine: 196
La scelta di servirsi delle opere di Agostino per rileggere e criticare le tesi provenienti dalla tradizione peripatetica costituisce un tratto originale della riflessione filosofica di Teodorico di Freiberg (1240-1310), domenicano tedesco protagonista del dibattito accademico parigino di fine XIII secolo. Nelle sue opere le nozioni agostiniane di abditum mentis e imago Dei trovano spazio accanto alla noetica aristotelica, così come i richiami all’undicesimo libro delle Confessiones completano in modo atipico la definizione di tempo del quarto libro della Physica, documentando un modo di procedere del tutto innovativo che non fa di Agostino un semplice punto di riferimento strategico, bensì un vero interlocutore filosofico. A partire da un’analisi puntuale delle citazioni e delle possibili contaminationes che ne contraddistinguono la ricezione negli scritti di Teodorico è possibile dunque tracciare un interessante quadro interpretativo del pensiero agostiniano, che costituisce un ineludibile punto di partenza per comprenderne la fortuna nella modernità.
L'amore impossibile. Filosofia e letteratura da Rousseau a Levì-Strauss
Guglielmo Forni Rosa
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2010
pagine: 200
L'amore impossibile è l'amore vero, che non si estinguerà mai perchè non si consuma nella quotidianità dell'esistenza. Così, anche fra filosofia e letteratura esiste un rapporto complesso, difficile, a volte uno scambio di ruoli, perchè le più audaci costruzioni filosofiche, che contraddicono la normale percezione delle cose, sono in definitiva delle creazioni, che producono un mondo parallelo in cui sarebbe difficile vivere, mentre il grande romanzo a volte ci colpisce così a fondo, in zone tanto segrete, che vediamo in esso la rivelazione di una verità della nostra stessa vita, che non avevamo saputo riconoscere. È chiaro che quando Rousseau afferma: "Non c'è niente di bello se non ciò che non esiste", vuol dire anche: "Non c'è niente di vero, non c'è niente di buono, se non ciò che è soltanto ideale". Un poco più tardi, nelle sue confessioni, Goethe ha scritto che si trattava per lui di "produrre nella vita una seconda vita per mezzo della poesia". Ed è là che filosofia e letteratura si ricongiungono: da Goethe a Thomas Mann, da Dilthey a Cassirer lo "spirito" è una sfera onnicomprensiva di possibilità effettive di esperienza, ma, sorgendo da queste, le supera e le approfondisce verso una verità ultima.
Il cardinal Federico Borromeo
Paolo Pagliughi
Libro: Libro in brossura
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2010
pagine: 288
«Potremmo davvero dire che don Pagliughi ci offre con il suo lavoro una specie di ricostruzione "interiore" della figura di Federico Borromeo, un ritratto scavato nella psicologia del personaggio, nelle pieghe della sua spiritualità: cose tutte che Federico ha fatto per così dire traboccare dal proprio mondo interiore riversandole nel suo ricco epistolario. Non deve dunque stupire che la fonte principale a cui l'autore attinge nella sua ricostruzione sia proprio l'epistolario di Federico, le sue confidenze segrete, quasi i suoi sospiri: è una specie di "diario dell'anima...». (Dalla prefazione del cardinal Dionigi Tettamanzi)
Le visioni del Corano
Michail B. Piotrovskij
Libro: Libro in brossura
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2009
pagine: 233
Questo saggio prende in esame le tradizioni "storiche" presenti nel Corano, il libro sacro dell'Islam. In esso i racconti relativi al passato rappresentano una parte rilevante poiché ne esplicitano le idee fondamentali e le peculiarità del linguaggio artistico. Lo scopo dello studio consiste nel raccogliere i soggetti e i temi narrativi disseminati nel Corano, esporne il contenuto in una successione di avvenimenti e analizzarne il ruolo. Lo studio dei racconti del Corano consente di stabilire i prestiti esterni e gli elementi originari dell'Islam, e di approfondire la conoscenza della personalità di Maometto, che ha utilizzato le leggende bibliche e post-bibliche come materiale storico per le sue profezie: gli eventi del passato vengono così presentati come manifestazione della volontà e della potenza di Allah.
Il buddismo Mahayana attraverso i luoghi, i tempi e le culture. La Cina. Volume Vol. 2
Y. Marassi Mauricio
Libro: Libro in brossura
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2009
pagine: 422
Dopo India e Tibet, prosegue la migrazione del buddismo nello spazio, nel tempo e nelle culture. Ma qui, in Cina, l’occasione è così complessa che nel darne conto occorre mostrare con attenzione i partecipanti al gioco e il modo in cui viene condotto: l’inculturazione - operazione necessaria affinché il buddismo rinasca originale e autentico - ogni volta genera un buddismo legittimo in quel tempo e in quelle circostanze ma che in quelle forme è, di norma, un vicolo cieco per chi ad esse non appartiene. Non la storia come cronologia ma le avventure dello spirito in un Paese di cultura così diversa dalla nostra che tanti significati di quella non hanno riscontro in questa, e viceversa. Restano così come orfani termini quali Dio, religione, filosofia, peccato... mentre ci giungono concetti e nomi che non sappiamo tradurre: qi, ziran, ren.
Per un discernimento cristiano dell'Islam. Cenni di storia e analisi di alcune letture contemporanee
Massimo Rizzi
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2008
pagine: 208
«Non c’è davvero bisogno di spendere parole sull’attualità e la pertinenza del tema che è oggetto del presente saggio. L’ingente questione rappresentata da quel complesso e variegato fenomeno che è l’Islam, come tradizione religiosa e come realtà sociale e culturale, da sé esibisce infatti la sua portata: sia sotto il profilo della vicenda storica sia sotto il profilo della sua incidenza sull’assetto presente e con ogni probabilità futuro della famiglia umana. La coscienza cristiana in primis, dopo secoli di una più o meno relativa quiescenza, si ritrova oggi decisamente interpellata su questo fronte [...]. Il fatto è che il subitaneo apparire e il rapido e ampio sviluppo conosciuto dall’Islam, dalle origini sino a oggi, non ha potuto non interrogare da vicino la proposizione dell’identità stessa e della missione della Chiesa, collegandole al significato di verità e di salvezza per sé universale inscritto nell’evento di Gesù Cristo. [...] È solo attraverso lavori di documentazione accurata e d'intelligenza critica come questi che si può camminare con realismo, cognizione di causa e vera speranza sul sentiero – arduo senz'altro ma foriero, ed esso solo, di autentica e sostanziale pace – dell'incontro tra gli uomini, le religioni e le culture alla presenza del Dio ch'è venuto e continuamente viene nelle trame esigenti e sempre nuove della nostra storia» (dalla Prefazione di Piero Coda).
La strada buona. Appunti dopo Santiago
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2008
pagine: 272
Negli ultimi decenni, con la ripresa dei pellegrinaggi compostellani, sono riemerse sul mercato del libro molte opere di genere "odeporico", essendosi il pellegrinaggio a Santiago trasformato in un fenomeno di massa. I testi riguardanti Santiago e il Camino ormai formano una vastissima bibliografia. Accanto agli aspetti positivi di tale espansione, va registrato lo scadere del pellegrinaggio a mero "trekking". Per questo la Confraternita di San Jacopo di Compostella in Perugia si è fatta carico di inoltrarsi dentro l'anima, ponendosi le domande che ogni pellegrino di ritorno si fa: "Che cosa mi è successo lì? Perché quell’esperienza sembra non terminare mai, anche se tornati a casa? Che cosa è avvenuto sulla strada?". Lungo un itinerario che si snoda ormai da alcuni anni, alcuni pellegrini di ritorno si sono ritrovati (in Liguria) per cercare di dare un nome e un volto al Mistero che li aveva spinti a partire per il Camino, e che li aveva accompagnati e quindi incontrati, in un avvenimento rivelatosi gravido di vita. È questo l’interesse specifico del libro, la cui lettura consente di partecipare a un itinerario che approda alla conferma che realmente Dio esiste e tiene in mano la vita degli uomini, conducendoli a un fine buono. Il sudore, la polvere, i problemi, gli affetti, le preoccupazioni, i desideri, trovano sulla via di Santiago la loro trasfigurazione e anche il loro vero senso. «Arrivare a Santiago non significa giungere alla fine del cammino, vuol dire iniziarne uno nuovo ancor più in interiore animae, che ha come meta la contemplazione di Dio prefigurata nel Portico della Gloria: finisterrae così non è altro che l'initium coeli» (Paolo Caucci von Saucken) Scritti di Paolo Caucci von Saucken, Davide Gandini (Confraternita di San Jacopo di Compostella), don Paolo Asolan, Vittorio Lanteri Laura, don Paolo Giulietti, Luciano Manicardi della Comunità di Bose, suor Nadiamaria Zambetti, frère John di Taizé.
Aprire il libro. Esercizi di lettura comparata
Rinaldo Rinaldi
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2008
pagine: 390
Ogni lettore, aprendo il suo libro, cerca fra le pagine un suggerimento di verità, un'immagine del proprio passato e più spesso del proprio futuro: Bibbia, Corano, I Ching e molte altre opere sacre e profane hanno funzionato nei secoli come strumenti profetici. All'antica pratica divinatoria dell'aperto libri e alla sua sopravvivenza nella letteratura moderna è dedicato il saggio che da titolo a questo volume. Leggere è sempre la replica di un simile gesto divinatorio: soluzione di indovinelli, scioglimento di implicazioni che nascondono in una cosa un'altra cosa, in una parola un'altra parola. Ogni libro, allora, contiene idealmente tutti i libri, ogni letteratura le altre letterature. Incroci, contaminazioni, interferenze e mescolanze fanno parte di qualsiasi esperienza di lettura e giustificano la liquidazione degli specialismi, delle barriere linguistiche o nazionali: aprire un libro è sempre un esercizio di lettura comparata.
Rapsodia selvaggia. Interpreti francesi di Rimbaud
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2008
pagine: 344
“Rimbaud è oggi il mito di Rimbaud” e come tale acquista il dono rischioso di tutte le metamorfosi. Il commento alla sua opera ha dato vita a un vero e proprio "genere letterario", raggiungendo proporzioni tali da ossessionare tanti lettori. La posterità prova d'istinto il bisogno di venerarlo e abbraccia senza esitazione la sua causa, in tutti i conflitti che lo hanno visto, vivente, contro i filistei. Tuttavia Rimbaud sembra non offrire alcun valore, nemmeno sovvertito. Il consenso lo soffoca più della censura aperta. Se la presente testomazia fosse intesa solo come un tratto riepilogativo delle interpretazioni, come storia della "fortuna", si limiterebbe a parlare del poeta. Mentre Rimbaud è diventato il caso che non attende risoluzioni, l'evento che è solo degno di questione. L'incursione fra i suoi maggiori interpreti connazionali, contenuta in questo libro, vorrebbe essere una semplice offerta di orizzonti, una libera intavolatura di testi, un poliedrico e polifonico racconto-interpretazione, equidistante tanto dal resoconto filologico quanto dalla narrazione eccedente.
Critica della filosofia italiana contemporanea. Dialettica e ontologia: i termini di una contrapposizione
Fabio Vander
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2007
pagine: 168
Il saggio affronta criticamente personaggi e problemi della filosofia italiana degli ultimi vent'anni. Non una rassegna di temi e autori, ma un confronto ravvicinato con un nucleo selezionato di pensatori: Emanuele Severino, Gennaro Sasso, Massimo Cacciari ed Andrea Emo, oltre alla conclusione su Giovanni Semerano. Temi classici come quelli dell'"essere", del "fondamento", della "verità" sono affrontati con rigore a partire dai classici, da Platone ed Aristotele a Hegel, ma per giungere fino ai ponderosi "Quaderni di metafisica" di Andrea Emo, di cui l'Autore produce per la prima volta un'analisi sistematica. Il libro ha un taglio teoretico, ma è finalizzato ad una rivalutazione della modernità, regolarmente criticata dal pensiero egemone nel '900 (se ne vedono i riflessi nel pensiero di Cacciari o dello stesso Emo). Un'operazione teorica che ha dunque una ricaduta anche in termini politici, come risulta dalle pagine sulla democrazia, sul ruolo delle élites, sul concetto di "altro" e di nemico. Intento dichiarato dell'Autore è individuare le ragioni teoriche profonde di una possibile e anzi urgente rifondazione della politica.
Il nome dipinto. Studi di esegesi figurativa
Francesco Saracino
Libro: Libro in brossura
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2007
pagine: 296
I saggi raccolti in questo volume esemplificano i risultati dell'esegesi figurativa che gli artisti hanno effettuato sui testi della Bibbia, e potrebbero aprire un nuovo capitolo nel settore dell'ermeneutica della Sacra Scrittura. A differenza di quella letteraria, l'esegesi figurativa si sviluppa attraverso una affascinante interazione di parole e di figure che permette di accostarsi per sentieri inconsueti alla Parola di Dio e di rinnovarne l'intelligenza. Sono soprattutto i testi in ebraico che fanno capolino nelle immagini dei secoli XVI e XVII a segnare un percorso che si snoda attraverso i protagonisti (Tiziano, Caravaggio, Rubens, Poussin) e i comprimari (Jacopo de' Barbari, Alessandro Allori) della pittura europea, i quali rivelano un temperamento ermeneutico paragonabile a quello dei grandi nomi della tradizione occidentale. E, in contrasto con la pedanteria che affligge talvolta i teologi e gli esegeti di ieri e di oggi, per evocare la verità questi artisti hanno adoperato solo le armi della bellezza.

