Mondadori: Lo specchio
Il professor Fumagalli e altre figure
Giampiero Neri
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2012
pagine: 99
Una libera galleria di personaggi e un fitto intreccio di riflessioni e immagini: ecco che cosa ci propone Giampiero Neri. Emblematico, tra questi personaggi, tra queste figure, il professor Fumagalli che dà titolo all'opera e che, come il suo autore, risulta arguto e saggio quanto incline al paradosso, all'osservazione obliqua del mondo, a una visione personale delle cose lontana dall'ovvio e dal luogo comune. Il poemetto in prosa, un genere già praticato da Neri con successo, diviene la forma prevalente di questo libro miscellaneo, dove compaiono solo pochi testi in versi e una piccola serie di aforismi in cui humour e senso dell'assurdo, presenti quasi in ogni pagina, trovano la densità di una sintesi espressiva che la classica limpidezza della parola poetica di Neri è stata sempre in grado di produrre. Le figure che il poeta ci propone, oltre a quella emblematica di Fumagalli, sono molto varie ed estrosamente disparate. Il tennista americano Courier, il naturalista Eugène Marais e il suo studio sulle formiche (posto in rapporto al capitolo ottavo dell'Odissea), lo zio negoziante di vini, il fratello Giuseppe Pontiggia, i genitori, qualche oscuro e meno oscuro poeta, il banchiere Rosone e le sue peripezie... E con i personaggi Neri mette in scena i luoghi, la sua alta Lombardia, vicina alla "pacifica Svizzera", insieme a momenti della storia del Novecento e a ricordi personali, riflette sulla pazienza degli animali e sul mondo naturale in genere, meditando anche sulla propria poesia.
Salva con nome
Antonella Anedda
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2012
pagine: 119
Dai labirinti sotterranei di una memoria legata a un passato anche remoto, o addirittura pre-natale, affiorano brandelli di messaggi, volti e nomi di figure parentali, eventi di presenze ormai inghiottite dal tempo e dai paesaggi che li videro agire e soffrire, nella irredimibile solitudine dei loro destini. Antonella Anedda in "Salva con nome" ci conduce, con fermezza di voce asciutta e tagliente - cucendo con pazienza le proprie parole, come su un ramo il comporsi delle foglie - in una dimensione inquieta tra l'atemporale e l'onirico, dove le immagini si affacciano, quasi spettrali, pronte a dissolversi a contatto con l'aria. Solo il nome, solo la forza della parola riesce a salvarle: una parola, peraltro, sempre fortemente radicata nelle cose, nella realtà, nell'origine, come vediamo anche dall'uso, pur molto controllato, della lingua sarda. Una realtà che riesce a evidenziarsi attraverso i numerosi frammenti sparsi di una minuta quotidianità domestica, dai particolari di una condizione di precarietà ineludibile dove l'idea della morte - o la sua presenza condotta dal ricordo o dall'ansia - coesiste stabilmente, compenetrata nelle cose e negli esseri su cui gli occhi della poesia vengono a posarsi.
Da mani mortali
Biancamaria Frabotta
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2012
pagine: 158
Con il passare del tempo e dei libri, la poesia di Biancamaria Frabotta tende a farsi sempre più umanamente saggia e pacata, sempre più amica e aperta. Lo si vede nella solida compostezza della pronuncia, nella capacità matura di saper conciliare il proprio sentimento dell'esistere con lo sguardo critico della ragione. "Da mani mortali" è un'opera in cui la poesia si confronta sensibilmente con la realtà naturale anche minima del mondo immediatamente circostante, con il pulsare e il crescere delle molteplici vite della campagna, di un semplice orto o di un giardino, sotto il "grande disordine del cielo". Un'opera che si confronta, passo su passo, con la misteriosa intelligenza della natura e dei suoi vari abitatori: vegetazione e animali di una vita che si manifesta nell'infinito articolarsi infinitesimale dei suoi ritmi e delle sue complesse variazioni stagionali, dei suoi aromi e della sua musica discreta. Mentre intorno si allarga l'ombra di un'ambigua apparenza indecifrabile che accoglie nelle sue mutazioni le tracce non sempre benefiche dell'opera umana, talvolta irretendola nel sogno di un dio stupito dalla "felice combinazione" del creato, quasi un adolescente solitario e immalinconito dalla diffidenza delle sue creature mortali.
Casa di rieducazione
Valentino Zeichen
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2011
pagine: 129
Con la beffarda, elegante noncuranza del suo stile, Valentino Zeichen riesce una volta di più a spiazzare il lettore. Il quale ben conosce il valore e il carattere inconfondibile della sua fantasia sbrigliata, del suo colorito estro ironico, ma forse si troverà sorpreso, nei versi di questa "Casa di rieducazione", dai momenti non rari in cui il tono del poeta sembra farsi decisamente assorto, meditativo, pur senza mai rinunciare all'acutezza delle sue uscite. In questa nuova raccolta Zeichen conferma la vastità multiforme e imprevedibile dei suoi interessi, la vivacità di passeggiatore e osservatore spregiudicato del mondo, capace di gentili invettive come di velenose dediche. Ma il lettore rimarrà colpito, non di meno, dalle frequenti fenditure di sinistra cupezza che segnano il percorso di questo libro, fatto come un diario in cui le occasioni si giustappongono legate da un filo sotterraneo inquieto, che è nel senso dello scorrere e sbriciolarsi degli anni, e dell'umano, progressivo perdersi. Zeichen ci parla di realtà in apparenza opposte, dall'arte alla finanza (il cui mondo, dice, è divenuto "virtuale come quello delle fate"), va dal "poetico" al vistosamente "impoetico", si insinua nello squallore quotidiano e nella morchia dell'esistere, ma non trascura certo la bellezza incomparabile di Roma o della campagna laziale. Eppure, sempre più si manifesta, nel caleidoscopio delle sue innumerevoli figure, un senso di morte circolante.
Catena umana
Seamus Heaney
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2011
pagine: 171
"Catena umana" è come il racconto lirico di un viaggio essenziale, condotto con poetica saggezza in un confronto con le cose più decisive, le cose ultime. Un libro animato internamente da un'urgenza estrema, quanto mai vivida, perché arrivata a intaccare il corpo fino a ottunderlo. Lo vediamo nella sequenza Cbanson d'aventure, in cui Seamus Heaney rivive i momenti in cui il male l'aveva colpito qualche anno fa, ripensa alla corsa rapida in ambulanza verso l'ospedale, al contatto ravvicinato con quell'oltre che non era mai stato così terribilmente vicino, così a portata di mano. Ma lo vediamo anche nella sequenza Linea 110, tra i momenti più alti di questa raccolta, dove il semplice, ordinario percorso del bus diventa un lungo viaggio di citazioni e riferimenti al libro VI dell'Eneide: Enea che chiede alla Sibilla di poter scendere in Averno per incontrare il padre morto, Anchise. Heaney riutilizza il materiale classico nelle cadenze battenti della sua lingua e del suo stile, in un sapiente gioco di poesia tra il senza tempo del capolavoro virgiliano e il tempo del presente e dell'infanzia irlandese dei suoi luoghi più cari e mai realmente abbandonati. Ci fa poi compiere un altro viaggio nel tempo con la sequenza Canzoni dell'eremita, dove appaiono i leggendari santi della tradizione gaelica, i quali incarnano un umanissimo ideale di lavoro e preghiera, e insieme quel nobile senso di ricerca e instancabile fiducia e credito nella poesia tipico dei migliori artigiani.
Vanità della mente
G. Mario Villalta
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2011
pagine: 156
Il primo dato che emerge, e di evidente efficacia, nell'intero percorso di questo libro, è la vitalissima varietà di temi che lo compone. Gian Mario Villalta lavora su tracce di realtà legate all'esperienza e alla riflessione, racconta l'amore e osserva il paesaggio nel suo mutare, descrive la domestica gioia della festa ed esprime il dolore legato agli affetti. Tocca vertici di nitida asciuttezza lirica nelle splendide prose sui piccoli animali, dove circola un senso acuto di pietà, di fronte all'orrore e alla crudeltà di cui questi esseri sono vittime. Eppure, se varia, aperta è la materia di questo suo libro, Villalta riesce a mantenere, pagina dopo pagina, una sicura coerenza interna per almeno due ragioni. La prima è nella radice di verità in fondo comune a figure ed eventi che si avvicendano sulla scena: vale a dire la loro strenua, irrinunciabile (o ineluttabile), piena appartenenza alla terra, alla loro terra, e comunque, a una terra "inondata di cielo". E a quella terra, in effetti, sembra appartenere anche quella lingua dialettale, quel dialetto veneto a cui Villalta torna in una sorta di corposo intermezzo proprio nel cuore della raccolta. Ma "Vanità della mente" è un libro unitario e coerente anche per una seconda ragione, e cioè per la felice medietà stilistica su cui si costruisce, per l'impeccabile decoro della pronuncia di un poeta che sa fare della sua affabile discrezione un carattere essenziale, pur nell'interna inquietudine che ne increspa la superficie.
Il coro del mondo. Poesie 2001-2010
Michael Krüger
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2010
pagine: 201
Protagonista della scena culturale tedesca e austriaca e attento lettore di letterature straniere, fra cui l'italiana e l'israeliana, Michael Krüger è un nome di primo piano nella lirica tedesca, insignito dei più prestigiosi premi nazionali. In italiano è già apparso come poeta, saggista e narratore. Questo volume, tratto dall'antologia tedesca "Archine des Zweifels" (2001), dalle raccolte "Kurz vor dem Gewitter" (2003), "Unter freiem Himmel" (2007) e dalla recente "Ins Reine" (2010), è un itinerario in una poesia vicina e comprensibile, estranea alla mistica della parola ma con la grande liederistica romantica alle spalle. Kriiger è un malinconico, un "amico della morte" che tende l'orecchio al "cantico dell'inanità" ma fa parlare il visibile - la natura viva, acque, boschi e animali ora tangibili ora alieni -, gli uomini in perenne ricerca di giustificazioni e anche un suo io che dice cose che non si aspettava di dire. Inatteso per noi anche il suo ironico ma cordiale "undicesimo comandamento": "non morire, / ti prego". E la storia? Per l'ironico, per l'irridente non conta granché, e meno ancora conta la grandezza: "Una mucca pascola davanti alla casa / l'ultima di una fila di mucche. / Una loro antenata, bianco-marrone,/ fu presentata a Napoleone, / poco prima che incontrasse Goethe a Weimar".
Quell'andarsene nel buio dei cortili
Milo De Angelis
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2010
pagine: 77
De Angelis prosegue nella sua investigazione sul senso arduo dell'esistere, dopo la riflessione lirica sul distacco e sulla morte del libro precedente. L'inquietudine della sua testimonianza, la sottigliezza acuta della sua scrittura, toccano qui il vario senso dell'umana precarietà e del quotidiano amore e squallore in un'ambientazione milanese.
Microfiabe
Claudio Recalcati
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2010
pagine: 89
Un'energia violenta e una inquieta tensione drammatica attraversano e caratterizzano questo libro. Claudio Recalcati procede in modo incalzante, per accensioni forti, coinvolgendo il lettore negli scenari di una narrazione apertissima e franta, sempre in bilico tra realtà e incubo. In questo senso la sua è una poesia di insolita potenza, che si realizza in situazioni di vistosa concretezza fisica, situazioni in cui prevale la presenza del male, nella sua ferocia ottusa, nei tratti del suo squallore acuto, ma dove pure si afferma, nella pacata saggezza che guida il pensiero dell'autore, la necessità della sua viva accettazione. Si moltiplicano, attraverso le varie sezioni di queste "Microfiabe", le tracce di un'esperienza vissuta ma trasfigurata sulla pagina. Un'esperienza che passa tra letti d'ospedale e luoghi di viaggi quasi fiabeschi, che si rispecchia tornando alla memoria di un grande dalla mente sconvolta come Dino Campana, che cerca infine una sorta di evasione sinistra per architettare, con decisive venature oniriche, una vicenda da cronaca nera. Ma Recalcati non procede in una sola direzione, sa anche proporre improvvisi squarci di dolcezza, di lievità dell'esserci. Oppure manifesta limpido il desiderio di potersi sempre, ancora stupire, magari con l'ausilio di sensi ridivenuti infantili.
Caosmogonia
Nanni Balestrini
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2010
pagine: 88
Nella limpida esattezza di un progetto formale e nell'ordine impeccabile della sua composizione, Nanni Balestrini esprime (meglio sarebbe forse dire: aggredisce) in questo suo nuovo libro quella che considera "una realtà caotica ostile immensa". Una realtà crudele e violenta, dunque, di "una violenza che stravolge la quotidianità": è il mondo di questi nostri "anni liquefatti", naturalmente, e il tempo della nostra presenza in una sorta di orribilmente spettacolare "Poltiglia iridescente". Caosmogonia è uno degli esiti più alti della ricerca poetica di Nanni Balestrini, e si realizza su due procedimenti tipici del suo lavoro: il rifiuto della linearità sintattica e l'uso di un meccanismo combinatoriale. Nelle prime tre sequenze offre una sorta di precettistica, di poetica ed etica, dialogando con tre protagonisti dell'arte del Novecento: Francis Bacon, John Cage e Jean-Luc Godard.

