Passigli: PASSIGLI POESIA
La città di pietra
Stefano Busolin
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2014
pagine: 79
"Pagina dopo pagina questo diario poetico indaga la misteriosa (numinosa?) eterogenesi dei fini: chi ci conduce dove non vorremmo andare? Chi ci costringe ad essere esploratori dell'inutilità? Bisogna accorciare le distanze per accorgersi che nella città di pietra non sono le mura (né le scrivanie) a impedire all'odore della morte di entrare nel perimetro della nostra vita e trasformare il dolore in bellezza, ma la presenza degli altri, il nostro essere per gli altri senza mercanteggiare, senza nulla chiedere in cambio ("Mi chiedo cos'è la poesia se non parla / alla gente comune")..." (Dalla prefazione di Sauro Albisani).
La ballata dell'incompiuto
Mario Lucrezio Reali
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2014
pagine: 104
"Divisa per capitoli, racconti, parabole, meditazioni, visioni, 'La ballata dell'incompiuto' è la tessitura di un poeta-filosofo dell'età postmoderna capace di risvegliare tra i suoi fili e nodi le cadenze epiche, franche e ardenti di un antico cantastorie, lo spirito di un affabulatore rinascimentale, la forza di un artigiano di parole dure e leggere come pietre o sangue. I temi che questa specie di poema squaderna sono gli stessi già esplorati da Reali nelle altre raccolte: gli abissi del cosmo e le violenze della Storia, il silenzio di Dio e i 'saturnali' del Potere, la prostituzione della bellezza, i sogni 'sfrattati' e lo sfacelo dell''Europa del tradimento'. Ma qualcosa che è assai difficile definire, forse il bisogno di sondare fino in fondo le possibilità del proprio linguaggio nonostante la consapevolezza che in ogni opera resta sempre un margine d'inconcluso, di opaco, d'indicibile, crea tra questi versi il contrappunto più vivido, icastico e struggente di tutta l'avventura creativa del poeta. Nutrito di molteplici registri di stile e invenzione, lampi d'ira e réveries scintillanti, gridi profetici e filastrocche grottesche, viluppi di metafore barocche e puri orizzonti romanzeschi, il testo danza e corre, scivola e si avvita, s'inarca e si strugge per offrirci scene crude e prospettive oniriche, coloriti deliri e figure dell'assurdo, tracce sghembe o epifanie paradossali della tragica bellezza del tutto..." (Dallo scritto di Paolo Lagazzi)
Colori e altri colori
Fabrizio Dall'Aglio
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2014
pagine: 90
"... 'Colori e altri colori' ci si offre come un dono, a suo modo, sorprendente. Nulla di ciò che l'autore ha visto, vissuto, intuito e scritto negli anni è rinnegato: specialmente la sezione finale delle Dediche dispiega ancora un'acuta, graffiante consapevolezza dell'irrealtà generale, dell'assenza di fondamenti in un mondo in cui il tempo è morto e lo spazio 'pare zoppo', della miseria in cui la poesia annaspa. Eppure il libro ci trasporta, nel suo insieme, oltre questa amarezza. Abbandonandosi subito al bisogno di risalire alle proprie origini, di ritrovare la sua casa antica fasciata di verde muschio, le impronte nei campi, le voci conosciute, e in esse i segni di un'età ancora intatta, di una verità piccola e immensa, il poeta apre la propria voce a vibrazioni delicatissime, a una freschezza inedita di riverberi, scintille, cromie... 'Colori' è soprattutto il frutto di un tale abbandono, di un desiderio di sciogliere finalmente le aporie del pensiero in un gesto di pura resa, in un inchino alle cose, in un franare della coscienza nel polverio del tempo, nella luce cangiante e immortale dell'essere." (Dallo scritto di Paolo Lagazzi)
Concerto per Gerusalemme
Adonis
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2014
pagine: 73
Un poema dedicato a Gerusalemme, Città Santa per eccellenza, essendo tale per le tre principali religioni monoteistiche: Cristianesimo, Ebraismo, ed Islam. Ma Gerusalemme è anche la città martoriata, simbolo del tragico conflitto arabo-israeliano, un conflitto che sembra accompagnarci negli anni senza che mai davvero si profili una reale possibilità di soluzione. Con versi di straordinaria e drammatica intensità, Adonis ci svela il volto di questa splendida, enigmatica città, i suoi miti e la sua storia, la sua pesante eredità ma anche il suo tesoro per l'avvenire.
Nei giorni dell'infanzia
Rainer Maria Rilke
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2014
pagine: 119
Gli appassionati lettori di Rainer Maria Rilke ben sanno quanto il tema dell'infanzia sia presente nelle opere del grande poeta praghese, forse anche a causa della sua stessa infanzia infelice, con i genitori ben presto separati, e poi con il precoce quanto detestato ingresso nell'accademia militare. In effetti, gli scritti di Rilke sono pieni di riferimenti all'infanzia: ci sono persino opere, come le famosissime "Storie del buon Dio", pensate appositamente per i bambini. L'infanzia per Rilke resta un luogo di sogni e insieme un luogo sognato, il momento magico in cui l'uomo vive per intero l'esperienza del mondo che gli sta intorno, un mondo che si apre a possibilità che paiono infinite. La presente antologia, a cura di Paolo Colombo, propone una scelta delle più belle poesie dedicate all'infanzia - la maggior parte delle quali vengono qui tradotte per la prima volta -, accompagnata da uno studio che precisa e sviluppa l'importanza di questo tema nel mondo rilkiano.
Mestiere. Poesie 1921-1922. Testo russo a fronte
Marina Cvetaeva
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2014
pagine: 303
Apparso a Berlino nel 1923 "Mestiere" raccoglie le centoquattro poesie scritte da Marina Cvetaeva dall'aprile del 1921 all'aprile del 1922, un anno particolarmente tragico per la Russia post-rivoluzionaria, a causa della carestia e della sempre più brutale guerra civile; e un anno particolarmente duro per la scrittrice, che già aveva perduto la figlia Irina, morta di stenti in un orfanotrofio nel febbraio del 1920, e con il marito Sergej Efron irraggiungibile, arruolato nelle file dei Bianchi, l'armata volontaria filo-zarista: un lunghissimo anno che doveva terminare con la partenza per l'esilio, nel maggio del 1922. Di fronte allo sfascio del suo mondo simboleggiato anche dalla morte, il 7 agosto del 1921, di Aleksandr Blok, il grande e amatissimo poeta che più di ogni altro influì sulla generazione della Cvetaeva -, sembra quasi titanica l'impresa di questa imponente raccolta; ma Marina lotta con tenacia, accanitamente, per la sopravvivenza della propria voce, ed è forse proprio questo istinto di conservazione lirica a celarsi sotto un titolo che potrebbe sembrare a prima vista freddo, o richiamare addirittura qualcosa di artificioso, così alieno invece dallo spirito di questa grande scrittrice. Il mestiere di poeta è, in realtà, per Marina la sua ancora di salvezza, e insieme la sua vita più vera; e valgano, a sgombrare ogni equivoco, le parole della scrittrice, in una lettera a Aleksandr Bachrach del 9 giugno del 1923: "Di che Mestiere si tratta? Di quello lirico..."
Senso di facilità
Valerio Nardoni
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2014
pagine: 67
"Ci sono poeti che da subito, da inizio 'carriera', si connotano per il dialogo fitto che riescono a intrecciare con la propria contemporaneità, critica e poetica, e in sintonia con essa crescono continuando a riproporsi. Di altri poeti, invece, la voce pare giungere da altri luoghi, non necessariamente astratti o astorici, ma appartati, lontani. E questo il caso - o almeno, così si connota alla mia lettura - di Valerio Nardoni, con il suo 'Senso di facilità'. Un libro che, come l'autore ci tiene a precisare, è stato scritto nel decennio scorso, quando Valerio si affacciava appena ai trent'anni. Un'opera prima in poesia, dunque, tenuta segreta per molto tempo. Intanto il poeta viveva, superando non facili prove esistenziali, sia in Italia sia in altri paesi, in particolare quelli di lingua castigliana, di cui Nardoni è specialista. Oggi che la sua esistenza pare avere raggiunto un primo assestamento, e che la sua figura di narratore, di saggista e di traduttore si è consolidata sul piano critico e professionale, Valerio finalmente decide di svelarci il nucleo più segreto e custodito della sua scrittura: quello più antico. E lo fa con la consueta modesta fierezza. Certo non nascondendo i legami con i propri maestri, con tanto otto-novecento spagnolo e italiano, e un nome a svettare su tutti: quello di Mario Luzi, che Nardoni ebbe modo di frequentare da vicino negli ultimi anni." (Franco Buffoni)
Essere nella parola
Laura Canciani
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2014
pagine: 73
"Pare svolgersi come un drappo questa nuova raccolta di Laura Canciani nelle sue tre Sezioni e, a seguirla, come in un drappo se ne vanno notando le pieghe più dense, le curvature più in luce o i nodi che legano l'ombra. I luoghi della piega e dell'ombra sono quelli dove la scansione dei versi si fa più serrata e addensa segni simbolici; nelle curve più piane si distende, invece, ma per tratti metonimici, il racconto. Le tinte del drappo, quelle citate lungo la sua trama, ne accompagnano lo sviluppo come costanti elementi simbolici, che del discorso poetico dirimono il senso. La costanza del bianco e del viola si espande sull'intera raccolta, esortano alla ricerca dei significati latenti e insieme - oggetti della vista e dell'emozione - indicano la natura ambigua del simbolo e del linguaggio che lo espone, sospeso tra astrazione e corporeità..." (Dalla prefazione di Carla De Bellis)
Cellule
Edith Dzieduszycka
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2014
pagine: 165
"La visione di Edith sembra aprirsi ad una profondità di esperienza del vivere all'interno della quale non solo si osserva e cura la morte, ma se ne partecipa spiritualmente così a fondo come ogni cellula del corpo ne partecipa biologicamente, in una compresenza stratificata di vita e di morte che si accresce nel tempo come gli anelli dell'albero dentro al tronco. E tuttavia, se dal suo sguardo si viene affondati in questa temporalità disperante, i suoi versi non rendono l'informe dell'esistenza, perlustrano invece come una ronda di notte ogni luogo, si accertano dell'andamento dell'esistenza, la documentano, cercano inesauste nuove 'prove'." (dalla prefazione di Stefano Gallo) "Si scopre in questa raccolta una poesia a fior di pelle. Intendiamoci, vi si percepisce la dolcezza di una donna, ma non fidatevi, il suo racconto è tutto impregnato di forza, forza nata da un'infanzia intrisa di sofferenze sormontate, sua madre imprigionata, suo padre morto a Mauthausen. Ella ci offre una poesia generosa nella quale non è necessario introdursi con effrazione. Da ogni poesia emana il suo umanesimo e i suoi interrogativi ci turbano nel più profondo di noi stessi. (dalla prefazione di François Sauteron)
Dove nesssuno è
Domenico Lombardi
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2014
pagine: 121
"L'antologia che Domenico Lombardi ha confezionato, partendo dalle sue raccolte già edite e aggiungendo alcuni inediti recenti, ha innanzitutto il valore della poesia che più piaceva a Saba: l'onestà biografica e formale. Si tratta di una qualità spesso perduta nell'esasperazione stilistica o nell'obscurisme fine a se stesso; invece, l'io di questi componimenti si rivela e si modula all'interno di una vita che ha il sapore della quotidianità e il grande pregio della plausibilità. Questa parabola personale, la "vita di un uomo" rappresentata per scorci, non ambisce a costruzioni sopra le righe, ma riconduce la praxis, anche politica, a una morale forte, ovvero alla necessità di rispondere sempre delle proprie azioni e dei propri sentimenti, per non relegarsi dove nessuno è ...". (Dalla prefazione di Alberto Casadei)
Amore, mondo in pericolo. Lungo lamento. Testo spagnolo a fronte
Pedro Salinas
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2014
pagine: 179
Dopo "La vox a ti debida" (1933) e "Razón de amor" (1936), Pedro Salinas lavorò intensamente a una raccolta che doveva costituire l'ultimo anello della sua 'trilogia amorosa': "Largo lamento". Ma la gestazione di questa raccolta, anch'essa come le precedenti ispirata alla sua relazione con l'ispanista americana Katherine Whitmore, si rivelò alquanto difficoltosa, il progetto non giunse mai a un vero compimento, e solo alcune poesie furono pubblicate separatamente dall'autore ancora in vita. Con "Amore, mondo in pericolo" pubblichiamo il primo volume di questa fondamentale opera, rispecchiando l'ordine stabilito dalle più recenti edizioni spagnole curate da Montserrat Escartíin. Se da un lato il lettore ritroverà in queste pagine molti dei temi e dei modi di "La voce a te dovuta" e "Ragioni d'amore", dall'altro si accentua qui la consapevolezza di una stagione che è ormai giunta al suo termine. Non va dimenticato, del resto, che Salinas, emigrato negli Stati Uniti alla vigilia della Guerra civile, si trovava a fronteggiare una relazione coniugale incrinata e un sogno d'amore ormai infranto, mentre le notizie sempre più drammatiche che gli venivano dalla Spagna lo convincevano che l'intero suo passato se ne stava andando insieme ai luoghi della sua vita. "Contenere quel crollo", scrive Valerio Nardoni nella prefazione, "è il compito che l'autore sembra prefiggersi, attraverso pensieri sempre più delicati, movimenti sempre più leggeri, dimensioni sempre più impalpabili e rarefatte...".
Rosa dei tempi
Michele Brancale
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2014
pagine: 140
"'Rosa dei tempi' ha una struttura da antico canzoniere medievale, da calendario cristiano, da oroscopo religioso, da breviario liturgico, da diario confessionale. Citando i cantari bizantini, Brancale organizza molto bene il suo messale ideologico, evangelico, convinto, alternando al canone delle stagioni climatiche e naturali il rovello intorno al male storico e sociale, là dove i bambini, i vecchi partigiani e gli immigrati sono i suoi eroi del racconto. (...) In fatto di sentimenti, la precisione di Brancale è mirabile, e denota la massima di Pasternak, secondo il quale il realismo non è un semplice indirizzo letterario, ma costituisce un particolare grado di artisticità, il livello più alto di precisione di un autore..." (Dalla prefazione di Gianni D'Elia)

