Esiste uno spazio temporale sottile che divide la realtà dai ricordi, il presente da ciò che continua a vivere nella memoria. In quel confine invisibile si muovono le storie di uomini e donne che hanno abitato le colline delle Langhe, lasciando dietro di sé tracce che il tempo non è riuscito a cancellare. I borghi di questi paesi si raccontano attraverso le fatiche quotidiane, le attese e le speranze. Ogni casa custodisce una voce, ogni sentiero conserva il passaggio di chi lo ha percorso prima di noi. La Langa letteraria è fatta di memorie che sopravvivono al trascorrere degli anni. A San Benedetto l'osteria di Placido è ancora viva nel ricordo. Tra quelle mura si raccontavano le giornate, si condividevano i sogni e si dimenticavano per qualche ora le fatiche del lavoro. Mio padre e gli amici dell'osteria cantavano e suonavano, innamorati di ciò che avevano e di ciò che erano. Le loro risate sembrano ancora abitare quel luogo, come un'eco che non vuole spegnersi. San Benedetto diventa così un luogo dell'anima, dove i ricordi si trasformano in poesia e la poesia restituisce eternità alle cose più umili e più vere. Di questa Langa, persino Gabriel Garcia Màrquez si innamorò.
Quando a San Benedetto c'era la luna
in uscita
| Titolo | Quando a San Benedetto c'era la luna |
| Autore | Bruno Murialdo |
| Collana | Piemontesi. Storie e memorie, 14 |
| Editore | Editrice Tipografia Baima-Ronchetti |
| Formato |
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| Pagine | 156 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791255571391 |

