Tra tutte le genti che vissero nell’Emilia, i Celti furono quelli che manifestarono la maggior sensibilità per il patrimonio forestale. Presso l’Appennino parmense, tra le valli dell’Arda e dell’Enza, vivevano gli Anani e i Celelati, due tribù della grande confederazione celtica dei Boi, che avevano i loro centri operativi nei boschi. Le selve erano percorse da un reticolo stradale, talvolta precario, ma sempre efficiente, che assicurava il trasporto delle merci, la viabilità ordinaria e il movimento dei guerrieri. Le sacre radure dei boschi si trovavano nei punti d’incontro dei principali itinerari: talvolta presso una magica fonte. Non erano soltanto luoghi di sosta e si presentavano anche come spazi, dove era possibile svolgere attività, non solo legate al culto, ma anche militari e mercantili; inoltre, venivano utilizzati per assemblee, festeggiamenti e per l’amministrazione della giustizia. Purtroppo, i boschi non hanno conservato le strutture viarie. Le notizie sulle sacre radure dei Celti provengono soprattutto dalla memoria storica e dalla tradizione, che questo libro cerca di tener viva.
Sacre radure dei celti sull'appennino parmense
Titolo | Sacre radure dei celti sull'appennino parmense |
Autore | Giorgio Fumagalli |
Argomento | Casa, hobby, cucina e tempo libero Interesse locale, storia familiare, ricordi |
Collana | Storica |
Editore | Fonte di Connla |
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Pagine | 150 |
Pubblicazione | 03/2017 |
ISBN | 9788898411290 |