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Il restauratore di Vico del Fieno

Il restauratore di Vico del Fieno
Titolo Il restauratore di Vico del Fieno
Autore
Collana I tascabili
Editore Frilli
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 156
Pubblicazione 2026
ISBN 9788869438875
 
13,90 €

 
0 copie in libreria
Ordinabile
Sebastiano "Bastian" Crozza è un restauratore. Non di grandi opere, ma di "cianfrusaglie di pregio": meccanismi d'orologio impossibili, globi celesti, automi del Settecento. La sua bottega in Vico del Fieno è un rifugio dal mondo moderno, che detesta con un mugugno costante e filosofico. Bastian vorrebbe solo finire il suo lavoro e andare a mangiare la farinata, ma ha un secondo impiego: è l'agente "tecnico" meno entusiasta di Genova per l'Archivio, un'antichissima e burocratica organizzazione internazionale (Sezione San Giorgio) ossessionata dal preservare l'ordine mondiale e i segreti del passato. La sua routine viene distrutta quando un team hi-tech ruba dal Galata Museo del Mare un manufatto apparentemente inutile: il "Correttore di Marea". I ladri appartengono alla "Sintesi", organizzazione rivale dell'Archivio, guidata a Genova dalla gelida e iper-efficiente Dottoressa Agnese Vivaldi. La Sintesi non vuole conservare il passato, vuole monetizzarlo: credono che il Correttore nasconda un algoritmo alchemico per predire (e manipolare) i mercati finanziari globali. Mentre l'Archivio (guidato dal pedante Dott. Paolocci) cerca di gestire il furto con scartoffie e protocolli, Bastian, l'unico a capire la meccanica dell'oggetto, è costretto a indagare a modo suo. Sfruttando la sua "Rete Bassa" (artigiani, portinai, agenti immobiliari), si infiltra prima nel loft della Vivaldi a Boccadasse, recuperando l'oggetto, e poi sullo yacht di un oligarca russo (Yuri Volkov) per rubare la "chiave" mancante del dispositivo: un'aquila d'ottone che Volkov usava come pestello per il whisky. Con l'oggetto completo, Bastian si rifugia da un vecchio archivista paranoico, il "Professore", scoprendo la verità: il Correttore non è un calcolatore. È l'innesco portatile per una "Macchina Madre" gigantesca, un'arma difensiva alchemica costruita da Grigoletti e nascosta nelle antiche cisterne sotto Piazza Corvetto. Un'arma capace di generare una nebbia chimica (la Caligo Defensiva) per accecare l'intera città. Il furto a Volkov, però, crea un incidente diplomatico. L'Archivio, per coprire le proprie tracce, attiva il "Protocollo Damnatio": scarica Bastian, facendolo diventare un ricercato. Braccato dalla Polizia (il testardo Commissario Ricci), dalla Sintesi (Agnese Vivaldi, a sua volta scaricata dai suoi capi per il fallimento) e dalla squadra di "pulizia" dell'Archivio (guidata dallo spietato Galli), Bastian, il Professore e Agnese (in una tregua forzata) si ritrovano intrappolati nei tunnel sotto il cantiere della metro. Nello scontro finale nella cripta, emerge la verità: esiste una terza fazione, i veri "Custodi" (la "Compagnia dei Caruggi"), guidati dalla bigliettaia Silvana e dall'oste Ugo, che proteggono la città dai giochi di potere. Agnese attiva la Macchina, scatenando il caos su Genova. Nella confusione, Bastian e i Custodi fuggono, lasciando a Ricci solo un pezzo di metallo fuso e a Galli una sconfitta umiliante. Distrutta la sua vecchia vita e la sua bottega, Bastian diventa un fuorilegge. Viene reclutato a tempo pieno dai Custodi, stabilendo il suo nuovo laboratorio segreto nel retrobottega del bar di Ugo. La sua "promozione" è immediata: un nuovo caso, legato al relitto della London Valour e a un misterioso "codificatore sonico" conteso dalla Sintesi, bussa subito alla sua porta.
 

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