All'alba del XVII secolo quasi l'intera penisola balcanica si trovava sotto il controllo della Sublime Porta. Nel panorama confessionale locale, i cattolici costituivano una minoranza esigua, convivendo con musulmani (spesso cristiani convertiti all'islam), ebrei, ortodossi e altri gruppi cristiani percepiti come "eterodossi" dalla Chiesa post-tridentina. Agli occhi della Santa Sede, queste piccole comunità di rito latino apparivano particolarmente vulnerabili, esposte al rischio di essere assorbite dai gruppi confessionali più numerosi, dei quali spesso condividevano consuetudini e tradizioni. A partire dalla seconda metà del Cinquecento, i pontefici romani promossero perciò missioni e visite apostoliche volte a garantire la sopravvivenza del cattolicesimo locale e a rafforzare le strutture ecclesiastiche, anche al fine di favorire un processo di disciplinamento confessionale. Questo libro esplora le caratteristiche peculiari assunte dal cattolicesimo balcanico, a partire soprattutto dall'analisi di lettere e relazioni inviate a Roma da missionari e visitatori tra il XVII secolo e il XVIII secolo.
Vivevano alla christiana ma malamente. Comunità cattoliche, ibridazioni religiose e pluralità confessionale nei Balcani ottomani (secc. XVII-XVIII)
| Titolo | Vivevano alla christiana ma malamente. Comunità cattoliche, ibridazioni religiose e pluralità confessionale nei Balcani ottomani (secc. XVII-XVIII) |
| Autore | Silvia Notarfonso |
| Collana | I libri di Viella, 579 |
| Editore | Viella |
| Formato |
|
| Pagine | 308 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791257011499 |

