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La natura dell'amore
Tito Lucrezio Caro
Libro
editore: UTET
anno edizione: 2014
pagine: 84
Sembra incredibile che di uno dei più grandi poeti della storia umana, Tito Lucrezio Caro, si sappia di certo poco più del suo nome. Stando a quanto racconta san Girolamo, l'autore del "De rerum natura" era nato all'inizio del I secolo a.C., per morire poco più che quarantenne, forse mentre ancora era impegnato nelle ultime correzioni del suo poema. Più sconcertante e con ogni probabilità leggendaria è l'unica altra notizia che ci viene tramandata su Lucrezio, che sarebbe morto a causa dell'ingestione di un filtro d'amore che lo aveva condotto alla follia, costringendolo a scrivere sfruttando i momenti di temporanea remissione. Pochi e opinabili accenni che, molti secoli dopo, avrebbero ispirato Marcel Schwob nel capitolo dedicato a Lucrezio delle sue "Vite immaginarie", proposto in appendice a questo volume. Solo Catullo, tra i contemporanei di Lucrezio, si inoltrò così a fondo nei meandri psicologici dell'eros, che non è fatto solo di presenza fisica, ma agisce anche attraverso le immagini mentali della persona amata, quei "simulacri" che sono formati da sottilissimi, impalpabili aggregati di atomi capaci di generare ossessioni inestinguibili. Probabilmente Lucrezio non è mai stato vittima di una pozione magica, ma di sicuro conosceva bene, e fu capace di analizzare in versi immortali, tutti i veleni del desiderio e i loro effetti. Con e-book scaricabile fino al 30-06-2014.
Lettera sull'entusiasmo
Anthony Shaftesbury
Libro
editore: UTET
anno edizione: 2014
pagine: 88
Anthony Ashley Cooper, terzo conte di Shaftesbury, nacque a Londra nel 1671 e morì poco più che quarantenne, nel 1713, a Napoli, dove si era stabilito per cercare un clima più adatto alla sua fragilissima salute. Esercitò l'attività politica alla quale lo destinavano il rango e la famiglia, ma a un certo punto della sua breve vita si dedicò esclusivamente alla scrittura di quei trattati che nel 1711 vennero raccolti nei tre volumi intitolati "Caratteristiche di uomini, maniere, opinioni, tempi". Raramente un titolo è stato capace di rispecchiare con tanta fedeltà lo spettro degli interessi preminenti del suo autore. L'entusiasmo di cui Shaftesbury conduce un'impietosa anatomia in questa "Lettera", composta nel settembre del 1707 e pubblicata qualche tempo dopo, com'era l'uso aristocratico, in forma anonima, va considerato nella sua accezione negativa di fanatismo, fede cieca nelle idee collettive, intolleranza nei confronti delle idee altrui. Nessuno, dopo Molière, era stato in grado come il filosofo inglese di capire il profondo legame di complicità che unisce l'ipocrisia di chi si sente sempre nel giusto a un atteggiamento di compunta solennità. "La gravità", osserva Shaftesbury, "è fatta della stessa essenza dell'impostura", ed è un così potente sortilegio che non solo fa sbagliare gli altri, ma inganna puntualmente anche se stessa. Con e-book scaricabile fino al 30-06-2014.
Pipì o lo scimmiottino color di rosa
Carlo Collodi
Libro
editore: UTET
anno edizione: 2014
pagine: 88
"Nella lingua parlata delle scimmie", ci informa Carlo Lorenzini (in arte Collodi), all'inizio di questo racconto che è un'autentica gemma nascosta tra gli scritti dello scrittore fiorentino, "Pipì" indica lo strano colore che caratterizza il pelo di un estroverso e imprudente scimmiottino, "una finissima lanugine di color vermiglio carnicino, come le foglie della rosa maggese": di qui il curioso titolo "Pipì o lo scimmiottino color di rosa". Non pochi lettori, incantati e divertiti dalle peripezie del vivace scimmiotto, hanno pensato a una parentela nemmeno troppo dissimulata con Pinocchio. La disobbedienza e l'errore sono i motori segreti, le fonti di energia che rendono Pipì e Pinocchio capaci di fare esperienza di quella grande favola che è il mondo. E la curiosità è la premessa psicologica fondamentale che permette loro di abbandonarsi con fiducia all'imprevisto, voltando le spalle all'abitudine e alla sicurezza. Ma nel corso di tutte le sue avventure in Pipì non viene mai meno, come nel suo più illustre collega burattino, la purezza del cuore, che è una virtù molto più importante e decisiva del rispetto delle regole e degli ammonimenti dei più grandi. Anche in questo caso, la pedagogia di Collodi rivela tutta la sua rischiosa efficacia affrancandosi da ogni forma di moralismo imposta dall'alto. Con e-book scaricabile fino al 30-06-2014.