Adelphi: PICCOLA BIBLIOTECA ADELPHI
Il Don Giovanni di Mozart
Pierre J. Jouve
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2001
pagine: 188
"Un'esperienza complessa della Morte nell'arte che ha il dono della grazia ecco come definirei in una sola frase Don Giovanni". La precisione di tale diagnosi è un buon viatico a questo saggio in cui l'autore pare avere trovato lo stile giusto per un'impresa tra le più ardue: scrivere di Mozart. Celebrazione in forma di anamnesi del genio mozartiano, Il "Don Giovanni" di Jouve ci regala alcune riletture tendenziose. E dietro ognuna delle sue righe mai imparziali Jouve accenna sempre un inchino all'inflessibile lucidità di Don Giovanni, che relega la colpa a blando corollario dell'evidente connivenza fra vittima e carnefice.
Nove saggi danteschi
Jorge Luis Borges
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2001
pagine: 184
Di Dante, come di tanti altri scrittori, Borges si è dimostrato capace di dirci ciò che altrove non troveremmo, ma soprattutto di dircelo partendo da presupposti e da angolature a lui solo accessibili. Orientata - come accenna il prologo - da una sorta di "innocenza", la sua lettura muove infatti da dettagli, suggestioni, spunti immaginativi per proporre, attraverso molteplici riferimenti letterari, congetture spesso eccentriche e punti di vista esclusivi e personali.
L'esoterismo di Dante
René Guénon
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2001
pagine: 112
Dopo aver esaminato analogie e corrispondenze con gli ordini cavallereschi, il rosicrucianesimo, l'ermetismo e l'Islam suggerite in passato da studiosi e occultisti, Guénon procede a una geometrica esposizione del simbolismo insito in alcuni temi cruciali della "Commedia": i tre mondi, i numeri, il tempo. Ecco allora che l'Inferno appare come ricapitolazione degli stati che precedono logicamente lo stato umano e manifestazione delle possibilità di ordine inferiore che l'essere porta ancora in sé, il Purgatorio come prolungamento dello stato umano, che viene così condotto alla pienezza della sua espansione e il Paradiso come ascesa agli stati superiori dell'essere.
Anatomia dell'immagine
Hans Bellmer
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2001
pagine: 104
Molto si parla, e si è parlato, del corpo negli ultimi decenni. Ma era rimasto sinora destinato a una circolazione esoterica questo breve trattato di Hans Bellmer, il pittore che seppe immettere nel surrealismo una carica demoniaca che traeva le sue origini dal primo Romanticismo tedesco. Fin dagli anni Trenta, quando inventò la sua perversa Bambola, Bellmer fu un teorico e uno sperimentatore estremo del corpo. La presenza anatomica del sesso, i rudimenti di una metafisica del voyeur, la capacità delle membra di trasformarsi in una serie di doppi allucinatori: sono temi e tracce di questo scritto che a sua volta si sdoppia in una serie di disegni, quasi a mostrarci la violenta scossa a tutta la nostra percezione che le teorie esposte dall'autore comportano.
La spada
Tommaso Landolfi
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2001
pagine: 144
Landolfi offre ai lettori, in questa silloge di "esercizi di stile", le storie di un nobiluomo che usa la spada avita per tagliare in due la fanciulla che ama in una sorta di rito dolcissimo e struggente; la relazione accademica di un cane - che è un professore arzebeigiano e risponde al nome di Onisammot Iflodnal - il quale annuncia a un pubblico parecchio irritato che anche gli uomini, sebbene non tutti, intendono, sentono, pensano; una cronaca brigantesca che già nell'epigrafe, tratta da Michael Kohlhaas, evoca atmosfere kleistiane; il solo apparentemente comico "Il babbo di Kafka", in cui l'ironia vela a malapena risvolti dolorosamente autobiografici.
Che cos'è la metafisica?
Martin Heidegger
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2001
pagine: 163
La metafisica è lo scandalo della filosofia: da un lato essa investe i massimi problemi ed è dunque la ragione medesima in vista della quale gli uomini hanno cominciato a fare filosofia; dall'altro è indefinibile e il suo stesso oggetto, benchè vanamente cercato, resta una perenne fonte di aporie. Nel luglio del 1929 Heidegger tenne all'Università di Friburgo, dov'era tornato come successore di Husserl, una prolusione in cui mostra in che cosa consista l'essenza della metafisica e come essa affondi le sue radici nell'esistenza dell'uomo. Sospeso tra l'essere e il nulla, l'uomo esperisce, nello stato d'animo fondamentale dell'angoscia, una motivazione originaria a interrogarsi circa il senso delle cose.
Del mangiare carne. Trattati sugli animali
Plutarco
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2001
pagine: 296
Il mangiare carne non è la condizione naturale dell'umanità, ma un passaggio traumatico nella sua storia. Con esso l'uomo, animale predato, passava dalla parte dei predatori. Ciò implicava vivere della regolare uccisione di animali, questi primi dèi. La questione era però anche religiosa, e come tale venne elaborata in antichi riti, come i Bouphonia ateniesi. Ma questo si desume anche da un importantissimo testo di Plutarco, "Del mangiare carne", fondato sulla tesi che la dieta carnea vada contro natura. Letto accanto agli altri due trattatelli qui pubblicati, questo testo documenta la profonda conoscenza e comprensione del mondo animale che caratterizza l'antichità classica e che Plutarco sembra compendiare nelle sue pagine.
Lettere al figlio 1750-1752
Philip D. Chesterfield
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2001
pagine: 344
Pari del regno, gentiluomo di camera del principe di Galles, viceré d'Irlanda e ambasciatore all'Aia, Philip Dormer Stanhope, quarto conte di Chestefield (1694-1773), non passa alla storia per le sue virtù politiche e diplomatiche, bensì per il suo poderoso epistolario, e in particolare per la lettere da lui indirizzate al figlio Philip sin da quando questi ha solo cinque anni. Lo scopo di una così lunga e intensa corrispondenza è di trasformare quell'unico erede - per di più illegittimo e quindi lontano - in un perfetto aristocratico, munito perciò di quelle doti di cultura, di gusto e di comportamento che il padre ritiene essenziali a tal fine.
La donna che fuggì a cavallo
D. H. Lawrence
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2001
pagine: 83
Una donna giovane e insoddisfatta lascia marito e figli e si avventura da sola sulle montagne messicane per incontrare gli indiani discendenti da Montezuma e dai re aztechi che le abitano e conoscere i loro dèi. Le basta imboccare un piccolo sentiero per inoltrarsi in un altro mondo, in un clima rarefatto e contagioso. Incontrerà i suoi indiani: sinuosi, insidiosi, femminei, feroci; spaventosamente impersonali e, come quel mondo, inumani.
Nudi e crudi
Alan Bennett
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2001
pagine: 95
Trovarsi la casa svaligiata dai ladri è senza dubbio un evento sinistro. Ma se spariscono anche la moquette, il rotolo della carta igienica, il forno e l'arrosto che attendeva lo scatto del timer, è palese che non può trattarsi di un semplice furto. E l'allibita vittima, un avvocato londinese agiato e pedante, ha tutto il diritto di pensare a una beffa del destino, o a una nuova formula di candid camera. Travolti da una realtà truce e idiota, l'avvocato e la sua spenta consorte si trovano ad affrontare un rompicapo di comica suspense, dal quale schizzano fuori colpi di scena turbinosi, mentre il lettore viene guidato verso un'esilarante catarsi di rara crudeltà.
In margine a un testo implicito
Nicolás Gómez Dávila
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2001
pagine: 192
Nelle profondità dell'America latina si celava da decenni un territorio tenuto gelosamente nell'ombra: così ha detto di questo autore Alvaro Mutis. Sono brevi, taglienti proposizioni che additano imperiosamente una verità che non muore per sottrarla alle fallacie della modernità. Figlio di ricchi possidenti, formatosi da autodidatta nella Parigi delgi anni Venti e ritornato poi a Bogotà, Gomez Davila si ritirò da allora nella solitudine della sua biblioteca raccogliendovi giorno dopo giorno un corpus di sentenze notevole, di cui qui è presentata una prima silloge.
Religione e futuro
Sergio Quinzio
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2001
pagine: 170
La modernità ha vinto sulla religione, rendendo gli uomini incapaci di credere e di sperare. Contro questa idea della modernità, intesa come tappa di un inarrestabile progresso verso un futuro che dovrebbe essere garantito dalla scienza e dalla tecnica ed è invece insidiato dal fallimento, Sergio Quinzio ha lottato, da profeta disarmato, usando una scrittura lontanissima dalla cosiddetta "cultura ufficiale" di oggi e degli anni in cui il libro fu composto. Per Quinzio proprio l'incapacità di credere rende il credere "urgente" e indispensabile. Perchè perdere il rapporto con la religione significa non tanto una rinuncia al passato, quanto una rinuncia al futuro.

