Aragno: Biblioteca Aragno
La Banca d'Italia
Nerio Nesi
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2019
pagine: 187
Questo libro nasce dalla sua lunga e molteplice esperienza dell'autore ed è, in sintesi, la storia di una istituzione che dal 1893 a oggi ha avuto, e ha, un ruolo fondamentale nella vita del nostro Paese, una istituzione che ha attraversato momenti gloriosi e momenti bui, nei quali, talvolta, è stata coinvolta, che ha espresso uomini eccezionali. Il lavoro di Nesi non si ferma alla storia, ma affronta alcune delle situazioni più delicate e difficili che riguardano la nostra Banca centrale: l'anomalia della sua natura e della sua struttura; la cooptazione come metodo esclusivo di scelta del suo gruppo dirigente; il potere monocratico dei suoi governatori; l'ammontare, la proprietà, l'utilizzo della sua riserva aurea. Il libro si conclude con il racconto di uno dei momenti più difficili della Banca d'Italia: nel marzo 2019 il presidente della Repubblica è istituzionalmente costretto a firmare una legge che istituisce una commissione di inchiesta con poteri eccezionali sul sistema del credito, ma cerca di attenuare i pericoli di natura antidemocratica, insiti in quella commissione, con una lettera diretta ai presidenti del Senato e della Camera. Ma una domanda è legittima, anzi doverosa: quella commissione di inchiesta esiste tuttora?
Sileno
Girolamo Vida
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2019
pagine: 117
Il "Sileno" (1590) di Girolamo Vida è un dialogo in cui il dio Mercurio – «leggero e aereo, abile e agile e adattabile e disinvolto», com'ebbe a definirlo Calvino nella lezione 'americana' sulla Rapidità – racconta al vecchio e saggio Sileno le numerose metamorfosi sperimentate in un percorso ascensionale dalle forme elementari ai vari gradi della vita minerale, vegetale e animale, conclusosi con l'acquisizione della forma umana nelle sue svariate manifestazioni. Il punto di arrivo è la perfetta beatitudine, che coincide con la condizione dell'amante. Neoplatonismo, ermetismo e petrarchismo sono sapientemente mescolati da Vida: le sue riflessioni sulla natura di amore, incorniciate in una ambientazione bucolica e alleggerite dalla forma dialogica, danno vita a un testo pregevole per erudizione e dottrina, vivace, brillante, piacevole, raffinato.
Che cosa è la mafia
Gaetano Mosca
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2019
Un reato che "giustamente" ha commosso l'Italia: l'assassinio nel 1893 di Emanuele Notarbartolo, marchese di San Giovanni. Esponente politico della Destra storica, sindaco di Palermo e poi direttore generale del Banco di Sicilia. Uomo "competentissimo" e "inesorabile coi disonesti". La prima vittima eccellente della mafia. Un processo che "seriamente" ha preoccupato gli italiani: increduli di fronte allo scandalo di aule di tribunali da cui, anni dopo, escono impuniti sia gli autori che i mandanti del delitto. La celebre conferenza tenuta da Gaetano Mosca nel 1900, prima a Torino e poi a Milano, parte da questa "nefanda strage" per una riflessione articolata sulla mafia, in quanto fenomeno associativo criminale, formato da "poco onorevoli sodalizi", che in generale preferiscono il quieto vivere ai "reati rumorosi", e sullo "spirito di mafia", sentimento essenzialmente "antisociale" che, però, "non è speciale alla Sicilia", che induce spesso i danneggiati e i testimoni a tacere su tutto ciò che possono aver visto ed udito. La novità dell'analisi di Mosca si coglie nella denuncia della "mafia in guanti gialli", composta da alcune frazioni delle classi dirigenti, da individui delle classi superiori, qualche volta anche investiti del mandato politico, autorità governative, che accordano "protezione" alle cosche criminali. Emerge anche una severa critica al "regime rappresentativo", benemerito per alcuni aspetti, ma che "dappertutto dà una prevalenza alle minoranze organizzate". E, tra queste, alle minoranze "già organizzate" che rasentano il codice penale. Non fu la mafia a impedire l'individuazione degli assassini di Notarbartolo, scrive Mosca, perché una cosca "non riesce a sviare il braccio della giustizia", ma un circolo molto più grande che, per "secreti comuni" da difendere, ha consentito che dalla legge si uscisse. Il politologo spera che il processo Notarbartolo segni la chiusura di un ciclo "funesto" di errori e debolezze – "quando si permette uno strappo alla giustizia ed alla legalità, non è possibile prevedere dove lo strappo andrà a fermarsi" – e aiuti l'Italia a superare "la triste era di codardia morale per la quale il nostro Paese è passato".
Il viandante
Samuel Johnson
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2019
I 208 articoli de "Il viandante" ("The rambler"), pubblicati a Londra tra il 20 marzo 1750 e il 14 marzo 1752, segnano una tappa imprescindibile nel percorso di consolidamento della tradizione saggistica inglese compresa tra il XVII e il XVIII secolo, i cui modelli di riferimento sono rappresentati dai "Saggi" di Bacone e dallo "Spectator" di Joseph Addison e Richard Steele. Samuel Johnson realizza in quest'opera l'autoritratto di uno scrittore nel pieno vigore della sua maturità artistica e intellettuale, nonché una compiuta sintesi dei principi fondamentali del suo pensiero etico-estetico e della sua sensibilità religiosa, offrendo al contempo preziosi esempi di critica letteraria, indagine psicologica e fertile immaginazione narrativa. I racconti contenuti in questa raccolta aprono finestre sulla civiltà inglese del Settecento, evidenziandone debolezze e manie, gusti e virtù, mentre le novelle orientali e allegoriche (vero e proprio banco di prova del romanzo "Rasselas, principe di Abissinia", pubblicato nel 1759) offrono al lettore apologhi ricchi di accenti patetici; ma sono le pagine dedicate alle riflessioni filosofiche e morali quelle nelle quali l'autore rivela tutta la complessità del suo stile argomentativo e la profondità del suo pensiero, forgiato dalle letture dei classici greci e latini e ispirato alla tradizione dell'Umanesimo e dell'Illuminismo europei. Benché talvolta biasimato per la sua pedanteria, il suo tipico conservatorismo tory e un linguaggio spesso involuto, Johnson è consapevole che colui che intende consegnare ai posteri un messaggio capace di sopravvivere alle mode e ai capricci del tempo, deve ignorare le rivalità e le meschinità dei contemporanei, affrontando quella vanitas che incombe su ogni impresa umana senza cedere ad alcun compromesso e confidando in quella saggezza «che ci permette di raggiungere un certo grado di somiglianza con le intelligenze celesti».
Il tramonto dell'Occidente. Volume Vol. 2
Oswald Spengler
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2019
Nella seconda parte del "Tramonto", pubblicata nel 1922, si celebra il mito della Zivilisation faustiana. Il capitolo intitolato all'"Anima della città", che costituisce il cuore pulsante di questo volume, scorcia i toni, i colori e le angosce resi celebri dal capolavoro di Fritz Lang, "Metropolis" (1927). Sullo sfondo campeggia il "nostro" futuro, cioè il mondo romano, di cui il faustismo ricalca fatalmente i contorni politici. La monumentalità e la corruzione, l'apoteosi del denaro come forza motrice degli oscuri poteri del demos, come dire gli elementi costitutivi del cesarismo storico e di quello a venire, si intrecciano a una percezione onirica e straniante della modernità. E in questo vortice di elementi eterogenei, al centro del quale si prepara la tragedia del secondo conflitto mondiale, l'occhio di Spengler ha visto più e meglio dei suoi contemporanei. I suoi «errori», scrisse un lettore d'eccezione come Ernst Jünger, «sono più significativi delle verità dei suoi avversari».
La Banca d'Italia e l'economia. L'analisi dei governatori
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2019
pagine: 3327
Nel 1947 l'annuale relazione del governatore della Banca d'Italia all'assemblea dei partecipanti al capitale dell'istituto si arricchisce delle "Considerazioni finali". Da allora queste pagine danno al governatore l'opportunità di esprimere con personale linguaggio la propria visione degli accadimenti, dei problemi, delle soluzioni. L'oggetto delle considerazioni finali è in primo luogo la moneta, ma si estende agli aspetti più generali dell'economia italiana e internazionale. Il documento è fonte preziosa per la conoscenza storica e per l'analisi dei tratti di struttura da cui dipendono le difficoltà che il Paese da troppi anni vive.
Nuova poesia americana. Chicago e le praterie
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2019
pagine: 1035
Nel 1961 Nelson Algren pubblica "Chicago: City on the make" (città che si dà da fare, ma anche città che approfitta di ogni occasione per farsi avanti, città col pelo sullo stomaco, etc.) un lungo poema in prosa che si innesta sulla tradizione neo-epica dei poeti attivi a Chicago e nelle città del bacino fluviale che collega i grandi laghi al Golfo del Messico, la primissima frontiera americana. Lo abbiamo scelto come punto di partenza per questa antologia in cui trovano voce gli eredi dei grandi maestri del realismo: Carl Sandburg, Edgar Lee Masters, Kenneth Fearing, Vachel Lindsay, e sopra tutti, il padre dell'epica frammentaria, Ezra Pound, che pur non essendo topograficamente collegabile a queste latitudini, resta una forza imprescindibile per quella che a tutt'oggi è la poesia americana più robusta. Le ricerche e le pratiche letterarie illustrate in questo volume sono le manifestazioni di una resistenza al sopruso linguistico, al ricatto della banalità e al vuoto di significato imposto da una società in cui le potenzialità espressive della parola vengono quotidianamente avvilite e snaturate.
La fine delle buone maniere
Pierfranco Pellizzetti
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2019
pagine: 370
Trascorrere la propria esistenza in un'età decadente, nella spazio materiale della città e in quello virtuale del ricordo. Mentre la quotidianità affila sui nervi un rasoio. Il racconto a matrioska, che emerge attraverso alcune analogie e una metafora. Incastonate tra le storie del presente troviamo, latamente analoghe all'esperienza del protagonista (sorta di metempsicosi in cui non trasmigrano le anime bensì le biografie), vicende di personaggi dell'antichità che contemplarono con inquietudine e sconcerto la caduta della propria urbe-mondo: i gallo-romani Ausonio e Rutilio Namaziano, il bizantino Paolo detto il Silenziario. Negli altri quattordici capitoli appare la Genova aristocratica e familistica, riflesso labirintico della caduta di una civiltà borghese, descritta nei suoi riti e nelle sue contraddizioni. Capitale delle partecipazioni statali, nella lunga traiettoria dell'impresa pubblica, a fronte del generale declino italiano; sia dell'antico triangolo industriale che della Terza Italia dei fuochi fatui distrettuali.
Le carte di Vanzetti
Luigi Botta
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2019
pagine: 162
Chi pensa che la vicenda di Nicola Sacco e di Bartolomeo Vanzetti possa aprirsi e chiudersi con le drammatiche scansioni temporali che prendono l'avvio con l'arresto del 5 maggio 1920 e si concludono con l'esecuzione capitale del 23 agosto 1927 ha una visione particolarmente limitata del caso. L'episodio giudiziario – che per gli anarchici rappresenta uno dei tanti momenti della battaglia epocale per la conquista libertaria e l'abolizione di ogni ingiustizia e autorità -, anche nei decenni successivi continua a essere intensamente vissuto da chi, in tutto il mondo, prima l'ha combattuto con il chiaro intento di salvare l'esistenza dei due italiani riconoscendone l'innocenza, poi si è adoperato affinché la memoria del caso e la testimonianza dell'errore giudiziario non si perdessero nella notte dei tempi ma potessero rimanere a monito di tutte le persone giuste affinché analoghi casi non avessero più a verificarsi. Già all'indomani dell'esecuzione un duplice comitato americano, a Boston e a New York, gettò le basi di un'azione universale che nel tempo avrebbe creato i presupposti per un coinvolgimento progressivo dei diversi ambiti, mettendo in moto un meccanismo d'interesse capace di sensibilizzare, oltre alle forze politiche e sociali già attive, anche quei campi d'intervento fino ad allora solo parzialmente chiamati in causa. La scultura fu la prima a rispondere all'appello, seguita dal teatro, dal cinema, dalla letteratura, dalla poesia, dalla pittura, dalla toponomastica, dai comics e da tutte le altre diverse espressioni della cultura universale, figurativa e non, che a cascata, prima negli Stati Uniti e poi altrove, diedero lustro alle figure di Nicola e Bartolomeo celebrandone l'immagine con l'unica attenzione di codificarne la vicenda per testimoniarla nel tempo ed evitare che simili forme pregiudiziali ed ostili avessero a verificarsi in futuro. I documenti, le «carte», rappresentano il trait d'union tra tutte le espressioni del coinvolgimento umano sul caso. La nascita del comitato italiano con l'obiettivo di raggiungere la riabilitazione di Nick e Bart – promosso grazie alla caparbietà di Vincenzina Vanzetti -, contribuì poi ad allargare ulteriormente l'aerale della sensibilizzazione, sollecitando non solo le azioni legali e sociali, ma promuovendo ancor più quei momenti di cultura diffusa, popolare e non, che poco alla volta resero reale la sensazione dell'universalità del caso. Anche il proclama del governatore del Massachusetts, Michael Dukakis, che nel 1977 riconobbe l'errore giudiziario e decretò il Sacco & Vanzetti day, non pose fine all'azione di diffusa sensibilizzazione, che prosegue ancora oggi. In queste pagine si è ricostruito il filo dell'intera storia – successiva all'esecuzione – indagando "Le carte di Vanzetti", quelle che la famiglia, con rigore, perseveranza e passione, prima, durante e dopo i tragici fatti degli anni Venti, ha raccolto meticolosamente in Italia e altrove, ha conservato e ha infine reso di dominio collettivo, predisponendo così la conoscenza di atti e documenti, pubblici e privati, indispensabili per la completezza di un'informazione reale e obiettiva sul caso.
All'avvocato si dice sempre tutto
Luca Ponti
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2019
"Forse più degli psicanalisti, sono gli avvocati e i giudici a penetrare nell'inconscio umano, a raccogliere la rabbia, il furore, i deliri, le tragedie e i drammi nascosti nei gruppi, nelle famiglie, negli individui. [...] E commuove ritrovare nel personaggio di Castano il respiro di uno scrittore che ha saputo raccontare nei modi più efficaci l'imperfezione dell'essere umano: Palazzeschi. Castano e i suoi comprimari potrebbero entrare a pieno diritto nel 'Palio dei buffi', la splendida raccolta di racconti pubblicata da Palazzeschi del 1937. Rispetto all'umorismo pirandelliano la categoria del «buffo» ha una dimensione più popolare, più declinata verso il grottesco, più carnale e compromessa con le funzioni del corpo. Buffo è appunto il mondo di Castano nella sua continua incapacità di rispettare le forme alle quali vorrebbe adeguarsi, nei suoi gesti talora inconsulti, nel procedere per impulsi che si contraddicono, e insomma nell'incarnare quel principio di indeterminazione che l'epoca contemporanea sembra voler estendere dalla fisica quantistica all'antropologia." (dalla prefazione di F. Finotti)
La grande Italia. Scritti politici (1914-1921)
Gabriele D'Annunzio
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2019
"La grande Italia. Scritti politici" (1914 - 1921) raccoglie la maggior parte degli scritti politici di Gabriele D'Annunzio del periodo compreso tra la vigilia della prima guerra mondiale e la conclusione dell'esperienza di Fiume. Questi testi si segnalano per la retorica politica che ne costituisce certamente l'aspetto innovativo, ma anche perché sono la radiografia non solo di una cultura o di una dimensione estetica e letteraria della parola in piazza. La parola di D'Annunzio, come ha sottolineato il grande storico George L. Mosse, è l'espressione del Novecento e D'Annunzio è il creatore dello stile politico e della drammatizzazione della politica che è so non stati molto importanti per la moderna politica di massa che si sintetizza nella somma di potere della creatività artistica e idee politiche nazionaliste.
Il laboratorio di sé. Corrispondenza. Volume Vol. 4
Stendhal
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2019
pagine: 580
Il 21 giugno 1821 Henri Beyle approda a Parigi e si stabilisce all'Hotel de Bruxelles, in rue de Richelieu, n° 47. Dopo 7 anni, lasciava Milano, subiva «il distacco amaro dal paese più bello del mondo». Si lasciava alle spalle «il fiore della sua vita». Milano era stata la città delle gioie, una polifonia di piaceri: l'opera, il balletto, la conversazione, gli amori, le donne. In confronto Parigi si rivela «città stretta», «patria della piccolezza», della noia, dell'ipocrisia e della vanità. Questo ritorno si configura perciò come un ritorno all'ordine dopo la festa. Ritorno che è sconfitta e caduta: dal regno del possibile al regno del reale. A Milano, Beyle era stato tante cose (viaggiatore, dandy, plagiario, amante appassionato e infelice), e tanti nomi (pseudonimi). A Parigi deve fissarsi un destino: essere scrittore. E avere un solo nome (pseudonimo): Stendhal. D'ora in poi, si farà strada in lui una volontà di conquista che metterà fine al monologo egotista per fare spazio al polemista: le sue opere nasceranno dall'occasione e cercheranno il successo.

