Bollati Boringhieri: Nuova cultura. Introduzioni
Linee di confine. Filosofia e postcolonialismo
Emanuela Fornari
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2011
pagine: 176
Negli ultimi vent'anni del Novecento una revisione radicale e destabilizzante ha coinvolto i presupposti etnocentrici del pensiero antropologico, filosofico e politico dell'Occidente. Stava cambiando la geopolitica del pianeta e cominciava a vacillare la proiezione sulle altre culture delle nostre categorie di soggettività, storia, sovranità, cittadinanza, universalità, emancipazione. Il nuovo assetto ha sollecitato il fiorire di studi cosiddetti «postcoloniali», accomunati dalla pratica del contagio. Da allora la contaminazione fra concezioni a prima vista inconciliabili della vita associata appare più proficua dell'arroccamento difensivo, mentre il migrare di concetti e principi segue la diaspora dei corpi in carne e ossa: perde il suo connotato privativo per trasformarsi in uno stato d'elezione. Essere sempre «fuori posto» aiuta infatti a guardare il mondo e se stessi con occhi diversi. Di questo «contrabbando incontrollato di idee al di là delle linee» – secondo il motto fulminante di Edward Said – il saggio di Emanuela Fornari costituisce la prima, completa ricognizione in chiave filosofica. Non c'è linea di frattura o spostamento di confine disciplinare che sfugga alla sua indagine ricostruttiva. Nella consapevolezza che non tutto è trasferibile da una cultura a un'altra, e che va salvaguardato quel coefficiente di intraducibilità di fronte al quale è possibile solo un silenzio a più voci. Prefazione di Étienne Balibar.
La ragione della storia. Per una filosofia della storia come scienza
Gianluigi Pasquale
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2011
pagine: 301
La storia ha un andamento tortuoso, a volte incomprensibile. Eppure alcuni intravedono in quel groviglio di eventi una sensatezza, addirittura un vettore unificante. Ritengono che nella storia agisca una razionalità potente e che il pensiero sia chiamato a comprenderla attraverso una tessitura concettuale priva di smagliature. Della storia sarebbe dunque possibile una scienza. Tra coloro che lo sostengono c'è chi individua nello svolgersi degli eventi un principio immanente, e chi invece lo riferisce alla trascendenza di Dio. Prospettiva filosofica la prima, teologica la seconda. Spesso però sono meno distanti di quanto ci si immagini, anzi attingono l'una all'altra. Lo dimostra il filosofo e teologo Gianluigi Pasquale, in un saggio stringente che si apre con un quesito radicale: esiste nella storia la ragione che io mi possa salvare? La sua argomentazione fa perno sull'accostamento di due figure centrali, Hegel, il teorico dell'assoluto inteso come processo dialettico e storico, e un suo grande lettore di oggi, il teologo protestante Wolfhart Pannenberg. Sia per la dialettica hegeliana sia per il pensiero cristologico di Pannenberg la storia non si dispiega dal passato verso il futuro, piuttosto dal futuro corre incontro al passato, così che la verità nella storia è ricostruibile solo retrospettivamente, nella totalità dell'accadere. Ed è proprio il primato del futuro, secondo Pasquale, a costituire il fondamento su cui poggiano insieme la logica interna alla storia è la speranza di salvezza.
Italia in opera. La nostra identità attraverso le arti visive
Bartolomeo Pietromarchi
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2011
pagine: 201
Non esiste paese al mondo che abbia stimolato l'arte al pari del nostro. In un duplice senso: entro nessun territorio nazionale è stata prodotta così tanta arte, e con una simile eccellenza, e nessun paese è stato ritratto nelle arti con analoga, inesausta continuità. Svariate le ragioni di questa permanenza tematica dell'Italia nel fare artistico, da un'identità ibridata e incerta alle anomalie di una modernità mai consumata sino in fondo, dagli incanti di una natura pur ferita da ogni genere di oltraggio alle evidenze antropologiche di un'umanità che ancora lascia affiorare sedimenti antichi. È dunque l'intensità irrisolta a offrire un laboratorio perfetto. In occasione del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, Bartolomeo Pietromarchi legge la nostra storia dagli anni sessanta a oggi nel precipitato di singole opere, quasi fossero disposte lungo le sale di una mostra ideale. Sono installazioni, performance, fotografie, collage, fotogrammi di video e di film, manifesti che parlano di noi - di paesaggi e di coscienza civile, di politica e di rovine - più eloquentemente di uno studio accademico. Un'eloquenza che che l'abilità critica di Pietromarchi esalta ancor più, additando gli intrecci con il cinema, la letteratura, la saggistica.
Einstein secondo me
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2010
pagine: 200
Tutti conosciamo Einstein, o almeno pensiamo di conoscerlo: il genio incompreso nascosto nell'oscuro ufficio brevetti di Berna, il bizzarro vecchietto che scorrazza in bicicletta per i viali di Princeton, con i capelli bianchi scarmigliati, il pacifista irriverente che non esita a tirar fuori la lingua davanti ai fotografi. Ma che cosa c'era davvero dietro la superficie di quest'immagine ormai immutabile, cosa nascondeva quel volto immortalato in migliaia di gadget, poster, magliette, tazze, magneti per il frigo, pupazzi? Chi era davvero Einstein e soprattutto che cos'è stato per quelli che l'hanno conosciuto? Ventiquattro scienziati ci raccontano in questo libro che cos'ha rappresentato Einstein per loro e come ne sono stati influenzati, nella vita professionale e personale. Arriviamo così a conoscere l'Einstein più privato, libero dall'aura del saggio che circonda solitamente la sua figura. Materiali inediti e memorie autobiografiche si fondono in un caleidoscopio commovente, nell'affettuoso ricordo di un uomo, rimpianto come amico più che come padre della teoria della relatività. Einstein secondo me è una testimonianza unica del potere che può avere un lascito intellettuale ed è una lettura entusiasmante, alla portata di tutti.
Naufragi. Immagini romantiche della disperazione
Esperanza Guillén
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2009
pagine: 104
Ci sono immagini che rimangono conficcate nella mente, che attraggono e terrorizzano allo stesso tempo, che ipnotizzano lo spettatore: così il profilo del Titanic che si inabissa nel freddo mare artico, con il suo carico di speranze mai arrivate nel Nuovo Mondo. Un fatto vero, trasformato in mito dal cinema e dalla cultura popolare del Novecento. Ma il fascino grandioso e tremendo del naufragio è molto più antico e affonda le sue radici nell'ideologia romantica, nella commistione tra kantiana estetica del sublime, suggestioni bibliche che vedono nel mare la sorgente del male e analogia tra viaggio reale, fisico e viaggio letterario. Su questo sfondo si proiettano le tante immagini di navi in tempesta o distrutte, arenate, che ci ha trasmesso l'arte ottocentesca. Friedrich, F. E. Church, Turner, John Martin, Géricault, Delacroix, ma anche scrittori come Victor Hugo, Lord Byron, Maturin, Poe e Novalis: Esperanza Guillén ci accompagna in un viaggio suggestivo, che parla dell'oggi più di quanto non sembri, traghettandoci con mano sicura attraverso le acque di estetica, arte e letteratura.
Le aree metropolitane in Italia e nel Mondo
Fabrizio Bartaletti
Libro: Copertina morbida
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2009
pagine: 104
L'espansione urbanistica delle maggiori città sul territorio di altri comuni e province pone il problema della scala più adeguata alla quale analizzare la città, anche ai fini di una migliore pianificazione delle infrastrutture e dei servizi necessari. Il volume di Fabrizio Bartaletti cerca di fare chiarezza su questa complessa tematica, partendo da un approccio teorico e giuridico-amministrativo, per offrire quindi un'ampia panoramica sulle aree metropolitane italiane e su un nutrito campionario del fenomeno nelle diverse parti del mondo. Obiettivo della ricerca, almeno per l'Italia, non è tanto quello di ritagliare nuove entità politico-amministrative, quanto di individuare criteri scientifici di delimitazione (flussi pendolari, incremento di popolazione, continuità edilizia, densità) e di fornire - in relazione all'esperienza di paesi come gli Stati Uniti, la Svizzera, la Francia etc. un quadro demografico, economico e territoriale di queste importanti realtà macrourbane.
L'uomo, la macchina, l'automa. Lavoro e conoscenza tra futuro prossimo e passato remoto
Carlo Sini
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2009
pagine: 128
Il sogno dell'automa, della macchina pensante, è antico, ma mai come oggi suscita speranze e timori, desideri e riprovazioni. Il libro di Sini ne scandaglia la storia, pervenendo al sorprendente risultato, non solo di rimuovere perduranti ingenuità e superstizioni, ma anche di capovolgere i termini del problema: è davvero l'automa il doppio dell'umano o non è già l'umano, nella storia del suo corpo e del suo lavoro, un automa in cammino? L'intera cultura funziona infatti come un grande automa; essa è da sempre mossa e governata dal sogno di resuscitare il fantasma dell'origine e di impadronirsi in tal modo di ciò che eternamente "si muove da sé", cioè della sostanza fatale e immaginaria dell'automa immortale.
Il racconto come dimora. «Heimat» e le memorie d'Europa
Paolo Jedlowski
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2009
pagine: 158
Paolo Jedlowski prende qui le mosse dal famoso film "Heimat", del regista tedesco Edgar Reitz, che racconta la storia di una famiglia tedesca nel corso del Novecento. Riguardo ad alcuni snodi cruciali, e ad alcuni degli eventi più traumatici del secolo trascorso, fra cui il nazifascismo e l'Olocausto, questa storia è però anche quella di un'incapacità di narrarsi: un'incapacità cui il film intende supplire. La dimora originaria (il luogo natale, la patria, ciò a cui la parola "Heimat" rimanda e con cui il rapporto è incrinato) viene riconfigurata e in parte riconquistata attraverso il racconto. O forse è il racconto stesso che si svela dimora. In questo volume, la storia di "Heimat" si intreccia con altri racconti del Novecento e con l'elaborazione originale di una sociologia della narrativa, che prende in considerazione sia pratiche di carattere orale, sia forme mediate come il cinema. Studioso dei rapporti tra narrazione ed esperienza, Jedlowski mostra qui come quest'ultima non sia semplicemente quello che viviamo, ma anche il processo che nella memoria connette i vissuti e li dota di senso: un processo che si giova del racconto e della presenza di destinatari per i quali narrare.
Meglio non essere nati. La condizione umana tra Eschilo e Nietzsche
Umberto Curi
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2008
pagine: 304
A re Mida che gli chiede quale sia la cosa più desiderabile per l'uomo, Sileno risponde: "Non essere nato, non essere, essere niente". Diverse versioni della sentenza, dette da altri personaggi, riecheggiano in fonti diverse, da Erodoto ai grandi tragici a Plutarco, ma nessuna è riducibile alla dichiarazione di pessimismo metafisico. Anzi, per Umberto Curi parlare di pessimismo è fuorviante, se non consolatorio. La densità tutt'altro che univoca dell'apologo e rilevata già da Nietzsche, che lo colloca all'inizio della "Nascita della tragedia" e ne rovescia la valenza corrente in quel dire sì alla vita in ogni sua manifestazione, compreso il dolore, che costituisce il cuore del sentimento tragico. Una densità che si intensifica e si incupisce quando dall'orizzonte senza Dio dei greci si passa alle denunce bibliche della miseria umana, al cospetto della potenza divina: l'imprecazione di Geremia ("maledetto il giorno in cui nacqui; il giorno in cui mia madre mi diede alla luce non sia mai benedetto"), la certezza della nullità dell'esistenza nel Qohelet e la contesa angosciosa di Giobbe con il Signore rimandano alla verità paradossale della fede, alla figura cristologica di Abramo riletto da san Paolo, Kierkegaard e Simone Weil. Nelle sue diramazioni e riformulazioni il motto di Sileno esprime, più che negatività dell'esistere, l'inattingibilità di un sapere positivamente definito sull'esistenza, e continua a interpellare il logos discorsivo della filosofia e le forme del pensiero religioso.
L'arte nella storia. 600 a.C. - 2000 d.C.
Martin Kemp
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2015
pagine: 227
L'arte non è sospesa nel vuoto. Come scriveva T.S. Eliot, "quel che accade quando viene creata una nuova opera d'arte accade simultaneamente anche a tutte le opere che l'hanno preceduta". Ogni tassello che si aggiunge all'immenso patrimonio artistico dell'umanità ridefinisce la storia stessa e mette in prospettiva diversa ciò che era già stato creato. Arte e storia, uomini e capolavori, sono un tutt'uno nel fluire del tempo. Tenendo tutto ciò sempre ben presente, Martin Kemp ha scritto questo impeccabile compendio di storia dell'arte, un'introduzione da cui partire per intuire la complessità della nostra immensa tradizione pittorica e scultorea. Dalla Grecia di Fidia agli affreschi pompeiani, dai mosaici bizantini all'incredibile Medioevo italiano, alla ritrattistica olandese, al Rinascimento e al Barocco; da Vermeer a Canaletto, da Goya a Turner, dalla scuola ottocentesca francese fino alla rottura novecentesca degli schemi, per giungere alle ultimissime installazioni artistiche a cavallo del millennio. Questo breve libro è un 'tour de force' artistico ben congegnato: un libro necessario per immergerci nella bellezza del nostro mondo.
Il potere della marca. Disney, McDonald's, Nike e le altre
Vanni Codeluppi
Libro: Copertina morbida
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2012
pagine: 176
Visitare un gigantesco parco di divertimenti, addentare un hamburger, avere ai piedi delle sneakèrs comporta molto più che svagarsi per un giorno, mangiare del cibo, camminare comodi. Significa appartenere alla cultura del consumo, collocarsi socialmente mentre si compiono gesti comuni. Ciò che ci è venduto infatti non è tanto un prodotto o dei servizi, quanto un potente valore simbolico: la marca appunto. Il suo obiettivo va al di là delle prestazioni della merce, materiale o immateriate, perché è finalizzato a creare consumatori e a rendere stabile nel tempo il rapporto dei produttori con loro. A distanza di dieci anni dalla prima edizione, Il potere della marca vede pienamente confermate le analisi che decretarono allora il successo del saggio. Con garbo e acutezza Vanni Codeluppi si addentra in quei particolari ambienti relazionali che le marche fanno nascere, emozionando e seducendo alla pari delle persone. Rassicurante come nella grande impresa di clonazione del mondo rappresentata dai parchi Disney, conviviale come nell'atmosfera familiare che McDonald's ha saputo evocare attraverso un panino alla carne e patatine surgelate, oppure competitiva come nella strategia di marketing della Nike, l'ideologia è sempre incorporata nel prodotto e ne costituisce il miglior vettore. Queste tre marche globali ne forniscono una perfetta esemplificazione.
Gli spazi dell'anima. Immagini d'interiorità nella cultura occidentale
Lionello Sozzi
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2011
pagine: 243
L'anima ama gli spazi. Non sappiamo che cosa sia questa entità o se esista davvero, nonostante l'enorme messe di dottrine e credenze al riguardo. Constatiamo però che da sempre scrittori/filosofi, teologi e artisti la rappresentano attraverso immagini spaziali. È la più evidente e feconda delle contraddizioni che incontriamo riflettendo sull'anima: ciò che l'etimologia vorrebbe soffio vitale, iridescenza, pura energia dinamica, si affaccia alla nostra fantasia nelle forme statiche dello spazio. L'inadeguatezza umana rilevata da Leopardi - a parlarne in termini solo spirituali ha alimentato per secoli i simboli e le metafore che Lionello Sozzi censisce in un amplissimo e illuminante regesto. Sotto la sua guida, ci aggiriamo in una foresta di ambivalenze, dove interno ed esterno, superficie e profondità, chiusura e apertura, angustia e infinitezza si scambiano spesso significati e tipologie. I luoghi dell'interiorità hanno la consistenza della pietra o là scivolosità del baratro, sono avvolti dalle tenebre o rifulgono di luce divina, imprigionano la mente o schiudono interi orizzonti. Il senso univoco dell'acropoli inespugnabile cara alla tradizione stoica, o del castello intimo di Teresa d'Avila si incrina modernamente e sopravvive in Flaubert solo spartendo la sua regalità con l'immagine prosaica a cui ricorse già Montaigne per alludere alla zona franca che ciascuno preserva in sé.

