CEDAM: Problemi attuali della giustizia penale
Prova atipica e innovazione scientifica nell'accertamento della verità processuale
Luca Forte
Libro
editore: CEDAM
anno edizione: 2026
pagine: 232
L'autore affronta l'attuale tema della prova scientifica "nuova", in un contesto in cui l'evoluzione delle scienze, la compars
I sistemi automatici di riconoscimento facciale nel procedimento penale. Tra possibilità di impiego e limiti ordinamentali
Fabrizio De Martis
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2025
pagine: 340
Procedimento di prevenzione e giusto processo
Valentina Mazzotta
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2025
pagine: 328
La tutela della libertà morale nella formazione della prova penale
Andrea Chelo
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2025
pagine: 260
La sanatoria delle invalidità nel processo penale
Leonado Suraci
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2025
pagine: 344
La sanatoria delle invalidità degli atti processuali costituisce un tema di centrale importanza, concorrendo come pochi altri a comporre gli equilibri di un sistema che, da sempre, oscilla tra l’esigenza di stretta legalità che la Costituzione – addirittura – impone e le tendenze verso la flessibilizzazione degli istituti che, direttamente ovvero indirettamente, incidono sulla conservazione degli atti e la stabilizzazione degli effetti. Il processo «giusto» e «regolato dalla legge» non può che essere strutturato per fattispecie normative e, quindi, non può non rifuggire all’idea che le forme degli atti possano essere libere. Allo stesso tempo, l’irrinunciabile esigenza di evitare inutili irrigidimenti – suscettibili, questi ultimi, di rendere «irragionevole» la durata del processo – implica la necessità di coniugare, sulla base di giudizi di valore e secondo una logica di ragionevole bilanciamento, tassatività e conservazione. Tassatività, invalidità e sanatorie, dunque, animano la dinamica procedimentale e nella regolamentazione del loro operare è possibile intravedere uno dei fattori sintomatici della scelta – che è innanzitutto culturale, quindi politica e, infine, giuridica – di un determinato metodo di risoluzione delle controversie e accertamento dei fatti.
Le videoriprese nel processo penale. Tra sicurezza, riservatezza e documentazione
Francesco Porcu
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2024
pagine: 316
La procura europea. Struttura e legittimazione dell'ufficio. Adeguamento ordinamento nazionale e diritti della difesa
Luigi Palmieri
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2024
pagine: 300
Le misure ablative patrimoniali e le tutele dei terzi
Michele Pisati
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2024
pagine: 372
Il principio di regressione. Contributo allo studio sulla dinamica del procedimento penale
Donatello Cimadomo
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2024
pagine: 268
Profili critici del segreto sulle intercettazioni tra tutela della riservatezza e cronaca giudiziaria
Sonia Tognazzi
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2024
pagine: 332
Lo smartphone come fonte di prova. Dal sequestro del dispositivo all'analisi dei dati
Ottavia Murro
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2024
pagine: 380
Lo scritto, nel partire dall’analisi, sia tecnica, sia giuridica, del potenziale probatorio presente nel moderno cellullare, si sofferma dapprima sul contenuto – in potenza – rinvenibile, nonché sulla possibilità di poter ricostruire attraverso tali dati (comunicativi e non) una vera e propria mappatura delle abitudini di vita dell’individuo. La ricerca si sviluppa, poi, lungo due direttrici: da un lato si analizzano le criticità che colpiscono i diversi meccanismi di indagine e, in particolar modo, le questioni legate all’inquadramento giuridico di tali attività; sotto altro profilo, si verificano le ricadute sulle libertà fondamentali. In tale prospettiva, l’Autrice analizza la sussistenza di una copertura normativa interna, costituzionale e convenzionale che legittimi tali investigazioni. Il presente studio si propone anche di esaminare il concetto di comunicazione post-moderna che, mediata dalla Rete, presenta caratteristiche del tutto diverse rispetto alle forme più tradizionali. L’analisi dello stato dell’arte, anche alla luce delle più recenti pronunce della Corte costituzionale, conduce, infine, ad analizzare le attuali prospettive di riforma sulla complessa materia del sequestro dello smartphone (d.d.l. A.S. n. 806).
Accusato e accusatore. Le oscillazioni del diritto al confronto
Mena Minafra
Libro: Libro in brossura
editore: CEDAM
anno edizione: 2023
pagine: 550
Il metodo dialogico ha un doppio vantaggio: «consente l’approfondimento critico per il quale spesso è necessario contrapporsi al testimone, contestare la sua versione dei fatti, e garantisce trasparenza ed equilibrio agli inevitabili influssi che si esercitano sulla persona esaminata. Mentre le parti possono eccepire ogni abuso nella formulazione delle domande, il giudice valuta il dialogo, di cui è stato arbitro, con un distacco e una lucidità che gli sarebbero precluse se lui stesso ne fosse il protagonista. Il tutto alla luce del giorno, lontano da quelle pratiche persuasorie, lusinghe o intimidazioni, che incombono sui colloqui segreti dove, se alcuni riluttanti sono indotti a svelare ciò che sanno, altri finiscono per dire anche ciò che non sanno», mentre in alcune ipotesi tassativamente previste se ne può prescindere; ma, in ogni caso, non può essere affermata la colpevolezza dell’accusato sulla base delle dichiarazioni rese da chi si è deliberatamente sottratto al confronto dialettico con quest’ultimo. Epperò, attraverso l’approfondimento delle oscillazioni del diritto al confronto tra accusato e accusatore, ci si è resi conto che l’archetipo tradizionale del contraddittorio, può anche assumere i connotati del verbale particolareggiato. Non solo. Dalla lettura sistematica delle disposizioni riguardanti il cuore del right to confrontation, cioè la prova dichiarativa, si è evinto chiaramente che il d. lgs. 150/2022, ha ampliato la modulabilità del metodo dialogico attraverso la videoregistrazione dell’assunzione della prova (ai sensi dell’art. 495, comma 4-ter, c.p.p.) che, da un lato, ha valorizzato la terzietà del giudice che non può né sostituire né aggiungere la sua proposta argomentativa a quelle formulate e coltivate dalle parti, in considerazione del fatto che egli non persegue un proprio fine argomentativo e, dall’altro, ha posto dei paletti a garanzia della genuinità della prova assunta attraverso il descritto strumento della videoregistrazione. Quindi, questi strumenti, dunque, non sono dei limiti del contraddittorio poiché in essi è travasato, per renderlo fruibile nel processo, il dato analogico della testimonianza, mettendo in condizioni l’organo giudicante di realizzare il controllo falsificazionista sulle evidenze dell’avvenimento probatorio svoltosi in contraddittorio e così di decidere nel rispetto di tutti i principi del giusto processo, compreso il diritto al confronto, rafforzandolo, attraverso i poteri d’ufficio.

