Città Nuova: Testi patristici
Ricchezza e povertà nel cristianesimo primitivo
Libro
editore: Città Nuova
anno edizione: 1980
pagine: 304
Omelie per la vita quotidiana
Pier Crisologo
Libro
editore: Città Nuova
anno edizione: 1978
pagine: 240
Le catechesi ai misteri
Cirillo di Gerusalemme, Giovanni di Gerusalemme
Libro
editore: Città Nuova
anno edizione: 1977
pagine: 104
Cirillo di Gerusalemme, dottore della Chiesa, è conosciuto per le sue Catechesi battesimali e soprattutto per essere il principale formulatore della "dottrina dei sacramenti". Poco sappiamo della sua vita. Nacque a Gerusalemme, o dintorni, tra il 312 e il 315. Forse fu monaco prima di essere elevato all'episcopato, verso il 348-350, in circostanze che a tutt'oggi generano incertezze. Subì a più riprese l'esilio, fino al 378, anno del suo definitivo rientro a Gerusalemme dove era succeduto al vescovo Massimo. Nel 381 prese parte al concilio di Costantinopoli, più tardi definito come secondo concilio ecumenico, dove esercitò notevole influenza. Morì nel 386. Giovanni II di Gerusalemme. Di lui sappiamo soltanto che fu dapprima monaco e poi vescovo, a trent'anni, e successe a Cirillo nella sede di Gerusalemme, nel 386. Come origeniano, subì gli attacchi di sant'Epifanio e fu alleato di Rufino. San Girolamo polemizzò con lui nel libro: Contro Giovanni di Gerusalemme (395-396). Morì agli inizi del 417. Le Catechesi erano istruzioni che il vescovo impartiva durante la Quaresima a coloro che si erano iscritti per il battesimo nella Pasqua successiva. Questi erano detti "illuminandi" e non vanno confusi con i catecumeni e con la scuola di formazione a essi dedicata. Delle 24 Catechesi che costituiscono il corpo dell'opera di Cirillo, figurano qui soltanto la 18ma pre-battesimale e le 5 mistagogiche o di introduzione ai misteri, dove è soprattutto notevole la dottrina sacramentaria. Sono appunto queste ultimo che nella loro attuale "veste ridotta" rispetto a una forma più estesa originale, vengono attribuite a Giovanni di Gerusalemme, pur restando fermo che l'intera dottrina è senz'altro di Cirillo. Esse sono altresì l'eco fedele dell'insegnamento comune della Chiesa di quel tempo. Oggetto, in passato, di controversia accesa con i fratelli cristiani, saranno domani probabilmente un naturale tramite verso una più piena unità di tutti i credenti.
Commento al Cantico dei cantici
Origene
Libro
editore: Città Nuova
anno edizione: 1976
pagine: 296
Origene si staglia possente tra gli autori dell'età patristica non solo per acutezza d'ingegno e originalità di pensiero, ma anche per la sua straordinaria vicenda di fede. Attento ai problemi del suo tempo, ardì proporre in sintesi approfondita e armonica, soprattutto per la cultura dell'epoca, i punti fondamentali della dottrina cristiana, spaziando dalla teologia all'esegesi, alla ecclesiologia, alla mistica, ed elevando così notevolmente la cultura cristiana. Tuttavia, egli è soprattutto l'interprete del Testo Sacro, di cui coglie i sensi più reconditi e sublimi, che si disvelano, a suo dire, a chi progredisce parallelamente nello studio e in santità di vita. Tra le opere che ci restano di lui - immensa fu la sua produzione, in gran parte andata perduta - spicca il Commento al Cantico dei cantici in cui, secondo san Girolamo, colui che nelle altre opere aveva superato tutti gli altri, qui superava addirittura se stesso. In effetti, la chiarezza dei principi esegetici e la sua esperienza spirituale portano Origene a cogliere tutta la profondità ispirata di questo canto d'amore, allegoria dell'Antica e della Nuova Alleanza. Le immagini e i simboli si illuminano di una luce straordinaria nel grande esegeta. Inoltre, accanto alla tradizionale interpretazione allegorica, Origene introduce quella psicologica, vedendo qui adombrato l'amore tra Cristo e l'anima che lo cerca. Dopo di lui, questa interpretazione ha fatto legge. "Al di là dello specifico ambito esegetico, il Commento al Cantico di Origene segnò un punto fondamentale nella storia della mistica occidentale, fino a Teresa d'Avila e Giovanni della Croce". Il presente volume, in fedele e moderna traduzione del prof. Manlio Simonetti, riproduce, in modo limpido e piano, le flessuose movenze di questa grande opera.
L'incarnazione del Verbo
Atanasio (sant')
Libro: Libro in brossura
editore: Città Nuova
anno edizione: 1976
pagine: 144
L'incarnazione del Verbo costituisce la seconda parte di un'opera più ampia, che comprende anche il trattato Contro i Gentili, di Atanasio, il grande vescovo di Alessandria e campione della lotta contro l'eresia ariana, durante il suo primo esilio, negli anni 335-337. Indirizzato a un mondo ancora da evangelizzare, il trattato va all'essenziale, puntando a un'esposizione organica della fede cristiana, che assume come punto di riferimento la manifestazione del Verbo nella carne. Il Verbo - dice Atanasio - si è rivelato in un corpo per restituire all'uomo, creato dal nulla e conformato all'immagine di Dio, l'incorruttibilità e la conoscenza di Dio. E cioè, mediante il suo corpo, il Verbo paga il debito dell'uomo peccatore e vince la morte, riconquistando il dono dell'immortalità, che egli trasmette a tutto il genere umano: visione paolina e giovannea insieme, redenzione riscatto, redenzione come dono della vita eterna. Ciò è stato possibile per la solidarietà del corpo di Cristo con il nostro corpo, e il suo legame con il Verbo, che è la Vita-in-sé. Il Verbo salva comunicando la sua vita all'umanità. Scritto profondo, vigoroso, privo di polemica, sintesi attraente e convincente della fede cristiana. Il De incarnatione ha avuto una vasta diffusione nell'antichità e ancora oggi si rivela attualissimo, dando un senso alla vitale esigenza di concretezza e di fuga dall'alienazione che caratterizza l'uomo moderno. Scaturito da un'anima di pastore autentico, il trattato si conclude con un invito ad addentrarsi nel mistero dell'incarnazione tramite lo studio delle Scritture e la purezza della vita.
Sermoni sulla Scrittura
Cesario d'Arles (san)
Libro: Libro in brossura
editore: Città Nuova
anno edizione: 2026
pagine: 824
I "Sermoni sulla Scrittura" di Cesario di Arles (81-186), per la prima volta resi in italiano, sono uno spaccato notevole su un pensatore che attinge abbondantemente alle pagine bibliche, oltre che a molte altre fonti per costruire il proprio pensiero. In ottica pastorale, più che commentare la Bibbia versetto per versetto, o allargare le conoscenze erudite, egli ri-macina le informazioni delle fonti, per esplicitare i concetti fondamentali con brevità e precisione, soprattutto quando è necessario riportare l’interpretazione tipologica di quelli che sono denominati correntemente Patres ecclesiae.

