Città Nuova: Testi patristici
Omelie sull'Esodo
Origene
Libro
editore: Città Nuova
anno edizione: 1981
pagine: 256
Origene, per fecondità letteraria e dottrina teologica una figura tra le più grandi dell'antichità cristiana, nacque intorno all'anno 185, probabilmente ad Alessandria. Fin da giovane fu iniziato alla lettura della Scrittura e a diciotto anni fu posto dal vescovo Demetrio a capo della scuola catechetica. Nel 232, dopo varie vicende causate dall sua ordinazione sacerdotale, si stabilì a Cesarea dove fondò una scuola che diventò famosa in tutto l'Oriente. Morì nel 253 circa per le torture inflittegli sotto la persecuzione di Decio. Proseguendo nella pubblicazione delle Omelie tenute da Origene tanti secoli fa nelle Chiese della Palestina, non possiamo non essere ancora un volta presi dal loro ardore e dall'esigenza assoluta di vita cristiana che esse contengono. E' la Parola a guidare questa omiletica appassionata in cui maestro e discepoli, sacerdote e fedeli, sono ugualmente coinvolti nella ricerca incondizionata del Cristo: Persona e Verbo in cui si riassumono tutti gli eventi della salvezza, tutti i doni di Dio e tutte le attese dell'uomo. Questi eventi salvifici sono per noi attuali; riattualizzati nei misteri cristiani; questi doni di Dio sono per noi necessari, perché di essi ci saziamo; queste attese sono le nostre, perché ogni uomo ripercorre in sé l'itinerario della chiamata a lui rivolta da Dio e della propria risposta. Origene ci annuncia e ci denuncia le nostre strade verso Dio, le nostre oscurità e ambiguità e insieme le nostre prese di coscienza del destino sempre oltre umano della nostra vita: "Io ho detto: Voi siete dèi... E non può essere abolita la Scrittura".
Storia della persecuzione vandalica in Africa
Vittore Di Vita
Libro
editore: Città Nuova
anno edizione: 1981
pagine: 160
La vera conversione
San Giovanni Crisostomo
Libro
editore: Città Nuova
anno edizione: 1980
pagine: 184
Omelie cristologiche e mariane
Giovanni Damasceno (san)
Libro
editore: Città Nuova
anno edizione: 1980
pagine: 232
Il sacerdozio
San Giovanni Crisostomo
Libro
editore: Città Nuova
anno edizione: 1980
pagine: 168
Il sacerdozio di Giovanni Crisostomo (344-407) è un gioiello della letteratura patristica. Scritto dopo il 386, quando egli divenne presbitero impegnato e benvoluto dal popolo, rispecchia il programma della sua vita di sacerdote, di oratore sacro e di vescovo. L'opera, in forma dialogica, si comprende alla luce del sistema elettivo delle cariche ecclesiastiche delle comunità dei primi secoli. Alcuni, per gli abusi verificatisi nelle elezioni episcopali, auspicavano il sorteggio; ma sia per l'elezione che per il sorteggio occorreva che l'assemblea fosse raccolta nei "buoni sentimenti e nei santi pensieri" di una profonda coscienza del Cristo. Il Crisostomo, che nel termine "sacerdozio" ha voluto inglobare vescovi e presbiteri, traccia l'ideale del sacerdozio ministeriale. Il popolo non perdona neanche una lieve insufficienza nel sacerdote, che non solo deve evitare ogni occasione di scandalo, ma troncare le dicerie che possono nascere sul suo conto. Egli istruisce con tutto il suo modo di vivere e non può non curare ogni persona secondo le esigenze che essa rivela. In lui, la spiritualità deve apparire anche quando tratta di cose terrene. La sua paternità è maggiore di quella carnale perché sempre rigenera i fedeli al Cristo ed è responsabile della crescita delle anime. Cristo Buon Pastore è il modello dal quale il Crisostomo non si discosta. Con le pratiche ascetiche e la meditazione biblica egli ha acquisito un forte senso di libertà morale che lo rende alieno da ogni emozione, compromesso e intrigo. Tale senso di libertà morale permea tutta l'opera, la cui fortuna è testimoniata dalle numerose versioni nelle varie lingue, anche orientali. Essa merita di essere sempre più conosciuta, specialmente oggi che con il sacerdozio ministeriale si va riscoprendo anche quello dei fedeli, conferito loro dal battesimo. E infatti il Crisostomo parla sempre dell'uno in funzione dell'altro.
Fine, professione e perfezione del cristiano
Gregorio di Nissa (san)
Libro
editore: Città Nuova
anno edizione: 1979
pagine: 128
Umanità e divinità di Cristo
Massimo Confessore (san)
Libro
editore: Città Nuova
anno edizione: 1979
pagine: 168
Catechesi al popolo
Cromazio di Aquileia (san)
Libro
editore: Città Nuova
anno edizione: 1979
pagine: 272
Insegnamenti spirituali
Doroteo di Gaza
Libro: Libro in brossura
editore: Città Nuova
anno edizione: 1979
pagine: 264
Di Doroteo di Gaza non ci sono giunte biografie antiche; quanto sappiamo di lui ci è noto solo dai fugaci accenni che egli fa alla propria vita nel corso delle sue opere; altre notizie si raccolgono dalla corrispondenza con i suoi maestri spirituali Barsanufio e Giovanni il Profeta e da qualche altro documento minore. Nato verso l'inizio del VI secolo, forse ad Antiochia, dove compì gli studi, diventò monaco a Gaza, nel monastero diretto dall'abbas Seridos, attratto dalla fama di santità e di dottrina spirituale di Barsanufio e Giovanni, che vivevano nello stesso monastero. In seguito fondò un proprio monastero, che resse fino alla morte, avvenuta in data imprecisata tra il 560 e il 580. Quella di Doroteo è una delle figure più umane e cordiali del monachesimo antico nella sua variante cenobitica. Nei suoi Insegnamenti spirituali, di cui si presenta qui la prima traduzione italiana, Doroteo si fa maestro di vita per i suoi monaci, trasmettendo loro l'eco della tradizione ascetica e spirituale dei Padri del deserto con incantevole semplicità colloquiale. L'insegnamento di Doroteo è rivolto ai monaci, ma senza alcun tecnicismo, e non è riservato a "specialisti" della vita spirituale. L'itinerario di distacco dal peccato e di crescita graduale nell'amore del prossimo e di Dio attraverso un impegno serio ma sereno e pieno di fiducia nell'aiuto della grazia, è un itinerario che si ripropone, oggi come allora, a ogni cristiano: non solo il monaco ma tutti i battezzati sono chiamati a realizzare l'unità della vita e l'armonia con se stessi, a vivere la novità del Cristo redentore con coerenza, nella preghiera, nell'ascesi, nel servizio del prossimo.
Omelie su Ezechiele. Volume Vol. 1
Gregorio Magno (san)
Libro
editore: Città Nuova
anno edizione: 1979
pagine: 300
La passione di Cristo
Gregorio di Nazianzo (san)
Libro
editore: Città Nuova
anno edizione: 1979
pagine: 176
Il nome di Gregorio di Nazianzo (330-390) è solitamente associato a quello dell'altro Gregorio, il Nisseno, e di Basilio il Grande, nella triade dei cosiddetti "luminari di Cappadocia". Meno speculativo del suo omonimo, e poco portato all'azione, a differenza del suo amico Basilio, Gregorio Nazianzeno eccelle tuttavia su di essi e in tutta l'antichità cristiana per la sua facondia, che gli meritò l'appellativo di "Demostene cristiano". Fu letterato finissimo, e la cultura letteraria volle unire alla vita ascetica e ritirata verso la quale si sentiva attratto e alla quale sempre tornava, quando poteva. In tutto l'arco della sua esistenza fu più volte costretto a far violenza alla sua natura accettando, prima di essere ordinato prete dal padre, vescovo di Nazianzo, per aiutarlo nel governo della diocesi, e poi di essere fatto vescovo lui stesso da Basilio; tale ministero, tuttavia, lo esercitò solo per poco tempo, a Nazianzo come a Costantinopoli. Scrittore dotatissimo, non compose nessun commento biblico o trattato dogmatico. Le sue opere comprendono discorsi, poemi e lettere. Dei 45 discorsi, oltremodo pregevoli i 5 pronunciati a Costantinopoli in difesa del dogma cattolico. I poemi sono di carattere dogmatico, morale, autobiografico (questi ultimi degni - a parere di molti - di stare a confronto con le confessioni di sant'Agostino). Nella "Passione" l'A. costruisce, con materiale classico, un'opera di elevato contenuto teologico. "Per il nostro poeta - come dice la dotta introduzione - la Passione non è un episodio nella vita di Cristo, ne è invece la sintesi, che implica e richiama continuamente l'incarnazione, la quale, a sua volta, viene inquadrata nello straordinario progetto dell'economia, piano di salvezza per l'uomo concepito da Dio dall'eternità e progressivamente attuato dal momento della caduta". L'accuratissima traduzione del prof. Francesco Trisoglio, dell'Università di Torino, profondo conoscitore del Nazianzeno, rende la lettura di questo non facile testo assai suggestiva.

