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Cronopio: Tessere

In tante trasparenze. Il verme setaiuolo e altre scintille poetiche
14,00

Tre catastrofi. Eruzioni, rivolta e peste nella poesia del Seicento napoletano
13,43

Emilio e Sofia o i solitari

Emilio e Sofia o i solitari

Jean-Jacques Rousseau

Libro

editore: Cronopio

anno edizione: 2002

pagine: 88

7,75

La grande straniera. A proposito di letteratura

La grande straniera. A proposito di letteratura

Michel Foucault

Libro: Libro in brossura

editore: Cronopio

anno edizione: 2015

pagine: 152

Michel Foucault non è stato soltanto un lettore esigente e uno scrittore il cui stile era riconosciuto e ammirato all'uscita di ogni suo libro. Il suo rapporto con la letteratura è sempre stato complesso, critico, strategico. I testi che compongono il presente volume - trascrizioni inedite di lezioni, conferenze, trasmissioni radiofoniche - ne danno un'ampia e rilevante testimonianza. Shakespeare, Cervantes, Diderot, Sade, Artaud, Leiris... Come poche altre volte ha fatto, Michel Foucault offre una descrizione della sua biblioteca di testi letterari.
16,00

L'eterna ripetizione-Après coup

L'eterna ripetizione-Après coup

Maurice Blanchot

Libro

editore: Cronopio

anno edizione: 2010

pagine: 90

11,00

Sull'amore. Jacques Lacan e il «Simposio» di Platone

Sull'amore. Jacques Lacan e il «Simposio» di Platone

Bruno Moroncini

Libro: Libro in brossura

editore: Cronopio

anno edizione: 2010

pagine: 170

Dopo quella freudiana, l'interpretazione del Simposio di Platone offerta da Jacques Lacan al fine di tematizzare da un punto di vista psicoanalitico il desiderio erotico, è senza ombra di dubbio la più profonda e articolata. Questo libro ripercorre il commento lucido e appassionato che nel seminario sull'amore di transfert del 1960-61 Lacan dedica all'opera platonica per porre in evidenza da un lato l'originalità della lettura lacaniana del Simposio e dall'altro l'apporto tutt'altro che marginale che essa offre agli studi di filosofia antica per una esatta interpretazione del dialogo platonico. Ciò che alla fine emerge da questo faccia a faccia fra la scienza psicoanalitica dell'amore e un classico del pensiero filosofico come il Simposio di Platone è il carattere sovversivo del desiderio erotico: Eros, più che fare da intermediario fra gli Dei e gli uomini e quindi da protettore dei legami in generale come vuole il filosofo idealista, è il terzo incomodo che mette in crisi e porta a dissoluzione gli incontri e i connubi. Come medio, Eros è piuttosto un medio infranto, ciò che si mette di traverso e intralcia il corso regolare delle azioni umane. Contro l'interpretazione sentimentalistica che la contemporaneità dà dell'amore, il commento lacaniano del Simposio fa emergere il tratto tragico di Eros, il suo carattere aporetico e perturbante.
15,00

Secondo manifesto per la filosofia

Secondo manifesto per la filosofia

Alain Badiou

Libro: Copertina morbida

editore: Cronopio

anno edizione: 2010

pagine: 111

Vent'anni fa, il mio primo "Manifesto per la filosofia" si levava contro l'annuncio, diffuso un po' dappertutto, della "fine" della filosofia. A questo tema della fine, proponevo di sostituire la parola d'ordine "un passo ulteriore". La situazione è molto cambiata. Se allora la filosofia era minacciata nella sua esistenza, oggi si potrebbe sostenere che essa è altrettanto minacciata, ma per una ragione opposta: le viene attribuita un'esistenza artificiale eccessiva. Soprattutto in Francia, la "filosofia" è ovunque. Serve da ragione sociale ai diversi paladini dei media. E sollecitata da ogni parte, dalle banche fino alle grandi commissioni statali, per parlare di etica, di diritto e di dovere. Il punto è che per "filosofia" s'intende ormai il suo nemico più antico: la morale conservatrice. Il mio secondo manifesto cerca quindi di de-mora-lizzare la filosofia, di rovesciare il verdetto che la consegna alla vacuità di "filosofie" tanto onnipresenti quanto asservite. Essa rinnova il legame con - può illuminare l'azione di alcune verità eterne. Illuminazione che conduce la filosofia al di là della figura dell'uomo e dei suoi "diritti", al di là di ogni moralismo, nel luogo in cui, alla luce dell'idea, la vita diventa ben altra cosa che la sopravvivenza.
14,00

Il corpo senza qualità. Arcipelago queer

Il corpo senza qualità. Arcipelago queer

Fabrizia Di Stefano

Libro: Libro in brossura

editore: Cronopio

anno edizione: 2009

pagine: 197

Tra corpo e pensiero c'è un resto che da nessuno dei due lati si può cogliere, né raccogliere. Certo, c'è un corpo-di-pensiero e c'è un pensiero del corpo che hanno occupato riflessioni importanti nel secondo Novecento. E c'è la rivolta appassionata, talvolta disperata, di tutti i soggetti "sessuati" che nello stesso periodo hanno sondato modi diversi del vivere e del mettersi in questione nel mondo proprio a partire dalle possibilità del corpo. Cosicché si può ben chiamare "queer" questo insieme di pensieri insorgenti e di corpi in rivolta, che si fanno cenno. Ma quel "resto", che non consente un sapere assoluto del corpo e della sessualità, a cui Lacan ha dato una lapidaria forma espressiva - "non c'è rapporto sessuale" - non è più solo affare dei tempi lunghi della storia ma è arrivato alla lettera della cronaca quotidiana, come a stringere d'assedio le nostre vite. Donne, omosessuali, lesbiche, transessuali, e anche taluni uomini, siamo oramai tutte/i interpellati dall'evanescenza e dalla precarietà del rapporto con l'altro, che è stato sempre la significazione di quel "resto", che, come dice l'autrice, "è diventato un prisma moltiplicativo" privo di figure certe: sicché è il "totalmente altro" del razzismo e della discriminazione a prevalere nei fantasmi dell'epoca.
18,00

La filosofia critica di Kant

La filosofia critica di Kant

Gilles Deleuze

Libro

editore: Cronopio

anno edizione: 2008

pagine: 127

12,50

Il lato oscuro del «Leviathan». Hobbes contro Machiavelli

Il lato oscuro del «Leviathan». Hobbes contro Machiavelli

Gianfranco Borrelli

Libro: Libro in brossura

editore: Cronopio

anno edizione: 2008

pagine: 160

22,00

Dell'evasione

Dell'evasione

Emmanuel Lévinas

Libro: Copertina morbida

editore: Cronopio

anno edizione: 2008

pagine: 117

In un'epoca in cui le parole d'ordine più accreditate ed efficaci sembrano essere quelle della difesa identitaria e del ritorno alle radici, questo invito all'evasione fatto da Emmanuel Levinas già nel 1935, a due anni cioè dalla vittoria di Hitler in Germania e a dodici da quella di Mussolini in Italia, suona ancora oggi come l'antidoto migliore a quelle forme di dominio che, nonostante la rinuncia alla violenza e il formale rispetto degli ideali democratici, continuano a incatenare la libertà degli individui. Si tratta di evadere dall'essere, dalla sua opacità, dalla sua vischiosità, da quel suo tratto rivoltante e disgustoso di cui l'esperienza della nausea è già una testimonianza e una presa di distanza; ma si tratta soprattutto di evadere da quell'essere ingombrante e mortifero per la nostra esistenza soggettiva rappresentato in primo luogo proprio da noi stessi, dalla nostra identità, dalla nostra illusione di autosufficienza. Si tratta infine di evadere da noi per andare verso l'altro, verso quel radicalmente "altro", in cui riposa, al prezzo di diventarne ostaggi, la nostra, difficile ma irrinunciabile, libertà.
13,50

Foucault

Foucault

Gilles Deleuze

Libro: Copertina morbida

editore: Cronopio

anno edizione: 2008

pagine: 175

"Cos'è il superuomo? [...] È la forma che discende da un nuovo rapporto di forze. L'uomo tende a liberare in se stesso la vita, il lavoro e il linguaggio. Secondo la formulazione di Rimbaud, il superuomo è l'uomo che si è fatto carico degli animali stessi (un codice che può catturare frammenti di altri codici, come nei nuovi schemi di evoluzione laterale o retrograda). È l'uomo che si è fatto carico delle rocce stesse o dell'inorganico (là dove regna il silicio). È l'uomo che si è fatto carico dell'essere del linguaggio (di 'questa regione informe, muta, insignificante, in cui il linguaggio può liberarsi' persino da ciò che ha da dire). Come direbbe Foucault, il superuomo è molto meno della scomparsa degli uomini esistenti, e molto più di un cambiamento di concetto: è l'evento di una nuova forma, né Dio né uomo, una forma che possiamo sperare che non sia peggiore delle due precedenti". (Gilles Deleuze).
17,00

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