Donzelli: Saggi. Storia e scienze sociali
Moneta e impero. Economia e finanza internazionale dal 1890 al 1914
Marcello De Cecco
Libro
editore: Donzelli
anno edizione: 2017
pagine: 320
Un classico della storia economica, quest'opera di Marcello de Cecco, un libro in cui il grande economista mostra «di che lagrime grondi e di che sangue» un sistema monetario internazionale, il gold standard, che fu a lungo ritenuto un modello di equilibrio e armonia. Con il supporto di analisi documentate sullo sviluppo economico, il commercio internazionale, le istituzioni finanziarie, de Cecco mostra come, in ciascuno di questi ambiti, fin dall'inizio del Novecento maturava la crisi che portò all'esplosione del sistema nei tragici giorni dell'estate 1914. Svelando il tessuto di interessi e di lotte che, nella Belle époque, stanno alla base del gold standard, vivisezionando il sistema di potere britannico che lo sorregge, il capolavoro di de Cecco ci insegna a osservare con occhio disincantato e consapevole qualsiasi sistema monetario. Non esiste un sistema perfetto, poiché si tratta sempre di una creazione umana, politica. La moneta, insomma, riflette un imperium: essa esiste nella misura in cui poggia su un potere, e ogni regime monetario creato nella storia ha servito gli interessi di un gruppo dominante, nazionale o internazionale, che quel potere ha esercitato. Qualsiasi scelta monetaria, in definitiva, porta il marchio del sovrano.
La diva nicotina. Come il tabacco ha sedotto il mondo
Iain Gately
Libro: Copertina rigida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 270
Nel 1492, al suo sbarco sulle coste americane, Cristoforo Colombo venne accolto con offerte di pane, frutta e foglie secche. Colombo gettò le foglie in mare, ridendo del bizzarro dono, ma ben presto lui e i suoi uomini compresero il potere di quelle foglie, rimanendone affascinati. Pianta medicinale capace di produrre allucinazioni, inducendo stati di trance, il tabacco era al centro dei riti sciamanici e magici dei popoli americani. Quando arrivò nel nostro continente, riscosse un immediato successo: i francesi sottolineavano le sue proprietà benefiche, gli inglesi lo consideravano la panacea di tutti i mali, i tedeschi lo studiavano dal punto di vista scientifico e gli svizzeri lo testavano sui cani prima di dichiarare che poteva essere assunto dagli uomini. In Italia, il commercio del tabacco era inizialmente gestito dal clero. Ma insomma, si chiede l'autore, la diva nicotina chi è? È una musa ispiratrice, seducente e maliarda, o una strega affascinante, che rende schiavi i suoi amanti? Iain Gately ci presenta, attraverso i secoli, i più famosi sostenitori e avversari del tabacco. I fumatori, racconta l'autore, sono stati messi in prigione, torturati e perfino giustiziati per aver acceso le loro sigarette. La diva nicotina traccia lo sviluppo di questi due universi, mostrando la capacità del tabacco di mettere insieme uomini e donne di ogni provenienza ed estrazione sociale, uniti nella passione per il fumo, o nella sua condanna. Passando dagli sciamani agli artisti, da Casanova a Hitler e Einstein, il libro analizza i ruoli che il tabacco ha rivestito nella nostra cultura, in relazione ai rapporti tra i popoli, alla sessualità maschile e femminile, ma anche all'impatto economico che la seduzione del tabacco ha avuto nella storia. Ripercorrere l'ascesa del tabacco vuol dire anche, infatti, ricostruire la storia sociale, economica, politica e culturale del nostro mondo.
Porta d'Oriente. Una storia della Turchia dal Settecento a oggi
Erik J. Zürcher
Libro: Copertina rigida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 491
Nella storia del mondo contemporaneo, la Turchia occupa un posto particolare. La sua collocazione geopolitica, nel ganglio decisivo del passaggio tra Oriente e Occidente; il suo passato di cuore pulsante di due grandi imperi (quello romano d'Oriente prima, quello ottomano poi); la compresenza, sul suo territorio, di differenti etnie: tutto fa sì che la storia turca rappresenti uno snodo ineludibile nei fragili equilibri che attraversano lo scacchiere strategico in cui è posta al centro. Con un'analisi radicalmente diversa rispetto alla lettura tradizionale e alla storiografia turca ufficiale, Zürcher ricostruisce la storia del paese a partire dalla fine del Settecento, con la crisi dell'impero ottomano, ripercorrendone tutte le principali tappe, dalla rivoluzione dei Giovani turchi e la nascita della Repubblica ai colpi di Stato, passando per i cambiamenti sociali ed economici nel contesto di una società in rapida evoluzione, fino ad arrivare ai tormentati sviluppi della storia più recente: il conflitto con i curdi, l'ascesa dell'Islam politico, le ambigue relazioni tra la Turchia e l'Europa. Una trattazione completamente nuova è dedicata alle trasformazioni che il paese ha affrontato tra il 2002 e il 2014, negli anni di governo del partito di Erdogan. Questo libro viene ora riproposto dal suo autore in una versione completamente rinnovata e aggiornata, con l'aggiunta di due cruciali capitoli e di una prefazione all'edizione italiana che riguardano l'ultimo decennio e che aiutano a comprendere le radici dell'attuale situazione turca e le contraddizioni di un paese in bilico tra apertura alle spinte modernizzatrici, rischi di involuzione democratica e tentazioni liberticide, in un inquietante e persistente scenario di sanguinose guerre regionali.
Fare spazio. Rapporto 2016 sulle migrazioni interne in Italia
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 167
Italiani, stranieri, giovani, persone in età avanzata, lavoratori, lavoratrici, studenti, studentesse, disoccupate, disoccupati: sono coloro che si muovono sul territorio nazionale, formando catene, attivando relazioni, modificando i luoghi con cui entrano in contatto. Le migrazioni interne hanno rappresentato negli ultimi quarant'anni un laboratorio eccezionale per capire la società italiana e le sue trasformazioni, fenomeno che gli studiosi hanno interrogato con vivacità e passione e che oggi viene riscoperto e nuovamente indagato. Il progetto di un rapporto sulle migrazioni interne giunge quest'anno alla sua terza edizione e le premesse scientifiche e organizzative da cui è nato sono legate all'esigenza di calare sul terreno della pratica della ricerca la concatenazione di più approcci, da quello storico a quello sociologico e demografico, da quello antropologico a quello informatico, da quello linguistico a quello economico. Il libro ricostruisce le recenti tendenze, mettendo in risalto età media, luoghi di destinazione e di provenienza, genere e altre caratteristiche necessarie a comprendere il profilo della mobilità interna. L'accento viene posto in particolare sul territorio, isolando e approfondendo alcune realtà in cui il contributo della mobilità risulta determinante per le dinamiche sociali ed economiche. L'intreccio tra migrazioni interne vecchie e nuove, la connessione con le altre forme di mobilità (emigrazione all'estero, immigrazione straniera), la loro presenza costante nella memoria e nelle stratificazioni sociali fanno dell'Italia un caso di straordinario interesse, che continua ad attirare l'attenzione del mondo scientifico e la curiosità dell'opinione pubblica.
Soglie del Medioevo. Le grandi questioni, i grandi maestri
Giuseppe Sergi
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 347
Il medioevo è forse il periodo più frainteso della storia. Su di esso pesano la vastità degli spazi e la lunga gittata delle periodizzazioni, come pure le difficoltà interpretative delle fonti: tutti fattori che spesso espongono al rischio di indebiti schematismi e di forzate generalizzazioni. Per questi motivi, quella che è definita "l'età di mezzo" ha bisogno più di altre di essere sottoposta a un insieme di "spiegazioni". In effetti, per addentrarsi nel medioevo, per poterne dominare i nodi cruciali, occorre saperne varcare le soglie: ed è a questa vera e propria iniziazione alle grandi questioni della storia medievale che qui ci conduce Giuseppe Sergi, uno dei nostri medievisti più rigorosi e autorevoli. Sulla scorta del richiamo al famoso saggio Soglie di Gérard Genette, in cui il critico letterario conferisce valore agli elementi ausiliari dei libri, questi magistrali saggi brevi - nati come prefazioni o postfazioni, e dunque originati dall'esigenza di introdurre il lettore in un testo o di tracciarne il bilancio conclusivo - affrontano gli interrogativi aperti da libri e convegni incontrati o promossi da Sergi nel suo lungo lavoro di ricerca, mettendo a confronto gli stereotipi delle conoscenze diffuse con i saperi consolidati della storiografia.
Il Monte dei Paschi nel Novecento. Storia di una banca pubblica (1929-1995)
Pier Francesco Asso, Sebastiano Nerozzi
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 385
Questo volume racconta la storia del Monte dei Paschi di Siena dalla crisi del 1929 alla riforma bancaria dei primi anni novanta. Utilizzando fonti in larga parte inedite, gli autori esaminano per la prima volta le vicende di una banca che, assunte nel 1936 le vesti di Istituto di credito diritto pubblico, trasforma il suo modello di attività di fronte ai processi di cambiamento che hanno attraversato il nostro paese e scala la classifica dei principali istituti di credito del mondo. Sono qui descritte le principali strategie aziendali, le caratteristiche del modello operativo e l'andamento economico del Monte, dalla crisi degli anni trenta, quando esso costituisce un'ancora di stabilità per il sistema bancario dell'Italia centrale, ai tumultuosi anni quaranta, in cui è impegnato nel finanziamento della guerra e della ricostruzione; dai lenti ma continui successi realizzati durante il "miracolo economico" alla nuova crisi degli anni settanta, che vede la banca senese consolidare le sue posizioni, ampliando il sostegno alla "terza Italia" dei distretti industriali; dalla rapida espansione degli anni ottanta, con la costruzione di un gruppo bancario sempre più ampio e diversificato, alla tormentata trasformazione in società per azioni. Si tratta dunque di un'analisi che mette in evidenza i punti di forza e le capacità di adattamento mostrati dal Monte dei Paschi, ma anche i suoi limiti e i condizionamenti di fronte alle sfide provenienti da un contesto esterno sempre più globale.
Italia civile. Associazionismo, partecipazione e politica
Roberto Biorcio, Tommaso Vitale
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 213
Una profonda trasformazione politica e sociale ha investito il nostro paese negli ultimi vent'anni. Un cambiamento che non poteva non coinvolgere il mondo dell'associazionismo, la parte più attiva e sensibile della società civile. Impegnate in molteplici attività, le reti associative favoriscono la diffusione della cultura democratica e della solidarietà sociale, rafforzando i legami fra le persone e l'efficacia delle politiche pubbliche. Fino agli anni novanta, la loro azione era strettamente intrecciata con quella di altri attori politici, in primo luogo i partiti. Il crollo che li ha travolti avrebbe dovuto trascinare con sé anche le associazioni; al contrario, ci si è rivolti alla società civile come alla principale risorsa per rinnovare la politica, cooptando gruppi dirigenti e mettendola al centro del dibattito pubblico. In un contesto del tutto nuovo, sono cresciute le responsabilità delle associazioni, indotte ad andare oltre le tradizionali funzioni di "scuola di democrazia", per supplire in modo diverso ad alcuni dei compiti storicamente svolti dai partiti e dalle istituzioni pubbliche. Questo libro, frutto di un lavoro collettivo, ricostruisce la storia della partecipazione associativa in Italia, da Tangentopoli a oggi, considerando in particolare un'area molto ricca di reti associative come quella lombarda.
L'ultimo Marx 1881-1883. Saggio di biografia intellettuale
Marcello Musto
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 148
Gli ultimi anni della vita di Marx sono stati spesso considerati come un periodo durante il quale egli avrebbe appagato la propria curiosità intellettuale e cessato di lavorare. L'analisi di alcuni manoscritti, ancora inediti o poco conosciuti, permette di sfatare questa leggenda e dimostra che egli non solo continuò le sue ricerche, ma le estese anche a nuove discipline. Nel biennio 1881-1882 Marx intraprese uno studio approfondito delle più recenti scoperte nel campo dell'antropologia, della proprietà comune nelle società pre-capitaliste, delle trasformazioni determinatesi in Russia in seguito all'abolizione della servitù e della nascita dello Stato moderno. Inoltre, egli fu attento osservatore dei principali avvenimenti di politica internazionale e le sue lettere testimoniano il suo deciso sostegno alla lotta per la liberazione dell'Irlanda e la ferma opposizione all'oppressione coloniale in India, Egitto e Algeria. Le ricerche dedicate a nuovi conflitti politici, tematiche e aree geografiche, ritenute fondamentali per il proseguimento della sua critica del sistema capitalistico, permisero a Marx di maturare una concezione più aperta alle specificità dei diversi paesi e di considerare possibile un approdo al socialismo diverso da quello precedentemente prefigurato. Dai manoscritti, dai quaderni e dalle lettere di questi anni emerge dunque un uomo molto diverso da quello raffigurato da tanti suoi critici, o presunti seguaci.
1943-1945. I «bravi» e i «cattivi». Italiani e tedeschi tra memoria, responsabilità e stereotipi
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 110
L'elaborazione di una memoria condivisa e consapevole sugli ultimi anni della seconda guerra mondiale ha conosciuto, in Germania e in Italia, percorsi differenti, scanditi da tempi e sensibilità che è utile mettere a confronto, in sede di ricostruzione storica. Questo volume presenta un approccio comparativo alla questione, attraverso la voce di alcuni tra i massimi specialisti, italiani e tedeschi, della materia. Dopo decenni di oblio, in Germania, scrive Thomas Altmeyer, si è avviato un processo di recupero dei luoghi della memoria del nazismo e di fondazione di centri di documentazione, nei quali è in atto una ricerca costante sui modi di trasmissione della memoria alla collettività e alle nuove generazioni. Diversa la storia italiana, che, pur avendo elaborato fin dal 1945 una memoria diffusa dell'antifascismo e della Resistenza, è ancora segnata da reticenze sui crimini perpetrati dal fascismo in Italia e nei territori occupati. Ciò è in relazione con lo stereotipo culturale del "bravo italiano" che, secondo Filippo Focardi, sia la monarchia, desiderosa di liberarsi dalle complicità col regime, sia le forze antifasciste, in cerca di una legittimazione interna e internazionale, avevano interesse a diffondere. Sulle vicende del confine orientale Raoul Pupo, indagando oltre i miti interpretativi, riposiziona i conflitti in questi territori in una prospettiva plurale e storicamente compiuta.
Marcinelle, 1956. Quando la vita valeva meno del carbone
Toni Ricciardi
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 175
Marcinelle è comunemente riconosciuta come la catastrofe per antonomasia degli italiani all'estero. Non fu la prima né l'ultima, ma rappresenta uno dei tasselli più dolorosi del variegato mosaico della migrazione italiana nel mondo. L'incendio nella miniera di Marcinelle, avvenuto l'8 agosto 1956 - nel quale morirono 262 lavoratori di dodici nazionalità, tra cui 136 italiani -, non costituì solo l'ennesimo tributo di migranti allo sviluppo economico europeo, ma anche il momento più drammatico di un'intera epopea migratoria. Alla faticosa ricerca di un nuovo assetto istituzionale e in una condizione di incertezza totale sul proprio futuro, l'Italia, fin dal 1946, aveva gettato le basi organizzative di uno dei più imponenti sistemi di esportazione di manodopera che la recente storia occidentale ricordi. Le piazze e i bar dei paesini, da Nord a Sud, furono tappezzati di manifesti rosa che incitavano a partire per le miniere del Belgio. Parallelamente ai centri di emigrazione, si sviluppò anche la rete dei trafficanti di migranti. Regolari o irregolari, l'importante era che fossero tanti, un esercito chiamato a combattere la "battaglia del carbone", scavando nelle viscere della terra quella risorsa necessaria al rilancio economico dell'Europa. Molti, dopo i primi mesi, rimpatriarono o furono arrestati per il rifiuto di sottostare alle condizioni disumane su cui Bruxelles e Roma si erano accordate.
Il capitale quotidiano. Un manifesto per l'economia fondamentale
Filippo Barbera, Joselle Dagnes, Angelo Salento, Ferdinando Spina
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 300
L'economia fondamentale è l'infrastruttura della vita quotidiana. È quello che ogni giorno diamo o dovremmo dare per scontato: la produzione e la distribuzione del cibo, la distribuzione dell'acqua, dell'energia, del gas, i trasporti, l'istruzione, la sanità, i servizi di cura. In questi settori almeno in questi - il benessere della collettività dovrebbe essere il principio guida dell'azione economica. Da più di vent'anni, invece, anche in questa sfera dell'economia hanno preso piede la massimizzazione del profitto, l'orientamento al breve termine, la propensione all'accumulazione finanziaria e alla rendita. questo libro - frutto di un percorso di ricerca transnazionale - spiega perché anche in Italia, come nel resto d'Europa, la corsa irresponsabile verso l'estrazione di valore e l'utile di breve periodo coinvolge imprese, istituzioni locali e soggetti a cavallo tra pubblico e privato. Una serie di casi di studio mostra come una simile tendenza stia minando le basi dell'economia fondamentale, alimentando fratture e diseguaglianze sociali. A fronte di questa deriva - spiegano gli autori - non bastano forme molecolari di autodifesa della società.
Sbatti il matto in prima pagina
Pier Maria Furlan
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 434
In dieci anni, tra il 1968 e il 1978, matura il clima che porterà l'Italia, primo paese al mondo, alla chiusura dei manicomi. In questo contesto il ruolo dei quotidiani è fondamentale: grazie alle loro inchieste e alle interviste, cronisti, inviati e opinionisti contribuiscono a sensibilizzare l'opinione pubblica sugli orrori nascosti dentro le mura degli ospedali psichiatrici, dove poveri, anziani, omosessuali e bambini disabili vengono di rado curati e quasi sempre segregati e maltrattati, sino a far perdere loro ogni dignità umana. Attraverso gli articoli delle maggiori testate giornalistiche nazionali, questo lavoro ricostruisce la storia di quegli anni così significativi: a raccontarla sono i protagonisti della cultura del tempo, da Indro Montanelli ad Angelo Del Boca, da Dacia Maraini a Natalia Aspesi, ma anche intellettuali internazionali come Michel Foucault, Noam Chomsky e Jean-Paul Sartre. Migliaia di personaggi e oltre mille articoli di giornale per ricostruire la cultura dell'epoca, l'ignavia e le controversie attorno alla malattia mentale: medici che non vedono, sindacati che proteggono i propri iscritti, partiti attenti a non urtare gli elettori e lo stesso Franco Basaglia contrario alla legge che porta il suo nome. Nel 1978, dopo anni di dibattito intensissimo, anche grazie alla diffusione dei quotidiani, la situazione non può più essere ignorata: quelli che il ministro della Sanità, Luigi Mariotti, nel 1965 aveva definito "lager", chiudono i battenti.

