Donzelli: Saggi. Storia e scienze sociali
Università in declino. Un'indagine sugli atenei da Nord a Sud
Libro
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 432
Il tema dell'istruzione e della formazione di capitale umano qualificato è sempre più riconosciuto come fattore cruciale per uno sviluppo economico solido e capace di coesione sociale. Dopo aver già analizzato il tema dell'istruzione secondaria (2015), la Fondazione Res dedica il suo Rapporto annuale all'istruzione universitaria nel nostro paese: le iscrizioni, le carriere e i servizi per gli studenti, l'offerta didattica e la qualità della ricerca, il trasferimento tecnologico e il contributo allo sviluppo economico dei territori, le modalità di finanziamento sono solo alcuni degli aspetti affrontati nel volume. Ne emerge l'immagine di un'università in declino, con un peso e un ruolo fortemente ridimensionati rispetto a quanto accade nel resto dei paesi avanzati. In controtendenza rispetto agli altri contesti nazionali, in particolare in Europa, l'Italia ha visto sensibilmente calare gli studenti iscritti e i laureati. Si è inoltre ridotto il numero dei docenti ed è diminuito vistosamente l'impegno finanziario pubblico. Se è vero che il declino dell'università è una questione nazionale, non vi è dubbio tuttavia che una serie di fenomeni preoccupanti si concentra maggiormente al Sud, dove si acuiscono le distanze rispetto al Nord del paese.
L'arena del Duce. Storia del Partito Nazionale Fascista a Verona
Federico Melotto
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 295
"Niente cannibalismo e niente politica" era la frase che amava ripetere il federale Giuseppe Frediani, giunto alla guida della federazione fascista veronese nel maggio 1934. Un motto semplice, schiettamente fascista, che nella sostanza riassumeva i nuovi sistemi di gestione del partito voluti da Mussolini e da Achille Starace, tesi a eliminare ogni residuo di politica liberal-democratica che minacciava di riproporsi, nel sistema a partito unico, come "cannibalismo" e "lotta di fazione". La vicenda del Fascio scaligero, detto anche "Terzogenito" perché nato dopo quelli di Torino e di Genova, fu infatti caratterizzata dal "beghismo" e da lotte intestine al partito e prese corpo nelle piazze della città e della provincia veronese, uscite esangui dalla prima guerra mondiale per merito di uno sparuto gruppo di diciannovisti, fascisti della prima ora, che accolsero e imposero con la forza il verbo mussoliniano. Da lì gli eventi si dipanano passando attraverso la fascistizzazione della società e le dinamiche del consenso. Un consenso plasmato da una classe dirigente periferica rissosa, talvolta corrotta, spesso incapace e arrivista, che fece scempio delle fragili strutture dello Stato liberale.
La salute, tra scienza e politica. Scritti (1984-2011)
Giovanni Berlinguer
Libro: Copertina rigida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 302
Medico e igienista di formazione, politico per convinzione, umanista per natura, Giovanni Berlinguer - una delle figure più cristalline nella storia politica dell'Italia repubblicana - si è sempre confrontato con tre dimensioni per lui inseparabili: la ricerca delle cause delle diseguaglianze in campo sanitario, realizzata con l'analisi puntuale e articolata delle realtà sociali, economiche e culturali; l'impegno politico per modificare in profondità tali realtà; il rispetto dei diritti fondamentali della persona e in particolare del diritto alla salute. La spinta a porre il tema della salute al centro dell'azione politica e sociale si rivela costantemente in questa raccolta di saggi nei quali, nell'arco di un trentennio, Berlinguer mostra come la salute non sia un elemento dato, un destino irrevocabile, bensì una condizione mutevole nella società e nelle varie epoche. C'è, nel tema, qualcosa di ancora più profondo: la salute finisce con l'essere lo specchio che permette di leggere il modo in cui una società si organizza. Uno dei risultati più innovativi raggiunti da Berlinguer consiste in un cambiamento di fondo dell'impostazione teorica: rispetto al valore primario della salute, si tratta di mettere in subordine la stessa questione della distribuzione delle risorse, perché se la salute è un diritto fondamentale della persona e, in quanto tale, è un bene comune inalienabile, essa deve essere libera da ogni dipendenza. Prefazione di Giorgio Napolitano.
Combattenti, sbandati, prigionieri. Esperienze e memorie di reduci della seconda guerra mondiale
Gabriella Gribaudi
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 235
Come vissero i soldati italiani della seconda guerra mondiale la condizione di sconfitti? Quanti, e quanto diversi, furono i percorsi di elaborazione del loro vissuto, della loro memoria? Questo libro è costruito sulla base dei racconti in presa diretta di reduci della seconda guerra mondiale che hanno combattuto, sono stati presi prigionieri o hanno subito la sconfitta e la ritirata sui vari fronti in cui l'Italia è stata coinvolta. Al centro delle loro storie, raccolte in viva voce e poi sapientemente trascritte dall'autrice, ci sono i differenti cammini individuali che confluirono nella messa in scena di un grande dramma storico. Si tratta, per lo più, di testimonianze di soldati semplici, che rievocano il momento della svolta, il passaggio drammatico dalla condizione di soldati inquadrati in una disciplina, e soggetti alle regole dell'onore militare, alla dimensione di uomini comuni, che combattono per la sopravvivenza. Più che un passaggio, un vero e proprio rovesciamento delle loro esistenze; un nodo intorno a cui si avvolge il racconto e si riavvolge la vita. Per alcuni di essi, questo momento coincise con la cattura; per altri, con la ritirata o la fuga o l'internamento dopo l'8 settembre. Centrale diventa il racconto della lotta per la sopravvivenza, in cui ognuno ha dovuto usare tutti i mezzi a disposizione, tutte le proprie capacità, tutto l'ingegno e la forza per resistere, sfuggire agli ordini e raggirare carcerieri o inseguitori.
La nostra cruda logica. Testimonianze di soldati israeliani dai Territori occupati
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 363
Comprendere la logica interna di un conflitto, come quello arabo-israeliano, che ha attraversato il Novecento e che tuttora si perpetua con picchi di estrema recrudescenza, non è semplice, e spesso il pregiudizio o la mancanza di conoscenza condizionano la capacità di rovesciare il punto di vista e di mettersi dall'altra parte. Questo libro, che per la prima volta lascia parlare senza il filtro dell'istituzionalità i soldati dell'esercito israeliano, rappresenta un'occasione di riflessione. A raccontarsi sono ex combattenti che provano a "rompere il silenzio", rivelando la natura straniante della loro esperienza: assistiamo così in queste pagine a un "profondo esercizio di autoanalisi dei narratori, della loro umanità e di quella del loro mondo", scrive nella sua prefazione Alessandro Portelli. Un libro di storia orale, dunque, che ci conduce nei meccanismi più complessi di una logica essenzialmente di prevenzione di possibili attentati - tanto implacabile quanto ormai "normale" per chi sente di fare il proprio dovere agendo nel rispetto di regole all'apparenza neutrali. La ripetitività e l'ordinarietà di certi comportamenti aprono invece a violazioni, altrove considerate inaccettabili, dei diritti elementari.
Le buone abitudini. L'approccio culturale ai problemi dello sviluppo
Matteo B. Marini
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 277
Prosperità e buongoverno: chi non li vorrebbe? È giudizio condiviso che nel mondo siano merce rara. Ma c'è grande discussione a proposito dei fattori che li determinano e che servirebbero a replicarli. Da qualche anno ha preso sempre più forza la visione dello sviluppo economico come processo culturale: gli economisti hanno abbandonato certe loro granitiche convinzioni, includendo nella propria visione del mondo importanti fattori non economici (come l'efficienza della pubblica amministrazione, il ruolo delle istituzioni locali, la certezza del diritto). Le resistenze a un simile approccio continuano tuttavia a essere molto forti: non è un caso che le politiche di sviluppo finanzino quasi esclusivamente le infrastrutture o gli incentivi agli investimenti privati, mentre solo una quota irrisoria sia destinata alla formazione professionale e alla ricerca tecnologica; per non parlare della totale assenza di programmi finalizzati a lavorare sulla mentalità delle popolazioni coinvolte nei progetti di sviluppo. Questo libro cerca di fare luce su una questione così controversa, raccogliendo i saggi più importanti e autorevoli pubblicati negli ultimi vent'anni in tema di "cultura & sviluppo" e facendoli interagire con le ricerche che l'autore conduce da tempo sulle "buone abitudini", vale a dire sulle convinzioni, gli atteggiamenti e i valori ideali che sono risultati funzionali alla prosperità e al buongoverno a qualsiasi latitudine e longitudine siano stati applicati.
Storia della Repubblica. L'Italia dalla Liberazione ad oggi
Guido Crainz
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: VIII-400
Settant'anni di storia: un percorso intenso e tormentato, intriso di speranze e di delusioni, di traumi profondi e di mutamenti inavvertiti. Un percorso cui attingere più che mai, questo è il senso del libro, nei disorientamenti dell'oggi. Nel disagio per il nostro presente. Nell'incombere di scenari internazionali che alimentano le inquietudini del nuovo millennio. Quanto siamo cambiati nei settant'anni della Repubblica? Come sono venuti a confliggere, nel loro scorrere, modi diversi di essere italiani? Come si è passati dalla società sofferente e vitale del dopoguerra, capace di risollevarsi dalle macerie di un regime e dalle devastazioni di un conflitto mondiale (e protagonista poi di uno sviluppo straordinario), all'Italia spaesata di oggi? In un unico sguardo tutte le stagioni della nostra vicenda repubblicana, nel succedersi di scenari sociali e politici, culture, generazioni: il dopoguerra, intenso e tormentato; le trasformazioni, le speranze e le disillusioni del "miracolo economico"; le tensioni e gli umori degli anni settanta, non riducibili al dilagare di conflitti e terrorismi; la grande mutazione degli anni ottanta, vera origine dei processi successivi. Sino agli ultimi vent'anni: la bufera di Tangentopoli, il crollo del precedente "sistema dei partiti" e la lunga stagione di Berlusconi, con corposi segni di un più generale declino civile; l'urgenza e al tempo stesso l'estrema difficoltà di invertire la deriva.
La sociologia in esilio. Gino Germani, l'America Latina e le scienze sociali
Ana A. Germani
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: 240
In questa biografia intellettuale, Ana Alejandra Germani ripercorre la vita del padre Gino, uno dei massimi sociologi del Novecento. Costretto alla fine degli anni Trenta a fuggire dall'Italia per sottrarsi alle persecuzioni del regime fascista, Germani trovò rifugio con la sua famiglia in Argentina, dove completò gli studi e in pochi anni riuscì a conquistarsi una posizione di rilievo nel mondo scientifico latinoamericano, portando avanti, nel contempo, la sua attività antifascista. Nonostante l'autorevolezza che in pochi anni aveva acquisito a livello internazionale, Germani incontrò non poche resistenze da parte del mondo accademico, a causa delle analisi che aveva dedicato al fenomeno del peronismo e della sua battaglia per una sociologia fondata su basi empiriche. A metà degli anni sessanta fu chiamato a insegnare all'Università di Harvard. Dieci anni più tardi, ormai all'apice della carriera, il suo "doppio esilio" si concluse con il rientro in Italia, ma egli continuò fino agli ultimi giorni della sua vita a tessere una rete di rapporti scientifici che univa le due sponde dell'Atlantico. Attraverso documenti inediti e testimonianze di intellettuali, il volume restituisce il clima politico, sociale, economico e culturale dei due continenti in cui è maturata l'esperienza umana e professionale di Gino Germani, il "commesso viaggiatore della sociologia", come lui stesso amava definirsi. Presentazione di Paolo Marzotto, prefazione di Torcuato Di Tella.
La Sardegna contemporanea. Idee, luoghi, processi culturali
Libro: Libro rilegato
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: XXI-745
Gli studi sulla Sardegna contemporanea hanno vissuto negli ultimi venti anni una stagione di grande vivacità: un sempre più diffuso approccio interdisciplinare e l'applicazione di nuovi punti di vista e metodologie, come quelli degli studi culturali, hanno consentito la realizzazione di numerose ricerche innovative. Anche attraverso questi lavori ha ottenuto nuova linfa e assunto un nuovo spessore il dibattito sull'identità, tema divenuto centrale per gli studi sulla Sardegna. Questo volume nasce quindi dall'esigenza di elaborare una sintesi dello stato dell'arte, proponendosi come punto di riferimento per capire la Sardegna di oggi. I curatori hanno scelto di adottare una prospettiva di lungo periodo, che dall'Ottocento proietta l'isola nella contemporaneità, e inserisce in una prospettiva storiografica anche gli avvenimenti più recenti. Diviso in sei parti e realizzato seguendo un approccio interdisciplinare che coinvolge antropologi, storici, demografi, sociologi, statistici, geografi sociali, linguisti e studiosi di letteratura, il libro affronta problematiche relative all'economia, alla cultura, alla demografia e alla politica, restituendo un quadro articolato della Sardegna contemporanea.
Democrazia. Storia di un'idea tra mito e realtà
Massimo L. Salvadori
Libro: Copertina rigida
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: 507
La democrazia - il potere, il governo, la sovranità suprema del popolo - ha sempre costituito, dalla Grecia antica in poi, un problema: circa il modo di intenderla, le sue possibilità di attuazione, i suoi lati positivi o negativi, il suo essere soprattutto un mito o anche una realtà. Dal Settecento in avanti non sono mai venute meno le aspre divisioni che hanno contrapposto i fautori della democrazia diretta ai sostenitori della democrazia rappresentativa. In queste pagine, uno dei maggiori storici della politica ci consegna un'opera con un duplice intento: da un lato ricostruire la storia del pensiero dei grandi filosofi politici classici - dall'età di Pericle a quella contemporanea - sul tema della democrazia e sui suoi dilemmi, dall'altro offrire una serie di riflessioni sui limiti e persino gli stravolgimenti che la sovranità popolare in quanto mito, potente ideologia, progetto astratto, ha conosciuto e non poteva non conoscere nelle sue molteplici attuazioni. A corollario di questo doppio livello di lettura, Salvadori mette a fuoco il processo di grave deterioramento che la democrazia liberale - proclamata trionfante dopo il crollo politico e morale del comunismo totalitario che aveva preteso di incarnare la "vera" democrazia - ha subito a partire dall'offensiva vittoriosa del neoliberismo iniziata alla fine degli anni settanta del secolo scorso, la quale ha spostato in maniera crescente il centro del potere decisionale dai singoli Stati alle grandi oligarchie finanziarie e industriali sovranazionali.
Tempo di cambiare. Rapporto 2015 sulle migrazioni interne in Italia
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: 167
Pendolari, italiani, stranieri, meridionali, settentrionali, donne, uomini, giovani, anziani: le migrazioni interne riguardano oggi persone molto diverse tra loro. Partenze e arrivi si susseguono nelle grandi città come nei piccoli comuni, nelle campagne e nelle aree industriali. Cosa significa muoversi dentro i confini di uno Stato nazionale? Quali nessi e quali differenze ci sono con il passato? Come si misurano e come si interpretano gli spostamenti all'interno dell'Italia? Quali sono le categorie e i territori maggiormente coinvolti? Per analizzare tali questioni, il Rapporto 2015 prosegue lo scavo avviato nel 2014, allargando ulteriormente il ventaglio disciplinare e offrendo così nuovi approcci allo studio della mobilità. Oltre ai consueti contributi demografici, sociologici e storiografici, quindi, il libro propone anche saggi che si rifanno ad altri filoni disciplinari come la sociolinguistica e le scienze computazionali. A completare quest'"orchestra" di voci differenti è una lunga intervista allo scrittore Marco Balzano.
Rinascimento a tavola. La cucina e il banchetto nelle corti italiane
Pierluigi Ridolfi
Libro: Copertina rigida
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: 300
Mangiar bene e saper stare a tavola sono un'arte. E forse mai come nel Rinascimento essa ha raggiunto vette straordinarie. Durante quest'epoca, infatti, il banchetto (e il lavoro nelle cucine che lo precedeva) non era solo una "messa in scena", ma incarnava una profonda sostanza, un modo d'essere dei signori e delle loro corti, che si esprimeva attraverso i fasti dell'arte gastronomica. Nel volume il racconto di sontuosi banchetti, destinati a diventare celebri, organizzati per papi e imperatori, duchi e duchesse, si intreccia con la descrizione di ricette elaborate e sorprendenti. Si familiarizza con i nomi prestigiosi dei grandi cuochi, vere e proprie "star" della tavola rinascimentale: da Cristoforo di Messisbugo a Giovan Battista Rossetti, da Vincenzo Cervio a Bartolomeo Scappi. Attraverso una sapiente lettura dei documenti, e con l'aiuto di un ricco corredo di illustrazioni, Pierluigi Ridolfi ci introduce agli usi culinari e conviviali del tempo: dai piatti a base di frattaglie in cui nulla viene risparmiato alle ricette in cui dolce e salato si fondono nella maniera più impensabile, dai banchetti a tema ai pranzi composti da decine di portate, tanto da far dubitare che lo stomaco dei commensali potesse sopportare quantità abnormi di cibi tanto impegnativi...

