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Donzelli: Saggi. Storia e scienze sociali

Le strade del lavoro. Scritti sulle migrazioni

Le strade del lavoro. Scritti sulle migrazioni

Giuseppe Di Vittorio

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2012

pagine: 196

La vita e l'opera di Giuseppe Di Vittorio hanno segnato in modo indelebile la storia del Novecento italiano. Figura ancora oggi grandemente apprezzata e ricordata nel mondo del lavoro, Di Vittorio è stato protagonista, con la sua instancabile attività politica e sindacale, di una lunga serie di battaglie sociali, che hanno contribuito al progresso dell'Italia e al miglioramento generale delle condizioni dei lavoratori. Questo volume affronta un aspetto meno conosciuto, ma oggi attualissimo, del suo percorso: l'attenzione ai fenomeni migratori. Di Vittorio segue la questione migratoria in luoghi e tempi diversi: nella Puglia di primo Novecento, dove le migrazioni stagionali e quelle all'estero sono all'ordine del giorno; nella Francia dove lui stesso vive come esule durante il fascismo accanto alle comunità italiane; nell'Italia della ricostruzione dove al termine del secondo conflitto mondiale è molto forte la ripresa dell'emigrazione di massa. Nei suoi scritti, sono numerose le tracce che ricostruiscono questo interesse: interventi sindacali, articoli, interrogazioni parlamentari, spunti di elaborazione politica. La caratteristica più importante che emerge da questi materiali è la lettura lucida che Di Vittorio dà dei fenomeni migratori e degli atti politici e sindacali che possono sostenere l'esperienza migratoria.
24,00 €

Torino città internazionale. Storia di una vocazione europea

Torino città internazionale. Storia di una vocazione europea

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2012

pagine: 261

È possibile documentare una tradizione municipale torinese aperta alle esperienze europee lungo tutto il XX secolo? L'Esposizione internazionale del 1911 è momento peculiare della circolazione di saperi e di personalità afferenti alle istituzioni locali internazionali. Se tale indirizzo ben si inserisce nella spinta modernizzatrice del primo decennio del Novecento, resta da chiarire se e come la vocazione europea di Torino sia sopravvissuta durante il ventennio fascista. Non bisogna dimenticare, ad esempio, che nel 1926 vi si svolse il primo Congresso nazionale di Urbanistica. Nel secondo dopoguerra, complici anche le celebrazioni del centenario dell'Unità d'Italia, si assiste a una ripresa della strategia politico-amministrativa mirante a esaltare la dimensione europea e internazionale della città. Si punta da un lato allo sviluppo della rete autostradale in concomitanza con la promozione dei trafori verso Francia e Svizzera, dall'altro all'incremento della diffusione di idee e di studiosi, di cui è prova la nascita, già nel 1952, dell'Istituto universitario di Studi europei. Tutto ciò avviene in sinergia con camere di commercio, unioni imprenditoriali, associazioni sindacali, banche e imprese private, indotte a loro volta a sviluppare potenzialità transnazionali. E in questo contesto che, nei prestigiosi edifici costruiti per ospitare Italia '61, verranno ben presto a insediarsi sedi distaccate degli organismi internazionali. Introduzione di Piero Fassino e prefazione di Piero Gastaldo.
25,00 €

Dentro Roma. Storia del trasporto pubblico nella capitale (1900-1945)

Dentro Roma. Storia del trasporto pubblico nella capitale (1900-1945)

Grazia Pagnotta

Libro

editore: Donzelli

anno edizione: 2012

pagine: 404

L'inadeguatezza del trasporto pubblico di Roma è oggi un'evidenza, come è altrettanto evidente che ciò finisce per segnare negativamente l'immagine e l'identità della città. Ma come si è arrivati a questa emergenza? L'attuale fisionomia del trasporto romano ha preso a configurarsi sin dagli anni dieci del Novecento. All'inizio del secolo, benché fosse una capitale a scala ridotta, Roma viveva una fase di progettazione; le scelte sul trasporto, tuttavia, furono poco lungimiranti: non fu considerata, per esempio, la costruzione di una rete metropolitana. In seguito, durante gli anni del fascismo, si approntò la riforma del trasporto pubblico cittadino del 1930, che escluse il tram dalla viabilità del centro storico, ma anche in questo caso la scelta del cambiamento mancò dell'elemento metropolitana, rivelandosi dunque subito fallimentare; e non fece altro che segnare l'affermazione dell'autobus come mezzo di trasporto privilegiato, con conseguenze nefaste sulla qualità dell'aria in città e sulle condizioni del traffico. A un secolo dalla nascita dell'Atac, l'azienda creata nel 1911 dopo un lungo dibattito sull'opportunità di municipalizzare i servizi nella capitale, il volume restituisce la trama delle vicende del trasporto cittadino nella prima metà del Novecento, ricostruendo la storia dell'azienda e dei suoi rapporti con l'amministrazione capitolina, delle sue capacità organizzative e delle sue efficienze/inefficienze nelle scelte tecnologiche...
27,00 €

Il tamburo del diavolo. Miti e culture del mondo dei pastori

Il tamburo del diavolo. Miti e culture del mondo dei pastori

Giuseppe Colitti

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2012

pagine: 267

Il "tamburo del diavolo" è, nella colorita immagine usata dai pastori del Cilento, il fragore del tuono, che porta la tempesta e oscura il sole. Questo libro, fin dal titolo, vuole essere dunque uno straordinario omaggio ai pastori, e insieme un rigoroso e ricchissimo studio antropologico del loro mondo. Frutto di una ricerca intrapresa da quarant'anni, esso evoca, per il suo respiro, il grande antecedente del lavoro sui contadini e il mondo magico di Ernesto De Martino. Nei pascoli solitari delle montagne non giungevano i rumori e i contrasti della città. Ma si può ancora immaginare, nella convulsione attuale dei centri urbani, com'era la vita di un pastore? A narrarla, in questo volume, sono gli stessi protagonisti, per lo più del Vallo di Diano, ma anche delle aree vicine, Cilento e Basilicata. I racconti, registrati a partire dagli anni settanta, sono espressione diretta della collettività pastorale. Non pochi, tra i testimoni interpellati, erano nati nell'Ottocento e conoscevano bene le tradizioni degli avi, al di là delle proprie esperienze di vita. Non si può entrare nel vissuto quotidiano del pastore senza tener conto dell'alone di mistero che lo circondava: ecco perché una parte importante del libro è dedicata al suo mondo magico. Qual è il senso del recupero di queste memorie? Prima di tutto un bisogno profondo di ricerca della più remota identità dei luoghi. E un mondo perduto, quello di cui stiamo parlando? Forse, e fortunatamente, ancora non del tutto.
30,00 €

La nuova occasione. Città e valorizzazione delle risorse locali

La nuova occasione. Città e valorizzazione delle risorse locali

Libro: Copertina rigida

editore: Donzelli

anno edizione: 2012

pagine: 453

La globalizzazione destabilizza i territori perché mette in crisi attività che subiscono la concorrenza dei paesi emergenti, ma crea anche nuove opportunità legate alla valorizzazione dei beni locali: una nuova occasione. Il ruolo delle città nell'uso efficace delle risorse locali è decisivo per lo sviluppo del Mezzogiorno. Da questo punto di vista tre tipi di dotazioni appaiono di particolare rilievo: i beni culturali e ambientali; le conoscenze scientifiche accumulate nelle università; il saper fare diffuso legato a vocazioni dei territori, specie in agricoltura. Il presente studio mostra come nel Mezzogiorno la dotazione di risorse locali sia ampia e spesso non meno ricca di quella di altre regioni, sebbene la loro valorizzazione per lo sviluppo dei territori resti debole. La ricerca guarda sistematicamente dentro le città per gettare luce sui meccanismi complessi che influiscono sulle loro capacità di valorizzare le risorse locali. Differenze rilevanti si registrano, infatti, tra i vari centri urbani, nel Sud come nel Centro-nord. A fare la differenza, non è tanto l'ammontare delle risorse finanziarie disponibili, quanto la capacità delle città di funzionare come un soggetto collettivo in grado di promuovere un buon coordinamento tra pubblico e privato.
32,00 €

Pensare la nazione. Silvio Lanaro e l'Italia contemporanea

Pensare la nazione. Silvio Lanaro e l'Italia contemporanea

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2012

pagine: 275

Che cos'è una nazione? E quanto conta la nazione come principio ordinatore del vivere sociale? Tutto un chiacchiericcio di fondo ci ha voluto far credere che oggi - giunti ormai all'Europa - Francia e Germania, Italia e Spagna non contino più. Non è esattamente così, e lo stiamo vedendo. Ma di certo era lontanissimo dal vero per la storia d'Italia, otto e novecentesca. I saggi di questo volume fanno spesso riferimento a "Nazione e lavoro", il grande libro rifondatore scritto trent'anni fa da Silvio Lanaro, che ha reso di nuovo adoperabile la parola e centrale il concetto. Parola e concetto che erano Stati messi a lungo fuori gioco, politicamente e storiograficamente, dal fascismo. Sono anche altre le parole "pesanti" rimesse in gioco dalla storiografia contemporanea come volano di progettualità politica e del vivere collettivo. Qui si parla di ideologie, di patrie, di Stato, e anche di retoriche politiche. Questo libro rappresenta un variegato esempio di storia culturale, attenta all'immaginario e alle emozioni, alle soggettività, oltre che ai concetti e alle idee. Ma - come avviene per la migliore storia culturale - non per questo dimentica della politica, degli urti e dei conflitti delle dinamiche sociali. Premessa di Carlotta Saba.
28,00 €

Crisi, rinascita, ricostruzione. Giuseppe Di Vittorio e il piano del lavoro (1949-50)

Crisi, rinascita, ricostruzione. Giuseppe Di Vittorio e il piano del lavoro (1949-50)

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2012

pagine: 125

Tra la fine del 1949 e l'inizio del 1950, Giuseppe Di Vittorio, il grande leader della Cgil, lanciò la proposta di un Piano del lavoro "per la rinascita dell'economia nazionale". L'idea di fondo era quella di mobilitare tutte le energie produttive disponibili per far sì che la necessaria, quanto faticosa, ricostruzione postbellica si traducesse nell'avvio di una nuova fase di sviluppo. Una fase che consentisse al nostro paese di diventare più moderno, più giusto, più ricco. Con un impianto teorico che riecheggia per certi aspetti il New Deal rooseveltiano, tre erano le linee di intervento previste dal Piano: agricoltura, edilizia, energia elettrica. Il Piano, da un lato, offriva quindi una cornice di riferimento all'azione sindacale sviluppata allora dalla Cgil nelle fabbriche e nelle campagne, al Nord e al Sud, mentre, dall'altro, indicava alcune delle direttrici di politica economica che furono poi avviate dai governi italiani negli anni cinquanta e sessanta. Economisti e storici, imprenditori e sindacalisti tentano in questo volume di mettere a fuoco il significato storico del Piano del lavoro e soprattutto di coglierne quei tratti ancora in grado di ispirare politiche economiche di ricostruzione e di sviluppo volte a fronteggiare la grave crisi del nostro tempo; politiche che, ormai, possono essere concepite soltanto in una dimensione europea. Ripensare alle proposte di Di Vittorio significa dialogare con la sua straordinaria forza ispiratrice.
25,00 €

Memorie della campagna d'Italia

Memorie della campagna d'Italia

Napoleone Bonaparte

Libro: Copertina rigida

editore: Donzelli

anno edizione: 2012

pagine: 341

Durante gli anni dell'esilio a Sant'Elena, Napoleone si dedicò con impegno sistematico a mettere ordine nei ricordi del lungo periodo storico del quale era stato protagonista assoluto. I testi qui presentati, da non confondersi con i numerosi "memoriali" più o meno veritieri e fedeli, composti dai contemporanei che poterono raccoglierne le testimonianze o le confidenze, sono quelli che Napoleone dettò personalmente ai suoi più stretti collaboratori, rivedendone puntigliosamente le varie versioni fino a giungere alla compiuta definizione del proprio testamento intellettuale. Queste Memorie, nel testo stabilito dall'edizione pubblicata sotto il Secondo Impero sulla base dei manoscritti originali, vengono riproposte dopo oltre un secolo al pubblico moderno, che oggi può apprezzarne ancor più la rilevanza sullo sfondo della nuova luce che la recente storiografia ha gettato sulla controversa vicenda napoleonica, che già contiene in sé molte delle contraddizioni della storia contemporanea. Per il lettore italiano, le dinamiche della prima campagna d'Italia, che imposero all'attenzione dell'Europa le doti militari del giovane generale còrso, costituiscono un ulteriore motivo di riflessione su un momento cruciale della storia nazionale, che vide il primo annuncio dei fermenti destinati ad animare la lunga stagione del Risorgimento. Introduzione di Ernesto Ferrero.
32,00 €

Le mani sulla banca. Il caso Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo

Le mani sulla banca. Il caso Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo

Carlo Benigni

Libro: Copertina rigida

editore: Donzelli

anno edizione: 2012

pagine: 170

Qual è il rapporto corretto tra una fondazione bancaria e la banca di cui è azionista? È più facile dire come non deve essere. Questo libro presenta un "case history" esemplare, relativo al rapporto tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, la Banca Regionale Europea e il gruppo Ubi Banca. I soggetti sono di primaria importanza: la fondazione è tra le prime dieci in Italia, la banca è la prima tra le aziende di credito con sede legale in Piemonte; Ubi Banca è tra i primi cinque gruppi bancari nazionali. La Banca Regionale Europea è tra le banche più solide a livello di sistema. Bilanci a posto, ottima redditività, sofferenze al minimo. Ma nel marzo 2010 la fondazione delibera la sfiducia nei confronti del presidente della banca, di cui controlla una partecipazione, e nomina al suo posto, nel consiglio di gestione del gruppo, di cui è tra i primi azionisti, il presidente del collegio sindacale. Perché? Nessuno sa spiegarlo; la business community cuneese è compatta nel deplorare la decisione. Poi si scopre che il presidente della fondazione, titolare di un'azienda in difficoltà, se l'è fatta ricapitalizzare da una società che fa capo al presidente del collegio sindacale, con cui è socio in affari, il quale viene catapultato al ruolo di banchiere nazionale. Alle legittime domande in tema di rispetto del codice etico, di gestione del patrimonio, di rapporto con gli enti che designano il consiglio generale, la fondazione non ha dato risposte di merito...
22,50 €

Israele e la sinistra. Gli ebrei nel dibattito pubblico italiano dal 1945 a oggi

Israele e la sinistra. Gli ebrei nel dibattito pubblico italiano dal 1945 a oggi

Matteo Di Figlia

Libro: Copertina rigida

editore: Donzelli

anno edizione: 2012

pagine: 196

Nell'Italia repubblicana, numerosi ebrei aderirono ai partiti di sinistra. Questa scelta sgorgava naturalmente dall'opposizione al regime, che aveva visto ebrei e antifascisti partecipare alle stesse lotte e piangere gli stessi morti. Ben presto, Israele assunse un ruolo altrettanto centrale nella definizione dell'"autocoscicnza" ebraica, creando così un piano di aperta conflittualità con buona parte di quelle stesse sinistre, di sovente arroccate su posizioni fortemente terzomondiste. Nacque un terreno di ibridazione simbolica di grande interesse, nel quale gli ebrei italiani di diverse generazioni avviarono continui ripensamenti della tragica eredità della Shoah, del legame con Israele, e di un impegno politico che spesso fu un aspetto essenziale delle loro vite. Il libro analizza i percorsi ideologici e intellettuali di alcuni di loro rimandando sempre al più ampio dibattito sul Medio Oriente. Da Franco Fortini a Emilio Sereni, da Amos Luzzatto ad Arrigo Levi, da Luca Zevi a Fiamma Nirenstein, le storie di tanti intellettuali solcano, mostrandone le profonde spaccature, i principali snodi di un paese oscillante tra rielaborazioni e rimozioni di un passato totalitario. Aprono squarci sulle complesse combinazioni di identità e politica. Offrono un punto di vista interno, quasi intimo, da cui poter seguire il cammino delle sinistre italiane.
25,00 €

Dal monastero allo spedale de' pazzi. Fregionaia da metà Settecento al 1808

Dal monastero allo spedale de' pazzi. Fregionaia da metà Settecento al 1808

Libro

editore: Donzelli

anno edizione: 2012

pagine: 242

"Il giorno 20 d'aprile del corrente anno 1773 fu aperto lo spedale di Fregionaia. Nel giorno 21 feci trasportare i pazzi, che in numero di 11 si trovavano nelle carceri di Torre". Prende così avvio la secolare storia dell'ospedale psichiatrico di Maggiano, il Magliano di Mario Tobino. Nel solco della più avvertita storiografia, questo volume affronta il fenomeno sotto diversi punti di vista. Il libro si apre con un'ampia e innovativa panoramica sulla Lucca del Settecento in cui trova naturale collocazione la tradizione assistenziale, dalle radici antiche, ma ormai concentrata nel grande ospedale di San Luca della Misericordia, al quale viene affidata la gestione del nuovo "spedale de' pazzi". L'attenzione si sposta poi sulle linee evolutive dell'approccio alla malattia mentale nel Sei-Settecento. Sono prese inoltre in esame le caratteristiche architettoniche e artistiche del secolare complesso di Fregionaia, nonché gli aspetti amministrativi. Gli inventari delle attrezzature mediche di infermerie e "spezieria" e i dettagliati mansionari del personale ci consentono di entrare all'interno della struttura assistenziale. Poco, invece, le fonti settecentesche ci dicono dello specifico disagio mentale e quasi niente dell'aiuto terapeutico ricevuto. Un multiforme percorso all'interno di un universo claustrofobico da cui emerge più di un motivo di malessere e di riflessione, ma anche un innegabile fascino. Il misterioso fascino che ha legato Mario Tobino alle sue antiche scale.
24,00 €

Italia cortigiana. Passato e presente di un modello di potere

Italia cortigiana. Passato e presente di un modello di potere

Romano Benini

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2011

pagine: 251

Esiste da sempre in Italia, dai tempi della Roma dei Cesari e dei papi, un modello politico, sociale ed economico basato su clientele e corruzione, ingiusto e parassitario, che ancora oggi ostacola l'Italia del lavoro e delle competenze, del "saper fare" e della laboriosità dei nostri territori: è il sistema che si sviluppa nel rapporto tra patrono e cliente, che determina forme di dipendenza e che ostacola la capacità d'agire. Questo è il modello cortigiano del potere. È un vizio antico, in cui gli italiani si rifugiano soprattutto nei periodi di decadenza, e che anche ai giorni nostri costituisce il principale scoglio per lo sviluppo. "Italia cortigiana" racconta la storia secolare del carattere cortigiano del potere italiano, valutando l'efficacia dei diversi sistemi di organizzazione della politica e dell'economia rispetto al criterio del merito, dell'onestà e della professionalità, e offre alcune indicazioni su come superare i limiti del sistema cortigiano e i suoi condizionamenti, per affermare pienamente, nella società e nell'economia, l'autonomia e il valore delle persone. Un confronto che prende spunto da tre precise fasi della storia italiana, in cui in diversi modi lo stile cortigiano del potere è prevalso attraverso clientele, caste e privilegi che hanno determinato un degrado culturale, sociale ed economico. Si tratta della Roma imperiale, della Roma rinascimentale e della Roma dei giorni nostri. Una vicenda che parte dalla capitale, città nata come sede del potere...
25,00 €

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