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Donzelli: Virgola

Storia delle olive. Vita e tradizioni del frutto più nobile

Storia delle olive. Vita e tradizioni del frutto più nobile

Mort Ronsenblum

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2007

pagine: 329

"Per molti, un'oliva non è altro che una pallina senza importanza in fondo a un Martini", sostiene ironicamente l'autore di questo libro. In realtà, le olive hanno permeato la storia e la cultura di molte civiltà, dall'antichità fino ai giorni nostri. E Mort Rosenblum, mosso da insopprimibile passione per uno dei frutti più nobili e amati e per il suo prezioso nettare, ne segue le tracce in un itinerario di scoperta nei paesi del bacino mediterraneo. Tutto parte da Wild Olives, la sua fattoria in Provenza. Dopo averla acquistata nel 1986, in uno stato di completo abbandono, scopre duecento piante di ulivo piuttosto malridotte e, con l'aiuto dei vicini, dotati di un sapere risalente a Plinio, riesce a riportarle in vita. Da allora in poi, le olive sono diventate una vera e propria ossessione per lui, che ha iniziato a investigare il loro universo: la coltivazione e il commercio; l'uso di olio e olive in cucina, le ricette più sfiziose, la cosmesi. E i luoghi e le persone incontrate non fanno che stuzzicare la curiosità del giornalista Rosenblum, il quale ne trae altrettante suggestioni per racconti, aneddoti e impagabili ritratti degli esponenti del cosiddetto "popolo delle olive". Un mondo di appassionati, che per lavoro, per puro piacere o per entrambi hanno fatto della raccolta delle olive e della degustazione dell'olio una ragione di incontro e di scambio, umano e culturale.
18,00

Storia dell'Africa. Un continente fra antropologia, narrazione e memoria

Storia dell'Africa. Un continente fra antropologia, narrazione e memoria

Francesca Giusti, Vincenzo Sommella

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2007

pagine: 241

L'Africa è il continente più antico, quello in cui ha avuto origine la vita dell'uomo. Eppure, la storia di questo complesso e contraddittorio pezzo di mondo è argomento troppo spesso trascurato. Questo agile volume propone una visione globale dell'Africa dalle origini al mondo contemporaneo. Dalla genesi evolutiva di Homo sapiens alle prime correnti migratorie, gli autori raccontano con estrema chiarezza la storia più antica del continente africano. Lo sguardo si sposta poi sui sistemi economici precoloniali, da quelli basati sulla caccia e la raccolta a quelli agricolo-pastorali, descritti a partire dalle più recenti acquisizioni degli studi etno-antropologici. Nella seconda parte il volume ripercorre l'ampia pagina coloniale, affrontando il problema dello spopolamento conseguente allo schiavismo e alla spartizione delle terre. Gli autori mostrano come l'assenza di ogni forma di legittimazione storica dei nascenti Stati sia una delle cause dirompenti delle varie crisi africane dei decenni a seguire. Il volume si conclude con l'analisi dei fenomeni che investono il continente oggi: migrazioni, malattie endemiche, urbanizzazione caotica. L'Africa non è in questa lettura sinonimo di miseria e arretratezza: le sue vicende inducono piuttosto a mettere in discussione l'idea stessa di progresso considerato come il prodotto di un percorso unilineare il cui modello paradigmatico è la storia dell'Occidente.
16,50

Nel blu, dipinto di blu. Modugno 1958. «Volare» e il sogno possibile

Nel blu, dipinto di blu. Modugno 1958. «Volare» e il sogno possibile

M. Cristina Zoppa

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2007

pagine: 163

L'ottava edizione del Festival di Sanremo del 1958 passa alla storia per la vittoria del "cantattore" Domenico Modugno con "Nel blu, dipinto di blu", universalmente nota come "Volare". Ricreando le "atmosfere sanremesi", con le tensioni, le ansie, gli scontri tra i cantanti, i giochi di potere degli editori, Maria Cristina Zoppa racconta i momenti salienti che scandirono il successo della canzone che ha cambiato la storia della musica italiana, una canzone d'amore non convenzionale, un'evoluzione più che una rivoluzione, grazie al talento dell'innovatore Modugno e all'intuito di un giovane paroliere alla sua prima prova, Franco Migliacci. Nel blu, dipinto di blu rappresentò l'espressione dell'ebbrezza e dell'entusiasmo con cui Modugno cercò, e trovò, la realizzazione del suo "sogno possibile" e con cui seppe veicolare in forma musicale uno stato d'animo diffuso: non tanto quello di un'Italia che ha spiccato il volo verso il miracolo economico, quanto quello della fetta di popolazione che, nonostante la crescita produttiva, è rimasta a terra. A cinquant'anni dalla prima esecuzione, Volare mantiene intatta la forza propulsiva dell'esordio: nelle sue ultime interviste Modugno ce la restituisce come un "inno alla vita", che riassume e comunica le passioni amorose, musicali, politiche e l'impegno sociale di un'intera esistenza.
16,50

Mamma. Alle origini di uno stereotipo italiano

Mamma. Alle origini di uno stereotipo italiano

Carlo Bixio, Franco Bixio, Sabina Ambrogi

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2007

pagine: 151

Una sola canzone può trascinare con sé, come un fiume in piena, infinite storie. Attraverso il ricordo dei figli di Cesare Andrea Bixio, autore della melodia "Mamma" (e di altre popolarissime canzoni come "Parlami d'amore Mariù", il "Tango delle Capinere" e "Violino tzigano"), si snoda in queste pagine il racconto delle eclettiche vicende artistiche e personali del grande compositore, il suo modo di creare, di sentire la musica e l'aria dei tempi, dando vita un'imprenditoria geniale. Autodidatta, Bixio iniziò la sua straordinaria carriera all'età di soli tredici anni, e da allora compose un numero sterminato di brani, fondò una casa editrice e i suoi dischi furono venduti in milioni di copie in Italia e all'estero. Una trama di memorie e immagini di famiglia che attraversano l'evoluzione del consumo di massa fa da sfondo alla storia di "Mamma". Nata per il film omonimo del 1941, diventata canzone popolare dell'identità italiana, cavallo di battaglia delle "voci della nazione" Beniamino Gigli e Luciano Pavarotti, e di innumerevoli altri interpreti, "Mamma" è anche all'origine di uno degli stereotipi più caratterizzanti l'identità italiana, collocato in una sfumata frontiera tra modello reale di madre e modello inventato dalla tradizione, tra universo privato e collettivo.
16,00

La natura dopo Darwin. Evoluzione e umana saggezza

La natura dopo Darwin. Evoluzione e umana saggezza

Orlando Franceschelli

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2007

pagine: 199

Chi ha paura di Darwin? E chi ha paura della natura? Si chiede di rimando la filosofia. Orlando Franceschelli ripercorre il cammino che dalla scoperta della natura da parte della nascente filosofia greca e dalla sua negazione da parte della tradizione platonico-cristiana, conduce alla rinascita moderna della prospettiva che il mondo e l'uomo siano frutto di processi soltanto naturali e non della creazione di Dio. Darwin rappresenta lo snodo decisivo di questo evento epocale e della naturalizzazione della stessa mente dell'uomo che lo porta a compimento. Un evento contro cui il fondamentalismo religioso e numerose prese di posizione della gerarchia cattolica muovono attacchi pretestuosi, volti unicamente a equiparare il naturalismo a "mito moderno", nichilismo antropologico, disperazione esistenziale. Compito del "naturalismo impegnativo" proposto da Franceschelli, con autentica e costruttiva laicità, è invece definire e coltivare le ragioni critiche e la "saggezza solidale" che esso può dischiudere alle nostre vite. Una proposta di dialogo rivolta anche a una teologia capace di confrontarsi senza pregiudizi con l'emancipazione moderna dal creazionismo. Natura e umana saggezza, appunto: consapevolezza di essere parte di un'evoluzione bio-cosmica senza fine, e capacità di cogliere le opportunità che questa nostra condizione naturale può offrirci.
16,90

La morte come pena. Saggio sulla violenza legale

La morte come pena. Saggio sulla violenza legale

Italo Mereu

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2007

pagine: 191

Quali sono i meccanismi che hanno portato a legittimare l'idea di usare la morte come "pena"? Si può pensare di uccidere per fare giustizia? Questo libro nasce con un orientamento molto preciso: non tanto ricostruire la storia della pena di morte, quanto guardare alla morte come pena. Non è un gioco di parole. Accogliere il primo presupposto significa dare per indiscutibile la bestialità umana e accettare l'uccisione "giudiziaria" di una persona come un fatto naturale e ovvio, che è sempre esistito, del cui svolgimento si narra la storia, cominciando dagli antichi egizi o dagli assiro-babilonesi e finendo ai giorni nostri. Guardare dal secondo punto di vista significa constatare come non sempre la pena di morte sia stata usata come pena, e individuare quando e perché un mezzo di tale brutalità sia stato utilizzato dal legislatore, esaltato dagli intellettuali, applaudito dalla folla, sanzionato, presentato e sentito come uno strumento consono alla civiltà e alla religiosità di un popolo. Visto così, il problema non è più prendere atto della bestialità umana, ma cercare di capire perché l'istinto omicida è stato sublimato in istituto giuridico e come un momento impulsivo e incontrollabile dell'agire umano sia stato trasformato in azione legale, razionalmente predisposta, regolata da precise norme e sanzionata con una sentenza.
14,50

L'utilità della storia. Il passato e gli altri mondi possibili

L'utilità della storia. Il passato e gli altri mondi possibili

Piero Bevilacqua

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2007

pagine: 175

È ancora importante la conoscenza storica? Conserva una qualche utilità il suo insegnamento nelle scuole e nelle università? Continua a costituire un vantaggio per la formazione del cittadino del mondo attuale? Il sistema dei valori dominanti, lo stile dell'epoca presente tendono a considerare superflua la storia. Svalutazione del passato e delle sue possibilità di conoscenza; erosione della memoria, pubblica e privata; "declino dell'avvenire", per l'impossibilità di pensarlo e prefigurarlo: è il presente ad assumere una dimensione totalizzante, come se questo fosse davvero l'unico dei mondi possibili. Ma la storia mostra che altri mondi sono possibili, che l'ambito delle possibilità umane si muove in uno spazio predeterminato, ma non chiuso. Sorge da qui l'afflato culturale, civile e pedagogico di questo libro, in cui l'autore, a dieci anni di distanza dalla prima edizione, riformula alcuni problemi lasciando però intatta la sostanza originaria, anche perché mai come oggi, e mai come nel nostro paese, il passato è diventato luogo di aspre contese politiche. A partire dall'interpretazione di fasi drammatiche della storia d'Italia, comwe quella della Resistenza e del secondo dopoguerra. In questo senso, si rende necessario ciò che questo libro auspica, ovvero la presenza attiva della ricerca storica, con la sua opera di distinzione fra memorie collettive, ricordo dei protagonisti e ricostruzione documentata, priva di intenti strumentali e sostenuta da autentica passione civile.
15,50

Italia senza nazione?

Italia senza nazione?

Manlio Graziano

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2007

pagine: 319

Spiegare l'Italia contemporanea e le sue dinamiche politiche agli stranieri è cosa assai ardua; ecco perché spesso i commentatori esteri gettano la spugna e imboccano la scorciatoia della derisione, additando questo o quel fenomeno politico al pubblico ludibrio. Il bisogno di capire, del resto, è la ragione per cui uno dei pochi studiosi che ha provato a raccontare l'Italia "fuori dall'Italia" è riuscito a suscitare grande interesse. Pubblicato in Francia nel febbraio 2007, per introdurre il pubblico transalpino ai misteri della nostra vita politica, questo libro, nella sua nuova edizione italiana, si propone di compiere una sorta di viaggio attraverso le contraddizioni e le specificità del Bel paese, viaggio condotto appunto lungo la via maestra della "geopolitica dell'identità nazionale". Un'identità i cui contorni non si sono mai profilati con nettezza perché gli italiani - intesi come abitanti della penisola - sono stati esclusi dall'avventura nazionale; perché lo Stato italiano è nato più da un incrocio di circostanze internazionali che da un progetto politico; perché mai è stato chiaramente individuato un "interesse nazionale" verso cui convogliare passioni, fantasie e aspirazioni delle masse. Questo libro non è dunque soltanto una storia, ma una ricerca delle infinite connessioni tra tutte le forze in gioco nel processo lungo, accidentato e, secondo l'autore, mai davvero giunto a compimento, di costruzione della nazione italiana.
18,00

Italia divisa. La coscienza tormentata di una nazione

Italia divisa. La coscienza tormentata di una nazione

Massimo L. Salvadori

Libro

editore: Donzelli

anno edizione: 2007

pagine: 144

L'Italia è stata caratterizzata per secoli da accentuate contrapposizioni, che ne hanno fatto un "paese diviso" per unanime riconoscimento. Molti altri paesi del mondo occidentale hanno conosciuto nella loro storia profonde divisioni interne, ma in nessuno di essi, secondo l'autore, questo tratto si è presentato e riprodotto in maniera tanto continuativa. L'Italia, per ricorrere a un'abusata ma sempre significativa metafora, è rimasta nei secoli la terra dei Guelfi e dei Ghibellini. Le tre Italie susseguitesi dopo il 1861, quella liberale monarchica, quella fascista e quella democratica repubblicana, hanno avuto tutte l'ambizione di dare allo Stato una base di consenso capace di saldare attorno alle istituzioni una coscienza unitaria stretta da un vincolo comune che andasse al di là delle inevitabili, necessarie differenze ideologiche, culturali, politiche e sociali. Ma il progetto, nella tesi di Salvatori, è sistematicamente fallito, con la conseguenza che la dialettica tra le forze di governo e le forze di opposizione si è configurata in modo tale da produrre l'atavica "anomalia italiana", segnata da una politica altamente conflittuale, dal contrasto tra il senso dell'etica pubblica e della legalità e la sua negazione, dalle culture della contrapposizione. L'insieme dei saggi qui proposti mettono a fuoco lo svolgersi della dialettica "amico-nemico" nelle varie fasi della storia politica dello Stato unitario, evidenziando in che modo questa si sia riflessa nella storiografia italiana.
14,00

La guerra fredda

La guerra fredda

Stanislav Jeannesson

Libro

editore: Donzelli

anno edizione: 2007

pagine: 138

Per oltre quarant'anni, dal 1947 al 1990, la guerra fredda ha dominato le relazioni internazionali, contrapponendo frontalmente due paesi - Stati Uniti e Urss - e i rispettivi "blocchi" di alleanze. Fino al crollo dell'Urss la ricerca storica ha potuto utilizzare solo i documenti pubblici e gli archivi americani disponibili, cosa che ovviamente ha falsato la prospettiva. Da qualche anno a questa parte, invece, l'apertura degli archivi sovietici ha permesso alla ricerca di compiere passi in avanti. È dunque ormai possibile, in un clima storico del tutto mutato, ritornare sull'insieme di quelle questioni, per cercare di capire l'essenza di un mondo vicino nel tempo, ma lontano dalle nostre sensibilità. Il conflitto ebbe infatti una natura ideologica, strategica e politica, ma si manifestò in una molteplicità di forme: militare, diplomatica, economica, scientifica e culturale, senza tuttavia che americani e sovietici arrivassero mai a scontrarsi direttamente. In questo senso, la guerra rimase fredda ed ebbe come tratto caratteristico la sua dimensione planetaria: prima l'Europa, poi l'Asia, e a seguire il Medio Oriente, l'America e l'Africa sono diventati via via la "posta in gioco" sotto il profilo strategico. Oggi, a quasi un decennio dal crollo del blocco sovietico, e in piena era globale, lo scacchiere internazionale ha acquisito un assetto del tutto diverso, di cui è tuttora difficile cogliere a pieno le evoluzioni senza guardare alle dinamiche verificatesi in quei quarant'anni.
13,50

Che cos'è la mafia. Sciascia e Andreotti, l'antimafia e la politica

Che cos'è la mafia. Sciascia e Andreotti, l'antimafia e la politica

Salvatore Lupo

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2007

pagine: 127

A dieci anni dal Processo Andreotti Salvatore Lupo torna su un tema cruciale dell'Italia contemporanea, provando innanzitutto a ragionare, da storico, attorno alle tre sentenze assolutorie che hanno concluso il procedimento contro Andreotti, tra gli entusiasmi della pubblica opinione. Reazioni un po' sconcertanti, considerando le motivazioni del giudizio definitivo della Cassazione, non proprio lusinghiere nei confronti dell'illustre imputato. Ma i paradossi non mancano neanche nel campo dell'antimafia. Non è forse vero che un processo come questo ha rischiato di delegare alla magistratura compiti impropri? E non ci sono, in simili iniziative giudiziarie, pericoli di semplificazioni grottesche, o peggio di derive liberticide? In tal senso, Lupo torna a considerare anche il celebre atto di accusa di Sciascia contro i "professionisti dell'antimafia" e le polemiche degli anni settanta e ottanta a proposito della "questione giustizia". Da quelle polemiche vennero fuori posizioni per nulla banali, e Lupo le ripercorre, senza indebolire le ragioni e l'asprezza dei conflitti del passato. Questo libro sostiene con forza la necessità di procedere nella battaglia contro la mafia con il sostegno dello spirito pubblico: si corre infatti il rischio che, in questo nascondersi della mafia nelle pieghe più profonde della società, le indagini su di essa possano perdere il sostegno di una tensione etico-civile che ne è il presupposto imprescindibile.
15,00

Catastrofi climatiche e disastri sociali

Catastrofi climatiche e disastri sociali

Pascal Acot

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2007

pagine: 168

Pascal Acot, esperto di fama mondiale di scienze climatiche e ambientali, approfondisce il tema del suo precedente libro, la "Storia del clima", in un'ottica rivolta alle conseguenze sociali e politiche delle evoluzioni climatiche cui si sta assistendo negli ultimi anni. In queste lucide pagine, dunque, si pone alcune drammatiche domande. Nell'arco dei prossimi decenni, infatti, potrebbero farsi sempre più frequenti gli episodi climatici estremi uragani, canicola, inondazioni, siccità. Ma quanti di noi sanno che gli esperti dell'Onu e dell'Ocde (Organisation de coopération et de développement économiques) hanno già rinunciato all'idea di stabilizzare il clima mondiale? E che invitano gli Stati a prepararsi agli effetti del riscaldamento climatico, considerandolo ormai inevitabile? E ancora, possiamo dire che l'opinione pubblica è cosciente della criminale indifferenza delle "élites" nei confronti delle catastrofi climatiche che colpiscono i paesi più deboli? Siamo in grado di valutare fino a che punto le catastrofi cosiddette "naturali" siano innanzitutto dei disastri sociali? In ultimo, quanti di noi sanno che altre soluzioni all'apparenza miracolose, come le energie alternative, sono al momento illusorie, e che, in opposizione a un'economia mondiale contro natura, l'esigenza di rilocalizzare e demondializzare le attività agro-economiche sta diventando un'urgenza ecologica improrogabile ?
15,50

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