ABE
Ar Torrioni. 9 murales della Scuola elementare di Torrioni (Av)
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2003
pagine: 32
S. Maria Capua Vetere nel 1754. Torre di S. Erasmo. Terra di Lavoro
Arturo Bascetta, Bruno Del Bufalo, Domenico Corniola
Libro: Copertina morbida
editore: ABE
anno edizione: 2003
pagine: 158
Civitate barulo. L'urbe principato del Regno di Puglia fondata da Ruggero Borsa e distrutta dal sisma del 1082 nell'atense di Teate
Arturo Bascetta
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2024
pagine: 122
Bascetta snocciola, in maniera viscerale, luoghi, fatti e volti che si riprendono la scena dopo la morte di Roberto il Guiscardo dei «Magnifici». A guidare i «Guiscardelli» c'è l'erede Rogerio Borsa, Duca di Puglia, che litiga col fratellastro Boemondo, strappandogli dalle mani la corona di Re, spinto dalla madre salernitana. La Principessa Sichelgaita non vuole lasciare il Regno di Puglia che si sta costruendo sul Gargano per Salerno e avvia una guerra infinita fra i due consanguinei, sposata dal Gran Comes degli Altavilla. Finirà che sarà il terremoto del 1082 o quello del 1088 a distruggere la mancata capitale apula di Borsa, S.Maria Beroli della Basilica di San Giovanni, capitale dell'antico Principato della Pentapoli di Arechi II, oggi parte integrante di Monte Sant'Angelo. Borsa farà le valigie lasciando tutto nelle mani dello Zio Ruggero Altavilla I, conosciuto come Gran Comes di Sicilia, scelto dal papa a Marchio, cioè a Vicario della Chiesa nella antica sede consolare dei Romani e dei Franchi, che fu la Civitate Neapolis a San Severo di Torre Maggiore, falsa vicecapitale del nuovo Regno di Pavia, elevata a Principato della Lombardia Minore del Marchio Ruggero I della stirpe degli «Altavilla». Lo zio di Borsa gli aveva usurpato di fatto il nascente Regno di Puglia, nato nel nome della Trinità a Barulo e non a S.Angelo della Civitate, rispedendolo esiliato a Salerno, e espropriandolo dell'urbe Principato, rasa al suolo dal sisma del 1082 e opponendogli una Neapolis nata nella Marca di S. Pietro, sul Monte Gargano. Spinto dall'Imperatore, come accadeva ai tempi di Carlo Magno, lo spodestato Borsa fu pronto a riorganizzare i militi imperiali per ripartire da Salerno, dove intese spostare il vicetrono della diruta Barulo, che per lui restava l'urbe Principato del Regno di Puglia e che, anzi, intese riprendersi dichiarando guerra allo Zio. Sopraffatto però dal nipotastro Roberto dell'Aquila, della linea dei «Loritelli» capuani di Sanseverino, proveniente da Tricarico di Caserta, nascerà sul Monte Sant'Angelo la capitale degli avversari che intese demanializzare tutto sotto Nea Hea Apula, l'urbe «Nova» del Principato del Regno di Neapulia. Si compiva la vendetta di Sanseverino verso Ruggiero I Altavilla, che gli aveva ucciso il padre, riportando tutto al nuovissimo trono di Nea Hea Apula, ubicato nella Villa Magna di San Michele Arcangelo del Monte Gargano. Sull'isola di Diomede, dove sbarcarono Enea, S. Pietro e i pellegrini di tutto il mondo, rinascerà più volte il Regno di Puglia. Qui si avvicendarono tutte le capitali per antonomasia perché fu il luogo sacro del massacro dei Giudei deportati nell'antico consolato romano di Teate Apulo. Qui, nel nome della Trinità, mille anni dopo, anche Ruggero Borsa, sulle orme dello zio Gisulfo di Salerno, aveva fondato la sua città mariana di al Barulo, l'urbe della Trinità dei «Guiscardelli», odiata dal papa e dal fratellastro Boemondo, che la ricostruirono - senza Giudei - e col nome di «Baruletto», prima a Trani, e poi a Barletta, spostandola fra i ruderi di Canne.
Bona Sforza regina di Cracovia. Il Rinascimento di Napoli sul trono di Polonia
Virgilio Iandiorio
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2023
pagine: 128
Questa storia riguarda il matrimonio di una discendente degli Aragonesi, Bona Sforza, la pronipote di Ferdinando I, andata sposa al re di Polonia, nella prima metà del XVI secolo, cantata dal poeta Colantonio Carmignano; ma anche oggetto di "pettegolezzo" come nelle note di Ascanio Silvio Corona. Possiamo definire culture periferiche quelle storie d'amore che andarono sulla bocca dei contemporanei di quegli eventi. Nell'accezione della lingua greca antica: periphéreia indica la circonferenza, la linea circolare e il verbo periphéro significa portare intorno, far girare, ma anche diffondere, far conoscere. Ed è quello che fecero quanti raccontarono quelle storie. L'atteggiamento della società nei confronti delle donne è il riflesso di questa, con le sue tradizioni, la sua mentalità, i suoi pregiudizi. Di volta in volta le donne diventano protagoniste o oggetto, fanno la storia o la subiscono. E gli uomini sono a volte seducenti romantici, a volte possessivi e maniacali. Nella vita di una donna si succedono eventi come l'amore, il matrimonio, le crisi familiari e domestiche, i figli, le separazioni, le volontà ultime. Non solo eventi nella sfera del privato, ma anche rapporti con l'esterno: la donna e la religione, la donna e l'arte, la cultura e l'istruzione, per tanto tempo anche negata, la donna e la realtà sociale, il lavoro e la politica. Spesso risulta difficile sottrarre l'immagine della donna dallo stereotipo e dall'astrattezza e calarla nella realtà viva. La signora, la serva, la contadina, la balia, la maestra, la prostituta, l'operaia non sono tipi, ma persone che vanno sottratte all'anonimato della quotidianità. La documentazione esistente presso gli Archivi di Stato italiani sottolinea la presenza femminile in una vastissima quantità di documenti, la cui lettura, di estremo interesse, risulta complessa e, se fatta da angolature non corrette, può risolversi frammentaria e incompleta Il tema dell'eros, che sembra essere sempre lo stesso nel tempo e nello spazio, si presenta invece ogni volta in modi diversi. Amore, sessualità, famiglia, matrimoni… sono gli aspetti della vita privata dei nostri progenitori che venivano trasmessi ad un pubblico il più esteso possibile. Anche con il racconto erotico si va alle radici della nostra cultura; significa estendere il discorso ad altri aspetti di essa, dai rapporti familiari alle pratiche sociali, dal costume alla relazione tra i sessi. I racconti più antichi finiscono con il diventare dei miti. E i miti, come si sa, raccontano storie fantastiche nelle quali agiscono gli esseri mortali e le forze della natura. A questi racconti trasmessi oralmente e sedimentati nella memoria collettiva era affidata una funzione culturale importante. La ripetizione di questi, come di altri racconti, contribuiva a creare e a consolidare una identità, trasmettendone le credenze, i riti, le istituzioni sociali e religiose, il patrimonio culturale. I racconti erotici non sono affidati ad una narrazione fissa e immutabile. Essi potevano subire dei cambiamenti ogni volta che venivano raccontati. Il racconto come creazione. E questo spiega le varianti apportate ad un medesimo racconto; si tratta a volte di semplici particolari, a volte di versioni contrastanti.
Manuale di genealogia. Come ricostruire il proprio albero genealogico
Fabio Paolucci
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2022
pagine: 288
Negli ultimi tempi sta diventando un desiderio sempre più diffuso andare alla ricerca delle proprie origini, delle radici familiari, ed immergersi nel mondo lontano dei propri antenati riscoprendo la loro vita, le loro gesta: è questa una tendenza culturale dettata soprattutto dall'esigenza di riscoprire noi stessi attraverso chi ci ha preceduto, chi ci ha plasmato con la miracolosa combinazione dei propri cromosomi. È questo un bisogno sempre più avvertito in un periodo difficile come il nostro, nel quale la perdita di tanti valori sta prendendo il sopravvento, offuscando le sane tradizioni ed i sacrifici dei nostri Padri. Mentre fino ad oggi le scienze della genealogia e dell'araldica si sono occupate principalmente della storia e le imprese delle grandi famiglie italiane, appartenenti agli alti ranghi della società, alla nobiltà e al notabilato, si tende finalmente a ricostruire la storia anche "dal basso", dalle vicende che hanno visto protagonista il popolo, vero unico attore e motore - il più delle volte vittima - degli eventi storici. In linea con questo pensiero, attuale e d'avanguardia, e allo scopo di offrire al lettore una guida pragmatica, è nato in un primo momento il Vademecum di Genealogia, pubblicato nel 2021, ed oggi il Manuale, che sappiano fornire a chiunque voglia in maniera autonoma "affacciarsi a questo mondo" le conoscenze giuste per adoperare al meglio gli "strumenti del mestiere", ovvero le fonti da consultare, interrogare e far parlare del nostro passato. Si partirà da esempi pratici, per mostrare i documenti e come procedere in maniera corretta nella ricerca, muovendosi con destrezza tra i vari archivi e i diversi tipi di fonti archivistiche.
Ferdinando Palasciano e la Croce Rossa. L'italiano che inventò il soccorso umanitario
Massimo Giusio
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2021
pagine: 100
Se lo studio dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario rappresentano per chi scrive, da due decenni, una passione vivace e mai interrotta, sul ruolo di Ferdinando Palasciano nello sviluppo storico della Croce Rossa Internazionale, segnato da una figura straordinaria ma assai trascurata nel panorama bibliografico italiano, è stata la scoperta felice di alcuni documenti, favorita da sforzi archivistici condotti soprattutto in Campania, ad indurmi a redigere questo modesto lavoro editoriale. Che è sintetico nella stesura, ma che vuole soprattutto innescare curiosità e sviluppare nuovi filoni di ricerca, sia tra i nostri studenti che per tutti coloro che amano la storia nazionale. Inevitabile era però, anche per esigenze didattiche legate a percorsi monografici e ai nostri corsi di insegnamento di diritto pubblico e di diritto sanitario, inscrivere la vicenda di Palasciano in un percorso generale sul diritto umanitario, descrivendo la storia del soccorso bellico nell'ordinamento giuridico internazionale e la vicenda storica gloriosa della Croce Rossa Italiana. Tornando a Ferdinando Palasciano, non è raro incontrare, nella saggistica e nella ricerca storiografica sul XIX secolo, figure la cui importanza e la cui genialità creativa sono inversamente proporzionali alla loro considerazione ed alla loro presenza nei libri, nelle tesi di laurea, nelle analisi di fonti e documenti. Ciò vale, per Palasciano, in modo peculiare. Ad eccezione di un coraggioso drappello di personalità culturali ed associazioni legate alla sua natìa Capua, e a pochissimi docenti universitari, ho notato da subito una circostanza singolarissima, che ha sortito l'effetto della tradizionale molla scatenante e che ha portato poi - grazie all'incoraggiamento dell'editore Arturo Bascetta, valoroso interprete della valorizzazione costante delle figure storiche e culturali campane, note e meno note - a realizzare questo umile ed iniziale percorso di ricerca. Mentre esistono, in tutto il mondo, migliaia di libri, ricerche e pubblicazioni su Henry Dunant, emerso nella narrazione ginevrina, sin dai primi anni dopo la Convenzione del 1864, come il padre, unico ed esclusivo, della Croce Rossa, su Ferdinando Palasciano, che del programma originario di Ginevra fu ispiratore ideale ingenerosamente trascurato ed autentico precursore, riuscii a reperire, in mesi e mesi di ricerca, non più di una decina di scritti, quasi tutti rivolti ad una platea di specialisti, o a ricerche accademiche, mediche ed ortopediche, o di igiene pubblica, ma non certo di accessibilità al grande pubblico. Spero, con questo modesto volumetto, di favorire e stimolare l'interesse dei lettori e degli studenti, suggerire curiosità ed introdurre con le pagine dedicate al medico campano nuovi approfondimenti, studi ulteriori e percorsi di ricerca sulla vita e le idee innovative di un personaggio la cui vita romanzesca, dalla condanna a morte evitata miracolosamente, all'amicizia con Garibaldi, all'attività politica nel Senato del Regno d'Italia, rappresenta un fulgido esempio di intellettuale colto e raffinato, di medico impegnato sul piano civile e politico, di ardente ed orgoglioso sostenitore di valori scientifici ed umanitari universali il cui immutato rilievo merita, con ogni sforzo, di rappresentare un costante e rispettoso gioiello di memoria e di analisi storica, di studio rigoroso e di continua, viva ed incessante valorizzazione.
Isabella d'Aragona. La Duchessa di Bari a Pavia
Renato Russo
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2020
pagine: 144
«Nacque Isabella l’anno dell’era cristiana 1470, ai 2 di ottobre. Ella, che già per parte di sua madre era prossima discendente dalla casa Sforza, s’innestò nuovamente alla medesima per il matrimonio contratto col cugino Giovan Galeazzo Sforza, Duca di Milano, onde sembra essere assistita da un doppio diritto per aver luogo nelle presenti Memorie. Potrebbe forse nascer dubbio a qualcuno, che possa ragionevolmente collocarsi tra le donne celebri per letteratura, poichè di lei non abbiamo opera alcuna compita, che possa meritargli il titolo illustre di letterata. Ma svanirà ben tosto un tal dubbio, se si avverte, che come tale è stata riconosciuta dai più gravi scrittori della storia letteraria della nostra Italia, dal Quadrio, dal Crescimbeni, dall’Argelati, che ella promosse moltissimo i studi dell’amena letteratura nella sua capitale Milano, come in appresso avremo occasione di osservare: che finalmente applicò assiduamente ai studi delle belle lettere per tutto il tempo della vita, oltre di che abbiamo di lei alla pubblica luce alcuni versi italiani stampati tra quelli di Bernardino Bellinzoni, come ne fa chiara testimonianza il poc’anzi citato Argelati».
L'America dei vinti. Alfredo Bascetta, anarchici e comunisti ai tempi di Sacco e Vanzetti
Arturo Bascetta
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2019
pagine: 112
È un viaggio fra i personaggi napoletani emigrati in America dai tempi della «Paura rossa» a quelli della sedia elettrica riservati a Sacco e Vanzetti. Fra l'altro fu proprio Alfredo Bascetta, il primo in assoluto a tenere un comizio per tentare di salvare la vita ai due innocenti e a scrivere una canzone per sollevare l'opinione pubblica americana. Alfredo non fu il canzonettista che abbiamo immaginato, ma un combattente che rischiò la vita e la persecuzione della polizia americana. In questo viaggio se ne traccia un primo profilo, al fianco di altri artisti napoletani che cantarono per lui, da Ria Rosa a Gilda Mignonette. Il testo non dimentica un capitolo su Gino Bardi Bascetta, nipote di Alfredo, e tutti figli di Pietrastornina (Av) da dove emigrarono, anzi, scapparono per una ragione ben precisa...
Grand tour sannio: Tour through the souther provinces (1818)-Handbook for travellers in souther italy (1865). Volume Vol. 1
Richard Keppel Craven, J. Murray
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2019
pagine: 112
Faber. Fabrizio De Andrè. Dietro i testi, dentro la storia
Mario Martino, Miriam Viscusi
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2018
pagine: 88
"Nel lavoro preliminare alla stesura del volume, è sembrato davvero di viaggiare insieme a tutti quei personaggi, quelle melodie, quelle frasi, quelle emozioni che Faber ha saputo regalare alla storia della musica italiana. L'avventura di una rubrica online del sabato mattina è durata circa sei mesi; ad un certo punto ci siamo accorti che un blog non era il posto giusto per un lavoro del genere. Da qui, inizialmente, l'idea di chiudere i battenti, perché non tutto dura per sempre, perché era giusto così. Poi, qualcuno, per evitare che tutto il lavoro si smarrisse nella marea di scritti digitali, ci ha suggerito di revisionare i lavori già scritti, arricchirli e adattarli ad un volume. Ecco come è nato questo libro: dal bocciolo di un blog irrigato con dedizione, un fiore sbocciato tra paure e difficoltà."

