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Aesthetica

Scritti sul piacere

Scritti sul piacere

Aristotele

Libro: Copertina morbida

editore: Aesthetica

anno edizione: 2022

pagine: 230

Aristotele dedica al piacere una ricerca costante che spazia, senza soste, dalle prime opere "essoteriche" alle ultime. Attraverso un costante affinamento problematico, e approfondendo la tematica con estremo rigore, finì con l'inventariarne scientificamente ogni manifestazione. Nulla sfugge a questa straordinaria enciclopedia: il piacere della vita sociale e quello della politica, il piacere del possesso dei beni materiali, il piacere come orizzonte etico e come aspirazione al divino, il piacere fisico e corporale, e quello più alto determinato dalla vita spirituale, e naturalmente il piacere erotico (e sessuale: maschile e femminile, etero ed omosessuale) e il piacere estetico. Insomma, la più completa antropologia del piacere elaborata dal mondo occidentale, che ha esercitato un potente influsso nel grandioso tentativo aristotelico di dare un senso alle cose, all'uomo, a Dio. Modello insuperato, col quale tutte le epoche successive hanno dovuto confrontarsi.
20,00

Il disegno infantile. Storia, teoria, pratiche

Il disegno infantile. Storia, teoria, pratiche

Lucia Pizzo Russo

Libro: Copertina morbida

editore: Aesthetica

anno edizione: 2022

pagine: 294

È arte il disegno infantile, come sostiene Read, oppure no, come ha argomentato Cesare Brandi? Il bambino disegna ciò che sa e non ciò che vede? E che significa sapere e vedere? Il disegno è simbolo o segno? Perché il bambino smette di disegnare? È conseguenza dello sviluppo psichico o frutto del nostro sistema educativo? Sono alcune delle tante domande che animano il presente volume: un approccio globale a tutti gli aspetti investiti dal classico tema del disegno infantile. Del quale vengono indagate le complesse radici storicoculturali, chiariti i motivi per cui esso coinvolge tanti fronti scientifici e disciplinari, analizzate a fondo le più accreditate teorizzazioni, e infine viene proposta una originale interpretazione complessiva.
26,00

Il senso del gusto. Cibo e filosofia

Il senso del gusto. Cibo e filosofia

Carolyn Korsmeyer

Libro: Copertina morbida

editore: Aesthetica

anno edizione: 2022

pagine: 316

Pubblicato dalla Cornell University Press nel 1999 e insignito nel 2014 del "Premio Internazionale d'Estetica" conferito dalla Società Italiana d'Estetica, il volume di Carolyn Korsmeyer Il senso del gusto. Cibo e filosofia costituisce un "classico" dell'estetica del cibo. Opera inaugurale, questo libro è divenuto un imprescindibile termine di riferimento, sia per gli specialisti del tema sia per coloro che intendono avvicinare per la prima volta questa nuova area di studi estetologici. La Korsmeyer, da un lato, descrive criticamente le vicende del gusto del palato, analizzando il paradigma largamente prevalente nella tradizione filosofica occidentale che ha portato alla sua esclusione o marginalizzazione dal dominio dell'estetica; dall'altro, elabora una proposta alternativa nella quale il gusto del cibo acquista invece un senso specifico e positivo. Se, in una lunga linea di continuità da Platone a Hegel, il cibo come fonte di piacere ed espressione di varietà e qualità è stato rimosso da ogni formulazione del pensiero - per ragioni al tempo stesso estetiche, epistemologiche ed etiche, come viene brillantemente mostrato nei primi capitoli del volume - la Korsmeyer argomenta come oggi al contrario sia possibile, anche grazie all'apporto delle scienze sociali e delle scienze dure divenute strategiche alleate del discorso filosofico, percorrere una via diversa, in cui il valore culturale e sociale del mangiare e del bere vengono riconosciuti degni di essere formulati in chiave estetica. Per dimostrare la piena legittimità estetica del senso del gusto la Korsmeyer insiste infatti proprio sul valore cognitivo e rappresentativo, e non soltanto sensibile e piacevole del cibo, superando così una delle classiche e più insidiose obiezioni. Attraverso una ricca serie di esempi, emerge nel testo la capacità del cibo di rappresentare, esprimere ed esemplificare; propiziando quindi l'inevitabile conclusione che il gusto permette di convogliare esperienze estetiche come ogni altro senso. Conclude il volume la rappresentazione del gusto e del cibo nell'arte figurativa e nella narrativa, attraverso l'indagine di casi esemplari che permettono di aprire la filosofia del cibo anche verso regioni canoniche dell'estetica quali la critica e la narratologia. La presente edizione, puntualmente curata da Nicola Perullo, condotta secondo criteri rigorosi, colma un vuoto culturale offrendo per la prima volta all'estetica italiana un testo fondamentale per affrontare una tematica che sempre più si va rivelando feconda e ricca di stimoli.
28,00

Co-operative aesthetics. A quasi-manifesto for the 21th Century

Co-operative aesthetics. A quasi-manifesto for the 21th Century

Libro: Copertina morbida

editore: Aesthetica

anno edizione: 2022

pagine: 186

18,00

L'arte

L'arte

Clive Bell

Libro: Copertina morbida

editore: Aesthetica

anno edizione: 2022

pagine: 178

Pubblicato a Londra nel 1914, "L'arte" di Clive Bell è un testo singolare: manifesto di critica militante, è ancor di più la codifica di una nuova prospettiva estetica a partire dal radicale sovvertimento avvenuto nella contemporaneità di secolari convinzioni della teoria e della pratica artistica. Il cardine su cui ruota è l'idea che il fine dell'arte non sia la bellezza bensì il suscitare un'emozione del tutto peculiare, l'"emozione estetica", che può essere attivata solo se l'opera possiede una "forma significante", cioè una specifica combinazione di linee, forme, colori e valori tridimensionali, che è massimamente efficace nelle opere dei "primitivi" e prende a scemare nelle epoche successive in cui nell'arte prevalgono caratteri descrittivi, narrativi e illusionistici. Alla convergenza fra il dettato critico di Roger Fry e i "Principia Ethica" di George Edward Moore, "L'Arte" di Clive Bell è dunque un testo capitale per comprendere alcuni passaggi decisivi dell'estetica e delle pratiche artistiche del XX secolo.
20,00

I piaceri dell'immaginazione

I piaceri dell'immaginazione

Joseph Addison

Libro: Copertina morbida

editore: Aesthetica

anno edizione: 2022

pagine: 95

I piaceri dell'Immaginazione Pubblicati nel 1712 sui nn. 411-421 dello "Spectator", il famoso periodico culturale e di costume diretto da Joseph Addison e Richard Steele, gli undici saggi intitolati I piaceri dell'Immaginazione costituiscono, insieme a quello sul "gusto" che li introduce (n. 409), il primo trattato di Estetica modernamente intesa. Scritti con tono discorsivo e rivolti ai "lettori comuni" - secondo il programma addisoniano di trasferire la filosofia dagli studi e dalle biblioteche ai club e alle coffee-houses - essi fissano le coordinate lungo le quali si muoverà l'intera riflessione settecentesca intorno all'esperienza del bello naturale e artistico. Erede di Locke, Addison affronta il problema estetico non più in chiave retorica ma in chiave psicologica (cioè dal versante della fruizione anziché da quello della produzione), e in tal modo avvia una fenomenologia dell'esperienza estetica a cui tutti gli autori che verranno dopo di lui, fino a Kant incluso, saranno in qualche misura debitori. Definizione del gusto, statuto dell'immaginazione (e suoi rapporti col giudizio), individuazione di specifiche categorie estetiche (fra cui particolarmente innovativa quella del "sublime"), abbozzo di un "sistema delle arti": questi alcuni dei più rilevanti temi proposti dai Piaceri dell'Immaginazione. E attorno ad essi una molteplicità di osservazioni e di spunti - sull'architettu ra, i giardini, il linguaggio della poesia, ecc. - che saranno ripresi e sviluppati nel corso del xviii secolo da filosofi, critici e artisti assicurando all'operetta addisoniana una fortuna europea che ha pochi paragoni nel suo tempo. La presente traduzione italiana, eseguita da Goffredo Miglietta, è la prima dopo quella di Mario Manlio Rossi apparsa nel 1944 e da tempo esaurita. Corredano il testo una limpida presentazione, un ampio appaiato di note e una ricca bibliografia a cura di Giuseppe Sertoli.
12,00

Aesthetica preprint. Volume Vol. 117

Aesthetica preprint. Volume Vol. 117

Libro: Libro in brossura

editore: Aesthetica

anno edizione: 2022

pagine: 234

Aesthetica Preprint è il periodico quadrimestrale open access della Società Italiana di Estetica (SIE). La rivista mira a dar conto della ricerca estetologica realizzata in Italia, ma è aperta anche a contributi rilevanti di studiosi stranieri. Presenta numeri miscellanei composti da saggi di vari autori, singole ricerche di respiro più ampio, documenti di lavoro, edizioni di piccoli classici, ed eccezionalmente atti di convegni e seminari. I saggi, tutti sottoposti a peer review, redatti in lingua italiana o in lingua inglese, sono corredati di abstract in inglese. Introduzione di Elisabetta di Stefano e Salvatore Tedesco
12,00

Arte, critica e storia. Saggi di estetica analitica

Arte, critica e storia. Saggi di estetica analitica

Jerrold Levinson

Libro: Copertina morbida

editore: Aesthetica

anno edizione: 2022

pagine: 272

Con questo volume, insignito nel 2010 del "Premio Internazionale d'Estetica" conferitogli dalla Società Italiana d'Estetica, si offre per la prima volta al lettore italiano un panorama significativo della produzione saggistica di Jerrold Levinson, senza dubbio una delle voci più vivaci e rappresentative dell'estetica americana contemporanea. Come la maggior parte dei filosofi appartenenti alla tradizione analitica, Levinson affida la sua ricerca alla forma del saggio, spesso destinato ad alimentare un dibattito o a intervenire in esso, piuttosto che alla monografia. Raccogliendo strategicamente articoli pubblicati tra il 1987 e il 2006 e provenienti da volumi diversi dell'autore, il presente libro assume quindi il carattere di un vero e proprio inedito. Nelle tre parti che lo articolano sono espresse le tre direzioni principali della riflessione estetologica di Levinson, vale a dire: la definizione dell'arte, la questione delle proprietà estetiche, il rapporto tra il valore intrinseco delle opere d'arte e la nostra vita. In ognuna di queste direzioni problematiche e nei saggi che, in questo volume, le esemplificano, l'autore propone soluzioni originali e, insieme, rispettose della posta teorica di volta in volta in gioco. Questo vale per la definizione "storico-intenzionale" dell'arte proposta da Levinson, capace di gettare un ponte tra lo storicismo tipico di buona parte della tradizione continentale e l'avversione tipicamente analitica per un approccio puramente speculativo alle questioni estetico-artistiche. Così come vale per la sua idea di connettere la trattazione delle proprietà estetiche alla tematica della "sopravvenienza", capace di lasciarsi alle spalle l'alternativa tra oggettivismo e soggettivismo. Rinnovando una tradizione iniziata con Georges Santayana e John Dewey e proseguita con filosofi come Monroe Beardsley, Levinson dà infine prova, nella terza parte del volume, di avere a cuore l'intimo nesso che lega l'esperienza umana alle opere d'arte. Un nesso, gravido di conseguenze etiche, che si annuncia nella forma specifica e inconfondibile del piacere estetico. La presente edizione italiana, corredata da una prefazione appositamente scritta dall'autore e da una puntuale presentazione dei curatori Fabrizio Desideri e Filippo Focosi, condotta secondo criteri rigorosi, è corredata di esaustivi apparati critici e bibliografici.
25,00

Estetica pragmatista

Estetica pragmatista

Richard Shusterman

Libro

editore: Aesthetica

anno edizione: 2022

pagine: 272

Libro estremamente fortunato e tradotto in numerose lingue, "Estetica pragmatista" di Richard Shusterman (uscito in prima edizione nel 1992) segna un punto di snodo importante nel dibattito sull'estetica che si è svolto negli ultimi decenni nell'area anglosassone. Attraverso una lettura non scolastica di Dewey, sviluppando il pragmatismo come orizzonte progettuale in cui i risultati conseguiti dalle tradizioni "analitiche" e "continentali" mostrano i propri limiti e insieme acquisiscono nuovo vigore, esso individua strumenti concettuali utili a comprendere fenomeni estetici e artistici della contemporaneità solitamente trascurati dalle principali filosofie dell'arte del Novecento. Questo dialogo critico tra autori di diversa latitudine teorica avviene alla luce della concreta realtà del mondo estetico, liberato dalla divisione schematica tra "arti basse" e "arti elevate". Perno della riflessione di Shusterman è infatti la rivalutazione dell'esperienza estetica nel suo complesso, con il suo investire la dimensione del piacere sensoriale e del corpo. Diventano così argomento originale di analisi forme artistiche popolari come l'hip hop e il rap, che condividono l'esigenza di una nuova elaborazione dell'arte di vivere che non sia, però, cedimento edonistico ai principi dogmatici del post-modernismo. Da qui la proposta di Shusterman di far convergere teorie e pratiche dell'esteticità nell'alveo della somaestetica, disciplina che dovrebbe riprendere la concezione ampia dell'estetica che ha mosso lo stesso fondatore di questo sapere filosofico moderno, Baumgarten, e al tempo stesso elevare la dimensione corporea a campo privilegiato di indagine filosofica. La presente edizione italiana, corredata da una prefazione appositamente scritta dall'autore e da una puntuale presentazione del curatore, riprende la versione più agile del volume che Shusterman ha approntato per molte edizioni straniere, rendendo il libro ancor più accattivante anche per il largo pubblico interessato alle forme contemporanee dell'esteticità.
25,00

La promessa della bellezza

La promessa della bellezza

Winfried Menninghaus

Libro

editore: Aesthetica

anno edizione: 2022

pagine: 294

Pubblicato dalla Suhrkamp nel 2003 e insignito nel 2012 del "Premio Internazionale d'Estetica" conferito dalla Società Italiana d'Estetica, il volume di Winfried Menninghaus, La promessa della Bellezza, costituisce uno dei più significativi e originali contributi al dibattito dell'estetica evoluzionistica, nonché uno straordinario ripensamento di una delle categorie fondamentali della riflessione estetica occidentale. Se quella inscritta nella bellezza è, secondo il motto di Stendhal, una promessa di felicità, Menninghaus ripercorre la storia e le antinomie di questa promessa a partire dalla sua declinazione nel mito del bell'Adone e del suo sfortunato destino, che offre quasi la prefigurazione complessiva del senso, degli esiti e dell'attualità della promessa della bellezza, sino ai culti contemporanei della forma fisica e della performance. Principale nucleo concettuale del volume è la storia naturale del bello, ovvero la teorizzazione del significato evoluzionistico dell'apprezzamento estetico, che Menninghaus illumina offrendo una lettura magistrale del contributo di Darwin all'estetica. Frutto della più convincente e rigorosa messa a punto teorica dei concetti darwiniani di scelta, selezione e apprezzamento sessuale, nella prospettiva offerta da Menninghaus la possibilità dell'apprezzamento estetico appare per un verso chiamare in causa un sentimento di promozione e arricchimento della vita, per l'altro risulta inscriversi nel processo di ridefinizione dell'immagine dell'uomo e del sistema dei saperi che ha luogo nella modernità. Una guida dunque per ripensare l'antropologia tradizionale in un reticolo di saperi medici, biologici, psicologici, sociologici, letterari, fra i quali l'argomentazione si muove in modo brillante e persuasivo, proponendo il confronto con alcuni decisivi passaggi della riflessione di Freud sugli effetti del bello e sviluppandosi nella rilettura di alcuni momenti fondativi della tradizione dell'estetica filosofica e nell'esame dei risultati della ricerca empirica fra psicologia ed evoluzionismo. La duplicità e persino la drammatica antinomia degli effetti della bellezza viene indagata in una narrazione affascinante, metodologicamente impeccabile e tanto ricca nell'analisi storica quanto stimolante nella lettura del presente.
27,00

Problemi dell'arte

Problemi dell'arte

Susanne Langer

Libro: Libro in brossura

editore: Aesthetica

anno edizione: 2022

pagine: 180

Una raccolta di dieci “conferenze filosofiche” tenute da Susanne Katherina Langer tra il 1953 e il 1956, oltre a un'appendice che riproduce un saggio del 1951 sulla peculiarità dell'astrazione in arte. In questi scritti Langer ricapitola gli elementi cardine della propria prospettiva estetica, affrontando temi che vanno dalla nozione di “forma” alla questione dell'espressività che caratterizza l'opera d'arte. A partire dalla tesi secondo cui l'opera d'arte è “la forma percepibile che esprime la natura del sentimento umano”, Langer prospetta l'approdo a cui tende il suo pensiero: un'antropologia della mente, che viene colta in quella fondamentale componente emotiva in virtù della quale l'ambiente a cui si relaziona l'organismo umano assume il profilo di un mondo intessuto di valori simbolici e potenzialità comunicative, e dunque disposto all'interazione sociale.
17,00

Lettera sulla scultura

Lettera sulla scultura

Frans Hemsterhuis

Libro: Copertina morbida

editore: Aesthetica

anno edizione: 2022

pagine: 100

Hemsterhuis interviene nel grande dibattito settecentesco (Crousaz, Hutcheson, Batteux, Montesquieu) sulla definizione della bellezza come "unità nella molteplicità" in modo assolutamente originale ed innovativo. Egli infatti identifica l'unità col "minimum" di tempo in cui un molteplice può essere colto nella sua totalità, con l'ulteriore specificazione che quest'ultima deve rappresentare un "maximum" di idee. La definizione della bellezza come risultato di una correlazione inversamente proporzionale fra un valore massimale (il gran numero d'idee) ed uno mimale (la temporalità) produce conseguenze radicali: «il bello non ha alcuna realtà in se stesso», la bellezza è l'esito di un processo antropologico che comporta il superamento qualitativo e non la mera imitazione della natura.
14,00

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