Astrolabio Ubaldini
La terapia di sostegno. Un approccio psicodinamico
Lawrence H. Rockland
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1994
pagine: 296
La psicologia dopo Wittgenstein
John Hyman
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1994
pagine: 228
Cibo per il cuore. Discorsi e insegnamenti di un maestro della foresta
Achaan Chah
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1994
pagine: 148
Achaan Chah, nato da una famiglia agiata e numerosa in un villaggio agricolo della Thailandia nordorientale, prende l'ordinazione monastica a vent'anni. Dopo alcuni anni di vita ascetica incontra Achaan Mun, il maestro cui si deve la rinascita della tradizione dei monaci della foresta, il quale gli dischiude la via della meditazione. Si dedica allora a una pratica intensa, vivendo in foreste e caverne e nei luoghi di cremazione; nel 1954 si stabilisce in un boschetto nei pressi del villaggio natale. La malaria, la scarsità del cibo, i ripari poveri e precari non impediscono l'afflusso di numerosi discepoli; nasce così il Wat Pah Pong, il primo monastero della foresta, da cui hanno avuto origine un'ottantina di monasteri in tutta la Thailandia. La sua saggezza attira ben presto anche gli occidentali e nel 1975 sorge il Wat Pah Nanachat, il primo monastero della foresta per non thailandesi, affidato ad Achaan Sumedho, il suo discepolo americano più anziano, e concepito espressamente per incoraggiare gli occidentali alla meditazione e alla vita monastica. Questo libro è una raccolta di discorsi tenuti da Achaan Chah alle sue comunità di bhikkhu thailandesi. Sono insegnamenti che prendono vita da un contesto monastico, e sottolineano la disciplina e la rinuncia propria di quella condizione.
Andare incontro alla vita
Jiddu Krishnamurti
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1993
pagine: 184
“I nostri problemi non si risolvono tentando di risolverli”. È quanto ci dice Krishnamurti in questi ultimi insegnamenti prima della sua morte nel 1986. “Invece – aggiunge – quando ci limitiamo a osservarli con la mente non agitata da pensieri di soluzione o di fuga, si dissolvono”. Contemplarli come si guarderebbe “un prezioso gioiello, di squisita fattura”, ci porta di fatto a una “totale liberazione da ciò che ci arrecava sofferenza”. Se ci si sforza di pervenire a una soluzione, invece, non si fa altro che rendere maggiore la complessità di qualsiasi problema. Se ci è possibile distoglierci dalla battaglia e sbarazzarci del nostro egoismo, allora la sofferenza svanisce ed è nato l’amore. Krishnamurti ci ricorda che tutto questo avviene con tanta più efficacia quando ci sbarazziamo di tutto ciò che sappiamo o presumiamo di essere, e meditiamo: che significa niente di più che lasciar cadere all’istante le nostre ferite, le nostre paure, l’ansia, la solitudine, la disperazione e il dolore. “È questo il fondamento, è questo il primo passo; e il primo passo – insiste Krishnamurti – è l’ultimo passo”. E una delle domande che questo libro pone al lettore è: “Sei abbastanza audace da compiere questo passo vitale?”.

