Barta
Cancheràs
Barbara Monti, Luca Ralli
Libro
editore: Barta
anno edizione: 2021
pagine: 124
«Mio papà quando aveva quarantasette anni, era forse aprile del duemila, non ricordo bene, ha iniziato a lamentarsi perché gli faceva male il culo. Per un po’ abbiamo pensato, anche lui lo pensava, che questo suo mal di culo fosse un mal di culo psicosomatico, perché non ce l’aveva sempre. Quando suonava, per esempio, mio papà suonava insieme a un gruppo, scrivevano canzoni rock così e così, e quando suonava, con la bandana rossa come Santana che gli copriva la pelata, quando suonava mio papà saltava sul palco e sembrava proprio che stesse bene. Dopo invece si è saputo che invece non stava bene già da un po’, solo che nessuno se n’era accorto che gli era venuto il cancro. L’avremmo saputo solo a giugno, o giù di lì. Non sono brava con le date». Luca Ralli porta negli spazi bianchi del fumetto, del tempo, del ricordo, del momento in cui tutto deve ancora cominciare il racconto della morte del padre scritto da Barbara Monti. E una storia che fa così male, senza smettere di far male nemmeno per un attimo – ci si soprende a scoprire, leggendola, rileggendola inseguendo le connessioni – fa anche bene. Molto.
Bradi Pit. Seguimi, non vado da nessuna parte!
Giuseppe Scapigliati
Libro: Copertina morbida
editore: Barta
anno edizione: 2020
pagine: 88
Bradipo. Appartiene alla famiglia dei Maldentati, ordine dei Pelosi, può girare la testa come fosse svitata, è anche detto «poltrone» nonostante la sua principale attività (dormire appeso a un ramo) ricordi più l'amaca, di solito è silente ma, se maschio, lancia un fischio acuto quanto è in amore. Per riposarsi da tanto dormire di solito schiaccia un pisolino. Rispetto a questa pubblicazione, Bradi Pit ha zufolato: «Fiuuu». Ehm. Dice invece il suo biografo Scapigliati: «Oggigiorno essere veloci, efficienti, turboproduttivi è l'imperativo assoluto; quindi Bradi Pit, con il suo ritmolentissimo, è un vero antieroe positivo, da cui tutti dovremmo prendere esempio: la vera rivoluzione sta nel rallentare. Insomma, chi va piano l'azzecca e saluta da lontano.
DiAria. Appunti del tempo appeso
Fabio Magnasciutti
Libro: Libro in brossura
editore: Barta
anno edizione: 2020
pagine: 108
«In Oriente s’appiccò la guerra / che ora ha il mondo per teatro. / Come l’altro, è infinito questo gioco» (Borges, Scacchi I). Bianco/nero. Dentro/fuori. Notte/giorno. È un gioco in codice binario quello proposto al lettore in DiAria, una riflessione e uno sberleffo ai lunghi mesi in cui ci ha serrati il coronavirus. Ma delle disgrazie si dovrebbe anche poter - oltre che commuoversi, certo - ridere, sempre. O almeno sorridere. Appenderle al sole. In DiAria, a sinistra scorre una breve narrazione, un filo rosso innamorato, un pensiero laterale che collega tra loro i pezzi che scorrono di là (pagina a fianco), accompagnati da una scelta grafica tipo le animazioni che si facevano da piccoli: disegni sull’angolo in basso del quaderno, quando lo sfogli hai la sensazione che l’oggetto si stia animando. E invece, sulla pagina destra, vignette disposte cronologicamente secondo la loro creazione e uscita sui socialini (Facebook etc.), con titoli che sono la maggior parte delle volte citazioni da canzoni, più o meno storpiate (anche qui un gioco: trovatele). La musica non c’è, ma si sente. La poesia c’è, e si vede. Si legge. Si sfoglia.
La doppia morte della compagna Sangalli
Tita Prestini
Libro: Libro in brossura
editore: Barta
anno edizione: 2020
pagine: 384
«Un uomo di carattere, un poliziotto onesto»: così il comandante partigiano André giudica, mentre «è iniziato il dopoguerra», il giovane vicecommissario Settembrini, sbirro «un po' per caso, un po' per non partire militare», sempre in bilico tra un proprio caparbio ideale di giustizia e la stanca malinconia dei fatti del mondo. A questo sgualcito nemico del crimine, il resistente André affida l'indagine sulla morte di Cesarina Sangalli, figlia di un ragioniere della Curia di Brescia, il cui corpo è stato trovato sulla ferrovia che unisce il lago d'Iseo e la città. Di questa morte «da nulla» tutto pare troppo semplice, giusto, aggiustato. Così Settembrini, il poliziotto disarmato che non conosce le donne, non ha mai imparato a fumare e ha la passione del cioccolato, per fare luce sui molti fili e i pochi burattinai della vicenda deve archiviare innanzitutto il suo vivere cittadino e calarsi nelle complicate dinamiche di una piccola comunità, popolata di vedove allegre e ancor più allegri monsignori, baritoni in automobile e teste bionde, partigiani e contrabbandieri, mentre il clima languido ed estenuante del lago lo contagia, lo guida, lo cambia.
Due
Luca Ralli, Fabio Magnasciutti, Flavia Perina
Libro
editore: Barta
anno edizione: 2020
pagine: 64
«Provare a immaginarsi in un luogo diverso, in una vita diversa. Provare a immaginarsi diversi. È passato quasi un anno, ormai». Comincia così un contemporaneo romanzo gotico in cui una coppia va a vivere in una casa isolata per dare nuova linfa al proprio amore – ma a sbocciare saranno l'incomunicabilità, la paura, la chiusura in sé, la follia, nello specchio di due finestre affiancate, una sulle pagine di sinistra (illustrate da Luca Ralli) e una sulle pagine di destra (opera di Fabio Magnasciutti), che scorrono come due fiumi paralleli per tutto il volume, invitando il lettore a scegliere come immergersi: leggere prima tutte le pagine di sinistra? Di destra? Insieme? Farsi guidare da un altro livello di interpretazione ancora, il racconto di Flavia Perina posto in bandella? Le rette parallele, si sa, s'incontrano solo all'infinito, ci vuole troppa pazienza. E se si sono già incontrate? Se il futuro è già successo? Basta ricominciare a leggere, un'altra volta. Due.
Il richiamo della coperta
Fabio Magnasciutti, Susanna Mattiangeli
Libro
editore: Barta
anno edizione: 2019
I comandamenti della montagna
Michele Nardini
Libro: Libro in brossura
editore: Barta
anno edizione: 2019
pagine: 400
È l'estate del 1944. Con il sud della penisola in mano agli alleati, le truppe nazifasciste si preparano a giocare l'ultima carta: la fortificazione della linea gotica, il baluardo difensivo che taglia l'Italia in due. Sulle Alpi Apuane, tra boschi impenetrabili e metati diroccati, volontari di ogni età, ceto e fede politica si adunano "per dignità e non per odio / decisi a riscattare / la vergogna e il terrore del mondo" (Calamandrei). Guidati dal giovanissimo Davide e aiutati da don Angelo, un prete allontanato dalla Curia per aver protetto un ribelle, dovranno affrontare nemici esterni e traditori, mercati neri e neri assassini, tenendosi stretta la fiducia dei civili e ancor più vicina la propria umanità dinnanzi alla rabbia e all'orrore, mentre la guerra si frantuma nei rivoli di mille azioni di guerriglia. In quell'ultima estate violenta, con la natura a fare da silenzioso coprotagonista, si fronteggiano buoni e cattivi: gli eroi che hanno sacrificato tutto e i più spietati carnefici – ognuno con la propria voce, coraggiosa o disperata, tragica e terribile, sempre indimenticabile.
La tigre a scacchi
Adelchi Galloni
Libro
editore: Barta
anno edizione: 2018
pagine: 64
Zio Bussola è tornato da poco da uno dei suoi favolosi viaggi intorno al mondo. Mio zio è una persona straordinaria. Non c’è angolo di mondo in cui non sia conosciuto. È esploratore, cacciatore, archeologo (sì, proprio uno di quelli che fanno un buco per terra e ne tirano fuori una mummia). È stato in Africa, in Alaska, nel Tibet e in tutti i luoghi che si vedono sull’atlante di geografia. Io, che mi chiamo Ciuffo e sono il suo nipote preferito, vivo nell’attesa che zio Bussola mi consideri abbastanza grande per poter andare con lui in uno dei suoi fantastici viaggi. Intanto, dopo cena vengo subito spedito a letto «perché i bambini devono andare a letto presto»! Ma io fingo di dormire e poi, non appena sento che la mamma dorme, scivolo silenzioso sul pianerottolo. Zio Bussola sta dicendo al papà che ha avuto notizia di uno straordinario animale. «Si tratta di un esemplare rarissimo», dice, «forse unico al mondo, di tigre a scacchi. Vive in India e io l’India la conosco come le mie tasche. Parto domattina. Parto domattina presto, in pallone». Ho sentito abbastanza e torno a letto prima che mi scoprano. E domattina presto, anzi, prima di presto...

