Bonfirraro
Pacanka
Klára Elsíková
Libro
editore: Bonfirraro
anno edizione: 2026
pagine: 176
Pacanka desidera vivere libera, in armonia con i suoi sentimenti e la sua sessualità
Sia scritta la tua volontà
Karl Schembri
Libro
editore: Bonfirraro
anno edizione: 2026
pagine: 176
Monsignor Eugenio Peralta si sveglia legato e imbavagliato in una stanza sotto terra
Lo specchio della morte
Miguel de Unamuno
Libro
editore: Bonfirraro
anno edizione: 2026
pagine: 178
Esiste un confine sottile dove la vita smette di essere un susseguirsi di giorni e diventa un gioco di riflessi
Terre maledette
Vicente Blasco Ibáñez
Libro
editore: Bonfirraro
anno edizione: 2026
pagine: 208
Valencia, fine Ottocento
Nuvole fluttuanti
Fumiko Hayashi
Libro
editore: Bonfirraro
anno edizione: 2026
pagine: 320
Yukiko torna in un Giappone irriconoscibile
La pace sotto il cielo
Man-sik Ch'ae
Libro
editore: Bonfirraro
anno edizione: 2026
pagine: 240
La pace sotto il cielo è un romanzo che mette radicalmente in discussione l'idea stessa di ordine, smascherando l'illusione di
Madri
Teodora Dimova
Libro
editore: Bonfirraro
anno edizione: 2026
pagine: 208
Sette ragazzi raccontano le loro madri
Natale in montagna
Ignacio Manuel Altamirano
Libro: Libro in brossura
editore: Bonfirraro
anno edizione: 2025
pagine: 176
In un paesaggio innevato e solenne delle montagne messicane, la vigilia di Natale diventa il teatro di una storia commovente e vibrante di umanità, onore e redenzione. Natale in montagna è un romanzo breve del celebre scrittore messicano Ignacio M. Altamirano, è un piccolo capolavoro riscoperto, oggi per la prima volta proposto in traduzione italiana con un linguaggio elegante e accurato che restituisce tutto il fascino del testo originale. L’opera prende vita tra le vette maestose della Sierra messicana, in un contesto naturalistico mozzafiato, narrato con straordinaria sensibilità poetica. È la vigilia di Natale e la notte si prepara a scendere con tutto il suo incanto. Ma quella notte, silenziosa e incantata, si tingerà di mistero e tensione: una famiglia si trova a dover accogliere un ospite inatteso, un soldato ferito e in fuga, portatore di un passato oscuro. In un crescendo narrativo che unisce introspezione, suggestione paesaggistica e colpi di scena, Altamirano ci offre un racconto sul potere del perdono, sulla forza della compassione e sull'eterna lotta tra dovere e sentimento. Si tratta della prima traduzione italiana di un classico messicano amato in America Latina, pubblicato originariamente nel 1871. La traduzione elegante e fedele di Federica Marsili permette al lettore italiano di accedere alla musicalità e alla profondità del testo originale. Scritto nel 1871, Natale in montagna è un romanzo di sorprendente modernità morale e narrativa. Altamirano riesce a condensare in poche pagine temi universali come l’onore, la patria, la memoria e la riconciliazione, offrendo al lettore un viaggio spirituale ed emozionale che trascende i confini geografici e culturali. Non si tratta solo di un racconto natalizio, ma di una meditazione sull’uomo e sulla sua capacità di cambiare, di redimersi, di amare.
Montserrat
Dolors Monserdà i Vidal
Libro: Libro in brossura
editore: Bonfirraro
anno edizione: 2025
pagine: 272
Montserrat è una vivace ragazzina dai grandi occhi azzurri e lunghi riccioli biondi, erede di una famiglia di nobili origini ma da tempo decaduta. Coccolata dalla madre e assecondata in ogni suo capriccio, la vita di Montserrat, in un finto paesino da cartolina della costa catalana, sembra scorrere senza intoppi, immutabile di anno in anno, scandita solo dall’arrivo della bella stagione e dai benestanti villeggianti borghesi. Proprio durante una di queste estati, Montserrat conoscerà Felip, un ragazzino sveglio e curioso, dal carattere estremamente affine a quello della nostra giovane protagonista. Ma la spensierata infanzia di Montserrat terminerà troppo presto; la vita ben presto le mostrerà il volto più duro della realtà e la metterà davanti a sfide spesso più grandi di lei. Montserrat si ritroverà così a lottare per il proprio posto nel mondo e soprattutto per la propria felicità, sfidando convenzioni imposte alla sua posizione sociale ma soprattutto al suo genere, che vedono il completamento della donna nella semplice unione matrimoniale. In questo capolavoro corale di denuncia sociale, l’autrice Dolors Monserdà i Vidal, annoverata tra le prime scrittrici catalane femministe, dipinge un dettagliatissimo ritratto della società del suo tempo, spesso impietoso e non privo di tratti sarcastici, presentandoci numerosi personaggi sotto la cui patina luccicante di tranquille vite borghesi si nascondono contraddizioni, vizi e ipocrisie. Le vicissitudini della protagonista la porteranno a demolire dogmi e a liberarsi dalle catene della consuetudine, ma la libertà ottenuta non mancherà di mostrare il suo risvolto della medaglia. L’autrice alterna così magistralmente la narrativa a momenti di discussione sulla politica, sui costumi della società e gli squilibri di genere, lasciando al contempo ampio spazio ai sentimenti umani più profondi e toccando vertiginose vette di riflessione, in cui l’esistenza stessa dell’essere umano e del concetto di felicità vengono messi in discussione, valicando così i limiti dell’epoca della sua pubblicazione e dimostrando, a più di un secolo di distanza, la sua assoluta attualità e la sostanziale immutabilità dell’animo umano.
Quattro novelle
Ana de Castro Osório
Libro: Libro in brossura
editore: Bonfirraro
anno edizione: 2025
pagine: 239
Ana de Castro Osório, figura emblematica della letteratura portoghese e pioniera del femminismo, affrontò con coraggio e determinazione, nella vita come nella scrittura, la critica alla società e alla disuguaglianza di genere. Pubblicato nel 1908, questo volume raccoglie quattro sue novelle: storie che fanno della parola uno strumento di denuncia e di resistenza. In queste pagine la natura non è sfondo ornamentale, ma specchio dell’anima: campagne, giardini e case chiuse riflettono desideri repressi, destini imposti e la fatica di chi lotta per ritagliarsi uno spazio di libertà. La vigna, La fattucchiera, Diario di una bambina, La sacrificata: quattro racconti che esplorano l’autorità patriarcale, la vergogna sociale, l’abbandono e il prezzo dell’amore, mostrando donne complesse, a volte liriche, spesso ostinate. Esistenze sacrificate, convenzionalismo ed egoismo vengono affrontati con forza e resilienza da personaggi che cercano di comprendere il passato e, insieme, pongono al lettore interrogativi su temi ancora oggi urgenti e attuali. Osório racconta senza indulgenza: la sua prosa è limpida, pedagogica e insieme profondamente umana, capace di trasformare il quotidiano in confessione e il paesaggio in simbolo di rivolta. Un atto di presa di parola politica e culturale che ancora oggi parla al presente. Leggere queste novelle significa accostarsi a stanze silenziose dove si ascolta il rumore di scelte impossibili, dove la grazia convive con la durezza del mondo e dove ogni gesto domestico può diventare atto di coraggio. Qui la voce femminile si impone con chiarezza: non chiede clemenza, chiede ascolto. Questa raccolta è per chi vuole una letteratura che unisca bellezza stilistica e impegno etico, per chi sente ancora il bisogno di farsi scuotere e di guardare il mondo con occhi più attenti. Un libro che resta addosso, da aprire subito: pagina dopo pagina, le sue storie vi avvolgeranno e non vi lasceranno più.
La Sicilia a cavallo. Il Deposito stalloni di Catania e l’Industria equina nell’Italia unita (1865-1887)
Andrea Dugo
Libro: Libro in brossura
editore: Bonfirraro
anno edizione: 2025
pagine: 208
Nel 1862 il prefetto della provincia di Catania, Giacinto Tholosano, sollecitava il sindaco della città Giacomo Gravina a non lasciarsi sfuggire l'occasione di accogliere uno dei nuovi Depositi stalloni nazionali, istituzione che il governo del nuovo Regno d'Italia aveva mutuato dal modello francese e sabaudo e successivamente esteso a tutto il territorio nazionale dopo l'unificazione politica del paese. Il 6 maggio 1865 nasceva così il Regio Deposito stalloni di Catania, erede strutturale di ciò che – nella seconda metà del Novecento – diverrà ufficialmente “Istituto di Incremento Ippico per la Sicilia”, ente regionale che si occupa, ancora oggi, di salvaguardare le principali razze equine e asinine siciliane. Quando agli albori dell'Unità la provincia etnea decise di investire nella fondazione del Deposito stalloni, il progetto prese subito la forma di un'impresa corale coinvolgendo anche militari ed esperti inviati appositamente dal governo centrale per seguire ogni fase di realizzazione. Tra loro, il maggiore Luigi Forte si distinse ben presto come una delle figure cardine di questa prima stagione dell'Istituto. Ex ufficiale borbonico poi integrato nel nuovo esercito nazionale, Luigi Forte fu il primo direttore del Deposito stalloni etneo, incarico che mantenne dal 1865 fino agli anni Ottanta dell'Ottocento: in quel lungo periodo ne difese con determinazione gli interessi, affrontando vicende politico-sanitarie che rischiavano di comprometterne anzitempo la sopravvivenza. Nei vent'anni successivi all'Unità italiana, il Deposito stalloni di Catania si muove lungo una traiettoria tutt'altro che lineare intrecciando vicende locali e dinamiche nazionali. A segnarne il percorso i contrasti con il Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, il ruolo determinante di militari e notabili, le pressioni esercitate da impresari, allevatori e associazioni agrarie. Sullo sfondo, alcuni grandi nodi dell'Ottocento postunitario: la modernizzazione economica, le nuove urgenze ambientali e sanitarie, i processi di costruzione dello Stato e dell'identità nazionale. Un breve viaggio attraverso lo “Stadduni”, come ancora oggi viene definito l'Istituto dai catanesi, che mostra come anche la storia di un'istituzione solo in apparenza locale possa illuminare la trama più ampia della costruzione dell'Italia e della Sicilia contemporanea. Prefazione di Pinella Di Gregorio.
Il turno
Anna Beata Háblová
Libro: Libro in brossura
editore: Bonfirraro
anno edizione: 2025
pagine: 208
Petra ha studiato arte, ha creduto nella forza del gesto creativo, nell’autenticità della pittura, nel potere delle immagini. Ma il mondo reale non è fatto di sogni: oggi lavora in un supermercato, tra scontrini e offerte speciali, indossando una divisa che non le appartiene. Il contrasto tra il suo presente grigio e la vita che aveva immaginato è il cuore pulsante de Il turno, romanzo acuto e struggente che esplora le ferite dell’anima, la precarietà dei desideri e l’identità fragile di chi non riesce ad adattarsi. Il furto di un suo quadro – un’opera intima, carica di memoria – dà il via a una ricerca che è anche un viaggio interiore: Petra si muove tra ex amori, amicizie instabili e i fantasmi di un’infanzia segnata dal senso di colpa. Al centro, il rapporto complesso con l’ex fidanzato Adam, artista affermato che ha sfruttato le sue idee per il proprio successo, e con Míša, un’amica fragile e imprevedibile, il cui gesto estremo è insieme distruttivo e affettuoso. Con una scrittura vivida, poetica e penetrante, Anna Beata Háblová racconta la frattura tra il mondo dell’arte e quello del lavoro, tra il bisogno di esprimersi e quello di sopravvivere. Il turno è un romanzo sulla delusione, sull’arte che non salva e sulle piccole rinascite possibili. La protagonista scoprirà che la libertà può assumere forme inattese: prendersi cura degli altri, anche solo di un uccello ferito, può diventare un nuovo modo per riconciliarsi con se stessi. Un romanzo potente che commuove, interroga e resta addosso. Per chi ha sentito almeno una volta che la vita reale non somiglia ai propri sogni, ma che nonostante tutto continua a cercarli.

