De Luca Editori d'Arte
Storia dell'arte. Volume Vol. 2
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2020
pagine: 160
Elena Escuredo, Perino del Vaga, un encargo inédito: «unam capellam sub invocatione Conceptionis» Massimo Moretti, Antonio Maria Graziani e le fatiche della carriera. L’altare di famiglia a Sansepolcro e la commissione dell’«Assunta» a Palma il Giovane Antonio Vannugli, Una nuova Vergine Annunziata di Scipione Pulzone Francesco Spina, Il ritratto del cardinal Giacomo Savelli: Scipione Pulzone e i della Genga Stefano Pierguidi, Francesco Albani teorico e Vincenzo Giustiniani committente: i quadri sopraporta a «figure intiegre» Alessandro Brogi, Giovanni Domenico Porta: un ritratto di papa Clemente XIV Raquel Gallego, «Monsieur Baudoin chez Messieurs Tartairon & fils»: dos contactos de Goya en Marsella Giulio Zavatta, Antonio Morassi, Federico Zeri e un falsario di disegni guardeschi: Giuseppe Latini alias “il prete romano” alias il Maestro del Ricciolo Fabio Benzi, L’influenza di Nietzsche e dell’idea di mito immanente in Giorgio de Chirico: Mavìlis, Palamàs e il contesto letterario ateniese all’inizio del XX secolo Recensioni Anna Cavallaro, Gerardo de Simone, Il Beato Angelico a Roma 1445-1455. Rinascita delle arti e Umanesimo cristiano nell’Urbe di Niccolò V e Leon Battista Alberti, Leo S. Olschki Editore, Firenze 2017 Loredana Lorizzo, Alison Stoesser, Van Dyck’s Hosts in Genoa: Lucas and Cornelis de Wael’s Lives, Business Activities and Works, Brepols, Turnhout 2018 Guendalina Serafinelli, Stefania Macioce, Arte in Moda. Giochi d’Ispirazione, collaborazione scientifica di Elena Foschi, Logart Press, Roma 2018 Massimo Moretti, Federica Veratelli, À la mode italienne. Commerce du luxe et diplomatie dans les Pays-Bas méridionaux, 1477-1530, Villeneuve d’Ascq, Presses universitaires du Septentrion / Archives départementales du Nord, 2013.
Publio Morbiducci. Nudi maschili. Catalogo della mostra (Roma, 13 dicembre 2019-12 marzo 2020). Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2020
pagine: 88
Per tutti gli anni Trenta Morbiducci disegnò corpi in pose atletiche, cercando quella sintesi, tra reale e ideale, che era stato l'antico e lontano segreto della bellezza greca: atleti vittoriosi, con un nome e una patria, erano stati trasfigurati dall'arte in corpi perfetti, tipi ideali e sintesi di impersonale bellezza giovanile, per la Grecia e per l'occidente che si sentì suo erede per i secoli a venire. A matita, a carboncino, a sanguigna, Morbiducci lavora per trasformare l'individualità dei suoi modelli in tipi ideali, alla ricerca di una venustà italica che risulta sempre temperata dall'ideale classico e lontana dal disumanesimo culturista che trionferà alle Olimpiadi di Berlino del '36.
Centrale Montemartini. Una nuova luce per Roma
Antonio David Fiore
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2019
pagine: 96
Questo libro è il risultato degli studi e delle esperienze compiute negli anni presso il Museo Centrale Montemartini, e vuole essere uno strumento, per pubblico e addetti, a servizio del ‘cantiere’ Montemartini, laboratorio di sperimentazione museologica per l’Archeologia Industriale romana. Il testo si propone due obiettivi: da una parte, raccontare la storia della centrale termoelettrica, le sue trasformazioni e fasi di sviluppo, intrecciandole con i fatti storici e i protagonisti che le hanno determinate; dall’altra, non trascurare il discorso tecnico, la funzione produttiva, che è la ragione d’essere stessa della fabbrica e dei macchinari che essa ospitava. È infatti proprio in questi due ambiti, quello storico e quello tecnico-funzionale, che risiede il complesso valore culturale di questo spazio così suggestivo, e unico.
Raffaello nella villa Farnesina. Vicende conservative e fortuna
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2019
pagine: 160
Villa Farnesina contiene le composizioni profane più note di Raffaello: il "Trionfo di Galatea" e le "Storie di Amore e Psiche". Già dal Cinquecento, proprio in virtù della presenza di questi dipinti, la villa fu oggetto di un'assidua frequentazione da parte di appassionati d'arte e artisti, che li studiarono, citandoli o reinterpretandoli. Grazie alle testimonianze grafiche e pittoriche, alle descrizioni che ne fecero i viaggiatori, alla celebre relazione di Bellori sul restauro a opera di Carlo Maratta e alle polemiche che in seguito esso suscitò, è possibile monitorare lo stato conservativo di queste pitture nel tempo. A partire dalla metà dell'Ottocento, a seguito dell'avvento della fotografia, la documentazione iconografica di questi dipinti si intensifica e la mole di materiale rintracciata ha mostrato che, già nella fase pionieristica della fotografia a Roma, essi furono oggetto di ripetute riprese. In questo periodo fotografia e incisione entrano in competizione tra loro riguardo alla documentazione dei dipinti, soprattutto quelli murali, anche se, per molto tempo, l'incisione viene ancora preferita, in quanto più fedele nella restituzione dei rapporti tonali tra le varie campiture. In questi decenni, tuttavia, l'uso del mezzo fotografico si intreccia spesso indissolubilmente con l'incisione, costituendone di fatto un efficace complemento per la piena comprensione dell'opera tradotta. Nel caso della documentazione relativa alla Loggia di Amore e Psiche, il materiale dei fondi della Regia Calcografia, conservato presso l'Istituto centrale per la grafica, ha consentito inoltre di mettere a fuoco l'impiego di alcune delle prime serie fotografiche dedicate agli affreschi proprio come ausilio alla realizzazione di una serie incisoria di questi dipinti.
Luigi Pirandello nella casa museo di Roma
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2019
pagine: 79
Un luminoso salone, una sobria camera da letto, un terrazzo e un balcone. Questo l'ultimo appartamento di Luigi Pirandello, la casa in via Antonio Bosio, sulla via Nomentana, in cui visse gli ultimi tre anni della sua vita, dal 1933 al 1936. La Casa Museo Luigi Pirandello conserva intatti gli arredi originali, le opere d'arte, i volumi ed i manoscritti appartenuti al grande Inquilino. Qui nel 1934 Luigi Pirandello riceve la notizia del conferimento del Premio Nobel la cui bellissima targa è tuttora conservata in Archivio, visibile al pubblico. Il lettore viene accompagnato in un affascinante viaggio nell'arte e nella letteratura del Novecento sulle tracce di uno dei più grandi artisti mondiali. Nell'itinerario il piano umano e intellettuale si intersecano, il percorso si snoda tra effetti personali, abiti, attrezzi per la scrittura ed opere d'arte, tracce della vita privata e familiare, segni degli amici più intimi, artisti di primo piano della scena culturale internazionale. Presentazione di Annamaria Andreoli.
Dall'Universitas Sutorum all'Accademia Nazionale Sartori. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro rilegato
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2019
pagine: 319
L’Accademia dei Sartori ha radici profonde e remote, risale infatti al 1575, allora chiamata Università dei Sartori, voluta per volontà di papa Gregorio XIII, è la più antica associazione italiana nel settore tessile. Sono tuttora visibili le tracce della sede storica situata in piazza del Campidoglio in Roma. Sulla sinistra salendo la scalinata che porta alla Sala della Protomoteca si può ammirare in bellavista il portale d’ingresso che reca la scritta Universitas Sutorum. Rinominata da oltre settanta anni quale Accademia Nazionale dei Sartori, l’Associazione ha come scopo principale la promozione e la tutela del patrimonio storico della categoria sotto tutti gli aspetti, sia quelli legati alla tradizione e alla cultura dell’abito su misura, sia quelli relativi alla formazione e alla valorizzazione del prodotto. Proprio grazie alle radici che affondano nel passato, al continuo riprendere e ripetere precisi gesti manuali si mantiene viva una tra le più nobili professioni: l’Arte sartoriale. La tradizione degli antichi maestri, pertanto, continua e si perpetua attraverso l’impegno pratico della formazione professionale tramite la scuola del Fare.
Leoncillo. Terra aria impeto acqua fuoco. Catalogo della mostra (Todi, 14-29 settembre 2019)
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2019
pagine: 66
Molto stretti furono i rapporti tra la città di Todi e l'importante famiglia del baronaggio romano. Pietro Caetani fu infatti vescovo di Todi dal 1252 al 1276 e suo nipote Benedetto, futuro papa Bonifacio VIII, fu canonico della Cattedrale di Todi nel 1260. Loffredo era il fratello di Benedetto e, dopo che quest'ultimo fu nominato cardinale nel 1281, ebbe la carica di podestà di Todi. Le mura cittadine furono rifatte tra il 1436 ed il 1440 mentre era Signore di Todi Francesco Sforza, vennero rinforzati molti torrioni e fu "serrata" porta Caetana, ossia fu chiusa e aperto un accesso laterale con ponte levatoio. Dopo il 1508 la Torre e l'intera zona circostante divenne proprietà della Congregazione di Santa Maria della Consolazione, l'istituzione preposta alla costruzione e alla cura del tempio bramantesco di Santa Maria della Consolazione e alla gestione dei numerosi pellegrini che qui arrivavano da tutta Europa. Abbiamo così la costruzione di un ospedale per i pellegrini e gli ammalati edificato proprio davanti alla chiesa, inoltre lungo la strada dove si affaccia Torre Caetana si svolgeva la fiera di Pentecoste e furono aperte 18 botteghe sul lato destro e ben 31 sul lato sinistro. In una relazione, datata 21 settembre 1931, riguardo alcuni lavori di sistemazione da eseguire nella zona delle mura della città, dove insiste Torre Caetana, il sindaco di Todi, sicuramente edotto dall'archivista bibliotecario, il nobile avvocato Giulio Pensi, scriveva al comm. Paribeni, Direttore Generale della Sovrintendenza ai Monumenti e Scavi: "Lungo la strada provinciale che costeggia l'antica cinta di mura medievali tuderti poco prima di arrivare al tempio suddetto, esiste ancora una torre che serviva di porta di ingresso alla città. È quasi intatta con la sua merlatura e caditore, la porta ad arco acuto da chiudersi alzando il ponte levatoio, due lunghe feritoie per il passaggio delle catene che la muovevano, lo stemma del comune sopra il detto ingresso. Essa è chiamata porta Caetana perché secondo i documenti del nostro Archivio fu fatta costruire nel 1282 da Loffredo Caetani podestà di questo Comune e fratello di quel Bonifacio VIII che visse i primi anni della sua giovinezza a Todi presso lo zio Pietro, che ne era vescovo, e vi frequentò lo Studio Generale che allora questa Città possedeva e vi accese per il suo amore ai ghibellini le sue prime inimicizie con fra Jacopone. Nell'interno della torre si vedono murati due grandi stemmi di pietra dei "Caetani". Ancora oggi al suo interno è possibile ammirare uno dei due stemmi della famiglia Caetani.
Domenico Orsini e le arti a Roma alle soglie della rivoluzione
Alessandro Agresti
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2019
pagine: 286
Il principe e cardinale Domenico Orsini, colto bibliofilo, numismatico, appassionato di musica e poesia, riuscì a far convivere le sue diverse passioni nello splendore delle committenze che qui vengono ripercorse nella loro interezza. La documentazione rinvenuta nell'Archivio Orsini dell'Archivio Storico Capitolino di Roma ha permesso di far luce su episodi di mecenatismo finora sconosciuti e di ricostruire la complessa trama dei rapporti del porporato con le arti. Partendo dalla prima opera acquistata a soli ventuno anni, la grande scultura raffigurante "Diana cacciatrice" di Bernardino Cametti, si può affermare che quasi non ci fu pittore, scultore, argentiere o architetto della Roma del Settecento che non abbia avuto contatti con l'Orsini. Tra i dipinti più significativi si annoverano il "Ritratto di Giacinta Orsini Boncompagni Ludovisi, duchessa d'Arce" e "Benedetto XIV presenta l'Enciclica 'Ex Omnibus' al conte di Choiseul" di Pompeo Batoni o "L'apertura della Porta Santa" di Giovanni Paolo Panini, senza dimenticare le tele richieste a Marco Benefial, Andrea Locatelli, Jan Frans van Bloemen, Placido Costanzi, Domenico Corvi e Giuseppe Cades. Nel campo degli argenti lo straordinario "Servizio liturgico di Muro Lucano" di Luigi Valadier testimonia come il gusto di Domenico Orsini fosse forgiato sull'eccellenza, affidandosi agli artefici più insigni a lui contemporanei fino a quel fatidico 1789, quando la Rivoluzione Francese chiudeva un'epoca aprendone una nuova.
Emanuele Cavalli, un protagonista della Scuola romana
Manuel Carrera
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2019
pagine: 110
Il volume traccia il profilo del pittore Emanuele Cavalli (Lucera 1904 – Firenze 1981), protagonista della cosiddetta “Scuola romana”, ponendo l’accento sul suo vissuto e sulle connessioni con le maggiori personalità dell’arte del suo tempo. A partire dai primi anni Trenta del Novecento l’artista fu tra i più convinti promotori di quella rinnovata concezione della pittura basata sugli accordi cromatici che culminò nella stesura del “Manifesto del Primordialismo Plastico”, firmato nel 1933 insieme a Giuseppe Capogrossi e Roberto Melli. «Come per la composizione, così per il colore, bisognerebbe giungere ad una assolutezza di colorito», scriveva Cavalli nel 1938: «in una perfetta composizione nessuna linea, nessuno spazio potrà avere mutamenti o spostamenti; un colore rosso, per esempio, non potrà essere sostituito da nessun altro tono neppure di qualità, come un altro tipo di rosso. L’impostazione tonale, la composizione di colore è tale che a due toni ne succede un terzo che danno la tonalità. A somiglianza dei suoni».
Dentro il museo. Arte nel salernitano tra Medioevo ed età contemporanea
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2019
pagine: 287
Il volume accoglie i risultati di ricerche promosse nel 2018 dal dipartimento di Scienze del patrimonio culturale dell'Università degli Studi di Salerno nell'ambito del progetto "Studi e ricerche tra '400 e '900. Novità dai musei storico-artistici del Salernitano", che ha beneficiato del finanziamento dell'unità operativa dirigenziale "Promozione e valorizzazione dei Musei e delle Biblioteche" della Regione Campania (Graduatoria D.D. n. 10/2019). Il volume, curato da Antonello Ricco e Donato Salvatore, propone i contributi di docenti e giovani ricercatori su una precisa tipologia di musei e sulle opere d'arte in essi custodite, ma si offre anche come occasione di incontro e di confronto con importanti istituzioni, pubbliche e private, che sviluppano iniziative di conoscenza, tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico della provincia.
Michelangelo a colori. Marcello Venusti, Lelio Orsi, Marco Pino, Jacopino del Conte. Catalogo della mostra (Roma, 11 ottobre 2019-6 gennaio 2020)
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2019
pagine: 119
Fin da giovane, tra Firenze e Roma, Michelangelo realizzò numerosi disegni, piccoli schizzi e "cartonetti" che, a detta di Giorgio Vasari, altri pittori avrebbero "colorito". Alcuni di questi fogli, tracciati per farne dono ad amici e collezionisti, furono realizzati dall'artista "per amore e non per obrigo", e presentano un maggior grado di finitezza. Il grande successo di queste immagini scatenò tra i collezionisti la smania di procurarsi riproduzioni disegnate e dipinte degli originali dell'artista toscano, il cui valore risiedeva più nella fedeltà al prototipo che nell'autografia. Il fecondo dialogo tra Michelangelo e i suoi seguaci è messo in luce in questo catalogo attraverso un piccolo e prezioso nucleo di opere di Marcello Venusti, Lelio Orsi, Marco Pino e Jacopino del Conte, derivate da celebri invenzioni del maestro toscano.
Il memoriale di Aldo Moro (1978)
Aldo Moro
Libro: Libro rilegato
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2019
pagine: 596
Il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro (16 marzo-9 maggio 1978) ruotano attorno a una sola azione dell’ostaggio: il suo scrivere. Quell’agire incise però su tutto ciò che accadde. Non si trattò solo delle circa cento lettere, poche delle quali giunsero ai loro destinatari, ma anche dei 237 fogli del cosiddetto "Memoriale", ovvero i testi elaborati nell’ambito dell’interrogatorio condotto dal sedicente tribunale del popolo, ove Moro scrisse dei tre decenni precedenti giungendo fino alla sua stessa prigionia. L’originale è scomparso, ma è noto attraverso le fotocopie che dell’autografo fecero le Brigate rosse. Quel testo, mutilato e occultato per ben dodici anni dopo l’assassinio, lo si è potuto leggere sempre con enormi difficoltà e mai direttamente su quegli anomali “originali”. Divenuto pienamente un bene tutelato dal Ministero per i beni e le attività culturali e dalla sua amministrazione degli archivi, il "Memoriale" può oggi essere studiato come una fonte della nostra storia. Qui per la prima volta è edito nella sua integrità: nelle sue cancellature, nelle sue revisioni, nei ripensamenti di un autore prigioniero e inquisito tra la vita e la morte. La ricostruzione del testo e della sua organizzazione, così come dei tempi della composizione degli scritti, permette di seguire Moro e le sue reazioni durante il sequestro, nei giorni in cui il Paese attraversò la crisi più grave del dopoguerra: il Memoriale acquista così il suo pieno significato. È accompagnato qui dai contributi di un gruppo di studiosi coordinato da Michele Di Sivo. L’edizione restituisce quindi le condizioni e il senso d’un testo drammatico e lucido per comprendere un evento decisivo della storia dell’Italia repubblicana.

