De Luca Editori d'Arte
Guido Strazza. Il segno e il senso
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2023
pagine: 120
Guido Strazza (Santa Fiora, 21 dicembre 1922) ha attraversato un intero secolo, l’Accademia di Belle Arti di Roma, per la quale è stato docente e direttore dal 1985 al 1988, gli ha reso omaggio nella Sala Colleoni, dal 28 novembre 2022 al 16 gennaio 2023, con una mostra antologica di opere compiute dal 1945 al 2018 tra dipinti, disegni inediti, incisioni ed edizioni d’arte. Per questa occasione si è voluto realizzare una pubblicazione che raccogliesse testimonianze ed analisi approfondite da parte di studiosi e artisti che lo hanno conosciuto e che hanno avuto modo di interloquire con lui nel corso degli anni. È qui raccolta un’ampia cernita di opere che documenta una continua ricerca che ha assunto come centro focale il segno nelle sue più estese accezioni e movenze, giungendo a teorizzazioni e realizzazioni di cicli di opere in stretta afferenza reciproca. Ne emerge la figura di un artista consapevole e di approccio filosofico al dato creativo, affrancato da semplicistiche classificazioni, metodico nel suo introdursi nelle problematiche estetiche e nelle plausibili e illimitate variazioni che ogni tema porta con sé. Partendo dalla Biennale di Venezia del 1942, invitato a partecipare con opere di Aeropittura da Filippo Tommaso Marinetti, il suo tracciato diviene via via centrale nel secondo Novecento nell’ambito dapprima dell’Informale, in seguito di un’astrazione al contempo sia “organica” che “geometrica” quest’ultima caratterizzata pur sempre dalla gestualità e da un’analisi sistemica del segnare.
Il nuovo nell'arte medievale. Temi, percorsi, rappresentazioni
Alessio Monciatti
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2023
pagine: 224
I saggi che il volume raccoglie sono dedicati ad aspetti o temi della produzione artistica degli ultimi secoli del Medioevo e descrivono la svolta epocale che le arti conobbero in Italia intorno all’anno 1300 da punti di vista diversi, nella loro specificità e nel loro divenire storico attraverso percorsi più o meno estesi. Con un’impostazione storico-culturale necessariamente aperta verso altri ambiti del sapere, in particolare quello letterario e quello scientifico, sono tessute alcune delle fila lunghe della trama storica attraverso un lavoro di scandaglio sottile e di paziente ricucitura, volti a raccontare un’eredità culturale che è forte della sua consapevolezza storico-artistica ma rifugge dai manierismi e dagli irrigidimenti disciplinari. Da punti di vista sovente non convenzionali ne risulta una descrizione originale di una stagione cruciale e dibattutissima della Storia dell’arte in Italia come fenomeno europeo.
Cristo e la Samaritana di Artemisia Gentileschi
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2023
pagine: 64
Nel volume si descrive tutta la straordinaria storia documentaria e collezionistica del dipinto Cristo e la Samaritana al pozzo, capolavoro di Artemisia Gentileschi, di cui si ha traccia già nelle sue lettere indirizzate al Cavalier Cassiano Dal Pozzo (1637). Recentemente acquisito dalla Fondazione Pisa per le raccolte del Museo di Palazzo Blu, il quadro viene esposto dopo un attento restauro conservativo. "L’opera ci appare oggi com’era percepita allora, pulita da vernici ossidate, restauri coprenti e debordanti: i colori accesi, splendenti, le espressioni e i gesti eloquenti, penetranti, la monumentalità delle figure e del paesaggio della campagna partenopea sono i particolari che rendono il dipinto una prova strepitosa della pittrice matura. Guardando la Samaritana, apprezziamo l’eloquente e intensa dolcezza con la quale è rappresentato l’incontro tra Gesù e la peccatrice di Samaria attorno al pozzo di Giacobbe: le due figure a grandezza più del naturale sono affrontate attorno al pozzo, un Cristo giovane e attraente è simile a quello bellissimo, leggermente più antico, ritratto nel Sinite parvolus oggi conservato presso la sacrestia dalla chiesa romana dei Santi Ambrogio e Carlo".
Longo. Dall'industria alle opere di Marco Angelini
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2023
pagine: 72
Oggetti, persone e opere d’arte raccontano un’epoca recente ma che sembra lontanissima nel tempo. Un percorso insolito per riscoprire una delle industrie protagoniste del boom economico italiano. Ascanio Balbo di Vinadio ha concepito questo volume quale seguito della mostra A ciascuno il suo giorno. Opere di Marco Angelini ispirate alla storia dell’azienda Longo allestita a Bologna al Museo del Patrimonio Industriale. Un dialogo tra materiali di cancelleria e creazioni artistiche che fanno rivivere una quotidianità d’altri tempi nell’era digitale.
8 racconti 8 di un antiquario di presepi napoletani
Gherardo Noce Benigni Olivieri
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2023
pagine: 160
L’autore, antiquario e collezionista del presepe napoletano del Settecento, attraverso otto racconti affronta varie tematiche d’attualità, soffermandosi anche sulla sua vita e su quell’antico legame con il palazzo materno di Fabriano ove trascorreva da fanciullo e poi da giovane le vacanze estive e tante festività. La cittadina marchigiana resta avvolta in un’aura di luce, cristallizzata nel tempo, com’era sessant’anni prima tranquilla e spensierata. Quel passato non esiste più. Permangono ancora le spesse mura del palazzo materno ma degli abitanti di allora non c’è più traccia. Questa dicotomia fra desiderio di rivivere quei tempi e lo stato di vuoto ed abbandono di quei luoghi di oggi lo spinge a entrare in stretto contatto, forse per un desiderio di evasione, con i suoi personaggi presepiali che sembrano essere dotati di un’anima. In alcuni suoi racconti traspare il desiderio di immedesimarsi in loro tanto da partecipare intensamente alla loro vita vivendo la magica rappresentazione partenopea non da semplice spettatore ma dal “di dentro” come se lui stesso ne facesse parte.
Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo. Il castello racconta la sua storia. Armerie inferiori
Michele Occhioni, Laura Salerno, Mariastella Margozzi
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2023
pagine: 80
Raccontare la storia di Castel Sant’Angelo attraverso le opere d’arte conservate al suo interno è stato il tema del riallestimento di questa parte del complesso Monumento, le cosiddette Armerie inferiori, corpo di fabbrica costruito nel XVI secolo per ricoverare le armi, numerose, conservate a Castello. Dopo la seconda guerra mondiale, con il progressivo allontanamento dal Castello dei militari del Genio, l’intero edificio delle Armerie è stato convertito a spazio espositivo per divise, armi e cimeli di guerra. È attualmente in corso la progettazione delle sale delle Armi storiche, che troveranno posto come tema non eludibile del Museo di Castel Sant’Angelo in ambienti più idonei alla loro esposizione, mentre le Armerie superiori e inferiori sono state ristrutturate per accogliere le prime le mostre temporanee e le seconde la Storia di Castel Sant’Angelo. Dipinti, sculture, incisioni, stampe e fotografie d’epoca raccontano la complessità delle trasformazioni e degli usi che, dal Mausoleo di Adriano del II secolo d.C. alla roccaforte difensiva e prigione ancora in uso nell’800, si sono succeduti incidendo profondamente nella struttura del Monumento, mai allontanandolo tuttavia dal suo essere un evidente simbolo romano, ora del potere pontificio ora di quello laico. Si è voluto anche dar conto della fortuna dell’immagine di Castel Sant’Angelo, diffusa prima attraverso stampe, incisioni e dipinti, poi con l’avvento della fotografia divenuta facilmente riproducibile e vendibile. La famosa “Girandola di Castello” è stata tra gli eventi più riprodotti dagli artisti, sia italiani che stranieri del Grand tour. Si può senza dubbio affermare che Castel Sant’Angelo, con il suo ponte e lo sfondo della basilica di San Pietro, è stata tra le immagini di Roma più riprodotte nei secoli; le sue collezioni ancora conservano una parte cospicua di queste immagini. Nella Guida gli storici dell’arte Michele Occhioni, Laura Salerno e la direttrice Mariastella Margozzi, presentano l’iter espositivo che il pubblico può seguire per comprendere i tanti aspetti del Monumento e anche diversi aneddoti ad esso legati. Dopo la Guida sulle Sale Farnesiane e la Quadreria, questa è la seconda, ma non ultima tappa di un racconto, quello di e su Castel Sant’Angelo, che ha ancora molto da illustrare. Contiamo di continuare a farlo.
Pericle Fazzini. Lo scultore del vento. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2023
pagine: 264
Le opere di Pericle Fazzini, “lo scultore del vento”, come ebbe a definirlo il grande poeta Giuseppe Ungaretti, ritornano finalmente in mostra a Roma dopo trent’anni in occasione del 110° anniversario della nascita. Il volume ripercorre l’intera vita creativa di Pericle Fazzini, a partire dalle prime prove degli anni Trenta e Quaranta come “Donna nella tempesta” (1932) e “Il ragazzo con i gabbiani” (1940-46) fino ai bozzetti originali della “Resurrezione” della sala Pier Luigi Nervi in Vaticano, ultimo cantiere di un artista unico dopo la Cappella Sistina di Michelangelo. Per più di cinquant’anni, gran parte della vita lavorativa di Fazzini è trascorsa nello studio di via Margutta, tra opere e strumenti di lavoro. Egli rimane tra le più alte testimonianze dell’arte sacra del ‘900. Il suo anelito alla bellezza come svelamento del Divino segna una svolta nella ricerca plastica contemporanea, traducendo il testo sacro delle Scritture in una forma dialogante tra Fede e Arte. L’artista muore nella sua casa di Roma la notte del 4 dicembre del 1987, giorno di Santa Barbara. I funerali si svolsero a Roma nella Chiesa degli artisti a Piazza del Popolo. Fu poi sepolto nella sua città natale, Grottammare. Con testi di: Federica Pirani, Salvatore Italia, Alessandro Masi, Bruno Racine, Claudio Strinati, Roberta Serra, Chiara Barbato, Lida Branchesi e Massimo Moretti.
La fotografia nelle gallerie private di Milano (1967-1975)
Irene Caravita
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2023
pagine: 192
“Viviamo in un momento eccezionale per la fotografia perché il mondo dell’arte la accoglie come mai prima d’ora e i fotografi considerano la galleria o il libro come il luogo naturale per il loro lavoro”, scriveva Charlotte Cotton già nel 2004. Nelle pagine di questo libro si prendono in considerazione alcuni primi passi del processo di diffusione della fotografia a Milano, e il suo ingresso nelle gallerie private. Ciò avviene in virtù del ruolo che riveste all’interno di diverse pratiche artistiche, sia in quanto strumento autonomo e paritario a qualunque altra tecnica esecutiva. Il volume nasce con l’obiettivo di restituire ai lettori un’ampia e variegata documentazione, in parte inedita o dispersa, sull’attività delle tre gallerie selezionate come casi studio: Il Diaframma, 291 e Diagramma, delle quali emergono specificità, pregi e difetti, in relazione al contesto preso in esame. Nel 1967 inaugura a Milano una delle prime gallerie al mondo esclusivamente dedicata all’esposizione di fotografie: Il Diaframma, progetto legato alla rivista “Popular Photography Italiana” e al suo direttore, Lanfranco Colombo. In una città in fermento com’era Milano alla fine degli anni Sessanta, quest’ultima si innesta in una fitta rete di galleria d’arte private. Tra esse emerge Diagramma, che grazie alle intuizioni e alla curiosità del suo direttore, Luciano Inga-Pin, accoglie la fotografia con prontezza e regolarità dai primi anni Settanta. Infine, Daniela Palazzoli sfida il nuovo mercato per le stampe fotografiche attraverso l’attività della galleria 291, che, per un paio d’anni verso la metà del decennio, contribuisce in modo originale al ricco panorama culturale meneghino. Il volume si conclude con una dettagliata cronologia dei palinsesti delle gallerie, patrimonio di dati utili a stimolare e precisare ricerche e approfondimenti futuri.
Gino Galli (1893-1944). La riscoperta di un pittore tra futurismo e ritorno all’ordine
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2023
pagine: 152
Gino Galli (1893-1944)? Chi fu questo pittore, solitario, tormentato, omosessuale, appassionato di occultismo, forse morfinomane e forse (suo malgrado?) Una spia al soldo della terribile Bice Pupeschi, la “Mata Hari” italiana, agente dell’ovra e amante del capo della polizia Arturo Bocchini?
Prospero Fontana. «Pictor bononiensis» (1509-1597)
Giulia Daniele
Libro: Libro in brossura
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2023
pagine: 264
Il volume accoglie il primo studio monografico mai dedicato al pittore bolognese Prospero Fontana (1509-1597), completo di catalogo ragionato dei dipinti, elenco dei disegni autografi e apparati documentari di corredo. Da sempre mancante e lungamente attesa, l’indagine complessiva sull’attività di questo prolifico e poliedrico artista, che fu anche scenografo e pratico dello stucco, nonché coordinatore di importanti cantieri decorativi, restituisce finalmente una precisa identità e una statura storica a una figura finora rimasta evanescente e spesso misconosciuta e che fu, invece, vera protagonista del suo tempo. Formatosi nel capoluogo felsineo e più tardi a Genova con Perino del Vaga, Fontana divenne infatti un pittore stimato e autorevole, non solo nella sua città, e fino agli ultimi anni la sua carriera non conobbe eclissi, dipanandosi tra Bologna, Roma e vari altri centri italiani, con una fugace tappa anche nella francese Fontainebleau. Pittore pontificio, amico e comprimario di Giorgio Vasari, riferimento a Bologna per le committenze più qualificate e per artisti e intellettuali dell’epoca, padre di Lavinia, famosa pittrice, e primo maestro dei Carracci. Personaggio complesso che meritava di essere riscoperto e che ora è stato possibile mettere a fuoco grazie a un riesame integrale delle fonti e a nuove ricerche d’archivio.
Gabriele Mayer. Una vita di costumi
Lucia Masina
Libro: Copertina rigida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2023
pagine: 256
Il volume illustra la vicenda professionale di Gabriele Pacchia Mayer, sarto costumista, noto al grande pubblico per aver vestito Raffaella Carrà in TV negli anni Ottanta e Novanta ed aver reso sempre più originali gli abiti di scena di Renato Zero. Titolare dal '70 al 2010 della G.P.11, una delle più importanti sartorie italiane per lo spettacolo, ha realizzato le creazioni di tutti i più famosi costumisti italiani. Sempre presente nel cast esecutivo di film diretti da registi come De Sica, Fellini, Monicelli, Wertmüller e in centinaia di produzioni teatrali di lirica e prosa in Italia e all'estero, alla sua perizia sartoriale si ascrivono anche i costumi per gli spettacoli di Garinei e Giovannini al Teatro Sistina e quelli per le trasmissioni televisive di intrattenimento più celebri degli ultimi cinquant'anni. Meno note, ma altrettanto preziose, le autografie dei costumi di molti degli spettacoli dei registi Luca Ronconi e Walter Le Moli. Oggi prosegue la sua attività come libero professionista.
Franca Bettoja Tognazzi. La moda di un'attrice
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2023
pagine: 128
Franca Bettoja, attrice, apprezzata interprete de "L'uomo di Paglia" di Pietro Germi nel 1958, moglie di Ugo Tognazzi, uno degli attori più amati dal grande pubblico, viene raccontata attraverso un cospicuo numero di abiti da sera, che segnano gli eventi mondani di Roma e i red carpet dei festival cinematografici, in un periodo di grande rinascita e affermazione del Cinema italiano dagli anni '50 agli anni '70, gli stessi che l'hanno vista più volte partecipare a film sia in Italia che all'estero, a fianco di famosissimi attori e registi dell'epoca. Il suo gusto, sempre elegante e insieme personalissimo e fuori dal coro, si esprime sia attraverso la scelta di stilisti famosissimi quali Schuberth e la Sorelle Fontana, sia attraverso la predilezione di tessuti preziosamente ricamati e modelli personalizzati fatti realizzare da famose sartorie romane, ultime eredi di un mestiere di alto e raffinato artigianato. Il guardaroba di gala di Franca Bettoja, oltre a sottolineare la sua riservata, ma nello stesso tempo istrionica personalità, testimonia il gusto di un'epoca in cui si può affermare senz'altro che "l'abito faceva il monaco", soprattutto nel mondo del Cinema.

