Jaca Book
Intelligenza artificiale e altri scritti
Carlo Sini
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2024
pagine: 192
«Non sono di certo il primo filosofo a interessarsi di IA e oggi mi pare che molte ragioni spingano a una riflessione approfondita e articolata, nella quale la filosofia, una certa filosofia, è importante che dica qualcosa. È quello che cercherò di fare, nel modo più semplice e diretto che mi sia possibile, con doverosa umiltà, ma anche con misurata fermezza e molto coraggio». "Intelligenza Artificiale e altri scritti" è un libro che affronta uno dei temi più discussi e più problematici del nostro tempo. Lo fa in maniera critica, esaminando le varie interpretazioni e dandone quindi un riscontro puntuale. Ma la caratteristica principale del volume è quella di porre il tema dell’Intelligenza Artificiale in connessione con il lungo cammino della strumentazione umana, ossia con il tema fondamentale, che già in altri libri era stato esaminato dall’autore, della natura tecnica dell’essere umano. Per Carlo Sini «l’essere umano è tecnologico per essenza, è tecnologico per struttura, è tecnologico per destino». L’Intelligenza Artificiale è l’ultima propaggine di questo lungo cammino storico e pone però, per la sua grande potenza indiscutibile, molti problemi di natura politica, morale, economica e sociale. Di tutta questa lunga storia, il libro si fa carico nei modi più semplici, suggestivi e più diretti, ma anche più affascinanti.
Il dono dell'altro. Verso il narratore psicoanalitico. Scritti 1975-2024
Giuseppe Di Chiara
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2024
pagine: 352
Il volume raccoglie una scelta di scritti, maturati nel corso di cinquant’anni di lavoro clinico e teorico, sulle tracce e verso il narratore psicoanalitico quale “dono dell’altro”, la cui origine è all’inizio della vita, con le cure parentali. «La sua funzione – scrive Di Chiara – è in prima istanza quella della cura. Ma con questo, nel rapporto con l’altro, è anche quella della fondazione del senso di identità e del senso della bellezza. Ciò avviene attraverso un percorso che dura per l’intera esistenza, percorso di origine, sviluppo e conferma, attraverso le vicende della vita e dell’analisi, quando questa incrocia la vita». Il narratore psicoanalitico “prende vita e parola” nei due protagonisti del processo psicoanalitico, il paziente e il suo analista, che devono sapere “accettare e poi favorire l’ispirazione che viene dai loro narratori”. È in questo che la psicoanalisi incontra l’estetica, l’arte, e mette a disposizione la sua specifica tecnica costruttiva ed espressiva, realizzando l’evoluzione della psicoanalisi, che è l’argomento del capitolo a chiusa del volume: «È il tentativo di riassumere quegli sviluppi che ci sono stati negli anni, ormai più di un secolo, nei nostri modelli teorici e nelle nostre pratiche tecniche. Quegli sviluppi che non hanno prodotto altre psicoanalisi, ma fatto crescere la psicoanalisi, guidata dal suo metodo, ma anche emancipata dall’idea che tutto è già stato visto e scoperto, riaprendo la mente alle nuove scoperte».
Dizionario del buddhismo
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2024
pagine: 872
«Rifiutando di lasciarsi trascinare nel vicolo cieco della speculazione, la predicazione del Buddha mira essenzialmente alla salvezza». Mircea Eliade I Dizionari a cura di Mircea Eliade rispondono al progetto di Eliade stesso di trasformare l’Enciclopedia delle Religioni in lingua inglese (da lui realizzata in sedici volumi, ordinati alfabeticamente) in dizionari tematici. In accordo con Mircea Eliade, presso Jaca Book è già uscita un’edizione dell’Enciclopedia delle Religioni organizzata tematicamente, sotto la direzione di Dario M. Cosi, Luigi Saibene e Roberto Scagno. La presente edizione dei Dizionari è composta da ventitré volumi (alcuni suddivisi in due tomi) che, di volta in volta, integrano contributi di aggiornamento.
Manet
Fred Licht
Libro: Libro rilegato
editore: Jaca Book
anno edizione: 2024
pagine: 208
Fred Licht esamina in questo volume l'opera di Edouard Manet, l'artista più complesso di tutto l'Ottocento e per l'autore «forse il più grande tra gli artisti del XIX secolo che hanno raggiunto potenza e profondità espressiva sempre maggiori attraverso il loro instancabile sforzo di cogliere l'autentico significato della vita contemporanea, mettendo infatti il presente in aperto conflitto con gli ideali del passato». Gli artisti del secolo XIX erano consapevoli delle condizioni di vita che la loro epoca imponeva. Il loro ideale consisteva nella riconciliazione di un conflitto, sentito profondamente in prima persona, tra passato e presente. Manet è un borghese ma non è un "impressionista", pur avendo aiutato e difeso il movimento di cui però non poteva condividere la fiduciosa serenità e neutralità morale, valori, questi, che ne hanno fatto lo stile ideale di una borghesia che cerca di evitare con tutti i mezzi ogni cosa che le ricordi le contraddizioni, le trappole e le tragedie dell'esistenza moderna.
Pontormo
Alessandro Conti
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2024
pagine: 184
«L'estenuato stilismo del Pontormo è fuori discussione; non così il suo carattere di pittore manierista. A più di un lettore potrà apparire sorprendente che si metta in discussione l'appartenenza alla cultura manierista di uno dei suoi rappresentanti generalmente considerati più tipici; ma la ricerca storiografica ha elaborato concetti talmente sofisticati rispetto ai quali le complicazioni del più capzioso artista della Maniera sono uno scherzo. Penso che sia opportuno tornare al buonsenso, sia concettuale sía linguistico di Giuliano Briganti, nel suo volume sulla Maniera italiana. Qualunque sia la sua vicenda, è chiaro che col Pontormo, col Rosso Fiorentino, col senese Domenico Beccafumi, ha inizio un modo diverso di porsi nel rapporto fra arte e realtà. Il Manierismo non è tanto uno stile, quanto un modo di porsi nel rapporto fra realtà e mondo dell'arte». Partendo dalla fonte più ricca dí notizie biografiche e possiamo dire più critica — circa il Pontormo, e cioè le Le vite de' più eccellenti pittori; scultori e architettori di Giorgio Vasari, l'autore ne contesta il ritratto in chiaroscuro, secondo il quale l'artista toscano, considerato agli inizi un giovane prodigio, avrebbe abbandonato via via i buoni modelli della pittura per concedersi innovazioni eccessive e bizzarre, forse troppo in anticipo sui tempi. Al contrario, secondo Alessandro Conti, fu proprio la capacità di Pontormo di saper fondere tra loro modelli artistici precedenti — su tutti quelli di Michelangelo e Leonardo — con una profonda curiosità per il nuovo, a dare alla sua produzione artistica una nobiltà ed espressività riconoscibilissima e unica.
Beato Angelico
Liana Castelfranchi Vegas
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2024
pagine: 240
La figura dell'Angelico, pur con le attente rivalutazioni critiche di studiosi contemporanei (da Argan a Pope-Hennessy), appare ancora in parte da riscoprire nel suo effettivo ruolo all'interno delle vicende pittoriche fiorentine successive alla morte di Masaccio, dagli anni Trenta sino alla metà del XV secolo. Nuova luce sulla posizione che l'Angelico ricoprì nel panorama artistico dell'epoca può derivare dall'esame dei rapporti profondi che in quegli anni intercorsero fra cultura umanistica e ambienti religiosi, contemporaneamente al manifestarsi a Firenze di un deciso orientamento estetico verso una classica eleganza formale, retta da una precisa ed elaborata precettistica che ha il suo fulcro nelle personalità di Lorenzo Ghiberti e Leon Battista Alberti. In particolare, nel percorso artistico dell'Angelico, è il periodo che va dal Tabernacolo dei Linaioli agli anni romani a presentarsi come il più esemplare dell'influenza che la cultura umanistica ebbe su di lui, come sul generale svolgersi dell'arte rinascimentale.
L'arte rinascimentale in Europa
Liana Castelfranchi Vegas
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2024
pagine: 248
Mentre buona parte dell'Europa prolunga sul piano artistico il già lungo Medioevo, si crea un asse che mette in relazione l'Italia, attraverso la Francia, alle Fiandre. È questo l'asse tra Masaccio e Van Eyck attraverso Barthélemy D'Aix in Francia e Campin in Belgio. Prospettiva, natura, figura umana, classicità, luce, compiono una rivoluzione che non avrà pari nella storia dell'arte occidentale. Città, signorie, borghesie, botteghe di artisti, mercato, banche e viaggi danno contesto e consistenza alla rivoluzione artistica, rendendola irreversibile e preparandone la diffusione in tutto l'Occidente europeo. Pur innervata ancora nella cultura dell'ultimo Medioevo e nella sua iconografia, l'arte del'400 ha un cambio di forme che si cala nella tradizione della classicità. Non scivola nella "maniera". Artisti come Masaccio, Piero e Angelico, pensatori quali Pico della Mirandola o Erasmo rinnovano senza compiere una frattura.
Il libro delle ore
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2024
pagine: 256
Pubblicato per la prima volta nel 1975, Il libro delle ore a cura di Piero Re è un breviario per laici, che trovò nelle generazioni del ‘68 una grande accoglienza grazie all’assenza di richiami moraleggianti che caratterizzavano i libri delle ore pubblicati in quel periodo. È un'opera essenziale, semplice e ricca di spunti sia per la meditazione personale che per la preghiera comune. Questo libro è divenuto un “compagno”, companion come dicono gli inglesi, anche per religiosi e sacerdoti. Il volume è illustrato con capolavori artistici pertinenti ai Salmi delle varie giornate. Sono presenti anche le partiture musicali, a cura di Stefano Pezzati. Il libro contiene una nota riguardante Luigi Giussani, che ha fortemente voluto questo libro, l'ha commentato e diffuso tra varie generazioni di lettori.
L'opera d'arte nell'epoca dell'Intelligenza Artificiale
Chiara Canali, Rebecca Pedrazzi
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2024
pagine: 208
Il titolo di questo libro parafrasa quello del famoso testo di Walter Benjamin "L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica" pubblicato quasi un secolo fa, nel 1936. Nelle pagine del suo illuminante saggio Benjamin sosteneva come l’invenzione e la diffusione di nuovi dispositivi tecnici, quali la fotografia e il cinema, stessero cambiando profondamente le modalità di fruizione artistica e in parte anche quelle di produzione. Negli ultimi anni un nuovo “dispositivo tecnico”, quello dell’Intelligenza Artificiale, ha visto un rapido sviluppo e una vastissima diffusione − con complesse implicazioni culturali, sociali, economiche e politiche − tanto da potersi riferire alla contemporaneità come all’«epoca dell’Intelligenza Artificiale». Anche il mondo dell’arte è coinvolto appieno in ogni suo ambito (musei, valutazione, catalogazione, conservazione, ecc.). Sempre più artisti si confrontano con l’Intelligenza Artificiale e ne usano le tecnologie per creare opere d’arte e progetti artistici collaborativi. Il volume "L’opera d’arte nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale" trae origine dall’omonima mostra, la prima collettiva di artisti italiani sia pionieri dell’AI Art che sperimentatori di nuova generazione. Per ogni artista viene presentata e analizzata un’opera fra le più significative della sua estetica. Emerge così un panorama molto diversificato, di grande fascino e interesse, in cui temi come la natura, la botanica, l’ambiente, ma anche l’umanità, le comunità, le città, i monumenti, le macchine, i sogni, le mitologie sono plasmati e trasformati attraverso l’impiego degli algoritmi, del-le AI Generative, delle GAN (Reti Generative Avversarie) e delle molte forme espressive dell’era digitale.
Felicità e beatitudine in età moderna (secoli XV-XVIII)
Franco Buzzi
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2024
pagine: 304
"Ma per che cosa siamo fatti? Per la terra o per il cielo? Oppure per l’una e per l’altro? Com’è possibile fare chiarezza su questa tensione di stati d’animo e di desideri contrastanti? L’autore accompagna per mano il lettore a comprendere come si sia approdati alla separazione di “felicità” (la terra) e “beatitudine” (il cielo). Il malessere che ne è derivato reclama, anche oggi, il ricongiungimento dei due ideali. Non c’è tema più affascinante della “felicità”. Esso attraversa tutti i secoli dell’umanità nelle diverse culture e in tutte le religioni del mondo. Qui l’attenzione è posta sullo sviluppo di tale tematica in un particolare periodo storico dell’Occidente cristiano, quando la ricerca della felicità si è determinata in modo puramente terreno-orizzontale, dimenticando che l’essenza della felicità vera, quella proposta dal vangelo, non riguarda semplicemente un benessere comunitario e una condizione di eguaglianza che tolga i conflitti tra gli uomini, ma consiste in quella “beatitudine” soprannaturale in cui si compiono le aspirazioni di ogni essere umano. L’autore si prefigge di ricercare le ragioni storico-culturali di tale netta divaricazione tra “felicità” e “beatitudine”: un fenomeno che qualifica l’età moderna, a partire dall’umanesimo del Quattrocento fino ai tardi sviluppi dell’illuminismo tedesco. L’affermazione dell’umano non sempre e non necessariamente ha escluso ciò che è tipico del cristianesimo, così come l’affermazione del destino soprannaturale dell’uomo non sempre ha negato l’importanza irrinunciabile della felicità terrena. La chiarificazione degli equivoci su cui si regge la contrapposizione tra “meramente umano” e “propriamente cristiano” costituisce il fascino che percorre la dialettica di questo libro.
Luigi Giussani. L'esperienza elementare
Monica Scholz Zappa
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2024
pagine: 208
Fin dagli inizi della sua opera educativa al liceo Berchet di Milano, Luigi Giussani conia un neologismo che segnerà la sua riflessione gnoseologica e antropologica: l’esperienza elementare. È un’espressione che rappresenta – come Giussani stesso afferma – la «cosa più grossa dal punto di vista intellettuale che io dico in… in tutto il mio insegnamento», cioè l’invito a paragonare tutto con un «complesso di esigenze e di evidenze con cui l’uomo è proiettato dentro il confronto con tutto ciò che esiste». L’attività conoscitiva nell’uomo è fondamentalmente caratterizzata da un’attività di paragone, un’attività troppo spesso esposta al plagio delle correnti culturali dominanti. Ecco, dunque, l’esigenza non solo di identificare una unità di misura atta a questo confronto, bensì uno spazio di intangibile libertà nella strada alla conoscenza di sé e di giudizio sulle vicende della storia. L’espressione è di certo molto singolare. Se da una parte può richiamare espressioni come coscienza, senso comune o natura, dall’altra la sua inusuale combinazione lessicale, anche in ambito teologico, non può che suscitare curiosità e stupore. Più che una definizione, essa vuole essere, infatti, una provocazione: la riscoperta di un alfabeto nuovo nel drammatico e affascinante dialogo tra l’uomo e la realtà, tra l’io e Dio, tra gli uomini oggi. Il presente volume è il tentativo di inoltrarsi nella genesi storica e semantica di questo neologismo, l’inizio di una comprensione della complessa ricchezza di una delle parole-chiave dello straordinario “metodo” di Giussani.
ChatGPT non pensa (e il cervello neppure)
Miguel Benasayag
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2024
pagine: 160
In "ChatGPT non pensa (e il cervello neppure)" Miguel Benasayag, che da decenni si occupa del rapporto tra la macchina e il vivente, dialoga con Ariel Pennisi. È un dialogo stimolato dalla recente diffusione di massa di ChatGPT-4, ma che viene da lontano, si intreccia con spazi di vita, ricerca scientifica e un impegno politico comune. Non si tratta di essere tecnofobi o tecnofili: «Mentre gli uni si ripiegano sulla nostalgia di una natura perduta, gli altri si gettano nel vortice del funzionamento totale, dove il corpo, la finitezza, i limiti immanenti dell’esperienza vitale e perfino i segni della storia non sono che un ostacolo per una volontà di efficienza che gira a vuoto». Un dialogo serrato, meditato e chiarificante che rivendica la necessità di pensiero e di pratiche contro le nuove forme pervasive di colonizzazione digitale e in favore della “singolarità del vivente”, della «capacità di noi bestie di non funzionare, di vivere da inutili e di percepire tale condizione come la perfezione stessa». Ancora una volta, Benasayag ci invita a elaborare un modello di ibridazione tra la tecnica e gli organismi viventi che non si riduca a una brutale assimilazione. «Non stiamo parlando di distruggere le macchine o di frenare qualcosa, ma della necessità di un pensiero e di pratiche che sviluppino forme di ibridazione contro la crescente colonizzazione digitale». (Miguel Benasayag)

