Le Lettere
Quaranta favole
Jean de La Fontaine
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 240
«Valeri presenta un La Fontaine "sciolto da tutti i gravi pensieri - sciolto da tutte le passioni e le paure e le tristezze". Si dirà che le passioni, le paure e le tristezze sono però presenti nelle favole, anche se spesso in rappresentazioni e forme brevi ellittiche o traslate. Il nucleo centrale di questo mondo e delle sue immagini è un nucleo amarissimo: né la prudenza né la saggezza proteggono l'animale (e l'uomo) dalla rovina che incombe, sebbene talvolta gli procurino la convinzione o l'illusione di poter vivere come se tale non fosse la sua sorte. Valeri osserva che la fantasia del poeta non alimenta i "sogni della speranza umana". Come negarlo? La Fontaine non rivela "nuovi veri", ma costringe il lettore a considerare situazioni e questioni che appartengono alla vita e alle relazioni umane. E per questo la lezione delle Fables, pure in una società tanto mutata, conserva gran parte del suo senso e della sua pertinenza. Si può affermare (come fu talvolta affermato) che il mondo delle Fables è un mondo dominato dalla crudeltà del simile contro il simile? Un mondo instabile, in cui "le Parche onnipotenti / coi dì vostri e coi miei giocano indifferenti" (XI, 8)? In cui il destino comune non distingue il giovane dal vecchio, il potente dall'umile? Lo stesso Valeri non esita a rilevare l'assenza, in La Fontaine, di una "forte eticità". Come intendere questa formula? Forse addirittura nel senso che bene e male siano nozioni estranee, se non ignote, al poeta? Non credo. Né credo che La Fontaine abbia "subordinato la moralità all'arte" e che la sua sia "una morale di artista", a meno che non si riferiscano queste frasi all'immanenza della sua morale che, nonostante le massime finali o iniziali, non può essere astratta dalle forme dell'arte. Rimane il fatto che la lezione delle Fables (e forse della tradizione favolistica in quanto tale) non è una lezione di rinuncia o di negazione della vita: se non sulla forza, l'animale (e l'uomo) può contare sulla sua modestia, forse una virtù, da cui derivano però la cautela e la diffidenza. Le avventure degli animali non cambiano gli uomini ma insegnano loro a distinguere l'utile dall'inutile, l'impossibile dal possibile». (Arnaldo Pizzorusso) Età di lettura: da 5 anni.
Da qualche parte nello spazio. Poesie 2011-2021
Fabio Pusterla
Libro: Libro in brossura
editore: Le Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 295
Il volume propone un’antologia della scrittura in versi di Fabio Pusterla, uno dei maggiori poeti contemporanei italiani, che ripercorre gli ultimi dieci anni della sua attività. La scelta abbraccia i testi più significativi delle raccolte Corpo stellare (2011), Argéman (2015) e Cenere, o terra (2018), e ha come filo conduttore il rapporto uomo/natura, oggi al centro del dibattito ecocritico. La sezione conclusiva presenta inoltre una serie di inediti, che danno conto del lavoro in corso di un poeta insieme fedele a sé stesso e originale, coerente ma aperto a nuove forme e nuovi temi. Il libro è arricchito da un prezioso autocommento autoriale, che accompagnerà il lettore insieme al saggio di Massimo Natale.
La scienza dei santi
Mino Bergamo
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 237
La scienza o la sapienza dei santi era l'espressione di cui ci si serviva, nel XVII secolo, per designare ciò che si definiva anche, indifferentemente, la scienza mistica. Tanto basta per capire che i "santi" di cui sarà questione in questo libro non sono gli eroi dell'agiografia tradizionale, ma quelli che noi oggi chiameremmo i contemplativi. Va detto inoltre che ciò che viene alla luce in questa ricerca, non sono i contorni generali di un'esperienza, ma le strutture elementari di un discorso. Non si tratterà, in altri termini, di descrivere quel che i mistici sentivano, e nemmeno, a propriamente parlare, quel che pensavano, ma il modo in cui essi pensavano, la maniera in cui articolavano il loro pensiero. Si tratterà, in una parola, di situarsi nel punto preciso in cui un pensiero si converte in linguaggio. Si segnala infine all'attenzione del lettore che il presente saggio è circoscritto alla spiritualità francese del Seicento. Questa restrizione non corrisponde tanto a naturali limitazioni di competenza, quanto piuttosto alla ferma convinzione che il misticismo, o più esattamente i misticismi, siano in primo luogo manifestazioni storicamente determinate (e differenziate) di società e di culture diverse.
Le storiche. Con testo a fronte
Eavan Boland
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 130
Durante i suoi quasi sessant'anni di carriera, l'acclamata poeta Eavan Boland è diventata nota per la sua squisita capacità di intrecciare mito, storia e vita quotidiana di una donna comune, in una poesia affascinante. Voce essenziale sia nella letteratura femminista che in quella irlandese, elogiata per la sua "precisione tagliente" e per la "straordinaria simpatia e calore umano" (J.D. McClatchy). Il suo ultimo volume, The Historians, è il culmine dei suoi temi distintivi, ed esplora i modi in cui le storie nascoste, a volte del tutto cancellate, della vita delle donne possono farci ripercorrere e rivedere il nostro senso del passato.
Giornale critico della filosofia italiana (1920-2020)
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 420
"Il «Giornale critico della filosofia italiana» ha compiuto cento anni. Raccontare la storia della rivista fondata nel 1920 da Giovanni Gentile e ancora oggi presente sulla scena filosofica non è un compito facile. Un secolo di vita che si è intrecciato con la storia reale, con i suoi eventi drammatici e le sue svolte, non può essere racchiuso in un fascicolo monografico che nutra l'ambizione, certamente eccessiva, di ricostruirne analiticamente le vicende. Tuttavia ai collaboratori delle pagine che seguono è sembrato opportuno sondare alcuni momenti di un percorso così lungo, mettendo a fuoco come il «Giornale critico della filosofia italiana» abbia affrontato - in contesti diversi e talvolta diversissimi - l'evoluzione della tradizione filosofica. Dal pensiero antico e medievale all'età del Rinascimento, dalla prima modernità sino al Novecento, tenendo uno sguardo privilegiato sulla filosofia italiana con le sue vie anche tortuose dispiegate attraverso i secoli: questi alcuni dei nodi cruciali, ricorrenti con peso differente, con ritmi non scanditi in maniera regolare, persino con assenze e chiusure che hanno pesato. D'altra parte storia della filosofia e filosofia si sono sempre intrecciate tra loro, seppure in modi diversi, secondo un equilibrio instabile e più prossimo ora all'uno ora all'altro termine di un rapporto che non è mai stato reciso del tutto. Ecco perché ripercorrere alcuni momenti della storia del «Giornale» è parsa la maniera migliore per onorarne la lunga vita, senza per questo dare spazio a celebrazioni formali o a una ricostruzione globale che pretendesse di rintracciare il senso ultimo di un'esperienza così variegata. Dai suoi primi passi agli anni più recenti, attraverso sette serie e sotto la direzione di figure diverse - da Giovanni Gentile e Ugo Spirito a Eugenio Ga-rin - che hanno lasciato la loro impronta inconfondibile sui suoi fascicoli, la rivista appartiene stabilmente alla nostra cultura filosofica. Sono mutati i programmi, i metodi di indagine, i campi della ricerca storiografica e le intersezioni con la storia non solo della filosofia; ma cento anni rappresentano un'età venerabile e il «Giornale critico della filosofia italiana» ha conosciuto la buona sorte di continuare ad arrivare ai suoi lettori. Ci auguriamo che possa farlo ancora a lungo." (dalla premessa di Massimo Ferrari)
Il nazista che salvò gli ebrei. Storie di coraggio e solidarietà in Danimarca
Andrea Vitello
Libro: Libro in brossura
editore: Le Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 200
Quando il 28 settembre 1943, il nazista tedesco Georg Ferdinand Duckwitz, membro dell'ambasciata tedesca a Copenaghen, venne informato dell'imminente deportazione, nei campi di concentramento, dei circa 7.000 ebrei danesi, questi avvertì subito i suoi amici del partito socialdemocratico che dettero l'allarme dell'incombente pericolo alla comunità ebraica. Così gli ebrei aiutati dalla popolazione danese, riuscirono prima a nascondersi dal raid nazista avvenuto la notte tra il 1° e il 2 ottobre, e poi a scappare in Svezia, paese rimasto neutrale. In questo modo il popolo danese riuscì a salvare quasi tutti gli ebrei presenti in Danimarca. Il caso danese è unico, perché rispetto ad altri salvataggi avvenuti nel corso della seconda guerra mondiale in altri paesi, in Danimarca l'intera popolazione, dal re fino alle persone appartenenti alle classi sociali più umili, contribuì al salvataggio degli ebrei. La figura del nazista tedesco Duckwitz fu importantissima, perché fu l'unico politico nazista ad opporsi alla deportazione degli ebrei. Anni dopo la fine della guerra Duckwitz e molti danesi verranno riconosciuti come “Giusti tra le Nazioni” dallo Yad Vashem. Nel libro l'autore racconta questa storia grazie all'analisi scientifica di fonti, documenti e testimonianze.
Ala spazzina
Renato Ranaldi
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 441
"Ala spazzina" è il romanzo di una Teoria. Il protagonista è un artista affiancato da un'infelicità ubiquitaria giustificata da una logica che lo giudica con severità. Ha preteso troppo dall'Arte che gli ha nutrito l'Io fino a farlo deflagrare, allora è stata accusata incapace di non sapere riscattare l'inquietudine che ha provocato. Quella persona ha la certezza di patire il costante tormento proprio del genio - è convinto di essere tale - e, in questa coscienza esaltante di sé, concepisce la Teoria draconiana che lo autorizza a cassare i modi dell'Arte, ma è quella stessa Teoria a schiavizzarlo. La presenza sottomessa di un angelo custode sui generis che gli ha garantito protezione non serve a evitare concatenati quanto disastrosi eventi. La cronaca è battuta da incessanti raffiche di possesso e dall'assoluta dedizione al Principio inesorabile che ha brutalmente condizionato quel genio il quale, imperterrito, continua a condannare gli artisti sottomessi alla Bellezza. Lo sventurato protagonista, privato della rassicurante irrilevanza del mondo, potrà toccare con mano cosa sia una rovina, occorre quel dolore per rovistare dentro il cuore della gente che potrebbe addirittura sembrare amabile e, perché no, comprare dei quadri. Quel desiderio fa i conti con l'Improbabilità che vira all'autodistruzione, nega ogni afflato relativo all'Arte che viene consegnata al Nulla. Vale soltanto la scommessa di riappropriazione della roba nella cassettiera, i disegni che testimoniano quella dannazione voluta dalla spietata Teoria di cui il genio senza nome - nel libro non viene rivelato - è vittima. Solo il possesso di quelle carte lo appagherà. Chi l'ha conosciuto ha rifiutato quell'ossessione che l'ha reso unico, ma intollerabile: solo il suo angelo-femmina, dalle ali spropositate che spazzano in terra, e che brilla per fascino e irresistibile attrazione carnale, ha saputo leggere la mappa labirintica della sua mente. Gli è rimasta alle calcagna nella speranza di recuperarlo anche dopo aver subìto la massima umiliazione per un angelo: le erano state mozzate le ali. Alla fine, intuirà che nella cancellazione è la salvezza: come se fosse del tutto avvezza alla malvagità deliberata di un piromane, dà alle fiamme tutti i segni che avevano dato fama al suo protetto: occorre la cenere di un rogo per consegnare alla salvifica dimenticanza il profilo dell'artista tanto amato. La metastoria è chiusa a chiave, condannata a se stessa, a dispetto del criterio che ci piomba addosso e che pretende il buonsenso di una chiusa: è stato mostrato un nodo che non deve essere sciolto.
Studi danteschi. Volume Vol. 85
Libro: Libro in brossura
editore: Le Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 543
Diretti al loro inizio da Michele Barbi, poi da Mario Casella, Gianfranco Contini e Francesco Mazzoni, sono di fatto divenuti, cessato nel 1923 il «Bullettino della Società Dantesca Italiana», organo ufficiale della Società Dantesca Italiana che ne cura l’aspetto scientifico. Altre riviste dantesche, tutte utili e importanti, si sono aggiunte in Italia e all’estero a incrementare con diverse aperture di campo la fortuna di Dante ai tempi nostri, ma gli «Studi Danteschi» sono rimasti fedeli a quanto ebbe a scrivere nel 1920 Michele Barbi, enunciando “i nostri propositi”: apertura a qualsivoglia scuola, purché conduca all’accertamento di fatti e contribuisca con le proprie indagini a provare una verità; approfondimento dello studio della cultura medievale e, di riflesso, del pensiero dantesco e della cultura che fu di Dante, muovendo dalle varie opere per giungere, storicizzando, alla globalità della Divina Commedia. Una rubrica espressamente dedicata alle Notizie della Società segnala anche eventi di carattere dantesco promossi da altri istituti, utile documentazione a illustrare termini e modi dell’odierno dantismo.
Nuova storia contemporanea. Volume 2
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 252
Quadrimestrale di studi storici e politici sull'età contemporanea.
«Spiritus intus alit...». La ricezione di un luogo filosofico virgiliano nel pensiero moderno
Brunello Lotti
Libro: Libro in brossura
editore: Le Lettere
anno edizione: 2021
pagine: 351
I versi costituiscono l'incipit del sesto libro dell'Eneide che aprono il discorso di Anchise ad Enea sulla natura e sul destino delle anime. Essi costituiscono un preambolo cosmologico, ispirato alla fisica stoica, dell'escatologia pitagorico-platonica sul ciclo di vita, morte e reincarnazione delle anime individuali. La loro fortuna nella storia del pensiero occidentale è vastissima e questa monografia ne tenta una ricostruzione, sia documentando in numerosissimi autori la diffusione del passo virgiliano dalla tarda antichità all'Illuminismo sia esaminando i temi filosofici che sono intrecciati alla ricezione del passo, in particolare il dinamismo e l'ordine della natura e l'animazione cosmica.
Soft power and the art of cultural diplomacy
Gaetano Castellini Curiel
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2021
pagine: 154
Definita come "lo scambio di idee, informazioni, arte e altre manifestazioni culturali tra nazioni e popoli, ai fini di accrescerne la comprensione reciproca", la diplomazia culturale è da sempre presente e operante in ogni contesto di relazioni internazionali: dall'invio di esploratori e viaggiatori nelle vesti di "ambasciatori informali" all'avvio di rotte commerciali transnazionali, dai programmi di scambio culturale ai viaggi delle delegazioni internazionali, dall'organizzazione di eventi culturali all'estero alla partecipazione a gare sportive internazionali. Inoltre, l'essenza stessa della diplomazia culturale è connessa a un concetto ancora più ampio, quello disoft power, che, in opposizione all'hard power, derivante dalla forza militare, demografica ed economica di una nazione, è definito come "l'abilità di far sì che gli altri modifichino il proprio comportamento nella direzione da noi voluta, come risultato della nostra capacità di attrazione". Il soft power, ricorrendo a strumenti diversi, quali la cultura, i valori morali e le idee, rappresenta il potere dell'attrazione e dell'influenza, riassumendo una stima qualitativa del grado in cui i valori o la cultura percepiti da una nazione ispirano affinità o attenzione sugli altri. Partendo da questi due concetti fondamentali, il tentativo di questo libro, che si presenta come un breve saggio tematico, è quello di tracciare il percorso evolutivo della diplomazia culturale in relazione all'esercizio del soft power, prima ripercorrendone le principali fasi di sviluppo cronologico, e poi esaminando come diversi stati e regioni del mondo abbiano, ciascuno a suo modo, impiegato la diplomazia culturale ed esercitato il soft power per raggiungere specifici obiettivi politici a livello internazionale. In relazione alla recentissima emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus a livello globale, l'elaborato si conclude con una riflessione sul modo in cui il diverso "carattere culturale" di ciascun paese abbia portato a una serie di soluzioni e scelte strategiche tra loro molto diverse, sia a livello di gestione dell'emergenza che di comunicazione politica e mediatica. La capacità di destreggiarsi con l'arte della diplomazia culturale non è mai stata così importante come adesso, in un momento storico caratterizzato dall'esistenza di un sistema globale basato su regole in perenne evoluzione e non circoscritte, dove gli scambi e il dialogo internazionale trascendono letteralmente i confini geografici e si sviluppando attraverso canali sempre nuovi e alternativi. Infine, tra le nuove sfide emergenti, quella più interessante sembra essere l'ingresso di nuovi attori "diplomatici" sulla scena internazionale, ovvero di soggetti non pubblici che attraverso progetti o iniziative speciali si affermano come interlocutori principali in un contesto di relazioni internazionali.
La filosofia e l'impegno civile di Maurizio Mori. Quarant'anni di bioetica in Italia
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2021
pagine: 486
Il volume è un omaggio che colleghi e amici di Maurizio Mori hanno voluto dedicare allo studioso e all'organizzatore culturale che si è prodigato per la discussione sulle questioni della bioetica negli ultimi quarant'anni. Essi non raccontano solo quarant'anni di bioetica in Italia ma anche alcune questioni decisive sulle quali si è giocata la storia culturale e politica della nazione. La bioetica, sorta come una nuova disciplina a cavallo tra la filosofia, il diritto, la medicina e le scienze biologiche, si è imposta come un motore di cambiamento culturale profondo della società italiana. Nel libro sono raccolti gli interventi di filosofi, medici, scienziati, giuristi, politici e di testimoni che hanno incontrato Maurizio Mori nella sua instancabile attività e che hanno contribuito a disegnare il panorama della discussione bioetica in Italia. Nella prima parte gli autori e le autrici dei saggi entrano direttamente nel merito delle posizioni difese da Mori, nella seconda si confrontano con alcuni dei suoi temi, dalle questioni giuridiche a quelle filosofiche e bioetiche a testimonianza della capacità che Mori ha avuto di tessere un filo teorico continuo e cumulativo e insieme di rispondere alle sollecitazioni della società italiana, attorno ai grandi temi e ai casi civili che hanno fatto la storia della bioetica nel nostro paese, intrecciando la dimensione filosofica e bioetica con quella giuridica e culturale più ampia.

