Le Mani-Microart'S
Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati
Ruggero Adamovit, Claudio Bartolini
Libro: Copertina morbida
editore: Le Mani-Microart'S
anno edizione: 2014
pagine: 248
Cosa lega la tranquilla e solare Emilia-Romagna alle storie cupe e inquietanti messe in scena da Pupi Avati al ritmo cadenzato di ogni decennio? È lo stesso cineasta a scandire, passo a passo con i contenuti presentati dagli autori, le tappe di un percorso misterioso che si addentra nei meandri del gotico, suo territorio cinematografico di elezione. Un viaggio che prende le mosse dalla fertile mentalità dei contadi emiliani e romagnoli, inesauribili fucine di paure e secolari tramiti di ataviche credenze e superstizioni. Dalle immobili e placide campagne assolate alle acquose propaggini del delta del Po, dagli umidi e ombrosi boschi dell'Appennino fino ai chiassosi lidi della riviera romagnola, il libro segue le linee tracciate dai territori di una regione da sempre sinonimo di serenità, apertura e divertimento, alla ricerca di quella crepa in cui la macchina da presa si inserisce per riportare a galla un terrore antico. Con "La casa dalle finestre che ridono", indiscusso cult movie, Avati inaugura il filone del gotico padano, trasfigurando ì propri luoghi d'infanzia fino a renderli vere e proprie fabbriche del terrore, contenitori di ossessioni e di spaventosi segreti. Per continuare con le suggestioni che popolano opere di genere come leder, "L'arcano incantatore" e "Il nascondiglio", provenienti dal passato prossimo e remoto vissuto in Emilia.
Nero Avati. Visioni dal set
Ruggero Adamovit, Claudio Bartolini, Luca Servini
Libro: Copertina morbida
editore: Le Mani-Microart'S
anno edizione: 2014
pagine: 183
Pupi Avati è nero, ma nessuno sembra ricordarlo. Inizia così la sua carriera e così prosegue nel corso dei decenni in un personalissimo percorso cinematografico, scandito da opere lontane anni luce (o forse no) da quelle storie nostalgiche e agrodolci che tutti noi amiamo ricordare e riguardare così spesso. C'è qualcuno, nei misteriosi territori della Bassa, che ricorda ogni cosa. Ogni inquadratura. Ogni luce, ma soprattutto, ogni ombra. Cesare Bastelli, Lino Capolicchio, Steno Tonelli, Giulio Pizzirani e Gianni Minervini conoscono queste paure da molto vicino, e le raccontano passo dopo passo come se le stessero vivendo. Di nuovo. Perché i set dell'Avati gotico padano, quando li hai vissuti o anche soltanto visti su uno schermo, ti entrano sotto la pelle. E non ti abbandonano. Mai più. Introduzione di Pupi Avati.

