Luglio (Trieste)
Arbusti del Carso. Guida per riconoscerli attraverso la forma delle foglie. Volume Vol. 3
Pino Sfregola
Libro: Libro in brossura
editore: Luglio (Trieste)
anno edizione: 2016
pagine: 124
Questo volumetto sugli arbusti del Carso triestino vuol far scuotere l’animo e solleticare le sensazioni dei gitanti. Vorrei rispondere a qualcuno, o almeno ai più comuni, dei tanti “cos'è” che vengono di continuo alla mente di chi si muove nell'ambiente naturale. Non vuole essere un testo per specialisti o per appassionati specializzati. Questo libretto invece è un semplice, ma, mi auguro, efficace aiuto per costruire le conoscenze indispensabili a muoversi con una certa disinvoltura fra la vegetazione del nostro territorio.
Alberi del Carso. Guida per riconoscerli attraverso la forma delle foglie. Volume Vol. 4
Pino Sfregola
Libro: Libro in brossura
editore: Luglio (Trieste)
anno edizione: 2016
pagine: 204
Con questo volume dedicato agli alberi, concludo l’argomento “vegetazione”. Vorrei che tutti i gitanti, oltre ad apprezzare il nostro territorio per le possibilità di escursioni, conoscessero la spettacolarità e le suggestioni che sorgono dalla varietà di bellezze, anche piccole e nascoste, in modo da poterlo proteggerlo e trasmettere le proprie emozioni. Così che vengano stimolati i rapporti umani, quelli che nascono chiacchierando all'aria aperta, mentre si tende ad una meta serenamente raggiungibile, quelli nei quali si ritrova il proprio essere.
Fauna del Carso. Volume Vol. 7
Pino Sfregola
Libro: Libro in brossura
editore: Luglio (Trieste)
anno edizione: 2016
pagine: 160
Quest’opera potrebbe intitolarsi anche “Scopri e rispetta gli animali che si trovano sul Carso triestino”. All'interno troverete le risposte ad un gran numero di interrogativi. Per esempio: qual è la differenza tra un colubride e un viperide? E quella tra un urodelo ed un anuro? Perché la lepre è sempre più rara sul nostro Carso? Cos'è il proteo e dove vive? È necessario però che nelle uscite “a caccia” di conoscenza, si vada accompagnati, oltre che da tanta pazienza, anche da un buon binocolo.
Il fuoco del passato
Ezio Tognolli
Libro: Libro in brossura
editore: Luglio (Trieste)
anno edizione: 2016
pagine: 168
Trieste 1992. La città venne scossa da una serie di delitti inspiegabili. Le vittime non sembravano aver nessun collegamento tra loro. Si pensò fosse l’opera di un serial killer... Ventidue anni dopo, Andrea e Paolo decidono di riprendere in mano le indagini nel tentativo di riuscire là dove la polizia aveva fallito. I due protagonisti dovranno rivedere indizi e documenti che ormai tutti avevano dimenticato, dovranno girare la città e fare domande scomode: e a qualcuno, tutto questo, darà fastidio...
La tranvia Trieste-Opicina-Elektrische Bahn Triest-Opcina
Andrea Dia
Libro: Libro in brossura
editore: Luglio (Trieste)
anno edizione: 2016
pagine: 252
Il Tran de Opicina, uno dei tram più amati e fotografati del mondo perché uniche al mondo sono le sue peculiarità. Un viaggio alla scoperta dell’antica tranvia triestina, icona della città e ormai parte integrante della sua storia. 700 disegni e immagini di alta qualità, in gran parte inedite, ne sveleranno ogni segreto soddisfacendo al tempo stesso molte curiosità tecnico-storiche su questa particolare e ardita linea tranviaria.
La rabbia in smoking
Lelio Luttazzi
Libro: Libro in brossura
editore: Luglio (Trieste)
anno edizione: 2016
pagine: 162
"Lui, semplicemente Lelio, il simbolo dello swing e dell'ironia che sfuma nel disincanto (...) ci sono voluti anni per lenire la rabbia tenace e rivoltosa, che traspare intera dalle pagine di questo libro che raccoglie brevi racconti, apologhi, appunti sparsi e scalette per sceneggiature (...) Insomma, quello che state per leggere è materiale incandescente, ancora allo stato di fusione, il magma di un'anima scossa che forse non ritroverà mai più lo stato solido, la pace..."
Dal Lloyd Austriaco a Italia Marittima. Navi e servizi dal 1836 ad oggi
Paolo Valenti
Libro: Libro rilegato
editore: Luglio (Trieste)
anno edizione: 2016
pagine: 306
Nel 1985, con l’indimenticabile amico Aldo Cherini, abbiamo realizzato il Quaderno “Aldebaran” n° 15/86 dedicato ai 150 anni di vita della grande Società di navigazione triestina con il quale, in particolare per la parte relativa alle navi, abbiamo contribuito alla stesura del volume pubblicato dal Lloyd per l’occasione delle celebrazioni cittadine del Centocinquantenario. Oggi, alla soglia dei 180 anni di vita della Società triestina che, come noto, nel 2006 si è vista cambiare la ragione sociale, ho pensato di aggiornare il lavoro con una nuova “Fleet list”, sostituendo i vecchi profili con disegni, sempre in scala ed a colori, che illustrano anche le varie versioni più importanti delle singole navi. Dopo i preziosi volumi del centenario e del centocinquantenario questo lavoro non ha la pretesa di fare la grande storia ma presenta in modo completo tutte le 421 navi in 180 anni di attività ed i servizi cui sono state destinate.
Prigionieri dell'odio
Andrea Ribezzi
Libro: Libro in brossura
editore: Luglio (Trieste)
anno edizione: 2016
pagine: 124
Un passato poco chiaro che ritorna molti anni dopo. È quello di un ufficiale di marina italiano al servizio dell’OSS, inviato a Trieste nel ’44 in missione di spionaggio. All’ombra dei grandi avvenimenti che si protrarranno fino al ’54 e che hanno contrassegnato in modo indelebile, oltre che drammatico, la storia di Trieste, si snodano le sue vicissitudini quasi a scandirne l’eco sinistra. Ispirato a vicende realmente accadute, Prigionieri dell’odio è insieme un romanzo storico e intimistico, in cui più di un personaggio è alla ricerca di se stesso.
Sesso a Trieste. Il lessico erotico in dialetto triestino
Nereo Zeper
Libro: Libro in brossura
editore: Luglio (Trieste)
anno edizione: 2016
pagine: 194
"Oggi le parole del sesso - dico le parolacce dialettali, vernacole, plebee - sembrano non scandalizzino più nessuno. Se così non fosse sarebbe un vero peccato perché scandalizzare dà sempre la sua brava soddisfazione. Tuttavia, consentitemelo, io ho i miei dubbi che non lo facciano: i tabù difficilmente si eliminano, piuttosto si infrangono, vuoi per gioco, vuoi per ira, per spregio, per far ridere, per snobismo, per pura abitudine linguistica o per 'fintascienza'; com'è il caso di questo libro; che non è un manuale erotico, si badi, ma che si propone solo di mettere a nudo, è il caso di dirlo, la fantasia linguistica più riposta del triestino. E le reazioni, nel bene e nel male, sono ampiamente prevedibili. Del resto, è ovvio che questo non è un sussidiario ma, anche se non è fatto per i fanciulli della scuola dell’obbligo, almeno per quanto riguarda le parole, la loro origine il loro significato, si propone pur sempre di insegnare qualcosa."
Le case di tolleranza di Trieste
Dino Cafagna
Libro: Libro in brossura
editore: Luglio (Trieste)
anno edizione: 2016
pagine: 224
Le case chiuse nell'immaginario collettivo, grazie a quell'alone di mistero che le circondava, sono sempre rimaste luoghi ambigui, quasi mitici, dove i frequentatori respiravano un’atmosfera di peccaminosa lussuria. Nel campo della prostituzione la città di Trieste, che conobbe il massimo splendore mercenario nel periodo a cavallo tra i primi del 1900 e il secondo dopoguerra, ha una lunga storia che presenta delle specifiche peculiarità, se non altro per il fatto di essere stata uno dei porti di mare più importanti del Mediterraneo. Fu, quindi, frequentatissima da marinai, militari, commercianti, e quanti altri, che, hanno favorito qui lo sviluppo di una florida attività nel campo della prostituzione femminile. Nei primi decenni del Novecento a Trieste le case di tolleranza avevano raggiunto il numero di 45 unità con 300 lavoratrici. Questo lavoro, descrivendo uno spaccato della storia cittadina non molto conosciuto e pochissimo documentato, vuole aggiungere un ulteriore tassello alla comprensione dei costumi e delle abitudini della nostra città.
Paura di giocare. Il calcio che non ci piace più
Marco Stoini
Libro: Libro in brossura
editore: Luglio (Trieste)
anno edizione: 2016
pagine: 192
La società italiana sente e vive il mondo del calcio in modo totalizzante; ma questo è un gioco semplice, istintivo e proprio su queste basi ha fatto la sua fortuna planetaria. Questa distorta percezione, insieme ad una cultura sportiva latitante, crea molti problemi. La paura di giocare è il gioco del calcio che perde brillantezza perché quanto gli gira attorno appanna la lente attraverso cui lo si osserva e mina il campo ove lo si gioca. Tutti parlano e sanno di calcio, tutti vi si proiettano perché esso è appiglio, rifugio sociale, business. Si carica il gioco del calcio di fardelli enormi che da solo esso non può sopportare e quindi occorre creare una sovrastruttura che possa reggere questi ciclopici pesi. Il risultato è talvolta una specie di eco-mostro, uno di quelli da abbattere. Qui non si tratta di distruggere nulla. Qui si tratta solamente di tornare a tirare calci ad una palla come sinonimo di sport vero, sano svago, intrattenimento familiare, ma anche giusta professione.
Zanussi. Sui binari del centenario
Massimo Franzin
Libro: Libro in brossura
editore: Luglio (Trieste)
anno edizione: 2016
pagine: 118
Nonostante la drammaticità del Grande Conflitto che sconvolse l’Italia, nel 1916 Antonio Zanussi azzardò l’apertura di una attività propria per la costruzione di stufe a legna. Dopo i primi successi, alla morte di Antonio l’azienda passò nelle mani dei figli Guido e Lino. Quest’ultimo, dotato di spiccate capacità imprenditoriali, riuscì a far crescere la piccola azienda del padre sino a farle raggiungere le dimensioni fisiche ed economiche di una grande industria. L’espansione della Zanussi fu il risultato pratico di quell'idea di sviluppo e innovazione che Lino aveva in mente. Ciò fu reso possibile anche grazie alla scelta di avvalersi di un proprio scalo ferroviario, quale mezzo imprescindibile per l’espansione aziendale e la diffusione dei prodotti Zanussi. Dopo la morte di Lino e l’avvicendarsi di numerosi amministratori e presidenti alla guida di una Rex in netta crisi, l’arrivo salvifico della Electrolux ha decretato una nuova “primavera” per la Zanussi, fatta salva una costante: l’uso del trasporto ferroviario che ancor’oggi, 52 anni dopo il primo treno, resta testimone vivo e vitale di un fenomeno economico e sociale dell’ultimo secolo.

