Luni Editrice
La grande Milano tradizionale e futurista
Filippo Tommaso Marinetti
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 400
Negli ultimi anni della sua vita Marinetti scrisse alcuni testi che, inediti, sono conservati tra le carte dello scrittore. Il presente volume raccoglie La grande Milano tradizionale e futurista, che dà il titolo al libro, e Una sensibilità italiana nata in Egitto, i quali vanno a comporre un dittico autobiografico che ci svela un Marinetti singolare e sconosciuto. La grande Milano tradizionale e futurista è una vivida e commossa rievocazione della Milano della Belle Époque (anche se, a essere precisi, lo scritto arriva fino agli anni Quaranta), la memoria di chi ha tenuto banco nei salotti, nei teatri, nel famoso ristorante Savini, i ricordi fulminei del “padre” dell’unico vero movimento culturale di portata mondiale del Novecento che è stato il Futurismo. “Poema ambrosiano”, definisce l’opera Giansiro Ferrata nell’introduzione, ma di fatto, del poema ha non solo lo stile – parolibero o aeropoetico – ma l’intima sostanza, più lirica rispetto alla pura memorialistica. Sullo sfondo della città, che poi è la vera protagonista dello scritto marinettiano, emergono i ricordi di vita letteraria e politica, quelli più intimi delle vicende erotico-sentimentali, un quadro “alla Boccioni” di un mondo in cambiamento se non cancellato in seguito dall’orizzonte futurista che avanzava. Una sensibilità italiana nata in Egitto presenta un aspetto più vasto, frastagliato e composito: ai ricordi dell’infanzia egiziana seguono le memorie vivaci ed esplosive della carriera letteraria, con i viaggi, le tournées, gli incontri “straordinari” con Gustave Khan, Diaghilev, Picasso, Isadora Duncan, Jarry, Cocteau… In entrambi gli scritti viene stravolto il tradizionale schema cronologico della memorialistica per lasciare spazio al principio futurista della simultaneità (simultaneità di tempo-spazio e di vissuto-sognato), così che, come dice lo stesso Marinetti, viene ad assumere una sua “elastica imprecisa e affettuosa cronologia”. I due testi offrono un materiale preziosissimo per penetrare a fondo nello spirito del futurismo e nella mente del suo fondatore e offrono un’ampia conferma delle grandi doti di Marinetti scrittore.
Metafora feudale
Mario Mancini
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
Ai trovatori dobbiamo la creazione del primo modello culturale moderno della tradizione europea. Il linguaggio della canzone riecheggia i gesti e il simbolismo del feudalesimo (omaggio, servizio, lode), ma li scompagina e li trasfigura, inscrivendo la sottomissione del cavaliere nel rituale del corteggiamento. Questo volume ripercorre la scenografia che connota l’esperienza trobadorica – il vassallaggio amoroso, la lode, il segreto, l’occasione, la ricompensa – e insieme propone i ritratti di alcuni grandi poeti: Marcabru, Bernart de Ventadorn, Bertran de Born, Aimeric de Peguilhan. Centrali risultano, in questa costellazione, Marcabru, con i suoi caotici sirventesi, carichi di immagini apocalittiche e di furore, e Bertran de Born, che si muove nella tendenziale anarchia delle terre del Sud con baldanzoso spirito guerresco e con volontà di rapina. Due voci anomale, ma decisive per l’interpretazione: ci rivelano che il raffinato equilibrio della “fin’amor”, dove si mescolano emozione e artificio, grazia e ironia, più che un dato naturale della Provenza, più che il dono di una mitica mediterraneità, è una meravigliosa e fragile conquista della civiltà e del gusto.
Memorie storiche
Sima Qian
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 2256
Lo Shiji, in italiano Memorie storiche, del grande storico cinese Sima Qian, scritto a cavallo tra il II e il I secolo a.C., opera monumentale della storiografia e della letteratura mondiali, sovente accostata alle Storie del sommo Erodoto, ha incontrato in Occidente una singolare, se non unica, certamente rara sorte: è stato ed è oggetto di innumerevoli studi critici, i cui titoli coprono moltissime pagine di bibliografie, ma finora, non era stata pubblicata un’edizione unitaria completa in lingua occidentale dei 130 capitoli che lo compongono. Oggi questa mancanza è finalmente superata dalla presente Opera: presentiamo ai lettori di lingua italiana l’unica edizione integrale unitaria in lingua occidentale, in quattro volumi, con trascrizione fonetica in Pinyin, del testo fondamentale della storiografia dell’antica Cina. Nelle Memorie storiche l’uomo, con le sue qualità e i suoi difetti, è sempre il protagonista della narrazione: lo si coglie nei momenti di eventi leggendari, in quelli dello scontro serrato tra princìpi etici contrastanti, in quelli in cui mostra attenzione e affetto verso la donna e quelli in cui la ignora, quelli in cui mette in evidenza grandi doti di strategia militare, o grande cinismo verso gli altri. Sima Qian ci fa sapere quanto apprezzata fosse in quei tempi la musica, sia come momento ludico, che come strumento di governo; quanta importanza fosse attribuita all’assetto dei territori e allo sviluppo delle vie di comunicazione, alla conoscenza del cielo e alla costruzione del calendario. In tutte le narrazioni ed eventi l’uomo è sempre presente anche perché è molto usata la tecnica del dialogo: aperto, sottile, crudele, aggressivo, perfino disastroso in alcuni casi. Le Memorie storiche sono la summa di tutte le conoscenze dell’antica Cina, la carta di identità di un Paese descritto e definito nei dettagli più di 2000 anni fa, narrata dal più grande storico di quello straordinario Paese.
Ribelli alla norma
Nagareyama Ryñnosuke, Takeda Rintaro
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
Due prostituti travestiti nell’oscuro Giappone degli anni Trenta, due esistenze ai margini di ciò che è considerato “norma”. A Tokyo l’avvenente ed elegante Aiko, amante della vita di strada della metropoli e degli alti e bassi che può offrire; a Osaka una misteriosa «lei», alla disperata ricerca di un posto in un mondo squallido e segnato dalla povertà. Quale vita affrontavano le persone non conformi alle aspettative di genere in una società come quella giapponese, sull’orlo della Seconda guerra mondiale, sempre più militarizzata e pronta a sacrificare tutto? "Ribelli alla norma" raccoglie due storie recentemente riscoperte. La prima, creata dalla penna di Nagareyama Ryunosuke nel 1931 è un intimo diario che racconta delle fugaci notti d’amore di studenti, impiegati, operai e vecchi gentiluomini in fuga dalla difficile realtà della depressione economica di Tokyo. La seconda, del 1933, è dello scrittore militante Takeda Rintaro e tratteggia un efficace ritratto di Kamagasaki, quartiere-baraccopoli di Osaka, dove i ricordi di un lontano passato si fondono con le vivide impressioni visive – e olfattive – di un’umanità variegata e tormentata di prostituti e vagabondi in lotta per la sopravvivenza. Una doppia prospettiva, in grado di trasportare i lettori nella quotidianità incerta di coloro che si trovano a vivere, appunto, come ribelli alla norma, tra luci al neon di caffè, grandi magazzini e teatri di rivista, e la penombra di malconci vicoli.
L'alfabeto simbolico degli animali
Francesco Zambon
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 288
Tutto questo mondo sensibile è come un libro scritto dalle mani di Dio, cioè creato dalla potenza divina, e le singole creature sono come figure, non inventate dall’arbitrio dell’uomo ma istituite dalla volontà di Dio per manifestare e indicare la sua invisibile sapienza»: così scriveva all’inizio del XII secolo Ugo di San Vittore, sintetizzando la concezione medioevale e cristiana del mondo sensibile come simbolo di realtà spirituali, come alfabeto spirituale. Gli animali sono fra queste lettere o figure che spetta agli uomini decifrare: anzi sono forse le più cariche di senso e le più misteriose, quelle che – come affermava lo pseudo Dionigi Areopagita – ci iniziano alle più alte rivelazioni divine. Non sorprende perciò la straordinaria diffusione delle raffigurazioni animali in tutte le espressioni artistiche del medioevo: scultura, pittura, letteratura… A questa sacra zoologia era anche dedicato un genere specifico: quello dei “bestiari”, in cui i racconti naturalistici, spesso di carattere fantastico, erano seguiti da interpretazioni allegoriche. Nei bestiari gli animali sfilano davanti a noi in un simbolico corteo svelandoci il loro significato segreto. Il presente saggio è diviso in due parti: la prima illustra i presupposti teorici del bestiario, ricostruendone la “teologia” attraverso le dottrine ermeneutiche dei pensatori cristiani. Nella seconda parte il lettore viene trasportato in un viaggio affascinante attraverso alcuni dei più significativi emblemi animali della tarda antichità e del medioevo, indagandone i significati e le trasformazioni. Incontriamo così la vipera parricida e matricida, il Libro dei mostri, la colomba argentata, i “bestiari divini” di sant’Antonio e di Cecco d’Ascoli – fino a giungere alla zoologia erotica del Bestiario d’amore di Richard de Fournival e di Giacomo da Lentini e al grande mito di Laura-fenice sviluppato da Petrarca nel Canzoniere.
Il piccolo libro del nulla
Charles de Bovelles
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 160
Se ti domandi perché mai mi sono sforzato di parlare del nulla, dal momento che l’essere lo rigetta assolutamente e dato che il nulla non è, non riposa su alcun essere ed è privo di ogni sostanza, ti offro in risposta a queste domande questo piccolo libro, che indica con chiarezza le poche cose che è possibile dire del nulla, in quale misura si mostri dunque ciò che non è quando lo esamini attentamente e come si deve, e quale essenza infine esso diffonda quando lo scortichi e lo penetri la lama della mente. «Nella creazione dell’universo da parte di Dio, infatti, il nulla ha avuto una certa parte, raffigurandovi la causa materiale. In numerosi luoghi la Sacra Scrittura afferma e attesta che Dio solo esistette da tutta l’eternità e che, attraverso di lui, tutte le cose furono tratte dal nulla all’essere. «Ho dunque ritenuto opportuno dedicarti questo piccolo libro che, in questo senso, tratta del nulla, della negazione originaria delle creature e di tutta la materia. Un piccolo libro che tu, forse, riconoscerai come frutto di una fatica non vana né inutile, purché a questo opuscolo si aggiunga qualche lustro e purché questo minerale grezzo, lavorato senza sosta, venga forgiato sul tuo incudine. Addio».
Malaparte e la Russia. Atti del Convegno (Milano, 26 novembre 2021)
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 352
Il rapporto tra Curzio Malaparte e la Russia, in termini storici, ideologici e letterari, rappresenta un campo d’indagine vasto e incredibilmente composito. Non solo se inteso come termine altro di un rapporto con l’Europa e le culture e ideologie europee, ma nella stessa specificità dell’esperienza malapartiana come viaggiatore nell’Urss del 1929 e del 1956/57, della sua interpretazione di quel mondo post-Rivoluzione d’ottobre, e dell’interpretazione che l’Unione Sovietica prima e la Russia poi hanno reso di Malaparte, autore e personaggio. La ricchezza del presente volume, frutto del primo convegno di studi italo-russo su Curzio Malaparte (Milano 2021), è rappresentata non solo dalla traduzione di critica storico-letteraria russa sull’autore, per gran parte inedita in Italia sia per le sue fonti che nelle sue prospettive, ma nel confronto tra studiosi afferenti a più ambiti su un tema ricco di incognite, di ambiguità storiche, di influenze letterarie finora inesplorate. Emergono, tra gli altri, i nomi di Bulgakov, Dostoevskij, Trockij, riferimenti alla cultura francese, statunitense e ucraina; si presta attenzione al Malaparte scrittore, giornalista e mediatore culturale, con nuove analisi del suo biennio alla direzione della «Stampa» e delle sue collaborazioni giornalistiche degli ultimi anni; ci si interroga sulla misteriosa capacità dello scrittore pratese di avere per le mani informazioni di rarissima e dubbia reperibilità, da esperimenti top secret di scienziati sovietici, a presunti golpe trozkisti e alle allusioni a certi passaggi dell’ancora inedito Il Maestro e Margherita. Ne risulta la testimonianza di un confronto coraggioso e ricco, che riporta dibattiti culturali russi inattesi su Malaparte e, rileggendo le spesso acutissime riflessioni dello scrittore sul mondo sovietico, da un Novecento non troppo distante, si rivela capace di dialogare con forza ed efficacia anche con il nostro tempo e le sue complessità. Volume pubblicato in collaborazione con Fondazione Biblioteca di via Senato.
Il libro dell'unicità divina
Ghazâlî Al
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 176
Gli uomini, dice Ghazàlì, possono credere o non credere; quelli che credono, sono di due tipi: alle origini per gli uni e per gli altri è un giudizio di veridicità su colui che ha trasmesso loro le nozioni religiose fondamentali. Poi accade che gli uni restano fermi in quel giudizio. La loro fede è sufficiente per ottenere la salvezza: consiste nel comprendere il senso letterale delle formulazioni insegnate; è però come “un nodo” stretto sul cuore. Altri si propongono di rafforzare la loro fede. Per sciogliere il “nodo” si può ricorrere ai mezzi tradizionali: lettura assidua del Corano, studio delle tradizioni, osservanza delle pratiche cultuali. Per accedere a un livello di conoscenza ideale la chiave è la lotta spirituale, la resistenza alle passioni, la piena dedizione al ricordo di Dio. Sciolto con questi mezzi il nodo che è sul cuore, il fedele viene a trovarsi nel mondo dello “svelamento”. Il cuore, dice Ghazàlì, ha due porte: una si apre sul mondo del “regno” dell’uomo, quello visibile, percepibile coi sensi, l’altro sul mondo del “reame” di Dio, quello soprasensibile. Come si apre la porta data ai sensi è cosa nota. L’altra porta si apre al credente che, concentrandosi nel ricordo di Dio, guarda in fondo a se stesso. Alla luce della facoltà interna di chiaroveggenza il cuore rivela il suo tesoro. La confessione dell’Unicità induce la certezza che la Potenza divina è all’origine di tutto, di qui nasce la fiducia in Lui e il totale abbandono alla Sua volontà. Applicando abilmente versetti coranici alla materia che va esponendo, Ghazàlì presenta similitudini, parabole, massime e aneddoti per alleggerire una materia spesso ardua e metterla così alla portata di tutti.
I racconti del misantropo
Xun Lu
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 176
In questo volume sono raccolti undici racconti, tradotti dall’originale cinese, che sono “spaccati” della vita quotidiana dei villaggi della provincia della Cina di inizio Novecento nella quale era nato e cresciuto Lu Xun. Ricordi personali si intrecciano a vicende sentite raccontare in famiglia e creano un ritratto vivido e a tratti nostalgico della Cina più tradizionale, dei suoi paesaggi con i villaggi tipici, gli abitanti e le loro inveterate abitudini. Il Misantropo è il protagonista di uno di questi racconti, uno dei tanti personaggi che affollano questa raccolta, dove uomini e donne sono resi scontrosi, induriti, chiusi in se stessi – appunto, “misantropi” – a causa delle troppe disillusioni subite. Tutta l’opera narrativa di Lu Xun, compresa questa raccolta di racconti, è percorsa dalla lacerante contraddizione tra l’anelito verso l’innovazione della cultura e della società, e l’amara presa di coscienza dell’impossibilità di recidere il legame con il passato e soprattutto, con la tradizione. In particolare questi racconti ne sono un esempio chiarissimo: scritti tra il 1922 e il 1926, in un periodo in cui Lu Xun vedeva spegnersi la fiamma degli ideali rivoluzionari e innovatori mentre le vicende personali lo costringevano ad accettare l’evidenza della enorme difficoltà di svincolare la società e la cultura cinese dal forte legame con la millenaria tradizione, la disillusione indotta da “un passato che non passa”, ancorato a una tradizione troppo radicata per poter essere superata e archiviata in breve tempo.
Facce da casta. Luci ed ombre del potere
Giancarlo Perna
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 320
Scrive l’autore nell’introduzione: «Scrivere un ritratto è un segno di ottimismo. Significa credere nelle persone, come sono e come pensano. È stare dalla parte del detto la Storia cammina sulle gambe degli uomini. In questo volume viene messa a disposizione una galleria di esseri “a sangue caldo”, bravi e meno bravi, perfino cialtroni, ma che si mettono in gioco sul palcoscenico della vita. La maggior parte è composta da politici ma non mancano gli intellettuali, i personaggi Tv e più in generale quel che passa il convento della nostra contemporaneità. Se i tipi parevano un po’ mosci, ho cercato di ravvivarli. Scavando nelle pieghe, si rianimano anche gli ectoplasmi. Uno come Sergio Mattarella, per esempio: figura tutto casa e chiesa ha però umanissime cadute che, alla fine, ce lo rendono più vicino. Ma scrivere un ritratto è anche un atto di incosciente coraggio. Tutti i profili qui raccolti sono stati redatti per dei quotidiani, pertanto soggetti a una grandissima visibilità mediatica. Lasciando le querele a parte, il punto è che nessuno si riconosce nel ritratto che gli è dedicato: tutti immaginano di meritare di meglio, anche se poteva andare peggio. Questi ritratti abbracciano un arco temporale abbastanza lungo, per cui alcuni riguardano dei personaggi anziani e in là con la carriera e così si ha di loro il quadro d’insieme. Altri sono fotografati per le gesta compiute fino al giorno in cui ne ho scritto. Ci sono anche “pivelli” imbranati diventati ministri o personalità di grido. Non siatene però delusi e, soprattutto, non prendete questa scusa per non leggere il profilo: sarebbe un errore, perché con il materiale grezzo, che oggi nessuno ricorda più, capirete più a fondo il protagonista odierno. La vera natura di ogni uomo risiede infatti nei suoi primi passi, quando ignora molto di sé e si muove come gli viene. Il resto, con il suo carico di onori e di medaglie, è come il barbone dei Babbi Natale: posticcio».
Afghanistan crocevia di culture. Incontri di arte e pensiero sulle Vie della Seta
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 240
Che cosa c’è dietro l’immagine stereotipata dell’Afghanistan fatta di guerre, crisi, distruzioni, attentati, donne con il burqa, scuole chiuse? Che cosa nascondono il suo passato, le sue tradizioni, le sue radici artistico-culturali? Per rispondere a questa domanda, studiosi, esperti, collezionisti, storici, accademici, giornalisti e missionari hanno accolto l’invito dell’Istituto di Cultura per l’Oriente e l’Occidente – ICOO, fornendo i loro punti di vista e le loro esperienze, raccolte in questo volume, per riscoprire e raccontare l’Afghanistan del tempo in cui era snodo importante delle vie commerciali che lo attraversavano – prima fra tutte la Via della Seta – e che univano e consentivano l’incontro di popoli e culture, favorivano scambi di conoscenze e di saperi, incroci di reciproche influenze in campo artistico e letterario. I contributi riuniti in questo volume disegnano l’immagine di un Afghanistan sconosciuto ai più, ricco di raffinatissime tradizioni artistiche e culturali, crogiolo di incontri e scambi tra sistemi di pensiero e religioni, culla di tradizioni letterarie e poetiche di altissimo livello e patria di popoli portatori di splendide abilità artigianali. Questo volume prende spunto da un convegno organizzato dall’Istituto di Cultura per l’Oriente e l’Occidente – ICOO in collaborazione con la Biblioteca del Centro Pime di Milano (Pontificio Istituto Missioni Estere) in virtù di una proficua collaborazione in atto da tempo, sostenuta dal comune obiettivo di approfondire la conoscenza delle culture dei popoli per superare pregiudizi e stereotipi, favorendo la reciproca comprensione e il dialogo.
I casi del detective Aoyama
Keikichi Õsaka
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 176
Sei enigmi inestricabili per un investigatore dall’incredibile acume. Questi gli indizi che lasciano intravedere uno scorcio del mondo del mistero creato dalla penna di Ōsaka Keikichi, pioniere della scuola del poliziesco “autentico” in Giappone, per la prima volta tradotto in lingua italiana. Sei racconti brevi, selezionati all’interno della prima produzione di Ōsaka, con un unico vero protagonista: il brillante e imperturbabile detective Aoyama Kyōsuke. La logica è il solo strumento di cui l’acuto investigatore si avvale per indagare l’universo estremamente particolareggiato che l’autore gli costruisce intorno. Una logica con cui Aoyama smaschera i meccanismi della realtà nascosti allo sguardo comune, senza tuttavia operare alcuna distinzione tra esseri umani e oggetti, in uno sconfinamento che contribuisce a creare un’atmosfera al limite del fiabesco. Sei storie, la cui trama si snoda nelle più svariate ambientazioni, tra stazioni ferroviarie e tribunali, cantieri navali e centri commerciali, e che riescono nella rappresentazione di una quotidianità che, apparentemente priva di interesse, cela il suo particolare carico di mistero. Considerato uno dei precursori del “mistery ortodosso” giapponese, Ōsaka Keikichi (Shinshiro 1912 - Luzon 1945) è attivo nel periodo precedente alla Seconda guerra mondiale. Originario della prefettura di Aichi, nel 1932 fa il suo debutto sulla leggendaria rivista Shinseinen (Gioventù nuova) con il racconto Il boia dei grandi magazzini (contenuto in questa raccolta) grazie al supporto di Kōga Saburō, suo mentore e già autore affermato di polizieschi. Nel corso degli anni Trenta continua a pubblicare numerosi lavori sulle principali riviste dedicate al genere fino al 1943, quando viene chiamato alle armi e inviato prima in Manciuria, poi nelle Filippine. La prematura scomparsa, avvenuta nel Pacifico quasi al termine del conflitto, interrompe la carriera dell’autore agli albori e contribuisce a offuscarne la memoria: di fatto, l’opera di Ōsaka è rimasta praticamente inedita in Occidente.

