Minerva Edizioni (Bologna)
Tòtt a balèr
Paolo Marcheselli
Libro: Libro in brossura
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2011
pagine: 160
"A sedere... sedere". Con queste parole nostro padre, Leonildo, invitava coppie di ballerini a sedersi dopo l'esecuzione musicale: tre valzer, tre mazurke, tre polche, tre tanghi o valzer lenti. Dal dopoguerra, 1945, e fino agli inizi degli anni '70, chi entrava nelle popolari balere o nelle sale da ballo bolognesi, veniva guidato dai suonatori sulla base di questa scansione spazio temporale. Tre valzer... riposino, tre polche... riposino...! La pista si svuotava dando il passo ai camerieri che intercettavano lo sguardo dei ballerini accaldati per portare la consumazione fresca ai tavolini. Questa è Bologna che balla "alla filuzzi". Bologna, nei libri di Gaspare Ungarelli (Le vecchie danze italiane ancora in uso nella provincia bolognese) e di Alessandro Cervellati (Bologna al microscopio) la troviamo con le testimonianze che ci parlano della storia bolognese che si è evoluta ed anche emancipata, nei diversi secoli, attraverso il movimento legato al ballo, durante le veglie, le feste, il tempo libero. Leonildo, il suono "dell'organino Biagi", quando ieri la trasgressione era ballare abbracciati. Donne, uomini, i loro volti e lo sguardo musicale di nostro padre si intrecciano, in questo libro fotografico, sul filo del tempo a testimoniare contemporaneamente un "non più di altri tempi" affiancati ad un "non ancora" di una moda che potrebbe sorprenderci.
Rabi' a
Libro: Copertina morbida
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2011
pagine: 94
L'esposizione, a cura di Chiara Oggioni Tiepolo e Stefano Fittipaldi, si propone di raccontare, attraverso gli scatti di 5 giovani fotoreporter napoletani, alcuni dei momenti più significativi degli sconvolgimenti che hanno travolto il mondo arabo in questi mesi: dalla "Rivolta dei Gelsomini" alle proteste di piazza Tahrir, raccontati attraverso le immagini di Giuseppe Carotenuto ed Eduardo Castaldo, dalla guerra in Libia fotografata da Pietro Masturzo alle storie di profughi al confine e durante il loro viaggio, narrate negli scatti di Giulio Piscitelli e Roberto Salomone. Nel catalogo è presentata una selezione di 100 scatti che vuole porre l'accento non solo sull'origine e sulla composizione sociale dell'ondata rivoluzionaria (studenti, professionisti, ceto medio e popolare, uniti per ottenere un cambiamento da sempre negato), ma anche sul ruolo che i media hanno assunto in questo scenario, ovvero quello di elemento cardine per la gestione e la diffusione delle informazioni sia verso l'esterno dei paesi in lotta, sia verso l'interno delle rivoluzioni stesse. Le immagini diffuse attraverso i media tradizionali ed i nuovi social media, divengono il simbolo di una comunicazione che si libera dai legami dell'infotainement e si riavvicina al suo scopo primario: l'informazione e la diffusione di notizie e storie da un mondo che cambia.
Le ambiguità del pacifismo
Gabriella Mecucci
Libro: Libro in brossura
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2011
pagine: 152
Era una luminosa giornata di settembre del 1961 quando quindicimila persone percorsero i 21 chilometri che distano fra Perugia e Assisi. La prima marcia della pace fu l'atto di fondazione del pacifismo italiano. In testa a quel lungo serpentone c'era l'animatore e l'inventore di quella manifestazione: il filosofo nonviolento Aldo Capitini. Con lui giovani e intellettuali (da Bobbio a Calvino), rappresentanti dei partiti anche se non tutti aderirono, vedi la Dc e intere famiglie operaie e contadine col vestito buono e i loro bravi cartelli. Non che prima di allora non ci fossero stati gruppi pacifisti: c'erano i sedicenti partigiani della pace, figli del Pci, e alleati di Mosca, c'erano piccole aggregazioni di nonviolenti. Ma il 24 settembre del 1961 nacque il pacifismo come movimento di massa. Un buon esordio, ma subito dopo iniziarono scontri e strumentalizzazioni. Capitini, ghandiano doc non riuscì ad organizzare una seconda marcia Perugia-Assisi, paralizzato dai veti incrociati. L'iniziativa rispuntò dieci anni dopo la sua morte con caratteristiche profondamente diverse. Con alcune luci e tante ombre. Ne nacque un movimento largamente egemonizzato dal Pci. Silenzioso verso le violazioni dei diritti umani nell'Est comunista e caratterizzato da un forte spirito antiamericano: manifestò contro gli euromissili degli Stati Uniti, ma non proferì verbo contro gli SS20 sovietici che erano stati istallati prima della decisione di Carter di mettere i Pershing e i Cruise in Europa.
Guida al mondiale motoGP 2008
Libro: Copertina morbida
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2011
L'almanacco dei cinni
Claudio Bolognini, Fausto Carpani, Luigi Lepri
Libro: Copertina morbida
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2011
pagine: 96
1957 Rovereta
M. Antonietta Bonelli
Libro: Copertina morbida
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2011
Bologna tra storia e leggenda. Guida della città per bambini
Libro: Copertina morbida
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2011
pagine: 80
Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Sei itinerari tra storia, fantasmi ed enogastronomia
Libro: Libro in brossura
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2011
pagine: 176
Una nuova edizione, completa e aggiornata, alla guida ai Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, centosettantasei pagine in carta patinata, per iniziare a viaggiare con la fantasia tra storia, fantasmi ed enogastronomia, alla scoperta delle meraviglie nascoste dietro le imponenti mura e gli alti fossati dei castelli del parmense e del piacentino.
Veneto barbaro di muschi e nebbie
Lorenzo Capellini
Libro: Copertina morbida
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2011
pagine: 168
Questo reportage nasce dall'amicizia tra Goffredo Parise e il fotografo Lorenzo Capellini, dalla loro frequentazione e dal loro affiatamento, dalle loro escursioni attraverso i luoghi della memoria della "patria Veneto". Assemblato a quattro mani rappresenta un'equilibrata fusione di immagini e letteratura, di scatti carpiti durante i vagabondaggi per le valli e le illustrazioni letterarie composte in presa diretta dallo scrittore vicentino. Tra immagine e parola si crea una tensione che diventa comune sensibilità di inquadrature e identità d'occhio, d'amore, che tradisce più passione che mestiere. Le fotografie di Capellini restituiscono ancora oggi una grande emozione.

