Minerva Edizioni (Bologna)
Facce piene di pugni. Storie non solo di ring
Gianni Minà
Libro
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 456
"Facce piene di pugni, storie non solo di ring" raccoglie le interviste eseguite da Gianni Minà ai pugili nell'America degli a
La lezione del granchio
Luca Buzzonetti, Giorgia Ghittoni
Libro
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 304
Come è difficile mantenere l'obiettività quando i sentimenti hanno il sopravvento, separare gli obblighi professionali dalle e
Katy
Susan Coolidge
Libro
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 224
Nata nel 1872 dalla penna di Susan Coolidge, Katy vive con la sua famiglia nella cittadina fittizia di Burnet, in Ohio, negli
Wolf Golpe Lupambolo. Wolfango illustratore
Libro
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 80
Catalogo della mostra che fa parte della rassegna Wolfango 100-100 Wolfango per celebrare il pittore Wolfango Peretti Poggi ne
Il filantropo. Prospero Moisè Loria e la società umanitaria
Bruno Pellegrino
Libro
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 256
PunkinBo
Roberto Colombari
Libro
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 88
Musica, hai presente? L'avevano chiamata PUNK, che in inglese vuol dire letteralmente "insignificante"
Sciare sicuro
Francesco Persio
Libro: Libro in brossura
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 288
Il mistero della voce. Esplorazioni sonore e riflessioni per una nuova vocalità
Lorenzo Pierobon
Libro
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 192
In questo volume, Lorenzo Pierobon, musicoterapeuta, cantante e ricercatore, offre un'esplorazione accurata del ruolo della vo
Professione «Marine». Marco Bonamico: storia di mare, canestri e grande cuore
Alberto Bortolotti, Marco Tarozzi
Libro: Libro in brossura
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 160
Al suo quinto vagito, la collana “In alto stat Virtus” ha l’ambizione di alimentare lo spirito bianconero dentro e fuori i campi da gioco. Professione “Marine” non è solo il commosso arrivederci a Marco Bonamico, un campione che la malattia ha prematuramente strappato all’affetto di tanti, ma il racconto di un cestista che, uscito dai parquet, diventa seconda voce televisiva e dirigente, e poi si reinventa promotore della propria città di adozione – Bologna –, di scambi culturali ed enogastronomici con gli Stati Uniti, quasi un riconoscimento alla nuova patria di un papà ritrovato da grande. Ma c’è tanta Genova in sottofondo, scavallando crêuze de mä di deandreiana memoria, e nel contempo apprezzando Napoli, Forlì, Milano, Siena, Udine, tutte città in cui il pubblico ha ammirato un combattente raffinato e tostissimo al tempo stesso. Non è, permetteteci, solo un libro di sport. Poliedrico e talora immaginifico come un Porelli di trent’anni dopo, Marco Bonamico resta inciso nella storia della Virtus, che è poi la storia di Basket City. E in quella di una Nazionale italiana che con lui in campo ha raggiunto traguardi storici. Il volume è curato da due coetanei di Marco, Alberto Bortolotti e Marco Tarozzi, che in una certa misura gli assomigliano. Non hanno però mai avuto tante tifose, come ebbe lui, al loro seguito. Prime tra le quali, una figlia e una moglie che, pur tra alterne vicende di vita, gli hanno sempre voluto bene.
I Musei Byron e del Risorgimento. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro rilegato
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 176
Sono la grande novità del 2025 e sono sempre più i destinatari dell’attenzione mediatica e culturale internazionale: i Musei Byron e del Risorgimento stanno vivendo un momento straordinario per le attenzioni riversate da tutto il mondo sull’affascinante polo culturale ravennate. Il tema del volume è la straordinaria storia risorgimentale e l’intreccio letterario, sentimentale e ideale con Lord Byron che hanno portato Ravenna al centro delle cronache e dei reportage culturali e turistici di tutto il mondo. Il libro racconta l’anno speciale dei Musei, in cui sono arrivati in visita capi di Stato come i reali d’Inghilterra Carlo e Camilla, autorità istituzionali dell’Unione Europea, istituzioni della Repubblica come il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, personaggi eminenti del mondo culturale e dello spettacolo, personaggi internazionali legati a Byron, come il pronipote Robin Byron la moglie Lady Robin. Ma il profilo alto e qualificato dei saggi presentati aiuta a capire nel dettaglio la meraviglia di un Palazzo in cui la magia dell’epoca ottocentesca si specchia nel capolavoro dei restauri. I saggi sono di Antonio Patuelli su ’Byron e Dante’, di Franco Gabici su ‘Visite illustri ai Musei Byron e del Risorgimento’, di Diego Saglia e Gregory Dowling su ‘Il Museo Byron: un luogo unico e le sue storie uniche’, di Sandro Rogari su ‘Byron e il Risorgimento: due grandi Musei per una storia unica di libertà e cultura’, di Attilio Brilli su ‘Byron dopo Ravenna: il viaggio in Toscana’, di Giorgio Costa su ‘Lord Byron e Teresa Gamba. Una storia d’amore diventata letteratura’ e di Filippo Mordani su ‘Elogio storico di George Lord Byron’. Le foto di Giampiero Corelli immortalano un anno straordinario, con le immagini, alcune delle quali inedite, ed esclusive dei momenti più belli di questo primo anno di vita dei Musei Byron e del Risorgimento.
I quattro Gianni. Brera, Clerici, Minà, Mura e lo sport di Repubblica
Giuseppe Smorto
Libro: Libro in brossura
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2026
pagine: 240
Per una curiosa congiuntura della storia e del giornalismo, ma non per caso, Gianni Brera, Gianni Clerici, Gianni Minà e Gianni Mura si ritrovano a lavorare nello stesso giornale negli anni Ottanta, quando non esistono gli smartphone e le partite si giocano solo la domenica. In una Repubblica nata senza sport, portano sulle pagine il loro stile, il loro modo di raccontare i Campioni, i gregari, la vita. E migliaia di lettori. Questa è la storia, sul filo della nostalgia, di uno che li ha visti da vicino e si è sempre sentito al sicuro all’ombra di alberi giganti. Responsabile delle pagine dello Sport e dell’edizione del lunedì, arrivata solo nel ’94, Giuseppe Smorto ripercorre quegli anni fra aneddoti, liti, dispetti, perfino qualche schiaffo, e la suprema gioia di stare nella redazione più bella del mondo. Con una certezza: lo sport non è solo spettacolo, ma diritto, forma suprema di dialogo e di incontro, lingua universale. E i quattro Gianni continuano a mandare il loro messaggio: da dove, lo scopriremo in questo libro.
Bologna città di mura e di porte
Roberto Corinaldesi
Libro: Libro in brossura
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
anno edizione: 2025
pagine: 128
Era l’anno 402 e i Visigoti di Alarico mettevano a ferro e fuoco le città lungo la via Emilia. A Bologna però gli attacchi dei Barbari si infransero contro un potente bastione di blocchi di selenite. Da pochi anni era stata infatti eretta la prima cerchia muraria della città, in opera per almeno altri sei secoli. Fu infatti attorno all’anno Mille che lo sviluppo demografico rese necessario ampliare i confini protetti della città: venne allora eretta una seconda cerchia di mura in laterizio, che portò Bologna da 19 a 113 ettari circa di superficie. Diciotto porte sormontate da altrettanti torrioni o torresotti sorvegliavano gli accessi urbani. Ma il progredire della città e il sorgere di nuovi borghi addossati alle mura richiesero la messa in opera di un progetto più vasto dopo neppure tre secoli. Un grande sforzo per i petroniani che, partendo da un fossato e un terrapieno munito di una palizzata lignea, giunsero nella seconda metà del XIV secolo a completare un’imponente cerchia muraria dello sviluppo di oltre sette chilometri, con dodici possenti porte munite di rivellini e ponti levatoi. Per oltre cinque secoli il rosso bastione ha protetto Bologna dagli attacchi nemici. Nulla ha potuto però contro l’ottusità di chi lo volle abbattete, all’alba del XX secolo. Per nostra fortuna ci fu chi riuscì a limitare lo scempio. Così oggi possiamo ammirare ancora, oltre a resti delle mura di selenite e dei torresotti, dieci porte e circa un chilometro della terza cerchia muraria e rivivere, vedendo quelle nude pietre, tanti momenti di storia della nostra Bologna.

