Moretti & Vitali
Chiaro enigma del mondo
Danilo Bramati
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2016
pagine: 88
"'Cricc ... cràcc ... cràcc ... ciàcc ... '. E la lingua del mondo. E non sarebbe nemmeno una lingua, ma il prodursi di un semplice fenomeno naturale: quando la temperatura scende l'acqua si ghiaccia, quando la temperatura si alza il ghiaccio si scioglie. Semplice. Ma è proprio dell'uomo parlare una lingua, è propria dell'uomo la necessità di comprendere. Così tutto ciò che viene colto dai nostri sensi diventa un segnale e tutti i segnali che hanno un andamento ritmico diventano una parvenza di lingua. Tutto ciò ci dice molto più di come funziona l'umano che non di come funziona il mondo. Ne viene tanta pietas per questo animale nudo, sferzato e anche accarezzato, nutrito e anche piagato dal mondo e spinto alia comprensione. Di questo sentire è permeata la raccolta di Danilo Bramati e ne danno conto ampiamente le poesie." (dalla postfazione di Annalisa MAnstretta)
L'opera oltre l'oggetto. Sull'esperienza simbolica dell'evento artistico
Romano Gasparotti
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2016
pagine: 160
L'arte ormai è dappertutto, pronta ad attirare la curiosità di un pubblico che desidera fare esperienza in un mondo che, più si globalizza, più vede crescere il deserto esperienziale. Ma sembra anche sistematicamente oltrepassare qualsiasi linea di demarcazione volta a definire che cosa è propriamente artistico rispetto a ciò che non lo è. Proponendosi, dunque, come un autentico problema per la filosofia, le cui risposte, tuttavia, rischiano di essere poco pertinenti, nel loro rimanere saldamente arroccate attorno ai poteri "forti" e "visibili" dell'oggetto, del significato e del concetto. La stessa critica d'arte si limita perlopiù a fornire parafrasi verbali dell'opera. Perché non provare, allora, a confrontarsi profondamente con l'arte all'opera, senza volerla addomesticare e senza ricondurla totalmente alle macchinazioni dei poteri visibili? Un esperimento filosofico, che non solo potrebbe riconciliarci con l'evento, ma anche disostruire i blocchi e i condizionamenti, che precludono le possibilità di un autentico esperire. Contribuendo, infine, a restituire alla filosofia stessa il suo originario carattere di arte delle Muse, le quali, notoriamente, non parlavano, bensì cantavano e danzavano... I saggi qui raccolti muovono dal tentativo di interpretare l'arte all'opera secondo il modello della danza, intesa come ciò che può scaturire solo dall'ineffabile contatto con quanto non si può pensare.
Lo specchio di Dioniso
Ugo Fama
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2016
pagine: 216
La presenza di Dioniso nel pensiero di Jung si evidenzia fin dai suoi esordi nel confrontarsi con il pensiero di Nietzsche. Questa presenza non è mai venuta meno, ma è sempre rimasta un poco sottotraccia, più implicita, più nascosta. Hillman nella terza parte del "Mito dell'analisi", parlando della femminilità psicologica, riprende il tema dionisiaco e lo approfondisce grandemente. Ma in genere nella psicologia analitica questa figura resta abbastanza sullo sfondo, vive una vita più clandestina, forse in virtù della sua peculiare caratteristica di esistere su un confine indefinito tra vita e morte. Kérenyi definisce Dioniso L'archetipo della vita indistruttibile. Il labirinto, luogo mitico dove il Minotauro/Dioniso "si nasconde", è: "...il luogo dove si coniugano vita e morte, parola e silenzio, dove 'identici' sono Ade e Dioniso...". Il percorso analitico è un percorso labirintico, inteso come percorso iniziatico, una sorta di discesa agli inferi conoscitiva e trasformativa. "Flectere si nequeo Superos, Acheronta movebo" recita Virgilio citato da Freud; questo verso ci racconta una verità archetipica: la via verso "l'alto" non è mai diretta, ma passa per il "basso". In termini alchemici gli opposti coincidono; in Dioniso gli opposti coincidono, la sua androginia ne è l'aspetto più evidente e in tal senso sembra acquisire l'aspetto del Lapis alchemico. Dioniso è anche un bambino che gioca e giocando crea il mondo.
Uomini ultimo atto
Anna M. Carpi
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2015
pagine: 157
Tre storie quasi interamente vere e legate dal filo di una stessa interlocutrice. Un giovane del Norditalia incarcerato per rapina che si esalta nella lettura di Nietzsche, un pittore di origine pugliese smarrito nei commerci dell'arte, un ragazzo inglese senza lavoro, nostalgico del grande passato della sua patria. Uomini di diversa estrazione sociale e di tre diverse generazioni che soffrono della crisi maschile del ruolo e al proprio sé trovano ricovero o rovina fra sete d'assoluto, fantasie di guerra e pulsione di morte. Un nesso con quei giovani europei che oggi guardano al Califfato?
Errore e finzione. Logiche poetiche e poetiche filosofiche
Cecilia Rofena
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2015
pagine: 153
Che cosa significa imparare dalla poesia? Questo studio mostra che è una lezione molto simile a ciò che intendiamo con le espressioni "correggere un errore" e "riparare a una mancanza". Smettere di imparare dai nostri errori può segnare il confine e la fine dell'esperienza possibile. Non riflettere su una mancanza può voler dire accettare o provocare l'irrevocabile e l'inevitabile. A queste difficoltà l'attenzione dell'arte risponde con un atto linguistico che è etico e politico. Il vertere del verso ci permette di tornare indietro, ripensando le parole in relazione ai loro effetti di risonanza: è un voltarsi indietro a osservare la storia delle parole per costruire ciò che possono illuminare, lasciando sperare e presagire nuove possibilità dell'esperienza. Che cosa possa voler dire "vivere poeticamente" si mostra nella traduzione delle differenze poetiche, con uno sguardo filosofico che, seguendo Wittgenstein, non ha dimenticato che anche la filosofia dovrebbe essere scritta come si scrive una poesia.
Utopie e realtà
Gianluca Cuozzo
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2015
pagine: 223
"Come conciliare melancolia e utopia con il realismo? Molti stupidi o ingenui, o magari in malafede, pensano che il realismo escluda l'utopia, e che consista nell'accettazione della realtà. Ma ovviamente (e questo libro ne è una prova esemplare) non è così. Essere realisti significa voler conoscere il mondo così come è, per poterlo cambiare, e renderlo il più vicino possibile alle utopie e ai desideri. Non si vede altro modo per cambiare. Conoscere l'attrito del reale, la difficoltà dei mutamenti, e soprattutto la straordinaria debolezza umana, è la sola maniera per poter trasformare il mondo. Dire, invece, "Yes, we can" è un modo per mettersi l'anima in pace, o meglio per convincere gli altri di qualcosa di cui non siamo convinti noi stessi. Di qui l'antropologia negativa che costituisce il centro più vero e profondo del libro di Cuozzo. Il peggiore utopista, l'utopista che illude e basta, è quello che proclama che "l'uomo è nato libero, ma è dappertutto in catene". Ma proprio partendo di qui l'uomo può migliorarsi, anzitutto rimediando alle proprie insufficienze. L'uomo è l'animale malato. E l'immensa produttività della tecnica, così come l'immensa attrattività degli oggetti che produce, e l'immane quantità di scorie e rifiuti che vengono generati da questo processo, sono il frutto di questa malattia." (Dalla prefazione di Maurizio Ferraris)
Il mio nottario. L'ora dei sogni in classe
Eva Pattis Zoja, Liliana Liturri
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2015
pagine: 118
Di solito i libri che vogliono aiutare a capire i bambini trasmettono punti di vista degli adulti. Pochi testi sui bambini sono veramente dei bambini come questo. Il "nottario" è proprio quello che la parola dice: un "diario" della notte. Per oltre un anno, durante un'ora settimanale, in alcune classi di scuola elementare i bambini hanno raccontato, disegnato, scritto i loro sogni. Si è così creato uno straordinario spazio di libertà, di sincerità, di intimità: una occasione difficilmente offerta dai programmi scolastici. I bambini hanno narrato in ogni senso i loro sogni: quelli notturni, ma anche desideri diurni, e indirettamente ansie non espresse. Al termine dell'esperimento le insegnanti hanno constatato che molte difficoltà, di integrazione o scolastiche, si erano avviate a soluzione nel modo più semplice, partendo da questo svelarsi giocoso dei mondi interiori. La produzione spontanea di immagini è necessaria alla crescita, è una "terapia" naturale, che oggi spesso la tecnologia sostituisce con schermi televisivi o videogiochi: essi, come anche questo studio ha mostrato, possono rendere i bambini passivi e inaridire la fantasia attraverso il continuo consumo di immagini fatte in serie. L'esperimento, condotto con straordinaria soddisfazione in Puglia, può essere replicato in qualunque scuola senza apparecchiature e senza costi. Sogni e fantasia sono gratuiti.

