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Moretti & Vitali

Panta diapánton. Scritti teorici su follia e cura

Panta diapánton. Scritti teorici su follia e cura

Italo Valent

Libro: Libro in brossura

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2009

pagine: 375

Panta diapánton - il tutto attraverso tutto dei frammenti eraclitei - è la forma radicale della illacerabile relazionalità dell'essere, è lo spazio in cui psichiatria e filosofia sanno ospitarsi - nel duplice significato dell'hospes, colui che accoglie ed è accolto, che si riconosce nel volto dell'altro. Gli scritti teorici raccolti in questo volume mettono in luce la singolare familiarità che accompagna una certa psichiatria e una certa filosofia lungo le strade che solcano questo nuovo secolo e conducono in quella terra di frontiera dove ragione e follia possono finalmente convivere in libertà. La forza pervasiva ed eversiva del pensiero dialettico di Italo Valent mostra che tanto la psiche quanto la cura della psiche sono percorsi di lotta e di unificazione degli opposti: nell'affrontare da un punto di vista filosofico i temi della follia e della relazione di cura, sono delineate in modo originale e trasformativo le figure dell'amore-timore del nulla, della paura-desiderio della morte, del bisogno-rifiuto del dolore, del senso-nonsenso del delirio. Ne scaturisce una visione antropologica e politica che rappresenta un invito per gli operatori psichiatrici responsabili ad adottare un nuovo approccio alla cura, per cui "condividere la follia è l'operazione più difficile, è l'operazione che è iniziata con Basaglia e che dovrà procedere perché fondata su questa certezza, che se ci salviamo, cioè se ci curiamo e se guariamo, è soltanto insieme".
18,00 €

Due racconti dal sottosuolo. La follia come stile di vita

Due racconti dal sottosuolo. La follia come stile di vita

Clemente Iannotta

Libro: Copertina morbida

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2009

pagine: 115

Si tratta di due storie di vita, due storie di follia, raccontate da un biografo che si fa medio della riflessione dell'istituzione di cura su se stessa. Un autoaggiramento, un prendersi alle spalle, per quel che si può. Siamo ancora sprovveduti, e forse lo rimarremo, di fronte al malessere e al male, ma proprio questo esige una quotidiana determinazione a cercare vie inesplorate. I racconti di Adriano e di Guido ci ricordano la profonda solitudine -ma anche la titanica pervicacia -che segna da dentro e da fuori gli esclusi, o meglio, alcuni esclusi per i quali una metafora possibile potrebbe essere quella della malattia autoimmune del loro psichismo. Ecco allora il recupero delle storie difficili. La narrazione biografica cerca di valorizzare ogni forma di esperienza e di rintracciarne il senso implicito, accogliendo perciò ogni forma di vita e allargando le maglie del senso. Essa offre al singolo la possibilità di comprendersi seguendo quell'unica autorità rappresentata dall'alterità che incontra in se stesso.
10,00 €

Il tempo e l'anima

Il tempo e l'anima

Libro: Libro in brossura

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2009

pagine: 180

Fino a Bleuler la psichiatria aveva considerato il tempo nella sua dimensione di Cronos, ma con la fenomenologia, il tempo diviene progressivamente i tempi dell'esperienza soggettiva. Assumendo il vertice interno del soggetto in cui si inscrivono i cambiamenti e la tensione vitale. Potrà quindi essere vissuto, arrestato, sospeso, dilatato, negato, svuotato, recuperato. Da parte sua la psicoanalisi, sin dalle origini, sostanzialmente si distanzia in modo netto da questa visione del tempo: l'esistenza del soggetto è nelle identificazioni con i propri oggetti e, quindi nella difficoltà soggettiva a potersene separare. "...può darsi che l'oggetto non sia morto davvero, ma sia andato perduto come oggetto d'amore" (S.Freud, 1905). Si potrebbe affermare che, sostanzialmente, per la psicoanalisi la vita psichica del soggetto si organizza e si dispiega contro ogni regola temporale. Anche per Jung il tempo nel transfert assume solo la dimensione "sincronica" in cui gli eventi, prima che accadere, coincidono (C.G. Jung, 1950). È solo l'intersezione di due menti che iscrive il tempo - che tenderebbe a rimanere simile a se stesso all'infinito - in una dimensione di realizzazione. La domanda drammatica sulla durata effettiva del tempo, che sottende ogni azione, ogni relazione, ogni contenuto di pensiero, è stata a lungo difensivamente rimossa. Gli interventi proposti in questo libro intendono riportare la domanda alla sua centralità per l'esperienza del soggetto nella sua relazione con sé e con la Storia.
16,00 €

L'inconscio creatore. Attorno al «Libro dei sogni» di Federico Fellini

L'inconscio creatore. Attorno al «Libro dei sogni» di Federico Fellini

Christian Gaillard, Lella Ravasi Bellocchio

Libro: Libro in brossura

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2009

pagine: 120

Nel 2007 vede la luce il "Libro dei sogni" di Federico Fellini, che raccoglie trent'anni di sogni scritti e disegnati da lui, dall'inizio della sua analisi junghiana con Ernst Bernhard a poco prima della morte. Due analisti junghiani, Christian Gaillard e Lelila Ravasi Bellocchio, lavorano con passione e umiltà attorno ai sogni e alle immagini del maestro. I loro contributi sono diversi nell'approccio ma uniti nell'emozione dell'incontro con questo straordinario materiale psichico, con la vita dell'uomo e dell'artista. Interrogano il libro, in un ascolto rispettoso, e si interrogano sul senso della vita di Fellini come "autorealizzazione dell'inconscio" nella definizione che lo stesso Jung ha dato per raccontare la propria storia. Passano le immagini, alcune tra le molte, scelte dagli autori, e sono narrazioni che ci portano per mano, forse ci provocano a incontrare le parole e i disegni della vita di un artista, e della sua dedizione all'inconscio creatore.
14,00 €

Il poeta e «il fluire ondeggiante delle moltitudini». Parigi per Nerval e Baudelaire

Il poeta e «il fluire ondeggiante delle moltitudini». Parigi per Nerval e Baudelaire

Yves Bonnefoy

Libro: Libro in brossura

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2009

pagine: 148

In questo libro sono raccolte le conferenze tenute da Yves Bonnefoy nel novembre del 2001 alla Bibliothèque Nationale de France. Il tema riguarda la folla parigina che si riversa nelle vie e nei boulevard di Parigi tra il XIX e il XX secolo: una "moltitudine" dal carattere del tutto nuovo rispetto alle epoche precedenti. Prima di allora in quella folla erano visibili i segni distintivi che consentivano di riconoscere in ciascun individuo la sua collocazione nell'ordine naturale, nell'essere. In quella "moltitudine", ora, c'è il nulla. Yves Bonnefoy mostra l'effetto che questa sorta di "epifania del nulla" ha sull'esperienza poetica di due grandi scrittori: Gérard de Nerval e Charles Baudelaire, quest'ultimo principale iniziatore della modernità già preannunciata da Edgar Allan Poe. Un'esperienza che consiste nel concepire l'essere solamente come desiderio che l'essere sia. Un'esperienza che, cominciando con Hugo e Vigny, si estenderà a Rimbaud, Mallarmé, Apollinaire fino ai surrealisti. Le conferenze, qui trascritte e rielaborate dall'autore, mantengono un modo colloquiale nell'offrirsi al piacere della lettura: continuano ad aprirsi con un "Signore e signori" e si sviluppano per cenni e idee; o ipotesi, addirittura, tanto da non proporsi come qualcosa di concluso. Il loro intento infatti è farsi dialogo, lasciando dire qualcosa di inedito al lettore che le incontra.
14,00 €

Giochi del corpo e delle emozioni nello psicodramma analitico

Giochi del corpo e delle emozioni nello psicodramma analitico

Libro: Libro in brossura

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2009

pagine: 150

14,00 €

Critico e testimone. Storia militante della poesia italiana 1948-2008
25,00 €

Freud e Severino

Freud e Severino

Gabriele Pulli

Libro: Libro in brossura

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2009

pagine: 100

Per Freud l'inconscio è "soprattutto fuori del tempo". Emanuele Severino definisce la propria filosofia come "la ricerca di quell'essere che è fuori del tempo". Freud ritiene che una riflessione sulla a-temporalità dell'inconscio, una sua "esatta valutazione filosofica", possa "aprire il varco verso le massime profondità", ed è questa la sua ultima parola sul tempo e sull'inconscio, il suo testamento spirituale. La filosofia di Severino sembra prestarsi proprio a questo scopo. Ma le due concezioni non sono affatto sovrapponibili. Né sarebbe sufficiente integrarle fra loro intendendo l'una come il complemento dell'altra. La possibilità più feconda è quella di confrontarle non solo per rilevarne identità e differenze ma per produrre fra loro una "reazione chimica", dalla quale scaturisca qualcosa di nuovo: di non riconducibile a nessuna di esse ma a una sintesi più ampia, in grado di comprenderle entrambe. Tali concezioni cioè possono illuminarsi a vicenda in quanto ciascuna illumina qualcosa di esclusivo dell'oggetto a cui si riferisce, che in entrambi i casi è la radice più profonda della vita. Ne risulta un saggio che si addentra effettivamente nel varco verso le massime profondità indicato da Freud che, oltre agli addetti ai lavori della psicoanalisi e della filosofia, "dice" qualcosa a chiunque sia sensibile alle tematiche culturali.
10,00 €

Perdita e ricerca del centro

Perdita e ricerca del centro

Libro: Libro in brossura

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2009

pagine: 251

Da Plotino a Jung il "centro" è metafora dell'origine e della meta dell'anima, per cui la perdita della connessione con questo centro diviene metafora dell'alienazione dell'anima dal suo destino. Anche se la coincidenza con il centro non è mai data, ma è dato piuttosto un tendere all'infinito, oppure la sosta in uno dei centri possibili, soltanto riflesso del "centro dei centri". Come dice Plotino, "l'Anima si muoverà intorno a ciò da cui ha tratto origine, e a esso rimarrà aggrappata, tendendo al punto verso cui dovrebbero gravitare tutte le anime"; o anche, "la circolarità dell'Anima non è riconducibile a una figura geometrica, ma al fatto che dentro e intorno a lei si trova 1''antica natura' da cui proviene". Giovanni Pascoli, "Psiche". In oltre sono presenti nel volume: Carla Stroppa, "Verso una nuova innocenza"; Renato Oliva, "Del cerchio e del centro"; Christian Gaillard, "Dentro e attorno"; Luciano Perez, "Le metamorfosi del centro"; Bruna Dell'Agnese, "In volo sull'estuario"; Flavio Cuniberto, "La Città-Fiore"; Monica Ferrando, "Danze in cerchio per Estia"; Enrico Della Torre e Francesco Donfrancesco, "Uno stabile fluire"; Marta Tibaldi, "Nuvole nel ciclo, comunque s'indovina la luna"; Chris Downing, "Arianna, la Signora del Labirinto"; Diane Finiello Zervas, "Via dal vortice"; Elena Petrassi, "L'ombra del tempo e il segreto delle rose"; Mariolina Graziosi, "Dissotterare Dio"; Henry Corbin, "La Sophia eterna".
18,00 €

Legal informatics

Legal informatics

Libro: Copertina morbida

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2009

pagine: 256

24,00 €

La grande madre. Convergenze. Volume Vol. 5

La grande madre. Convergenze. Volume Vol. 5

Libro: Libro in brossura

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2009

pagine: 195

Jung ipotizza che le influenze esercitate dalla madre sui propri figli non derivino necessariamente dalla madre stessa e dai suoi reali tratti di carattere. Accanto a questi vi sarebbero qualità che la madre, in quanto persona, solo apparentemente possiede, ma che di fatto sorgono dalla struttura archetipica che la circonda e sono proiettate su di lei dai figli stessi. Dire della Grande Madre è dunque un modo di nominare un'immagine tratta dall'esperienza culturale collettiva. In quanto "immagine", essa rivela una pienezza archetipica, ma anche una distinta polarità tra positivo e negativo.
16,00 €

L'originaria contesa tra l'arco e la vita. Narrazioni del principio

L'originaria contesa tra l'arco e la vita. Narrazioni del principio

Flavio Ermini

Libro: Libro in brossura

editore: Moretti & Vitali

anno edizione: 2009

pagine: 156

"L'originaria contesa tra l'arco e la vita". Sin dal titolo, l'ultima opera narrativa di Flavio Ermini fa cenno a una riflessione di Eraclito: "Nome dell'arco è vita, opera ne è la morte", ponendo così due questioni preliminari: il nome dell'arco (biós) dice solo un aspetto della cosa nominata: la vita (bios), anche se tale aspetto non è meno reale dell'altro, che coincide con l'"opera" dell'arco, ovvero la "morte"; non è possibile negare che una stessa cosa, l'arco (biós), sia in pari tempo vita (bios) e morte. Con "L'originaria contesa tra l'arco e la vita", Ermini chiama il lettore a muovere alcuni passi nella terra mattinale: dov'è l'originaria contraddittorietà delle cose. In quale modo? Affidandosi a un dire puramente rivelativo; un dire che vuole coincidere con il principio, per coglierne l'inesausta potenza e la promessa sempre rinnovata di avvenire che custodisce in sé. Nel farsi della narrazione si manifestano creature di cui l'essere umano non sa nulla. Figure che pensano in una lingua che non hanno ancora pensato: la sorella del sonno, il padre divenuto cieco, il nemico mortale, i caduti, i guardiani della sfera, i discenti. Le loro vicende non avvengono mai, ma sono sempre. Hanno luogo nel possibile che costantemente si ripete: la custodia terrena del cielo, il giardino conteso, la torre dell'antivita, l'ingannevole terraferma, lo zoo di pietra, lo spazio inerte del mare, la terra rovesciata.
14,00 €

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