Pequod
Vicende di un caporale anconetano dopo l'8 settembre 19. Avvenimenti di guerra e sopravvivenza del caporale Dante Tarsetti
Riccardo Grassini
Libro: Libro in brossura
editore: Pequod
anno edizione: 2024
pagine: 103
Agli orli della notte
Stefania La Via
Libro: Libro in brossura
editore: Pequod
anno edizione: 2024
pagine: 75
Il racconto di un distacco definitivo col suo peso di sofferenza, di rimpianto e nostalgia e insieme una dichiarazione d'amore all'esistenza che dalla morte, per contrasto, assume nuovi significati. Un attraversamento coraggioso dal buio alla luce, guidati dalla parola della poesia, unica lingua che può dire la vita e illuminarne il carico di memorie e di piccole, immense storie. Con versi nitidi che ritraggono con precisione la perdita, lo smarrimento e insieme la grazia di improvvise epifanie, l'autrice ci restituisce il ricordo di un'amicizia spezzata dal destino che si fa canto universale d'amore per chi è andato e per chi resta. Agli orli di una notte che sembra infinita si rinnova il miracolo dell'alba. «Stefania La Via erge il suo canto di dolore, il suo tributo a ciò che è stato. Affida alla poesia la possibilità di un risarcimento, ma anche di una consacrazione al mistero delle cose: farle nascere, farle rivivere, farle resistere». (dalla Postfazione di Simona Lo Iacono)
E i lupi scesero in città...
Barnaba Maj
Libro: Libro in brossura
editore: Pequod
anno edizione: 2024
pagine: 264
E i lupi scesero in città... è il ritratto dell'universo familiare, geografico, temporale dell'autore e protagonista Barnaba Maj, nato in una notte di plenilunio del 3 ottobre 1949, "figlio della consolazione" (questo è il significato del suo nome) di Giovanni Maj, costruttore di strade, ponti, dighe e gallerie, e di Nerina Borelli, "bellissimo profilo, gelo del cuore". La vita del giovane Barnaba è segnata dai continui trasferimenti imposti dell'irrequieto capo-famiglia in case scalcinate e difficilmente raggiungibili, che lo portano a vivere di volta in volta a Bolsorano, Ferrara, La Spezia (città di origine del padre), Campobasso e Messina. L'idea di questo romanzo di formazione è che la struttura del tempo è atomica, come l'universo di Lucrezio, che ci sono dimensioni interstiziali anche di tempo non vissuto, strati profondi che formano cristalli della memoria, misteriosi intrecci fra tema mitico, tempo storico e tempo individuale. Immerso nel corso del tempo di una vita come in un flusso eracliteo, il lettore incontra così Juan Alberto Schiaffino e Fausto Coppi con lo sconosciuto teppista Rosario De Filippis e la reincarnazione di doc Holiday. Un Padre più che ingombrante a capo di nomadica famiglia, una Casa Desolata, la città di Campobasso e il Molise come improvvisa nostalgia di terre lontane. Linee, cerchi, figure, si chiudono e si riaprono con la neve, atomi che cadono, cristalli che si formano, una sorta di Odissea ad alto tasso di ironia costellata da vicende e personaggi irresistibili.
Le vigne vecchie
Francesco Russo
Libro: Libro in brossura
editore: Pequod
anno edizione: 2024
pagine: 344
Le Vigne Vecchie racconta dei fratelli Santini nella prima metà del secolo scorso in una terra di soprusi, patriarcato e ignoranza. Ma Rocco e Carlo non vogliono accettare di adagiarsi al fatalismo e alla rassegnazione dei loro compaesani, lottano per emanciparsi e diventare migliori di quel che sono. Rocco, il più grande, introverso e di poche parole, fatica per migliorare il tenore di vita della famiglia e, per tener fede ad un giuramento fatto da ragazzino alla memoria del padre, lavora nei campi e alleva bestiame. Subisce dei torti, ma non si arrende. Purtroppo l'entrata in guerra dell'Italia nel 1915 e la sua chiamata alle armi stravolgono i suoi progetti. Quando, a guerra finita, ritorna, a causa di una grande tragedia parte per l'America e nonostante lì trovi un certo successo dovrà fare i conti col suo passato. Carlo, poco più che adolescente, intelligente ed estroverso, dopo aver imparato a leggere, viene preso dal bisogno di conoscere e capire. Comincia così ad attivarsi per infondere un sentimento di giustizia sociale nelle persone che frequenta, anche se deve scontrarsi contro un muro di diffidenza e di paura.
Sette sani racconti
Oskar Barrile
Libro: Libro in brossura
editore: Pequod
anno edizione: 2024
pagine: 120
Narra la leggenda che come moderni barbari un gruppo era sceso tre anni prima in Italia, chiamati dai centri sociali più grossi e in pericolo, per creare consenso con i loro spettacoli, e così girovagando un gruppo di loro si era fermato a S.Arcangelo, attratti da una vecchia cava di ghiaia in disuso lungo il fiume (e forse anche dalla cucina e dal vino romagnolo). Così avevano chiesto al comune di poter riutilizzare quello spazio per la loro comunità. Era un enorme campo officina, dall'aspetto sgangherato, pieno di rottami arrugginiti. Ma le apparenze ingannano sempre. Pare che tra di loro c'erano tecnici di prim'ordine che avevano abbandonato la tranquilla vita dai molti soldi e si erano buttati nell'avventura: c'erano ex meccanici di F l, ingegneri elettronici, capi fonditori e via di questo passo, che quasi i fabbri della zona andavano da loro per avere consigli sulle saldature; e loro campavano facendo parate con i loro veicoli stranissimi autocostruiti e funzionanti lungo le città, e poi facevano spettacoli performances con tutto questo materiale, ed organizzavano feste techno micidiali, che ancora nessuno aveva snasato che poteva essere un affare, e nessuna disco aveva a quell'epoca un grammo di musica techno e loro sì. Ma soprattutto andavano nei centri sociali e ti organizzavano delle serate Mega, e specie se rischiavi lo sgombero veniva un casino di gente, e in quelle brutte situazioni lì 'sto consenso qui è proprio fondamentale. Insomma ne sapevano più di qualsiasi professore, ma l'aspetto! Un punkabbestia era più rassicurante rispetto a loro. Sembravano usciti da qualche film post-atomico: vestiti strappati, borchie, stivali giganti, elmetti con led luminosi, tatuaggi, pezzi di circuito stampato che abbellivano i giubbotti, pelle con cicatrici e bruciature varie, e poi erano grandi e robusti e sempre al lavoro. E le femmine mutoid erano anche loro giganti ed erano sempre molto carine con tutti quei tatuaggi e anelli vari… Avevi quasi paura a parlare con un mutoid se non li conoscevi, perché erano anche grandi ma l'età era imprecisabile: tipo gente che anagraficamente aveva sui quaranta anni non riuscivi a darglieli perché giravano seminudi, stile Conan il Distruttore, in pieno dicembre, con i capelli rosso fuoco… e lui pensava: "è proprio vero che l'età dipende dalla vita che si fa" e pensava alle famiglie mutoidi con le ragazze che non si distinguevano dalle loro madri e madri e figlie sembravano tutte bellissime replicanti NEXUS-6. Comunque loro stavano arrivando proprio da questi Mutoidi...
Educazione montanara
Mansueto Sperandio
Libro: Libro in brossura
editore: Pequod
anno edizione: 2024
pagine: 210
«Dopo essersi tolto la camicia di forza sull'esempio di Charles Bukowski, l'amico Mansueto si è superato. La sua scrittura, irriverente, bucolica, trasgressiva, ha superato i limiti del dissenso e finalmente ci racconta la sua verità, dopo le tante menzogne scritte sui media. Venticinque anni fa è successo un fattaccio in Vanoi, e per raccontare quel fattaccio Mansueto ha sviluppato una narrazione sferzante ed ironica da far sussultare di gioia gli autori di Black Out, la fiction girata in Vanoi ed andata in onda sul primo canale Rai. È poi verità? O è fantasia? E chi se ne frega. C'è sempre il risvolto della medaglia. Mansueto l'ha scovato. Ha tolto la patina della felicità a tutti i costi e ne ha fatto un irriverente capolavoro gettando perle ai venti. Felicita (senza accento), la prostituta che intrattiene i benpensanti in quel di Trento, le bevute di birra che annebbiano, la musica dei Beatles che fa scovare capolavori lisergici, i morti per silicosi, la comunità di Comedon Pian, il richiamo del bosco, il collegio dei preti, le contestazioni studentesche degli anni Sessanta e tante altre succose favole sbrindellate, sono solo alcuni dei fantasmi che Sperandio ha tolto dall'armadio del suo passato. Il blues torna a volare e semina il veleno sulla poesia della vita dura, senza sconti né sogni o fili spinati di ipocrisia. Mai più scritture semplificate, mai più trame conosciute o vie d'uscita da vissero insieme felici e contenti. Via le maschere. Tutto deve cadere. Chi leggerà questo romanzo troverà fin dall'incipit una bomba che accenderà fuochi di rabbia e colorerà il cielo della montagna di giallo canarino che, come spiega Thomas Mann, sarà sempre incantata». (Angelo Orsingher)
Diario senza le date
Marino Moretti
Libro: Libro in brossura
editore: Pequod
anno edizione: 2024
pagine: 192
Marino Moretti ritornò inaspettatamente alla poesia nell'ultima parte della sua vita, e Diario senza le date (1974) fu il suo ultimo libro pubblicato in vita, a quasi novantanni. La raccolta infatti attraversa la sua carriera recuperando i testi fra le sue carte vecchie e nuove, senza data precisa, diario in versi e versicoli dalla metrica elementare e grande ritmo, "persino nervosa a tratti, perciò modernissima, l'espressione chiara e immediata, che risolve prontamente ogni difficoltà di lettura" (G. Lauretano). In questo libro, emergono citazioni, richiami agli altri poeti a lui contemporanei, parole piene di significati e spessore ma spesso rielaborate con la leggera ironia propria di uno scrittore che ha attraversato il '900.
Esercizi di riparazione
Biagio Accardo
Libro: Libro in brossura
editore: Pequod
anno edizione: 2024
pagine: 98
Le forme dell'esistenza sono spesso nominate con figure attinenti alla dimensione memoriale. Il processo faticoso del ricordo implica un pellegrinare lungo l'asse del tempo per sanare una perdita irreparabile, quella del senso dell'origine. Nella poesia di Biagio Accardo l'eco di tale ferita si affida al suono di un mondo che dimora nell'assenza e che il poeta sa dispiegarsi nell'ora presente come frutto di una miracolosa dislocazione dal passato. Il titolo della raccolta, Esercizi di riparazione, enuncia di per sé l'atto con cui il poeta tenta, per mezzo della parola, un recupero, sia pure parziale, dell'indicibile della visione e della memoria. E nella lontananza l'esperienza del luogo perduto, dove ha radici la Voce al cui richiamo poi si fonda la voce del poeta. Poter dislocare fuori di sé, nel verso, l'esito di tali risonanze, se da un lato significa constatare il proprio vanire nella dolcezza di un'esperienza percettiva o memoriale di grande intensità, dall'altro induce alla necessità di rammendare tutta quella lontananza in un tessuto poetico che possa ancora darle espressione: «Ma che erano i versi / prima che fossero? Un rossore / forse, lo sbiancare / del viso, la trepidazione — / qualcosa insomma / tra le righe, un po'/ più su, un po' più giù, / mai dove sarebbe stato / giusto scrivere. /Ma la verità è così, bisogna /andarsela a cercare, / anche se ci costringe al fuori pista»... (Dalla Prefazione di Pietro Romano)
Lettere dal fronte
Stefano Boldorini
Libro: Libro in brossura
editore: Pequod
anno edizione: 2024
pagine: 86
Raccolta di poesie.
Figura a stella
Adelelmo Ruggieri
Libro: Libro in brossura
editore: Pequod
anno edizione: 2024
pagine: 70
Borghi e paesi di una geografia minore in cui la storia locale si mescola in maniera inscindibile alla memoria dell'autore e alla sua personale mappa dei sentimenti.
Tutte le ossa cantano la canzone d'amore
Pietro Russo
Libro: Libro in brossura
editore: Pequod
anno edizione: 2024
pagine: 90
Raccolta di poesie.
Un lunghissimo addio
Paolo Parrini
Libro: Libro in brossura
editore: Pequod
anno edizione: 2024
pagine: 66
Raccolta di poesie.