Solferino
Beato il popolo che ha bisogno di eroi
Massimo Gramellini
Libro
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 240
«Beato il popolo che non ha bisogno di eroi» faceva dire Brecht al suo Galileo per difenderlo dall'accusa di essere sceso a co
Omero non deve morire
Oscar Farinetti, Piercarlo Grimaldi
Libro
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 224
Nell'era della parola manipolata, tradita, dispersa, vuota, il racconto e la spiegazione del mondo ci possono ancora salvare?
La luce del sistema. Storia di Ivie e delle sue bambine
Maria Grazia Calandrone
Libro
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 288
Questa storia comincia a Roma, in un'ambulanza e poi in un ospedale
Se non c'eri, non c'ero
Giuseppe Remuzzi, Telmo Pievani
Libro
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 304
«Se la Rift Valley non avesse spaccato da nord a sud il continente africano, forse adesso condivideremmo ancora un habitat sta
La cattiva coscienza dei fisici
Carlo Rovelli
Libro
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 144
Tutto comincia negli anni Trenta, in un laboratorio nel centro di Roma, con una scoperta inizialmente mal compresa, dalla qual
Il prezzo della libertà
Valentina Petrini
Libro: Libro in brossura
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 240
Sibilla e Anna appartengono a due generazioni diverse: una è nata nel 1963, l’altra nel 1945. Anche i loro mondi sono differenti, la buona borghesia intellettuale e la classe operaia. Eppure, sebbene nemmeno si conoscano, hanno qualcosa in comune: una malattia che le costringe a soffrire di un dolore invalidante e insopportabile, e poco tempo davanti. Sibilla è un’attivista nella battaglia per la piena attuazione della legge sul suicidio assistito e soprattutto, a differenza di Anna, è benestante: sa che non è tenuta a sopportare all’infinito il suo calvario, potendosi permettere la prospettiva di una fine dignitosa in Svizzera. Anna, al contrario, figlia del dopoguerra, ha svolto lavori umili per tutta la vita, la possibilità di studiare le è stata negata e non ha risorse economiche, né la consapevolezza piena dei suoi diritti. Così, mentre Sibilla fa di tutto per ribellarsi, Anna finisce per non poter disporre nemmeno del suo stesso corpo, perché sono altri a decidere per lei. E la sua tenace e generosa sorella Gabriella si troverà da sola a districarsi tra le inefficienze e le ingiustizie di un Servizio sanitario sempre meno pubblico. Raccontando con il passo di un romanzo la storia dell’ultimo tempo di vita di queste due donne che ha incontrato e a cui è stata vicina, Valentina Petrini parla di tutti noi: dei nostri cari, del nostro futuro, dei nostri diritti. Illumina l’ipocrisia e l’ingiustizia di una società che chiude un occhio – o entrambi – quando le disuguaglianze economiche e culturali incidono sulla nostra carne viva e ci rendono cittadini di serie A o di serie B anche di fronte alle scelte più cruciali. Se non siamo liberi di decidere se e come curarci, come vivere e come morire, quanto vale veramente la nostra libertà?

