Stampa 2009
Chiedi a ogni goccia il mare
Antonella Sbuelz
Libro: Libro rilegato
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2020
pagine: 120
C'è una evidente felice coerenza e continuità nell'attenzione al reale e nei modi del racconto, tra la narrativa di Antonella Sbuelz e la sua lirica. Se ne renderà conto subito, di fronte a queste sue nuove poesie, chi abbia potuto apprezzare il suo recente "La ragazza di Chagall". Insomma, la parola in prosa o in verso di questa scrittrice conserva una precisa fisionomia, che si coglie in una decisa intenzione, che ne diviene il carattere. Si tratta della insistita, penetrante ricerca di senso che ne muove i passi, ed è una ricerca, condotta con naturalezza, del senso autentico nella realtà anche minima del nostro esserci, nell'orgoglio della sua fragilità, elogiata con delicatezza, con fiducia nella meraviglia del possibile. In questi percorsi lirici si incontra la presenza degli affetti, elaborati o attraversati dalla storia e dagli ambienti. Si avverte la piccola avventura quotidiana dell'umana pazienza, il sapiente, umile racimolo delle forze da impegnare nell'esistere, ma con lo sguardo pronto a cogliere i segnali che ci vengono dall'esterno. "Chiedi a ogni goccia il mare" è un titolo che già si pone come un umanissimo progetto che arriva subito alla sensibilità del lettore.
«Questo e altro» storia di una rivista e di un editore
Arrigo Lampugnani Nigri
Libro: Libro rilegato
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2020
pagine: 208
«Questo e altro», pubblicata a Milano per otto numeri fra il 1962 e il 1964 è nata da un'idea di Giovanni Raboni e dell'editore Arrigo Lampugnani Nigri e, materialmente, fondata da un gruppo di intellettuali e scrittori molto diversi fra loro, ma anche molto empatici come Niccolò Gallo, Dante Isella, Geno Pampaloni e Vittorio Sereni. Si può giustamente farla rientrare nel gruppo di riviste - «Politecnico», «Belfagor», «Menabò», «il verri» ecc. - che, dal secondo dopoguerra fino alla contestazione del '68, ha rappresentato il "luogo" ideale per i vivaci dibattiti letterari, ma anche culturali e "politici" del periodo. I maggiori intellettuali del tempo sulle sue pagine hanno espresso le loro opinioni, talvolta contrastanti, rivelando un fermento culturale che non ci si aspetterebbe nell'Italia del boom economico. Questo libro non è puramente un'antologia dei testi pubblicati allora, ma è anche la testimonianza in prima persona dell'editore che ha contribuito a sostenere concretamente lo scambio e scontro di idee dei principali protagonisti del mondo culturale dell'epoca.
Società italiana spiriti
Antonio Di Mauro
Libro: Libro rilegato
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2020
pagine: 108
La poesia di Antonio Di Mauro mostra alcuni pregi evidenti. Partendo da solidi fondamenti culturali, propone testi di densa materialità, fatta di situazioni e pensiero, di cose e memoria, all'interno di un percorso insieme articolato e compatto. Il titolo, "Società Italiana Spiriti", ha una doppia valenza. Sarebbe la ragione sociale di una azienda del nord Italia in rapporti con una distilleria siciliana, ma è chiaro che quell'espressione può sottendere (con garbata ironia) un senso ulteriore. Appare quindi l'allusione a un'immaginaria «congregazione ultraterrena di mutuo soccorso». Di Mauro si muove nel ricordo di una realtà di lavoro, umanissima, a volte nera, popolata di personaggi come l'«avvocato del diavolo», ma anche il «vecchio saggio». Una realtà per lui ineludibile che chiama in causa un passato remoto e al quale egli si rivolge con un sentimento di quasi religiosa devozione e con una tensione emotiva controllata, che lo porta a una interna venatura lirica, a una meditazione che talvolta riesce a manifestarsi in modo più verticale e netto, ma sempre con una misura stilistica rigorosa che coinvolge il lettore nella sua dimensione moralissima e di sicuro valore estetico.
Poesia da camera (Kammerpoesie)
Carmelo Claudio Pistillo
Libro: Libro rilegato
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2020
pagine: 120
Carmelo Pistillo è anche uomo di teatro e narratore, in grado di spaziare in varie direzioni utilizzando linguaggi e forme diversi. Nella sua poesia, pur nell'attenzione che riserva al verso, alla scansione della frase, al lettore sembra invariabilmente di udire una voce che rimanda a un'espressività orale, o a movimenti musicali. In forte evidenza il tema d'amore, della "camera" d'amore appunto, in cui la sua voce risuona netta e bene impostata. Amore in un «miraggio d'intimità», ma anche ininterrotto viaggio, per oltrepassare «la stretta del giorno». Interessante è assistere ai mutamenti di registro verso una dizione più asciutta, pur nell'esposizione narrativa di figure e situazioni concrete. In tal senso Pistillo prosegue con il racconto dell'"uomo nella nebbia" capace di offrirci una sua centrale meditazione: «Sento che devo voltare / le spalle a qualunque liturgia e pietà, seguire l'oltranza / che dilaga tra le preghiere più dimesse e stolte. / Sulle spalle ho il peso / di una notte incompiuta». Qui si innesta l'osservazione della complessità, che diviene il motivo esistenziale di fondo, anche nella ripresa di toni più aperti negli ultimi movimenti di questa raccolta.
Paternalia
Stefano Bortolussi
Libro
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2020
pagine: 28
«Vero è ciò che resta», ci dice Stefano Bortolussi in questo suo poemetto sulla figura paterna, realizzando un percorso-omaggio per tappe che ha un doppio pregio: la creazione di un personaggio e la presenza dello stesso come protagonista involontario in un'epoca che tante situazioni e figure note riescono a renderci ancora ben presente. Bortolussi racconta in versi, o meglio in venti capitoli a distanza di vent'anni dalla scomparsa, avvenuta nel 2000, di un padre nato negli anni Venti. E ce ne offre i pensieri e i movimenti nei suoi miti del grande varietà novecentesco, con i film e gli attori come James Dean, tra Chaplin e Tex Willer, nei tempi della nuova radio di Arbore e Boncompagni, fino ai calciatori come Weah e Van Basten. Vari, dunque, sono i sentieri di un cammino a ritroso che ci propone Bortolussi stralciando dalla propria memoria, come da un album di foto tenuto con devozione e affetto, creando con sensibile, pastosa concretezza nelle cose, con dire pacato e insieme commosso, una sorta di libero romanzo poetico quanto mai denso in virtù degli umani colori e umori di un mezzo secolo della nostra storia.
Il re dei bugiardi
Alessandro Pancotti
Libro
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2020
pagine: 28
In questi nuovi testi l'energia netta e onesta della poesia dell'autore emerge ancora di più. Qui si muove dentro una realtà quotidiana vista e sentita con forti vibrazioni del sentimento, con una sensibile attenzione al dettaglio dell'esperienza, con evidenza di personaggi tratti dalle figure parentali e dell'ambiente, un ambiente di umana semplicità proposto nella maturità di un linguaggio che rasenta sempre la prosa o che alla prosa poetica stessa si affida. Narrando in brevi strofe senza andare a capo, magari anche seguendo l'esempio di un grande poeta francese del primo Ottocento come Aloysius Bertrand, l'autore di "Gaspard de la nuit", opera amata da Baudelaire. Ma in Pancotti sorprende positivamente la capacità di utilizzare con equilibrio un linguaggio basso parlato estratto, appunto, dal reale ruvido e opaco in cui il poeta si sente pienamente coinvolto.
Sincrasi
Giovanni Ingino
Libro
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2019
pagine: 28
È questo un piccolo, garbatissimo canzoniere d'amore e dolore, dove l'amore prevale, ne è la forza, pur nelle continue screziature del male. Giovanni Ingino, in questa sua seconda uscita, fa fruttare al meglio la sua vena lirica, che pure serpeggiava in "Il marchio del tempo", il libro d'esordio di due anni fa. E lo fa in virtù di due elementi di fondo: la verità del cuore e la sottile eleganza della scrittura, alimentata da un senso vivo della parola e del verso, dove la prima risulta al tempo stesso energica e discreta, mentre il verso si incide materico sulla pagina, pur nella sua brevità, proprio in virtù della fitta densità interna della parola poetica stessa. A questo si aggiunga la chiarezza comunicativa di un testo che arriva subito al lettore senza alcun artificio, senza tratti di maniera, con asciutta raffinatezza, affrontando temi così difficili, nella loro normalità, con il controllo minuzioso di chi non può permettersi, moralmente, di "poetizzare" l'autenticità del sentimento.
Voci, fiamme, salti nel buio
Giancarlo Pontiggia
Libro
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2019
pagine: 28
Giancarlo Pontiggia ci regala un testo in doppia direzione, nel quale è bello lasciarsi andare in piena adesione empatica con il soggetto. Il camion e la notte è un poemetto che si articola sull'idea di possibile avventura, che parte da un semplice cortile, dalla povertà estrema di chi vi si rannicchia inerme. Di umana, quotidiana avventura si tratta, il concreto realizzarsi di un rapporto diretto e insieme onirico col reale. E in sogno il protagonista, stupito, compie un viaggio, attratto dalle presenze del mondo e dalla gioia inquieta d'esserci e d'esserne parte. Pur nella notte che si insinua ovunque insieme alla meraviglia, viaggiando «nell'inerzia delle cose», Pontiggia riesce a cogliere il senso di una vita in un irriducibile «fiotto di sensi». Ci sorprende poi con una seconda sezione, Animula, che si pone come l'apparente contrario per registro e forma rispetto al primo poemetto. Una sottile meditazione sull'esserci, tra immobilità e mutamento, che si compone nella trama aperta del testo in un classico "travaglio di pensieri" luziano. La duplicità, pur molto coerente, della proposta, è un carattere essenziale e un evidente pregio di "Voci, fiamme, salti nel buio".
Le parole semplici
Fabrizio Bernini
Libro
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2019
pagine: 28
Fedele a se stesso e allo spirito che aveva animato un suo libro importante come Il comune salario, Fabrizio Bernini si apre ulteriormente con poesie che sono in effetti veri microracconti in prosa, dove la normale, quieta umiltà umana, autentica e perduta, è nell'anonima identità dell'io narrante, Celeste. Ma il suo realismo ha spesso una connotazione di forte evidenza lirica, che gli dà respiro e ne nobilita il passo, come quando il personaggio viene a trovarsi, a definirsi, in «un angolo infinito di pace e appartenenza». Ed è questo un personaggio che nelle sue parole semplici sa aprirsi al mondo e agli altri, fossero anche i suoi pochi amici. Una condizione, la sua, tanto naturale e in fondo primitiva da non escludere la crudeltà, che nei campi regolava la vita come il ritmo indifferente delle stagioni. Ma pian piano Celeste si sente affievolire nei gesti di questa sua povera umanità antica e sente che la «mano perde la sua forza e si abbandona in un dolcissimo tremore di fanciullo». C'è una saggezza insolita in queste pagine, al tempo stesso ispide e affabilissime.
Ogni vigilia è disarmata. (Poesie 2016-2018)
Giorgio Mannacio
Libro: Libro rilegato
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2019
pagine: 96
"Questo nuovo libro è il frutto della maturità vissuta con pacata saggezza, con una ininterrotta e tesa attenzione alla realtà. Mannacio osserva i minimi frammenti, tra luce e ombra, che gli appaiono dalla quotidiana esperienza, proposti e poi quasi sempre cancellati nel tempo che va. Un tempo che e a volte sembra invece sospendersi nell'attimo, compiendo il miracolo di realizzare una parentesi di autentico sollievo, di piccola gioia terrestre. Un tempo che si muove e una realtà che si articola e muta, perché «l'anima è nelle cose, / nel loro mutamento». In questo mutamento si agita anche l'inquieto andare degli umani nel mondo, poiché noi «siamo l'accampamento che cammina». Ma il percorso del poeta è attivo anche nel passato e in vari luoghi... E nella sana consapevolezza realistica che lo porta alla valida ipotesi che «esistere e resistere siano la stessa cosa»".
L'occasione e l'oblio
Giovanni Parrini
Libro: Libro rilegato
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2019
pagine: 96
"Osservatore acutissimo del reale, di cui scorge tracce minimali di senso (e di non senso), Parrini è un filosofo poeta che passeggia nel mondo, cogliendo «l'umile commozione / che accosta sterpi e gigli, fango e nuvola.» Raffinato e moderatamente ironico, «tra il sorriso e la malinconia», ci racconta di esperienze invisibili agli occhi dei più, ma per fortuna registrate dalla sua mente. Frutto, insomma, di un corpo a corpo non violento, ma non sempre amichevole, con il quotidiano nostro esserci nel tempo storico. Parrini è attento alle trasformazioni in atto, agli equivoci dell'epoca, che agiscono subdolamente sulla labile tessitura del nostro sentire e scegliere. Ecco allora il suo sguardo analizzare la fauna da crociera o, con segno contrario, il personaggio ai margini del singolare capitolo "Particolari in cronaca". Questo libro - vivo di un equilibrio linguistico e stilistico dove il verso tende a sciogliersi orizzontalmente nella prosa - ha il pregio di un singolare percorso tra i dettagli del mondo e del confuso magma sociale, che porta poi a una lucida scelta di campo, nell'enunciata, piana e saggia spinta a «cambiare il trascendente in poche cose buone per stare qua»".
L'attesa
Libro: Libro rilegato
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2019
pagine: 88
Seconda edizione ampliata con più racconti. L'attesa è fedele compagna del nostro cammino: precede la venuta al mondo e segna ogni istante, fino alla morte. L'attesa in carcere è tenue fiammella per alcuni e angoscia senza speranza per altri. Fuori è fiducia, smarrimento, frustrazione, sollievo. In questi racconti c'è questo e di più. Il libro nasce dal laboratorio di scrittura creativa "Il mondo è fatto di storie", tenuto nel 2018 nel carcere di Opera: studenti dell'Università degli Studi di Milano e reclusi trovatisi a parlare di racconti, di parole, indagando su cosa sia la bellezza e la capacità di emozionare. È stato subito chiaro che una bella scrittura è anche vera. Nessuna bugia: in ogni storia e personaggio c'è una loro parte scoperta. Evidente nei racconti dei detenuti, più celata in quelli degli studenti. Di sicuro il libro è lo specchio di un mondo che nel terzo millennio non sa che strada percorrere: il Mediterraneo che soffre e l'Italia che prova a rassettarsi; residui di vecchi linguaggi e aperture verso nuovi; sussulti arcaici e balbettii di ricerca. Su tutto, l'inestinguibile voglia di avere un e, in tutti, il bisogno di essere amati.

