Effigie: Le ginestre
Shiai e Ai. Combattimento e amore
Lamberto Garzia
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2014
pagine: 85
In "Shai e Ai" passato e presente, Oriente e Occidente vi si fondono in maniera perfetta. Il giovane cavaliere Lambert, un tempo innamorato della poesia del ciclo bretone e carolingio, occidentali per eccellenza, qui si cimenta con un amore rituale, guerriero, crudele e glorioso come quello del Giappone dei samurai e delle arti marziali più rigorose. Non c'è più barriera. Il linguaggio stesso si biforca e si raddoppia, l'italiano (un italiano lirico e conciso, quasi stilnovistico) si mescola al giapponese non in un patchwork confuso, ma in una sequenza che ha qualcosa di matematico, di ineluttabile. Il lettore vi ritroverà carpe che risalgono i fiumi, il drago dalle otto teste e quello dalle otto code, la volpe che di code ne ha nove, la dea Amaterasu. E poi "Izanmi", "Izanagi", parole che annunciano il mese della tigre e degli dei; parole di corpo e di carne, seme d'occidente e acque d'oriente.
I compianti
Maria Pia Quintavalla
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2013
pagine: 106
Attraverso le stanze della casa paterna, di una strada di una piazza di una città, si svolge il rito del compianto sulla morte del padre. I fondali di scena sono testimoni, come nella pittura e nel teatro, delle voci impegnate a dialogare fino all'ultimo, di un padre e di una figlia, nell'intimità dei loro affetti, unica guida al viaggio; ma gli affetti hanno un corso sinuoso e ritorni, come i versi. Del montaggio delle voci sono garanti i luoghi, che si fanno coro. Come nel mito l'eroe deve discendere agli inferi per poi ascendere al paradiso, un "Gesù convinto di parole". In appendice compaiono scritti di lui, scampato alla morte nel campo di prigionia, Stalag XVII A, quando si fa strada il sentimento della speranza, nella riscrittura de "Il Rigoletto", dove rivive la sua voce di suggeritore di scena, e la "canzone del prigioniero, che incensurata si scolpiva nel cuore".
Lettere nere
Andrea Raos
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2013
pagine: 114
Provocando sillaba dopo sillaba una zona di indecidibilità tra verso e prosa, tra musica e discorso, Andrea Raos scrive "Lettere nere" contrastando partizioni e strutture invalse nella letteratura italiana e innestandovi sfidandole - sintassi aliene, e per tanto stranianti. Una materia esperienziale incandescente dove gli "schemi della follia" si incrociano con l'impulso a sfondare i determinismi sociali e letterari, così creando un campo di forze vivo in cui risuonano incessanti gli interrogativi che segnano tutta l'opera di Raos: come uscire, vivi, dal mondo, dalle sue impalcature sociali e i suoi riti ipocriti? Come far diventare movimento e azione visibile il moto individuale della sua frantumazione e ricomposizione?
Scuola di calore
Massimo Rizzante
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2013
pagine: 108
Nella sua terza raccolta di poesie, "Scuola di calore", scritta tra Occidente e Maghreb, Massimo Rizzante sceglie come sole protagoniste le donne che raccontando semplicemente la loro vita cercano di spezzare il circolo vizioso del dolore e dell'amore, della ricchezza e della povertà... Scrive l'autore nel Post scriptum all'opera: "È un dato: tutte le civiltà sono nate dal sopruso, dallo sfruttamento, quando non dalla guerra fisica o psicologica che gli uomini hanno fatto alle donne. Quando penso alla Storia, mi viene in mente un mattatoio attorno al quale un gruppo di maschi, sazi del lavoro compiuto, danzano in piena erezione. La donna soccombe, e ogni volta che una donna soccombe alla monolitica virilità dell'uomo è un pezzo di civiltà che se ne va. Non è una sconfitta della donna, ma dell'uomo che non è riuscito a far propria la sua parte di femminilità, cioè dell'uomo che non è riuscito ad accogliere la fragilità come valore e che perciò continuerà a mutilare e a rendere inferma la donna, oltre che se stesso. Ora, questa fragilità per me è il valore supremo, è l'essenza della femminilità e l'essenza di una civiltà. Finché sarà maltrattata non ci sarà una vera civiltà".
Controre
Domenico Brancale
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2013
pagine: 66
È senza dubbio postuma la collocazione di queste pagine nate nelle ore del rimedio, dello scarto, della controra. Frammenti, prose liriche, versi, dichiarazioni, corrispondenze, dialoghi dove il tempo non passa più, perché sembrano non esserci più direzioni da considerare, se non quelle dell'attenzione. Di cosa dunque si tratta, a leggere più a fondo? Una sorta di diario intimo, nel cuore dell'esistenza e dunque nel suo esilio più profondo, nella possibilità del silenzio indecifrabile. Un libro che non pone la parola fine al ripensamento, alla contraddizione. Ogni pagina aperta sul passato a venire, un vuoto preso in parola in cui la voce è sul punto di sussurrare quello che detta la scrittura. Scrittura che disseppellisce e nello stesso tempo s'interra attraverso le crepe che l'hanno generata, e in queste crepe si possono scorgere alcuni alleati sostanziali dello "sguardo parlante" del poeta, gli artisti, figure evocate in più passaggi: da Barceló a Vedova, da Cerone a Parmiggiani, come fossero macerie o stelle. Scrivere allora diventa "un mestiere d'ignoranza" dove ignorare non vuol dire altro che esercitarsi in una scrittura della voce la cui la tensione sta nel respiro del sangue.
Libers... de scignî lâ-Liberi... di dover partire-Libres... de dovoir partir. Testo friulano e italiano. Testo arabo e francese a fronte
Leonardo Zanier
Libro: Libro in brossura
editore: Effigie
anno edizione: 2012
pagine: 154
Più che poesie in lingua friulana nella loro declinazione carnica, è un'aspra sintesi della costrizione, della disperazione e della speranza che sono sottese al mondo dell'emigrazione. Scritto da un emigrante figlio di emigranti, il testo viene qui affiancato dalle traduzioni in italiano, arabo e francese. Si vorrebbe in tal modo offrirlo a tutte quelle migliaia di uomini e donne immigrati in Italia da altri mondi, in fuga dalla fame o dalle guerre. E un percorso riconoscibile in quello di molti nostri connazionali, partiti nel secolo scorso in cerca di fortuna lontano dalla propria terra e dai propri cari.
Ballate degli anni
Alfonso Gatto
Libro: Libro in brossura
editore: Effigie
anno edizione: 2012
pagine: 50
Scritte da Alfonso Gatto più di quarant'anni fa per la trasmissione televisiva "Almanacco di storia, scienza e varia umanità" (1963), queste Ballate sono tuttora fresche come un sorso d'acqua. Si tratta di componimenti rinvenuti tra le carte conservate nel Fondo Manoscritti di Autori Moderni e Contemporanei dell'Università di Pavia - inediti per la stampa - in cui vengono evocati i principali eventi dell'inizio del Novecento, anno per anno, tessuti con grazia entro la forma lieve della filastrocca. Giocando con la sua passione per il verso facile (tipico anche delle sue composizioni per l'infanzia) e intrecciando rigore storico con cronaca e poesia, Gatto crea canzonette narrative di rara gradevolezza.
Stagione di vacche magre e altre poesie (1950-1957). Testo greco a fronte
Dinos Christianòpoulos
Libro: Libro in brossura
editore: Effigie
anno edizione: 2012
pagine: 88
Fra il 1950 e il 1954 Dinos Christianòpoulos, allora giovane studente universitario, pubblica le sue due prime raccolte poetiche, "Stagione di vacche magre" e "Ginocchia straniere", qui per la prima volta integralmente presentate in volume con versione italiana. Distanti e complementari, questi due testi sono efficacemente rappresentativi del percorso di ricerca formale condotto dal poeta: da un lato "Stagione di vacche magre", con la sua lirica popolata di personaggi della Sacra Scrittura, del mondo classico e bizantino, densa di suggestioni della poesia di Kavafis e di Eliot; dall'altro la confessione esplicita, la "parola nuda" dei brevi componimenti di "Ginocchia straniere". Al centro di entrambe le raccolte - e di tutta la poesia di Christianòpoulos nei suoi successivi sviluppi - l'amore, indagato nei suoi aspetti sensuali e nei suoi traviamenti, nella consapevolezza che al poeta che si cimenti con il tema dell'amore e della sensualità spetta soprattutto il compito della costruzione di un linguaggio equilibrato ed esatto, in grado di allargare i confini della libertà di espressione oltre ogni censura verbale.
La ricostruzione della casa. Poesie scelte 1976-2006
Alessandro Ceni
Libro: Libro in brossura
editore: Effigie
anno edizione: 2012
pagine: 68
Che cosa accade nei tempi diversi della poesia di un autore contemporaneo? come cogliere e in qualche modo verificare nella concretezza della scrittura mutamenti e scarti, senza descriverne soltanto gli esponenti semantici o di gusto e tono, senza limitarsi a notazioni impressionistiche? Privata di molte delle strutture tradizionali della forma-poesia, la scrittura in versi di molto Novecento maturo - e Ceni è tra gli esponenti ultimi di un Novecento alto, frondoso, azzardato - sembra sfuggire e negarsi a un riscontro tangibile di lingua, di impalcature formali, di modi. Eppure, in un'epoca di sempre più accesa auto-referenzialità del gesto dilettantesco della poesia (nel tempo dei milioni di scriventi), arroccata e assediata nei suoi alti o infimi insediamenti, la poesia-poesia, incolume ma allarmata, inquieta e in tensione, è indubbio che vada in traccia e trovi le sue contromisure, i suoi antidoti, i suoi successivi svolgimenti proprio in termini di lingua, di stile, di forme.

