Einaudi: EINAUDI STORIA
Africani europei. Una storia mai raccontata
Olivette Otele
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2021
pagine: 232
La straordinaria storia degli africani europei che rivela antichi e svariati legami tra due continenti. Nel III secolo d.C. san Maurizio, un egiziano, divenne capo di una leggendaria legione romana. Fin da allora ci sono stati innumerevoli incontri tra quelli che sono definiti «africani» con coloro che vengono definiti «europei». Eppure ancora oggi si ritiene perlopiù che gli africani e gli africani europei siano in Europa una presenza recente. Olivette Otele ricostruisce un ampio retaggio afroeuropeo attraverso le vite di individui comuni e straordinari. Svela cosí un passato dimenticato, da quello dell'imperatore Settimio Severo a quello di africani ridotti in schiavitù che vivevano in Europa durante il Rinascimento; fino a giungere ai migranti dei nostri giorni che si dirigono verso le città europee. Nell'esplorare una storia che è stata ampiamente trascurata, Otele getta luce su questioni di grande attualità: il razzismo, l'identità, il potere e la resilienza. Olivette Otele è docente di Storia e Memoria della schiavitù presso l'Università di Bristol ed è vicepresidente della Royal Historical Society. È un'esperta di storia dei popoli di discendenza africana e delle relazioni tra memoria geopolitica e le eredità del colonialismo francese e inglese. Sono stati scritti molti libri preziosi sulle vite dei neri nei contesti geografici più disparati. Ma solo un numero ridotto di essi si occupa nello specifico dell'esperienza delle persone di origine africana in Europa prima dei due conflitti mondiali. Africani europei va a fondo nelle pieghe della storia europea in Africa e, viceversa, della storia africana in Europa, per capire come questi due continenti si siano contaminati a vicenda fin dall'antichità. Un esempio di questo scambio mai proficuo per la parte africana: san Maurizio veniva dall'Egitto e divenne capo di una legione romana nel III secolo d.C. ed è infatti spesso raffigurato come un santo dalla pelle nera. Proprio questo è il punto: la storia degli africani in Europa è sempre stata raccontata per eccezionalismi, ovvero singole figure che arrivavano da un altro continente e diventavano protagonisti di storie d'amore, spiritualità e violenza. Olivette Otele invece, per la prima volta, tenta di raccontarne la storia completa, eccezionale perché di tutti. Il suo obiettivo è offrire una molteplicità di storie che siano un punto di partenza per studiare il passato e smantellare l'oppressione razziale nel presente, decifrare connessioni temporali e spaziali, sfatare miti persistenti e riportare alla luce le vite degli afroeuropei. Africani europei è un omaggio a storie - africane, europee e mondiali - di collaborazione, migrazione, resilienza e creatività che aspettavano da secoli di essere raccontate.
La mala setta. Alle origini di mafia e camorra (1859-1878)
Francesco Benigno
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2015
pagine: 403
Questo libro si propone di affrontare in modo nuovo la questione del crimine organizzato italiano nella seconda metà del XIX secolo, utilizzando la categoria di "classi pericolose". Questa impostazione è diversa dalla prospettiva, comunemente adottata, che punta viceversa a studiare il crimine organizzato ottocentesco ex post, per cosi dire, "dall'oggi", e cioè a partire dalle forme e dalle strutture che la criminalità organizzata si è data durante il secondo dopoguerra. Vi è al fondo di questa prospettiva un residuo di un pregiudizio di stampo romantico, l'idea per cui vi siano dei soggetti separati, "i criminali", intesi come un popolo a parte, portatore di inequivocabili stigmate comportamentali e attitudinali che li rendono sempre uguali a sé stessi malgrado il tempo trascorso. L'adozione del modello delle "classi pericolose" consente invece di muoversi in direzione opposta, basandosi sulla concezione del crimine condivisa nell'Ottocento. Tutto ciò ha conseguenze importanti. Piuttosto che considerare, ad esempio, l'analisi della mafia delle origini come una sorta di premessa utile a sceverare le radici lunghe di pratiche criminali che daranno poi luogo nel XX secolo a "Cosa nostra", esso invita invece a immergersi nella confusione dei discorsi e delle pratiche di quell'epoca.
Aspettando l'imperatore. Principi italiani tra il papa e Carlo V
Elena Bonora
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2014
pagine: 285
La notte del 18 settembre 1549 il cardinale di Ravenna Benedetto Accolti muore di un colpo apoplettico a Palazzo Medici. Poco dopo, messi e staffette s'incrociano, portando non solo la notizia della scomparsa del porporato, ma anche allarmate missive che riguardano il destino delle sue carte. Due cardinali (Ercole Gonzaga e Giovanni Salviati) e due principi (Cosimo de' Medici ed Ercole II d'Este) sono terrorizzati all'idea che la corrispondenza dell'Accolti finisca nelle mani sbagliate. Le informazioni, le decisioni e i progetti che trovano espressione in questo carteggio avvolto dal segreto possono contare su risorse finanziarie ingenti, su protezioni di altissimo livello, su vaste reti di fedeltà cortigiane, su alleanze dinastiche e matrimoniali. Parlano del papa e dell'imperatore e della lotta tra i due giganti: contengono un intero mondo. A partire da questa preziosa corrispondenza, sino a oggi ignota agli studiosi della crisi religiosa e politica cinquecentesca italiana, Elena Bonora ricostruisce magistralmente l'Italia di Carlo V, riportando alla luce l'intricata rete filoimperiale che collegava tra loro le corti più influenti della penisola e il suo fallimento finale.
Famiglia Novecento. Vita familiare, rivoluzione e dittature 1900-1950
Paul Ginsborg
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2013
pagine: 678
Questo libro stabilisce un collegamento costante tra la storia della famiglia e la più ampia e drammatica storia della prima metà del Novecento. Finora nessuna storia del XX secolo aveva posto al centro della propria analisi la famiglia né aveva esaminato i momenti chiave della rivoluzione e della dittatura attraverso le lenti della vita familiare. Ginsborg attinge a un repertorio sterminato di fonti e letture per mettere insieme immagini e storie che fotografano le dinamiche familiari e il loro contesto sociale e politico. Coniugando storia sociale, narrazione biografica e storia della cultura, Ginsborg concentra la sua indagine comparativa su cinque paesi: la Russia, nel passaggio dall'Impero allo Stato sovietico; la Turchia, dall'Impero ottomano alla Repubblica; l'Italia fascista; la Spagna della rivoluzione civile; e la Germania, da Weimar allo Stato nazista. Costruendo ogni capitolo come una piccola biografia di un personaggio emblematico - da Halide Edib e Margarita Nelken, ad Aleksandra Kollontaj; dal gerarca nazista Goebbels al futurista Marinetti e al comunista Gramsci - lascia intravedere sullo sfondo la vita familiare degli stessi grandi dittatori - Stalin e Hitler ma anche Atatürk, Franco e Mussolini. Emerge un quadro in cui le risorse delle famiglie affetti, rete, solidarietà, segreti e lealtà - si fanno sentire anche quando il loro mondo sembra totalmente schiacciato dai regimi dittatoriali.
Stalin e il patriarca. La Chiesa ortodossa e il potere sovietico
Adriano Roccucci
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2011
pagine: 524
Nella notte tra il 4 e il 5 settembre 1943 Stalin ricevette al Cremlino i tre metropoliti che assicuravano il governo della Chiesa ortodossa russa. Fu un incontro sorprendente. Il leader sovietico nei decenni precedenti aveva scatenato una persecuzione implacabile nei confronti degli ecclesiastici e dei fedeli ortodossi. I tre vescovi erano dei sopravvissuti all'offensiva antireligiosa consumatasi nel quarto di secolo precedente a quel colloquio. Nel corso di una lunga e cordiale conversazione Stalin espresse il suo consenso all'elezione di un patriarca a capo della Chiesa russa. Dal 1925, infatti, la sede patriarcale era vacante, per il rifiuto del potere sovietico di autorizzare la Chiesa a eleggere un suo nuovo capo. L'8 settembre 1943 il metropolita Sergij (Stragorodskifj fu eletto patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Cosa aveva determinato questo cambiamento della politica religiosa sovietica? Quali erano le radici profonde di questa nuova alleanza tra Chiesa ortodossa e regime? E perché Stalin aveva deciso di far rinascere il patriarcato?
Dal fango al vento. Gli aviatori italiani dalle origini alla Grande Guerra
Fabio Caffarena
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2010
pagine: 212
Nei primi decenni del Novecento anche in Italia si sviluppò un imponente sforzo tecnologico, umano e militare per creare un'aviazione moderna. Ricostruire la portata di quell'impresa nella storia del nostro paese, ma soprattutto nel vissuto di chi vi partecipò in prima persona, è lo scopo di questo studio, che non si accontenta del mito del pilota solitario, cavalleresco, aristocratico, ma, attraverso l'uso di preziose fonti in gran parte inedite, come i fascicoli personali e gli epistolari, va alla ricerca delle storie vere, delle vicende umane e militari dei primi aviatori italiani. Oggetto principale d'interesse non sono, quindi, i famosi assi, celebrati dalla stampa e di estrazione sociale nobile o borghese, ma gli sconosciuti soldati che durante la Grande Guerra divennero aviatori per scelta o per caso, per passione o per tentare di evitare le trincee: tanti contadini, falegnami, operai, impiegati, meccanici, protagonisti di un "decollo" sociale che può essere considerato un aspetto della modernità di cui il conflitto fu portatore.
L'eresia del Novecento. La Chiesa e la repressione del modernismo in Italia
Guido Verucci
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2010
pagine: 156
L'Italia e la Francia sono stati i paesi in cui maggiore fu la diffusione del modernismo: il tentativo di "riforma della Chiesa all'interno della Chiesa" che vide impegnati Loisy e Tyrrel, Blondel e Buonaiuti, Fogazzaro e gli scrittori del "Rinnovamento". Per la Chiesa "la sintesi di tutte le eresie", per altri la ricerca di espressioni nuove di vita religiosa, che prefigurava in diversi casi un superamento del cattolicesimo storico, costruito in quasi duemila anni di storia; in certi casi un superamento della religione stessa come esperienza per così dire "verticale", trascendente. In Italia lo scontro fu asprissimo: la Chiesa, i papi, il Sant'Offizio da una parte, e qualche migliaio di sacerdoti e di laici dall'altra. Guido Verucci studia l'atteggiamento della Santa Sede di fronte al modernismo: l'impossibilità della Chiesa di operare una vera riforma, l'opera di lunga repressione. Di grande importanza per gli studi è stata la possibilità di consultare documenti resi disponibili dalla recente apertura degli archivi della Congregazione per la dottrina della fede (l'antica Congregazione del Sant'Offizio).
L'Italia sospesa. La crisi degli anni Settanta vista da Washington
Umberto Gentiloni Silveri
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: 238
Il libro si basa su documenti statunitensi di varia provenienza (Dipartimento di Stato, Cia, Casa Bianca, biblioteche e fondi presidenziali: Johnson, Nixon, Ford, Carter) che contribuiscono a ricostruire le relazioni tra i due paesi. La dialettica non è solo tra le due sponde dell'Atlantico ma condiziona i due campi, attraversa i protagonisti, divide le diverse istituzioni coinvolte. Sintetizzare il confronto riconducendolo alle espressioni "gli Usa, l'Italia" o "il governo degli Stati Uniti, il governo italiano" rischia di semplificare un quadro di voci articolato e plurale, composto da differenti funzioni e responsabilità, da uomini coinvolti all'interno di organismi complessi e segnati dalla logica bipolare. Vengono meno le lenti deformanti di una contrapposizione ideologica e manichea tra ingerenza statunitense - talvolta declinata con le categorie dell'eterodirezione o della dietrologia - e autonomia delle classi dirigenti italiane, a difesa di una presunta peculiarità nel panorama dell'Europa post bellica. Gli anni Settanta rappresentano un fecondo punto di osservazione della rottura di rapporti consolidati, della crisi dei modelli di riferimento e della ricerca di nuove strade.
Come se Dio ci fosse. Religione e libertà nella storia d'Italia
Maurizio Viroli
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2009
pagine: 373
La libertà italiana, nelle repubbliche del tardo Medio Evo, nel Risorgimento e nella lotta antifascista, è stata opera di uomini e donne religiosi. Molti di loro avevano una sincera fede cristiana, spesso lontana o in aperto contrasto con l'insegnamento della Chiesa cattolica. Altri non credevano in alcuna religione rivelata, ma furono credenti, apostoli e talora martiri di altre religioni, che essi chiamarono "religione del dovere" o "religione della libertà". Gli uni e gli altri furono persone religiose perché vissero la vita come missione, vale a dire come dedizione a un ideale morale: l'ideale della libertà, il chierico obietterà che vera religione è soltanto quella che afferma, sulla base di una rivelazione, l'esistenza di un Dio trascendente. Qualche laico protesterà che non c'è bisogno di chiamare "religione" la devozione a un ideale morale. Alla critica del chierico è facile rispondere che il suo argomento è arrogante e irrilevante: arrogante perché pretende di dire a chi ha vissuto per la religione del dovere o per la religione della libertà che la sua non è vera religione; irrilevante perché la sua protesta non cambia il dato storico che ci furono in Italia uomini e donne che vissero secondo quelle religioni che egli considera non vere. Analoga risposta vale per il laico poco avveduto: è un fatto storico che ci furono persone che si sentirono religiose perché vissero con devozione assoluta l'ideale morale della libertà.
Giustizia bendata. Percorsi storici di un'immagine
Adriano Prosperi
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2008
pagine: 259
La benda sugli occhi, un attributo dell'immagine simbolica della giustizia come donna, è al centro del percorso disegnato nelle pagine di questo libro. Di questo attributo viene qui ricostruito l'atto di nascita nel 1494, la rapida diffusione nel contesto dell'età della Riforma protestante e la fortuna successiva. Indagando le ragioni di tanta e così rapida fortuna (che non toccò però l'Italia) se ne è individuata quella fondamentale nella potente suggestione religiosa della narrazione evangelica di Gesù bendato e deriso: un modello di sofferenza e di perdono che dette nuovo impulso alla figura della dea Giustizia trasmessa dal paganesimo antico alla cultura dell'Europa occidentale. Dopo l'attesa medievale del Giudizio universale, l'esigenza della giustizia imparziale dominata dallo sguardo di Dio trovò la sua incarnazione nell'asserita investitura divina dei poteri politici e religiosi. Per dare poi vita nel Settecento all'idea del tribunale della pubblica opinione come espressione sostitutiva dell'antico simbolo dell'occhio di Dio. Ma nel mondo contemporaneo la spettacolarizzazione di crimini e processi si accompagna a una crisi della giustizia che sembra destinata a rendere nuovamente attuale e problematico il simbolo della benda.
«La difesa della razza». Politica, ideologia e immagine del razzismo fascista
Francesco Cassata
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2008
pagine: 413
Ben nota ma poco conosciuta, la rivista fascista "La Difesa della Razza" (uscita con cadenza quindicinale dal 1938 al 1943 sotto gli auspici del Ministero della Cultura Popolare) giocò un ruolo rilevante nella definizione del "problema razziale" in Italia e nella diffusione della propaganda razzista negli anni cruciali della persecuzione antiebraica. In questa prima vera ricostruzione storiografica, Francesco Cassata ricompone la vicenda politica e intellettuale del periodico fascista: i cospicui finanziamenti che lo sostennero (provenienti dal mondo bancario, industriale e assicurativo), le variazioni della linea editoriale, il suo linguaggio e i suoi contenuti, la veste grafica (aggressiva e non convenzionale), l'impatto sull'opinione pubblica.
François Mitterrand. Una biografia politica e intellettuale
Marco Gervasoni
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2007
pagine: 246
Mitterrand: l'uomo di governo nella V Repubblica, federatore e rifondatore dell'opposizione a De Gaulle e al gollismo negli anni Sessanta e Settanta, capo degli esecutivi nei due decenni successivi. Chi volesse approfondire la conoscenza di questo protagonista della scena politica europea ha ora a disposizione questa biografia, scritta da un profondo conoscitore della vicende storiche d'oltralpe. Un libro che è dunque, inevitabilmente, anche una storia della Francia del secondo Novecento: a partire dalla Resistenza (di cui Mitterrand è stato protagonista), attraverso il ritorno di De Gaulle e l'edificazione della V Repubblica, e poi con l'unificazione di una sinistra divisa, isolata ed egemonizzata dal potente partito comunista.

