Einaudi: I millenni
Fiabe campane. I novantanove racconti delle dieci notti
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: XV-1487
Fino a quarant'anni fa nella provincia di Caserta, in particolari periodi festivi la gente si raccoglieva di sera nei cortili intorno al fuoco. Si consumava una rituale pietanza fatta di pasta asciutta e castagne, dopodiché i narratori ufficiali intrattenevano i presenti fino a tarda notte con storie di maghi, di orchi, di santi. La manifestazione si protraeva per dieci notti dal giorno successivo all'Epifania fino alla vigilia di Sant'Antonio Abate con la partecipazione dei più dotati narratori della zona. Novantanove racconti, che fanno capo unicamente alla tradizione orale della Campania, sono stati raccolti in un lavoro ventennale di ricerca che De Simone ha registrato e trascritto.
Storia della città di Roma nel Medioevo
Ferdinand Gregorovius
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: 2583
Le vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri. Nell'edizione per i tipi di Lorenzo Torrentino, Firenze 1550
Giorgio Vasari
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: 1037
Mistica ebraica. Testi della tradizione segreta del giudaismo dal III al XVIII secolo
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: 719
Il volume costituisce un'antologia di testi della tradizione mistica ebraica, meglio nota come Qabbalah, che copre un periodo storico culturale di oltre mille anni (dall'antichità al Cinquecento) e contiene per lo più testi inediti o mai tradotti in italiano. Le opere qui presentate non hanno solo valore di sapienza mistica, di ricerca nelle profondità del mondo; esse sono anche testi letterari di grande bellezza, di autentica poesia. Il panorama italiano mancava di basi adeguate alla conoscenza delle tradizioni ebraiche e mistiche, per altro non estranee alla cultura del nostro paese. Fra Medioevo e Rinascimento, infatti, gli umanisti italiani dimostrarono grande interesse per il mondo ebraico in generale e in particolare per la Qabbalah.
La rivoluzione
Edgar Quinet
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: LXII-821
Novelle amorose ed esemplari
María de Zayas y Sotomayor
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: XX-340
Nel 1637 uscirono in Spagna, dove ebbero subito grande risonanza, queste venti novelle che si situano nella tradizione classica dei racconti del Boccaccio e dei Racconti di Canterbury e che rimandano echi del racconto cavalleresco, pastorale, moresco e bizantino. Sono tutte novelle d'amore e vi prevalgono compiacimenti sensuali e realistici, esposti con fine intuito psicologico. L'originalità del narrare sta nel fatto che Maria de Zayas è una donna-scrittrice, cosa non frequente nella Spagna del suo tempo, quasi una scrittrice femminista ante litteram, che illustra le sue opinioni su amore, castità, fedeltà, adulterio senza eccessive remore e concependo la vita non in senso tragico, ma come qualcosa che in fondo fa ridere.
I libri della giungla e altri racconti di animali
Rudyard Kipling
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1996
Completamente ritradotti, vengono riproposti i due classici libri di Kipling, più due raccolte di racconti su animali scritti più tardi, alcuni dei quali inediti in Italia. Il volume è arricchito dalle illustrazioni originali dello stesso Kipling che era anche pittore e illustratore.
La fortuna di essere donna. E altre storie per il cinema
Suso Cecchi D'Amico
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 824
Per quanto dietro le quinte, Suso Cecchi d’Amico è stata una protagonista del cinema italiano per oltre mezzo secolo, dall’immediato dopoguerra fino ai primi anni Duemila. Ha scritto piú di centoventi sceneggiature per registi come De Sica, Visconti, Antonioni, Comencini, Monicelli e tanti altri. Per dare un’idea dell’opera complessiva di Suso, ma anche per dare un’idea della varietà delle scritture per il cinema, Caterina d’Amico e Francesco Piccolo hanno scelto quattro sceneggiature, sei soggetti e un trattamento (che è una via di mezzo tra il soggetto e la sceneggiatura), e anche un racconto focalizzato su un solo personaggio (la Nadia di “Rocco e i suoi fratelli”) e una lettera al regista Michalkov in cui c’è già l’idea di “Oci ciornie” per come verrà poi effettivamente realizzato. Insomma, il volume si propone come ritratto di una grande scrittrice ma anche come repertorio delle forme di scrittura cinematografica. L’intento è quello di rivalutare la scrittura per il cinema, finora considerata unicamente ancillare nei confronti del lavoro registico. Gli sceneggiatori sono stati e sono scrittori “tout court”. Questo vale senza alcun dubbio per Suso e tanti suoi colleghi che hanno costruito, insieme ai registi, la leggenda del cinema italiano del dopoguerra. Un discorso a parte meriterebbe il fatto che ai tempi di Suso “la fortuna di essere donna” non si abbinava al fare fortuna nel mondo del cinema (attrici a parte). Il caso di Suso è stato più unico che raro nel mondo della sceneggiatura italiana. Oggi la situazione è molto diversa, ma la carriera di Suso va considerata per certi versi pionieristica da questo punto di vista e dunque porta con sé un valore aggiunto. Da film come “Bellissima” e “Speriamo che sia femmina” a una sceneggiatura e tre soggetti inediti, il campione qui proposto spazia dai lavori più noti a quelli sconosciuti e copre pressoché l’intero arco della carriera di Suso. Con un apparato di foto tratte dai film, dai backstage e dall’archivio di famiglia.
Inni cristiani d'Occidente
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 1048
Questo «Millennio» rappresenta la prima edizione integralmente tradotta dal latino, annotata e con apparati filologici, di un’ampia selezione dell’innografia cristiana d’Occidente costituitasi a partire dal IV secolo e proseguita poi in età moderna fino ai nostri giorni. Si tratta dei testi entrati nella Liturgia horarum iuxta Ritum Romanum, cioè nel corpus approvato e utilizzato nella liturgia delle Ore dalla Chiesa cattolica di rito romano. A parte Ilario di Poitiers, della cui produzione sono stati tramandati solo sparuti inni frammentari, il più antico innografo è sant’Ambrogio, vescovo di Milano, operante negli ultimi decenni del IV secolo. I suoi testi poetici e quelli dei primi secoli dell’innografia cristiana sono preghiere in metrica latina, ma con caratteristiche già volte a ritmi di indole più popolare. Gli inni cristiani d’Occidente coniugano forme della poesia latina classica con i temi e i contenuti più cari al Cristianesimo. Per questa mescolanza di sacro e profano non hanno avuto vita facile in alcuni periodi, soprattutto nell’alto Medioevo, avversati talvolta dagli ordini monastici più rigidi e anche dalle autorità ecclesiastiche, che in certe fasi storiche ritenevano solo la parola di Dio, dunque solo Antico e Nuovo Testamento insieme, degna di essere pronunciata o cantata nella liturgia. Ciò nonostante, la tradizione innografica si è via via consolidata, anche per la sua grande forza di coinvolgimento dei fedeli. Ed è interessante vedere come gli inni cambino il loro aspetto letterario nel corso dei secoli. Per esempio nel Rinascimento, a parte il ricorso a forme metriche più eleganti e ricercate, entrano in gioco addirittura personaggi della mitologia classica accanto alle figure della religione cristiana. Dunque la stratificazione del corpus innografico è arrivata a contenere tutti gli aspetti della spiritualità e della devozione cristiane assunti nel trascorrere dei secoli, nelle forme che la sensibilità culturale dei vari periodi storici ha richiesto. Nel XVII secolo gli inni vengono ordinati e attentamente revisionati da una commissione istituita da papa Urbano VIII. Questa fase di assestamento è anche il momento in cui avvengono gli ultimi ingressi di rilievo nel corpus, che comunque ha continuato, seppur più sporadicamente, ad arricchirsi fino al Concilio Vaticano II. Il volume è curato da Federico Giuntoli, che già è stato fra i curatori della “Bibbia” nei «Millenni» (ora anche in edizione economica). Oltre al delicato lavoro di traduzione, ha cercato di attribuire ogni inno al suo autore e di descrivere i processi editoriali delle singole tradizioni testuali. Completano il volume una serie di indici e un ricco apparato iconografico: ogni inno viene infatti illustrato con gli incipit delle sue notazioni gregoriane originali, e undici tavole fuori testo riproducono pagine di innari e antifonari da manoscritti medievali.

