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Giappichelli: Biblioteca di diritto del lavoro

Ordinamento sindacale democratico. La prospettiva interna

Ordinamento sindacale democratico. La prospettiva interna

Federico Siotto

Libro: Libro in brossura

editore: Giappichelli

anno edizione: 2018

pagine: XVIII-278

La monografia "Ordinamento sindacale democratico. La prospettiva interna" analizza il tema della democrazia sindacale, in particolare le norme sovranazionali, costituzionali e di diritto privato che disciplinano le relazioni tra iscritto e organizzazione sindacale, tra confederazioni e federazioni, tra strutture centrali e periferiche. L’opera, rivolta a giuristi del lavoro e ai rappresentanti delle parti sociali, approfondisce, anche in chiave comparata, il versante della tutela giurisdizionale dei diritti dei singoli nei confronti dell’associazione e il profilo delle garanzie democratiche per l’associato e per le minoranze: controllo dell’ammissione ed esclusione soci; parità di trattamento per gli iscritti; diritto di partecipazione del singolo; ruolo centrale dell’assemblea; regola della maggioranza (nelle sue plurali articolazioni) e tutela del dissenso; elettività delle cariche; divisione delle competenze tra organi deliberativi ed esecutivi. Il libro esamina il principio costituzionale di democraticità interna alla luce delle prassi e degli statuti sindacali, configurandolo come formula giuridica generale per la produzione di regole sindacali e base di legittimazione per la rappresentanza e la contrattazione. Prefazione di Valerio Speziale.
37,00

Appalti e lavoro. Volume Vol. 1

Appalti e lavoro. Volume Vol. 1

Libro: Libro in brossura

editore: Giappichelli

anno edizione: 2017

pagine: XXV-946

La disciplina degli appalti, specie di quelli pubblici, occupa stabilmente un posto di rilievo nell'agenda del nostro legislatore, impegnato a garantire la trasparenza dell'attività amministrativa e al contempo la concorrenza tra imprese e la libertà di stabilimento, in ossequio ai principi dell'Unione Europea. E infatti, il novellato codice dei contratti pubblici (d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50) costituisce attuazione di tre direttive UE del 2014 (nn. 23, 24 e 25). Molte le novità rispetto al codice del 2006 (d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163). Una particolare attenzione viene riservata dal codice alla tutela dei lavoratori impiegati negli appalti attraverso le clausole sociali di prima e di seconda generazione, destinate a garantire le prime il trattamento economico e le seconde la continuità occupazionale di questa ormai vasta categoria di lavoratori, con l'obiettivo di realizzare attraverso la tutela di questi ultimi anche quella della concorrenza tra imprese, evitando fenomeni di dumping sociale. L'analisi del fenomeno e la sua impostazione di fondo si riflettono nel titolo dell'opera "Appalti e lavoro". Alla sua realizzazione hanno concorso studiosi ed esperti delle due discipline che si contendono la materia, il diritto amministrativo e il diritto del lavoro, chiamati ciascuno per le proprie competenze a dialogare tra di loro. Ne è derivato un confronto fecondo e serrato, che si è mantenuto costantemente ancorato al fenomeno e alle molteplici problematiche che esso pone agli operatori del diritto, dando a chi legge la netta sensazione di una riflessione sviluppata stando dentro il fenomeno e non al di fuori. L'opera "Appalti e lavoro" è articolata in due volumi dedicati rispettivamente il primo ai profili pubblicistici e il secondo a quelli più specificatamente lavoristici, ma con continue intersezioni tra gli stessi, specie nel volume primo. I settanta saggi, alla cui redazione hanno contribuito cinquanta esperti, accademici e non, si rivolgono a tutti gli operatori del diritto che si occupano della materia con uno stile chiaro e diretto coniugato a un metodo di analisi rigoroso.
92,00

Appalti e lavoro. Volume Vol. 2

Appalti e lavoro. Volume Vol. 2

Libro: Libro in brossura

editore: Giappichelli

anno edizione: 2017

pagine: XIX-376

La disciplina degli appalti, specie di quelli pubblici, occupa stabilmente un posto di rilievo nell'agenda del nostro legislatore, impegnato a garantire la trasparenza dell'attività amministrativa e al contempo la concorrenza tra imprese e la libertà di stabilimento, in ossequio ai principi dell'Unione Europea. E infatti, il novellato codice dei contratti pubblici (d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50) costituisce attuazione di tre direttive UE del 2014 (nn. 23, 24 e 25). Molte le novità rispetto al codice del 2006 (d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163). Una particolare attenzione viene riservata dal codice alla tutela dei lavoratori impiegati negli appalti attraverso le clausole sociali di prima e di seconda generazione, destinate a garantire le prime il trattamento economico e le seconde la continuità occupazionale di questa ormai vasta categoria di lavoratori, con l'obiettivo di realizzare attraverso la tutela di questi ultimi anche quella della concorrenza tra imprese, evitando fenomeni di dumping sociale. L'analisi del fenomeno e la sua impostazione di fondo si riflettono nel titolo dell'opera "Appalti e lavoro". Alla sua realizzazione hanno concorso studiosi ed esperti delle due discipline che si contendono la materia, il diritto amministrativo e il diritto del lavoro, chiamati ciascuno per le proprie competenze a dialogare tra di loro. Ne è derivato un confronto fecondo e serrato, che si è mantenuto costantemente ancorato al fenomeno e alle molteplici problematiche che esso pone agli operatori del diritto, dando a chi legge la netta sensazione di una riflessione sviluppata stando dentro il fenomeno e non al di fuori. L'opera "Appalti e lavoro" è articolata in due volumi dedicati rispettivamente il primo ai profili pubblicistici e il secondo a quelli più specificatamente lavoristici, ma con continue intersezioni tra gli stessi, specie nel volume primo. I settanta saggi, alla cui redazione hanno contribuito cinquanta esperti, accademici e non, si rivolgono a tutti gli operatori del diritto che si occupano della materia con uno stile chiaro e diretto coniugato a un metodo di analisi rigoroso.
45,00

La regolazione per legge del contratto collettivo aziendale alla luce del sistema costituzionale
27,00

Lavoro ed esigenze dell'impresa fra diritto sostanziale e processo dopo il Jobs Act

Lavoro ed esigenze dell'impresa fra diritto sostanziale e processo dopo il Jobs Act

Libro: Libro in brossura

editore: Giappichelli

anno edizione: 2017

pagine: XVIII-378

I provvedimenti legislativi emanati fra il 2014 ed il 2015 e che vanno sinteticamente sotto il nome di Jobs Act hanno profondamente inciso sulla disciplina del diritto del lavoro, tanto da porre gli studiosi di fronte ad una ineludibile domanda: in che misura l'overdose regolativa che ha investito la materia ha intaccato le categorie storiche del diritto del lavoro? Il volume raccoglie le risposte a tale interrogativo da parte di studiosi fra i più autorevoli della disciplina (sia di diritto sostanziale che di diritto processuale), che, assecondando le necessità cognitive proprie del diritto, si muovono lungo il filo di un repertorio di parole-chiave, che potrebbero proporsi come un glossario del nuovo secolo. Vengono perciò presi in considerazione gli snodi principali del diritto e del processo del lavoro, fra cui si segnalano: l'inderogabilità delle fonti, il tipo contrattuale, il lavoro autonomo, le mansioni, nel contesto dell'esercizio dei poteri datoriali, i licenziamenti, le garanzie dei diritti. Inoltre, allargando lo sguardo all'organizzazione complessiva del lavoro, il volume dedica altresì uno spazio alle prospettive che sono state aperte intorno al tema della codatorialità dalla legislazione in materia di reti d'impresa. Infine sullo sfondo si agita la questione di una eventuale nuova intonazione dei rapporti fra diritto del lavoro e diritto civile, sulle cui spalle si pretenderebbe oggi di ancorare una strategia difensiva dei diritti dei lavoratori, smarriti nella selva dell"'economicamente corretto". Completano il volume una serie di saggi di processualisti dedicati alle prospettive del processo del lavoro, rispetto al quale l'enfasi della "tutela giurisdizionale differenziata" ha ceduto il passo alle necessità deflattive del contenzioso, con pesanti conseguenze sull'effettività dei diritti garantiti dalle norme giuslavoristiche.
46,00

I diritti sindacali nell'impresa

I diritti sindacali nell'impresa

Libro: Libro in brossura

editore: Giappichelli

anno edizione: 2011

pagine: XIII-239

Sono passati quarantanni dall'entrata in vigore della legge 20 maggio 1970 n. 300, ma ne sono trascorsi quasi sessanta da quando Giuseppe Di Vittorio propose al III Congresso della CGIL, a Napoli nel 1952, l'approvazione di una proposta di "statuto dei diritti dei lavoratori. Al centro della sua proposta vi era la protezione della dignità. Gli intendimenti manifestati in quel lontano congresso del maggior sindacato italiano sono in effetti riflessi nella porzione dello statuto diretta per l'appunto alla tutela della "libertà e dignità dei lavoratori nei luoghi di lavoro. I saggi raccolti in questo volume si occupano di temi all'apparenza lontani: i" diritti sindacali dentro l'impresa, così come regolati dal Titolo III della legge del '70. Con lo statuto si delinea infatti un progetto di protezione del lavoratore, contestualmente, dentro il contratto e dentro l'impresa. Lo statuto ci suggerisce che dentro la fabbrica devono affermarsi i diritti fondamentali del lavoratore ed, insieme, devono potersi esaltare i nessi solidaristici fra gli individui. I saggi raccolti in questo volume si occupano dei temi della democrazia sindacale, così come delineata nello statuto, avendo riguardo sia ai profili della loro regolamentazione sia alle guarentigie per i sindacalisti, quanto al tempo dedicato allo svolgimento dell'attività e quanto alla tradizionale strategia antidiscriminatoria.
24,00

Dall'inderogabilità alla ragionevolezza

Dall'inderogabilità alla ragionevolezza

Giorgio Fontana

Libro: Libro in brossura

editore: Giappichelli

anno edizione: 2010

pagine: 324

L'inderogabilità è uno di quei concetti attraverso cui è possibile rileggere la traiettoria storica e guardare ora all'orizzonte prossimo del diritto del lavoro, ai profondi cambiamenti che investono la sua stessa identità. Questo libro intende riaffermare l'essenza del diritto del lavoro come diritto diseguale, ma senza cedere alla tentazione di difendere la fortezza assediata con vecchie armi. L'autore organizza il suo discorso con questa precipua finalità. Lo fa guardando al passato, confrontandosi con l'elaborazione giuridica che ha contribuito a fondare l'inderogabilità come principio immanente della legislazione del lavoro. Lo fa guardando al presente, alla crisi dell'inderogabilità, nel quadro di riforme che ne hanno in una certa misura inceppato i meccanismi, di nuovi valori che sembrano prevalere su consolidati paradigmi. Lo fa, infine, pensando alle nuove prospettive, alla riorganizzazione delle fonti e alla ridefinizione dei confini del diritto del lavoro, all'interdipendenza fra ordinamenti. La flessibilità è il terreno sul quale si registrano, per ragioni intuitive, le maggiori tensioni, si sperimentano tecniche di normazione che si distaccano dall'archetipo della "norma inderogabile". Il confronto si sposta nell'ordinamento multilevel, che registra una salda "presa di campo" del formante giurisprudenziale, con le sue tecniche e i suoi modelli culturali.
35,00

Ragioni del licenziamento e formazione culturale del giudice del lavoro

Ragioni del licenziamento e formazione culturale del giudice del lavoro

Libro: Libro in brossura

editore: Giappichelli

anno edizione: 2008

pagine: X-122

Controllare la legittimità del licenziamento in un sistema che ne tipizza le ragioni giustificative è operazione ermeneuticamente e culturalmente complessa. Chiama il giudice a confrontarsi con un sistema di valori, esterno alla norma, di cui deve farsi interprete sensibile. Le clausole generali (o concetti indeterminati o norme in bianco) del giustificato motivo soggettivo e della giusta causa nonché quelle del giustificato motivo oggettivo insieme alla nozione di licenziamento per riduzione di personale rinviano a loro volta ad altri concetti aperti: la fiducia, l'intuitus personae, la produzione, l'organizzazione, l'iniziativa economica. In esse - a differenza di altre nozioni giuridiche a contenuto variabile (standard, direttive, norme generali, etc.) - l'indeterminatezza ha carattere intenzionale e risponde alla volontà del legislatore di sospendere il giudizio, rinviandone la soluzione a una diversa autorità. Ne viene fuori un quadro in cui il giudice deve farsi interprete di regole non scritte, ma ugualmente rilevanti nell'ambiente sociale di riferimento. Si tratta di un classico terreno su cui si contrappongono il metodo problematico proprio della giurisprudenza e quello sistematico della dottrina. Gli scritti pubblicati in questo volume intendono fare il punto su questi temi, mettendo a confronto le esperienze diverse, ma convergenti, dei vari protagonisti della vicenda culturale.
12,50

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