Il Prato: Arte
La rivoluzione musicale degli anni Sessanta
Luciana Bassi
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2019
pagine: 102
Raccontare la musica leggera e la nuova musica rock degli anni Sessanta potrebbe sembrare cosa facile. Generalmente chi ha vissuto questo periodo conserva un felice ricordo, significa serbare il racconto di un tempo ricco di novità, ma anche di trasgressione. Gli anni Sessanta sono stati un decennio straordinario innanzitutto per i radicali cambiamenti di mentalità e la messa in discussione di valori fino ad allora dati come certezze assolute. Fu un periodo in cui idee e nuovi ideali sono nati e si sono sviluppati imponendosi nel pubblico, altri invece si sono spenti entro tempi brevi. Con questo testo ho inteso raccontare quel tempo da me vissuto nella mia adolescenza, trascorso in famiglia tra musica classica e musica rock. Il fascino di quest’ultima mi ha particolarmente catturata, creando in me forti emozioni e facendomi scoprire nuovi mondi. I testi delle canzoni delle band e dei cantanti solisti degli anni Sessanta li ricordo uno ad uno. Quei testi, seppure “leggeri”, parlano non solo di amore, tema dominante della musica in genere, ma anche di ecologia, di vita quotidiana, dei conflitti nel mondo, parlano di ricordi dell’infanzia quando qualcuno cantava: ”... bastava un niente per sorridere, ... una bugia per essere grande”. Io credo che questo genere di musica, i cui testi sono tuttora attuali e in molti casi significativi, non si debba e non si possa dimenticare.
Fonetica Solletica e i doni sonanti
Cinzia Recci
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2017
pagine: 32
Le nonne… chi può negarne la saggezza? Clarabella Fusilla è un’appassionata maestra d’inglese che, per insegnare ai suoi piccoli alunni la corretta pronuncia delle parole, si affida all’aiuto di alcune fate, trovate proprio grazie a un vecchio racconto di sua nonna. L’incontro con la fata Fonetica cambierà per sempre la vita di Clarabella e il suo modo d’insegnare. I suoi alunni, i simpatici bambini della classe I° C, scopriranno che anche cose difficili, come la fonetica internazionale, possono diventare semplici con l’aiuto della magia e del divertimento. Fonetica Solletica e i Doni Sonanti sono lezioni di inglese che diventano fiaba. È un racconto dedicato ai bambini… e agli adulti impegnati, accanto ai genitori, nel delicato compito della loro crescita: gli insegnanti.
I giovani e il restauro. Arte nel tempo: significato, trasformazione e conservazione. Atti del Convegno (Roma, 24-25-26 febbraio 2016)
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2017
pagine: 232
La pubblicazione intende proporre ai lettori le migliori tesi in restauro, conservazione e diagnostica dei beni culturali conseguite presso le istituzioni italiane e straniere preposte alla formazione della figura professionale del Restauratore Conservatore e del Conservatore Diagnosta. Le tesi sono state presentate nell’ambito del convegno “I Giovani e il Restauro. Arte nel tempo: significato, trasformazione e conservazione. Prima edizione a cura di Cinzia Giorgi e Paola Zoroaster”, tenutosi in Roma, in data 24-25-26 febbraio 2016, presso la Sala Convegni del Museo Nazionale Romano a Palazzo Massimo. Sono state selezionate fra quelle che meglio testimoniano lo stato dell’arte degli studi e dell’attività di ricerca in corso presso le varie istituzioni coinvolte, ma soprattutto, che mostrano di essere frutto di un lavoro collegiale fra la componente tecnica, storica e scientifica. In tale occasione, sono state scelte fra i numerosi lavori pervenuti, ventuno tesi di laurea in Conservazione e Restauro dei beni culturali e ventuno tesi di laurea in Scienze dei beni culturali di cui quattordici in tutto selezionate in entrambe le discipline, per la Sezione Poster. Sono state inoltre presentate quattro tesi di studenti stranieri, provenienti da Portogallo, Grecia e Cina.
L'ultimo traduttore. Jacob Alpron tra yiddish e italiano
Pia Settimi
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2017
pagine: 160
Jacob Alpron, rabbino e precettore di fanciulle e fanciulli, visse tra '500 e '600 a Padova, Venezia e altre località del nord Italia. Egli si dedicò alla divulgazione delle norme riguardanti il corretto comportamento degli appartenenti alla religione ebraica prima scrivendo in ebraico e poi traducendo dall'ebraico all'yiddish. Queste opere vengono oggi sommariamente presentate. Tuttavia la sua opera più nota fu la traduzione dall'yiddish all'italiano dei "Precetti per le donne ebree" pubblicata, mentre lui era ancora in vita, nel 1616 e nel 1624. Ora il confronto tra il testo originale e la traduzione consente, attraverso lo studio dei diversi atteggiamenti di autore e traduttore rispetto a singoli concetti, di tratteggiarne la personalità e il temperamento, qualche volte imprevedibile. Viene poi data attenzione allo studio del manoscritto originale di quella importante traduzione anche ai fini di un’analisi della lingua usata dal traduttore ossia il giudaico-italiano, italiano scritto in caratteri ebraici corsivi e disseminato di termini ebraici. Concludono il testo “tre preghiere”, presenti nei testi a stampa dei “Precetti per le donne” (1616-1625), ma finora anch'essi inediti.
Le pietre sanno parlare. Il linguaggio dell'architettura del paesaggio nella costruzione della memoria collettiva contemporanea
Flavia Pastò
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2017
pagine: 168
Nei decenni a cavallo fra i secoli XIX e XX mausolei, cenotafi, altari della patria e innumerevoli monumenti commemorativi riempiono le piazze di ogni città, celebrando la forza politica, le conquiste belliche e le morti illustri con statue e costruzioni, in un tripudio di pietra e marmo. Negli anni che seguono, dopo le due guerre mondiali e gli stermini di massa, l’Olocausto e le bombe atomiche, si assiste a una mutazione nell’individuazione di elementi simbolici capaci di rappresentare quelle immani tragedie e, di conseguenza, a un cambiamento nella progettazione e nella costruzione dei luoghi della memoria. Si cercano nuove soluzioni e si intravede nella natura una possibile alleata al ricordo, riconoscendo in questa un potere rigenerante e consolatorio ben più efficace. Prendono forma, quindi, altre tipologie di costruzione, con linguaggi ed elementi diversi, legati questa volta alla progettazione degli spazi aperti e al rapporto con il paesaggio, e che caratterizzano l’evoluzione nella costruzione dei luoghi del ricordo del XXI secolo.
Il teatro sociale di Sondrio. La rinascita: la storia, il progetto, il cantiere
Libro: Libro rilegato
editore: Il Prato
anno edizione: 2017
pagine: 224
Il Teatro Sociale di Sondrio, edificato a partire dal 1820 nella Piazza Nuova, oggi piazza Garibaldi, su progetto dell’architetto Luigi Canonica, è uno degli edifici più rappresentativi della città. Il Teatro ha ospitato molti fra più importanti spettacoli lirici dell’epoca: dal 1824, anno di apertura con il Barbiere di Siviglia di Rossini, fino al 1940. Nel dopoguerra ha invece visto la stagione del più noto cinema Teatro Pedretti. Sono stati ripercorsi i principali avvenimenti storici succedutisi nell’arco di quasi due secoli, raccontate le fasi della rinascita, documentato il progetto di restauro e lo sviluppo del cantiere. Una narrazione dei principali protagoni0073ti, corredata da numerosi scatti fotografici, che hanno contribuito al recupero e alla rinata funzione teatrale dell’edificio.
Casa di Anna. Mille anni di storia e testimonianze
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2017
pagine: 80
Alle soglie dell’anno Mille fosco si presenta l’orizzonte delle frontiere; da secoli ormai i poteri bizantini, longobardi e germanici si scontrano per assicurarsi ulteriori lembi di territorio italiano, il quale ora viene ripetutamente colpito da incursioni barbare devastatrici. Il giovanissimo e visionario Ottone III necessita di fides potenti per difendere e mantenere l’integrità del Sacro Romano Impero ed affida a Rambaldo II di Collalto alcune proprietà nella zona di Mestre, Parlan e Brendole. È l’anno 994 d.C. e da un atto strategico di natura politica, che sancisce l’unione indissolubile della famiglia comitale con l’area, ha inizio una storia che vede il susseguirsi di vicende documentate nel comparto oggi occupato dalla Casa di Anna. L’accurato spoglio dei documenti antichi custoditi presso l’Archivio di Stato di Venezia dipinge una realtà sfaccettata di tipo rurale, occupata dalle proprietà fondiarie delle Confraternite laiche e dei Monasteri. Le vite di eminenti famiglie veneziane, come i Sardi ed i Vendramin, si intrecciano con vitalità a quelle di semplici privati contadini e mercanti. Nel vortice della memoria storica chiare si delineano le dinamiche umane simili a quelle dei giorni nostri, in cui lasciti, affittanze e sopraffazioni
La Chiesa e il Convento di Santa Maria del Carmelo a Venezia
Libro
editore: Il Prato
anno edizione: 2017
pagine: 256
Questo libro affronta in modo approfondito e articolato diversi aspetti della chiesa e del convento di Santa Maria dei Carmini: la forma edilizia della chiesa, profondamente modificata nel tempo, l'analisi delle sue principali fasi di evoluzione fra il Trecento e il Seicento e l'individuazione dei modelli architettonici di riferimento che consentono di ricostruire le idee carmelitane sullo spazio sacro e sui suoi significati culturali e simbolici. I documenti d'archivio ove si leggono manifestazioni di devozione viste attraverso le testimonianze dei frati e delle confraternite e di personaggi significativi per i Carmini. La bellezza e il significato delle vesti liturgiche e originali del XVIII secolo conservate in chiesa. La documentazione epigrafica per la storia del complesso monumentale dei Carmini. Una lettura che aiuta a ricostruire i rapporti fra le istituzioni, la società veneziana e l'Ordine del Carmelo prima, la parrocchia poi. I manufatti destinati alla contemplazione-conservazione di reliquie e alla celebrazione liturgica come significativo esempio della maestria degli orafi veneziani tra il XVII e XIX secolo: urne, calici, pissidi e ostensori che "illustrano" con grande efficacia il mistero della Passione e l'opera di santi e martiri, testimoni di Cristo.
Cipriano Cipriani. Abate olivetano veronese del Rinascimento
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2017
pagine: 256
La lettura della presente pubblicazione, dedicata a Cipriano Cipriani (1482-1548), ci immerge da subito – grazie al rigoroso lavoro di ricerca e all’esposizione appassionante dei suoi autori e curatori – nella vita e l’opera dell’abate di Santa Maria in Organo e dell’effervescente ambiente culturale e artistico della Verona sul finire del xv secolo, un periodo che a ragione sarà denominato il “Rinascimento veronese”. Committenti, artisti e abili artigiani hanno concorso nel produrre il bello e cose belle, che ancora oggi conquistano i visitatori ed esaltano l’unicità della città di Verona. Vale la pena di soffermarsi sulla chiesa di Santa Maria in Organo, affidata nel 1444 all’Ordine olivetano. L’abate Cipriani la resse per cinque mandati, a partire dal 1515, fino alla sua morte, profondendovi passione e dimostrando di saper coniugare decoro artistico e qualità della vita spirituale dei suoi monaci. Durante questo periodo, l’abbazia fu cantiere di lavoro, tra gli altri, di fra Giovanni da Verona, che vi realizzò le uniche e preziose tarsie del coro e quelle sulla spalliera della sacrestia.
Beni mobili: la movimentazione delle opere d'arte
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2017
pagine: 364
Questo libro è la storia di un viaggio dentro la movimentazione delle opere d’arte a partire dalle ragioni, dalle condizioni e dalla legislazione che la consente, per passare al sistema degli imballi e dei trasporti, per arrivare attraverso la lettura della materia delle opere alle modalità della loro descrizione, fino alla dotazione di un repertorio bibliografico per chi intenda documentarsi prima di partire. È un’esperienza nata dentro al museo perché è luogo della partenza e del ritorno, per i beni mobili e per noi che, consapevoli di un privilegio, ci lavoriamo.
Ernesto Nathan Rogers. La rappresentazione come strumento per la conoscenza dell’architettura. L’architettura come strumento per la rappresentazione della società
Gianfranco Guaragna
Libro
editore: Il Prato
anno edizione: 2017
pagine: 40
Sappiamo bene che certi temi sono ormai completamente avulsi dal contesto storico attuale, tuttavia, quello che si è cercato di focalizzare in questo breve scritto sono soltanto alcuni aspetti dell’opera e del pensiero di Ernesto N. Rogers che riguardano fondamentalmente il rapporto tra l’uomo, l’architettura e la società e che rappresentano la base dei suoi insegnamenti. Di conseguenza, a partire dall’idea contenuta nel concetto “rogersiano” di disegno, che è inteso non come semplice tecnica di rappresentazione bensì come studio dell’opera architettonica rivolto alla conoscenza della storia, si è poi cercato di delineare, attraverso una chiave di lettura che potesse essere in grado di eviscerarne tutta la complessità, il tipo d’interesse che egli pone nei riguardi del rapporto tra tradizione e innovazione. Quando Rogers, infatti, alla fine del 1953 assume la direzione di Casabella, oltre alla questione del disegno, fa sì che la rivista si caratterizzi fin dai primi numeri proprio per la volontà di tenere insieme l’archetipo, inteso come tradizione, e l’innovazione tecnologica. Tuttavia, un altro aspetto importante che caratterizza questa prima fase della rivista è proprio la continuità - anche se di breve durata - con quel filone ‘spontaneista’ inaugurato dalla precedente conduzione di Pagano. Pertanto noi crediamo che il concetto dell’architettura come rappresentazione dei valori non solo di una comunità ma dell’intera società, si evinca proprio dai temi trattati in questi primi numeri di Casabella e dai progetti che Rogers realizza negli stessi anni; tra questi, quello per Borgo San Sergio a Trieste.
Aldo Rossi. Ora questo è perduto
Gianfranco Guaragna
Libro
editore: Il Prato
anno edizione: 2017
pagine: 32
Il 4 settembre del 1997 Aldo Rossi perdeva la vita in un incidente d'auto nella sua Milano dov'era nato sessantasei anni prima. Con la sua scomparsa lasciava in eredità i frutti del suo lavoro di architetto e di studioso, costituito da numerosi scritti, disegni, e progetti. Un lavoro, il suo, caratterizzato tra l'altro da un rigoroso metodo analitico e analogico che lo portava a un continuo e ostinato ritorno sugli stessi temi per riempirli ogni volta di nuovi significati. La scrittura, come l'architettura, è per definizione indifferente al significato della parola scritta, ed è appunto questo il senso della ricerca sulla tipologia che porterà Aldo Rossi all'elaborazione di una teoria nella quale s'individua proprio nel tipo architettonico il fattore predominante per la persistenza e adattabilità delle costruzioni al modificarsi degli usi. Inoltre, proponendo una teoria della città come locus della memoria collettiva, senza dubbio è stato in grado di apportare un prezioso e fondamentale contributo alla comprensione della stessa e alla ridefinizione della "scienza urbana". Tra tutti i suoi progetti, alcuni riguardano Trieste e dei tre elaborati per la Città, sono proprio i due non realizzati quelli di cui ci occupiamo in questo breve scritto.

