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Il Saggiatore: La cultura

Economia dell'ottimismo. Perché la speranza evita il fallimento delle nazioni

Economia dell'ottimismo. Perché la speranza evita il fallimento delle nazioni

Luciano Canova

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2025

pagine: 208

Economia dell’ottimismo ci mostra quanto una visione carica di fiducia nel domani sia stata cruciale nella storia del pensiero economico e come possa ancora esserlo per noi e il nostro pianeta. Quella di Luciano Canova è una riflessione teorica e pragmatica sulle scelte umane e sulle loro conseguenze: perché, come ci dimostrano le innovazioni del XX secolo, è quando agiamo convinti di poter modificare la realtà in positivo che otteniamo miglioramenti duraturi per tutti. Se si guarda al mondo di oggi, pur con tutte le sue diseguaglianze e le sue crisi, non si può certo dire che non siano avvenuti progressi anche solo rispetto a mezzo secolo fa: calo vertiginoso della mortalità infantile, aumento costante dell’alfabetizzazione, diminuzione globale della povertà. Partendo da una smentita sia del pensiero nostalgico che porta a idealizzare il passato sia di quello apocalittico che dipinge un futuro a tinte fosche, Canova ci spinge a guardare con fiducia agli strumenti economici che stiamo mettendo in campo per portare il mondo su una strada di sostenibilità ambientale e pace sociale. Muovendosi tra economia, scienze comportamentali e psicologia, e attingendo alle riflessioni di premi Nobel come Esther Duflo o Amartya Sen, oltre che agli studi di Paul Romer e Erik Angner, questo libro invita ognuno di noi, nel proprio piccolo, ad accettare consapevolmente il rischio: a innovare, ad accogliere l’incertezza e a fronteggiare gli imprevisti, rimanendo in guardia contro i pericoli dati dall'eccesso di fiducia in se stessi e dai bias di conferma che ci portano a ignorare i problemi fino a quando non ci travolgono. Una prospettiva inedita, che non sminuisce i grandi problemi di oggi – il cambiamento climatico su tutti –, ma che afferma a gran voce che solo riconoscendoli e proiettandoci oltre di essi con positività potremo trovare soluzioni creative e realmente efficaci.
19,00 €

Limited edition. Un esperimento di teatro urbano

Limited edition. Un esperimento di teatro urbano

Davide Carnevali

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2024

pagine: 152

Limited Edition è un’esplorazione culturale in cui teatro, architettura e urbanistica si fondono per creare una nuova visione della città e della drammaturgia. Quelle di Davide Carnevali sono narrazioni site-specific, storie che nascono e vivono in simbiosi con l’ambiente, e che indagano i luoghi attraverso la vita e i racconti di chi li abita. In queste pagine, Milano si trasforma in un palcoscenico in cui il lettore viene coinvolto in un esercizio immaginativo che lo conduce indietro nel tempo, a quando si progettava di «portare il mare» in città, proprio lì dove ora c’è il parco di Porto di Mare, nel quartiere Corvetto. Ispirandosi alle opere di Georges Perec, questo racconto-gioco svela i meccanismi nascosti della scrittura e trasforma gli spazi urbani in simboli di utopie fallite e possibilità rinnovate, in cui anche lo scarto diventa importante quanto il monumento. Ecco quindi che, se ogni luogo nelle sue specificità è unico, ogni operazione drammaturgica diventa un’«edizione limitata», irripetibile e non replicabile: un’occasione per interrogarsi sul concetto stesso di limite come spazio di integrazione tra campagna e città, tra naturale e artificiale. Per ripensare le nostre città, per immaginare nuovi futuri per loro e per noi. Prefazione di Antonio Longo e Gabriele Pasqui.
18,00 €

Diario

Diario

Witold Gombrowicz

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2024

pagine: 928

Diario è un corpo a corpo con la scrittura lungo sedici anni: un’opera monumentale composta dalle riflessioni, dai giudizi e dalle confessioni che Witold Gombrowicz ha condiviso con i suoi lettori, denudandosi sotto il profilo umano e letterario. Sono i primi anni cinquanta quando Gombrowicz, esule a Buenos Aires, inizia a inviare alcuni suoi testi al mensile polacco Kultura. Da questa collaborazione nasceranno nel 1953 i primi frammenti del Dziennik, il «Diario», un progetto la cui stesura graduale e costante sulle pagine della rivista lo accompagnerà anche durante il suo ritorno in Europa attraverso Berlino, Parigi e Vence fino al 1969, anno della sua morte. Per lo scrittore si tratta di un’esplorazione senza precedenti nei meandri di sé e del proprio immaginario. Di mese in mese e di numero in numero, infatti, Gombrowicz spinge la propria scrittura sempre più nel profondo di se stesso, facendo emergere lo «scatenato ribollente groviglio» che compone il suo io contro il dominio delle «cieche forze della Collettività e della Storia». Ecco allora che all’interno della sua prosa cesellata le analisi del pensiero di Montaigne, Sartre, Nietzsche, Simone Weil si alternano ai commenti sull’attualità politica, le digressioni sulla musica (sua grande passione) si intrecciano agli interrogativi sull’inautenticità e l’incompletezza dell’uomo, le considerazioni sulla morte e il senso della vita si affiancano al racconto delle fatiche di individuo e scrittore, in un mosaico armonioso di appunti e annotazioni. Opera gemella di Kronos, il Diario testimonia un «percorso intellettuale ed esistenziale profondo e doloroso», in cui – come scrive Francesco M. Cataluccio nella sua introduzione – «Gombrowicz esprime compiutamente la sua filosofia nell’unico modo che gli è possibile», rivendicando «un sapere specifico: il sapere del molteplice».
60,00 €

Scritti scelti sull'architettura e la città 1956-1972

Scritti scelti sull'architettura e la città 1956-1972

Aldo Rossi

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2024

pagine: 584

Gli “Scritti scelti sull'architettura e la città” di Aldo Rossi sono i testi che più hanno plasmato l’idea contemporanea di pianificazione urbanistica. È il 1955 quando Aldo Rossi comincia a scrivere sulle pagine di Casabella. È ancora solo uno studente, ma in quei primi testi si intravede un ideale che prende forma riga dopo riga. Già nei suoi saggi giovanili sul neoclassicismo italiano, e soprattutto attraverso il confronto con l’opera di Étienne- Louis Boullée, Adolf Loos e Le Corbusier, possiamo scorgere i concetti su cui Rossi fonderà la sua idea di architettura: tra tutti la critica al «funzionalismo ingenuo» e l’interazione tra l’edificio e l’ambiente circostante. Questa raccolta ci permette di seguire, come su un piano cartesiano, l’evoluzione della sua teoria e dei suoi interessi storici testo dopo testo, dagli studi su Vienna, Berlino, Venezia e Milano fino allo sviluppo del fondamentale concetto di «città per parti»: una visione della metropoli non più come spazio fisico da colonizzare, ma come luogo in cui elementi di diversa origine vanno a combinarsi armonicamente. In un presente in cui i problemi spaziali della città si palesano quotidianamente nella vita dei cittadini e in cui l'architettura ha perso il proprio ruolo politico, la voce di Rossi risuona ancora più potente a delineare un altro modo di pensare e abitare il mondo: una visione in cui convivono poetica e tecnica, arte e pianificazione, e in cui solo guardando al passato si può immaginare il futuro della comunità.
30,00 €

La parola della poesia. Da Leopardi ad Augusto Blotto

La parola della poesia. Da Leopardi ad Augusto Blotto

Stefano Agosti

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2024

pagine: 352

“La parola della poesia” è un’indagine critica su quella parte di mondo che si nasconde tra le pieghe di un verso, che viene risvegliata da un accento, che mostra le sue contraddizioni grazie alla metrica. Progettata dallo stesso Agosti come volume unico, questa raccolta di saggi è il tentativo di individuare, a partire dalle opere di autori noti e meno noti, che cosa sia quel territorio cangiante e alchemico che da millenni chiamiamo «poesia». La parola poetica è forse la parte del linguaggio che più di tutte unisce pulsioni viscerali e significati raffinati, simbologie sonore e associazioni inattese. Per capire però che cosa la differenzi dalle altre forme di espressione umana e perché alcune idee ed emozioni possano essere descritte con esattezza solo attraverso di essa, in queste pagine Stefano Agosti percorre un itinerario inedito tra le liriche di classici e contemporanei, inseguendone gli echi dentro e fuori dal canone: ecco allora che l’Infinito di Giacomo Leopardi, in cui ogni lemma sfida l’indicibile, si giustappone ai grafemi di Giorgio Orelli; la lingua mimetica delle onomatopee di Giovanni Pascoli si proietta nelle deflagrazioni semantiche di Edoardo Sanguineti; le creature verbali di Arthur Rimbaud trovano eredi nei tentativi di Augusto Blotto di trascrivere «quanto sta fuori dall’ordine del discorso». “La parola della poesia” è il lascito intellettuale di un critico che prima di tutto si è avvicinato alla poesia per amore: il racconto delle infinite capacità della parola di piegarsi e brillare, sporcarsi e abbagliare, evocare e tacere. Perché solo imparando a riconoscerne, verso dopo verso, la potenza, possiamo riuscire a provare lo stupore di sentirci compresi e circoscritti; di sentirci, per la prima volta, «detti».
26,00 €

Giacomo Puccini. Tra fin de siècle e modernità

Giacomo Puccini. Tra fin de siècle e modernità

Michele Girardi

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2024

pagine: 784

Questo libro è il coronamento di oltre quarant’anni di ricerca sulla musica e la figura di Giacomo Puccini. Michele Girardi ci accompagna in un lungo viaggio attraverso l’opera e la vita di uno dei più grandi compositori di teatro di sempre, illuminando tutti gli aspetti di una personalità complessa con un obiettivo dichiarato: comprendere quell’equilibrio davvero unico per cui un perdurante successo popolare è potuto nascere da un’arte raffinatissima. La narrazione della carriera musicale di Puccini si muove lungo il racconto della sua vita: dalla discendenza da una dinastia di musicisti alle prime composizioni dell’adolescenza e all’approdo al Conservatorio di Milano; dalle frequentazioni scapigliate all’infatuazione wagneriana; dalla rivelazione di Manon Lescaut, con il consolidarsi del fortunato legame con Casa Ricordi, fino al successo planetario di Tosca e alla grandiosa e incompiuta Turandot. Con rigore e trasporto, anno dopo anno, Girardi s’inoltra nelle partiture, nei manoscritti, nei carteggi del compositore per sviscerare ogni aspetto della sua arte, e insieme comprendere al meglio la vicenda di un personaggio «intenso, commovente, comunicativo ma pure colto, curioso, sofisticato e intellettualmente dotatissimo». Giacomo Puccini si offre così a una doppia lettura: l’appassionato potrà riconoscere i luoghi dell’opera che ama, mentre lo studioso e il musicista avranno a disposizione dettagli che permetteranno di compiere un’esplorazione in profondità. Michele Girardi ci restituisce fedelmente l’immagine di un musicista e drammaturgo che ha saputo traghettare il teatro d’opera italiano nella modernità, e lo colloca là dove deve stare, «primus inter pares (insieme a Janáček, Ravel, Strauss, e Berg), fra i moderni che popolano il teatro musicale europeo fin de siècle». Prefazione di Guido Paduano.
36,00 €

La carne impassibile. Salvezza e salute fra Medioevo e Controriforma

La carne impassibile. Salvezza e salute fra Medioevo e Controriforma

Piero Camporesi

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2024

pagine: 360

“La carne impassibile” è una discesa nell’immaginario torbido e salvifico del corpo dal Medioevo alla Controriforma: partendo da testi minori e documenti poco noti, Piero Camporesi ci conduce in un territorio in cui bellezza e atrocità convivono e in cui i confini tra cucina e chirurgia, occultismo e teologia, sacro e profano si fanno sottili fino a confondersi. Per la società medievale il corpo era il centro di tutti i discorsi pubblici e privati: da un lato oggetto di esorcismi e torture, piaghe e sporcizia, specchio di un universo corruttibile e immondo; dall’altro scrigno di medicine e unguenti taumaturgici, intrinsecamente legato, nella sua mortalità, al divino. Per secoli nelle pagine di medici, filosofi e sacerdoti, è stata proprio la promessa di una vita ultraterrena in cui diverremo materia «impassibile », beata e incorruttibile a relegare la fisicità al campo dell’esecrabile e del deperibile, serbatoio di ogni vizio e lordura. Tra profumati oli curativi che sgorgano dalle reliquie dei santi «mirobliti» e corpi appestati brulicanti di «entomata», vermi e insetti, Camporesi ci guida in un racconto della carne quale essenza dell’umano, specchio delle sue paure, ansie e speranze; ma anche lente attraverso cui guardare il mondo. Questo libro ci spinge al confronto con una narrazione della corporalità molto distante dalla nostra. Nell’epoca digitale, fatta di immaterialità, filtri e proiezioni, Camporesi ci invita a rivolgere lo sguardo al passato, ai suoi errori e alle sue illusioni: perché è proprio recuperando i vuoti e le mancanze degli antichi che possiamo tornare a dare pienezza alla carne di cui sono fatti i nostri corpi.
26,00 €

Oreste o l'arte del sorriso

Oreste o l'arte del sorriso

Domenico Gnoli

Libro: Libro rilegato

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2024

pagine: 76

Chi provasse a cercare Terramafiusa sulle mappe di oggi non la troverebbe. Fino a un po’ di anni fa era un piccolo principato nascosto tra le montagne dell’Europa centrale. Lì, circondato da una corte di modesti funzionari, viveva Oreste, il principe di Terramafiusa, che imparò a sorridere all’età di vent’anni e che da allora non ha più smesso. Questa è la storia del suo sorriso e di come l’ha ottenuto, aiutato dai saggi sotterfugi di Lucien, il centenario pappagallo della nonna Palmira, dalla goffaggine del corpulento primo ministro Camillo, amante di pasti sostanziosi e lunghe pennichelle, e dall’amore di Violante, la bella dama di compagnia. Come nei suoi quadri, Domenico Gnoli riempie le tavole di dettagli minuziosi, spesso celati, a volte curiosi (che cosa ci fa il bassotto Marcantonio in questa storia?), che sembrano spingerci a guardare ancora e ancora, scoprendo sempre qualcosa di nuovo. In questo libro, l’unico che abbia scritto e illustrato, Gnoli racconta come, a volte, basti la diversa curvatura di un sorriso per cambiare il corso della storia e dare un nuovo senso al mondo.
35,00 €

Capire una fotografia

Capire una fotografia

John Berger

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2024

pagine: 168

Nonostante l’invenzione della fotografia risalga ormai a due secoli fa, ancora oggi non abbiamo deciso se sia nella sostanza una riproduzione o una interpretazione: se lo scatto raccolga, cioè, una traccia del reale così come appare o se sia soprattutto l’esercizio di una scelta umana. Nel corso della sua carriera John Berger si è confrontato continuamente con questi e altri enigmi, trovando sempre risposte capaci non tanto di essere un punto di arrivo definitivo, quanto di aprirci ad altre scoperte. Nei ventiquattro saggi qui raccolti e selezionati da Geoff Dyer, suo profondo conoscitore e ammiratore, Berger indaga con la medesima curiosità il lavoro di grandi fotografi come Henri Cartier-Bresson, Margaret Bourke‑White, Sebastião Salgado o Jean Mohr, e le vite dei fotografati, le immagini diventate documento storico e gli scatti privati. Il suo è uno sguardo perennemente alla ricerca di parallelismi e contraddizioni che rivelino il dialogo sotterraneo della fotografia con la pittura e il cinema – quanto è distante il ritratto del cadavere di Che Guevara dal Cristo morto di Mantegna? –, ma anche le ambiguità di uno strumento comunque «politico», che possiamo usare o che può essere usato contro di noi – si pensi ai fotomontaggi di John Heartfield in cui le immagini di propaganda nazista diventano opere satiriche. “Capire una fotografia” è un libro composto da oltre mezzo secolo di analisi, commenti, intuizioni, riflessioni: un punto di vista tra i più originali e acuti, capace di descrivere e immortalare quello spazio che esiste tra l’obiettivo e il mondo esterno.
29,00 €

Un pianeta senz'acqua. Viaggio nella desertificazione contemporanea

Un pianeta senz'acqua. Viaggio nella desertificazione contemporanea

Fred Pearce

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2024

pagine: 424

“Un pianeta senz’acqua” è lo studio più completo sulla desertificazione a cui sta andando incontro la Terra. A metà tra il saggio e il reportage narrativo, Fred Pearce racconta come l’accesso all’acqua, risorsa più preziosa anche del petrolio, stia diventando il campo su cui si giocherà la sopravvivenza del pianeta e dei suoi fragili equilibri geopolitici. Fred Pearce si imbarca in un viaggio attorno al globo alla scoperta degli scompensi generati dalla presenza o assenza di fonti idriche: dalle dighe sul fiume Mekong progettate dalla Cina, che rischieranno di minare il sostentamento degli abitanti di Cambogia e Vietnam, al dirottamento del letto del fiume Giordano da parte di Israele per trasportare acqua nelle sue città, prosciugando così una valle intera; dal lago Ciad, che negli ultimi cinquant’anni ha perso più del novanta per cento della sua superficie, innescando conflitti ed emigrazioni forzate che coinvolgono milioni di persone, fino al Rio Grande, ormai sempre più spesso ridotto a un rigagnolo fangoso, ma da cui dipendono le coltivazioni di un’intera regione. “Un pianeta senz’acqua” rivela come dietro un rubinetto aperto ci sia un mondo sotterraneo intimamente collegato, che, se osservato accuratamente, può descrivere lo scarto apparentemente irrecuperabile tra paesi ricchi e paesi poveri, spiegare i movimenti di popolazione verso il Nord del pianeta e mettere sotto gli occhi di tutti le conseguenze dei cambiamenti climatici degli ultimi decenni. Uno sguardo sul nostro presente e passato recente per afferrare ciò che ci aspetta nel futuro: perché, se per capire da dove nascono i nostri fiumi e i nostri laghi ci abbiamo impiegato secoli, per capire come moriranno potrebbero volerci pochi decenni.
26,00 €

Ore incerte

Ore incerte

Silvio Perrella

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2024

pagine: 304

In “Ore incerte” due amanti senza patria vagabondano in uno spazio che non ha confini. Si chiamano Hatem e Suleika e il narratore li incontra nei pressi della Zisa di Palermo, mentre vivono in bilico tra mondi diversi, tra diorami e meridiane, con la loro Baghdad sempre presente nei pensieri. Come due figure mitiche, si osservano a distanza mentre percorrono il loro viaggio, intenti a strappare attimi di passione dalle loro vite intrecciate. Ne nasce così un romanzo d'avventura che non conosce strade rettilinee ma solo soste, incontri e momenti rubati. Viaggiare e raccontare sono una fuga costante dall'ordinario, «un'ora incerta» che si muove tra albe e tramonti, tra luci e ombre, tra gioia e dolore. I luoghi stessi prendono vita alla stregua di personaggi intravisti in una lanterna magica: spiagge che sprofondano nell'infinito, fari che illuminano sogni e ricordi, porti dove il mare e la terra si mescolano fino a confondersi. Silvio Perrella dà vita a una danza di parole e immagini che ha il ritmo indiavolato di un bolero, dove Hatem e Suleika si trasformano nel simbolo di un amore che sfida il tempo e lo spazio, alla costante ricerca di un nuovo orizzonte da attraversare insieme.
20,00 €

Blu, bianco e rosso

Blu, bianco e rosso

Krzysztof Kieslowski

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2024

pagine: 304

Quando hanno chiesto a Krzysztof Kieślowski il motivo per cui ha scelto di fare cinema, la risposta è stata: «Non so fare altro». Blu, bianco e rosso è il racconto in prima persona di questa radicale presa di coscienza lunga tutta una vita: un viaggio introspettivo in cui si intrecciano storia privata e collettiva, che ci conduce a scoprire il mistero nascosto dietro ogni inquadratura del regista polacco. Al centro dei film di Kieślowski c’è sempre stata l’umanità. Un’umanità spesso velata di dolore e miseria, ma comunque nobile nei suoi tentativi, anche maldestri, di trovare un senso all’esistenza. È stato per avvicinarsi a questa verità che Kieślowski ha iniziato a documentare su pellicola le vite delle persone che incontrava: lavoratori, contadini, soldati, gente comune; questo fino a quando i suoi film non sono stati usati dalla polizia della Polonia comunista, del cui regime è sempre stato convinto oppositore, per indagare i suoi concittadini. È in quel momento, ci spiega il regista, che la sua fiducia nel documentario crolla. Kieślowski si rifiuta allora di diventare strumento del potere e sceglie la finzione, con la sua promessa di libertà creativa e di indipendenza. Quelli che ne nascono sono film capaci di raccontare con onestà la colpa e la redenzione, l’incertezza del vivere, l’alienazione, la solitudine, e che qui il loro stesso autore ripercorre e analizza, illustrandoci come sono stati realizzati materialmente, in che contesto e quali sono le esperienze personali, i tormenti e le riflessioni che li hanno ispirati. “Blu, bianco e rosso” è un’autobiografia e un testamento poetico: l’invito a desiderare un’arte che sia in grado di esprimere le angosce e le emozioni umane; che sappia in qualche modo spiegare di che cosa è fatta davvero quella parte di universo colorata dalle nostre vite.
19,00 €

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